ULTIMA - 21/3/19 - SEMIFINALI DI COPPA VERONA: SAVAL "CORSARO" A GAZZOLO

Ieri sera si sono giocate le partite di andata delle semifinali della Coppa Verona 2018-19 che mette in palio, oltre al prestigioso trofeo, anche un posto nel prossimo campionato di Seconda categoria 2019-2020. Sfortunata la gara per il Gazzolo 2014 del presidente Paolo Valle che alla fine ha perso 1 a 2 in casa contro il bravo e fortunato Saval Maddalena
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INCONTRI VIP'S

29/10/09 - INCONTRI RAVVICINATI: MARCO CIVOLI

URLA ALLA CIVOLI

Marco Civoli è nato a Milano il 5 ottobre 1957. Giornalista e conduttore televisivo, esordisce presso l'emittente milanese Telenova, guidata dai padri paolini.

Entra in Rai nel 1988, conduce e interviene in programmi sportivi come “La Domenica Sportiva” e “Sport2 Sera”.

Nel 2004 diventa telecronista ufficiale delle partite della Nazionale italiana di calcio ed è passato alla storia di chi ama la Rai il famoso urlo “Ed è goool! E' finita! E' finita! E' finita! E' finita! Il cielo è azzurro sopra Berlino) cacciato da Civoli il 9 luglio 2006, al termine di Italia-Francia, ai Mondiali di Germania.

Dal 13 settembre conduce un “Mercoledì da campioni”, rotocalco che interessa gol, filmati e commenti delle nostre italiane impegnate nelle competizioni europee.

Che ricordo ha nei suoi esordi a Telenova?

“Be', è stata una palestra professionale, visto che ero molto giovane, per cui è stata una palestra estremamente importante. Sono nato lì, praticamente”.

Lei non ma mai giocato a calcio?

“No, be', io ho giocato a calcio da ragazzo, ma a livello di oratori. Non mi sono spinto oltre”.

In che ha giocato ruolo?

“Mah, si faceva un po' di tutto, senza nessun tipo di preferenza, direi. Si giocava in tutti i ruoli, in nessuno in particolare, perché c'era questa grande voglia di giocare soprattutto a pallone, e di divertirsi”.

Ha giocato anche in porta?

“Sì, sì, anche in porta, anche in porta”.

L'idolo di ieri e quello di oggi?

“Mah, non lo so. Io sono cresciuto un po' con il mito della grande Inter, per cui tutti i giocatori che facevano parte di quella squadra allora li ricordo tutti con estremo piacere. Oggi, non lo so: oggi non ho idoli. Guardo, guardo un po' tutto, e alcuni giocatori sono molto generosi, altri sono più tecnici. Mi piace tempi, muscoli, vedere una partita, questo è importante”.

Quindi, la fede di Marco Civoli è interista...

“Be', io sono nato con il mito della grande Inter, come dire, sono proprio cresciuto. Mi ha appassionato, mi appassiona anche, perché da ragazzo andavo sempre a “San Siro” a vedere sia le partite dell'Inter che quelle del Milan. Però, chiaramente, ho una certa preferenza per l'Inter, ecco”.

Che cos'è che le dà più fastidio; anche rimanendo in campo calcistico?

“Ma, non lo so. Fastidio, forse, non lo so, fastidi. Fastidi, forse, anche se chiaramente anche noi facciamo parte di questo mondo, forse, l'eccessivo tentativo di polemizzare sempre su tutto e tutti. Quello che mi piace di più è la partita, il gesto, tutti 90 minuti di una partita. Quello mi piace ancora e spero che, insomma, si possa sempre parlare di più di quello che succede sul campo e non fuori”.

La commuove ancora l'inno di Mameli?

“Oh. Be', sì, la commozione c'è sempre, voglio dire. Un rispetto, una commozione: questo sì. Direi proprio di sì”.

Fuori dal calcio, cos'è che la commuove di più: una sinfonia di Bach, uno splendido tramonto, cos'altro?

“A me commuoveva molto, anche perché non l'ho mai conosciuto di persona ma l'ho visto, ha sempre commosso, ogni volta che lo vedevo e lo sentivo parlare, papa Vojtila. Questo è quello che mi è capitato spesso di commuovermi, ascoltando le parole del papa. Di un papa speciale per me, ma non credo solo per me”.

Metta caso che noi adesso la nominiamo cittì della Nazionale di calcio degli ultimi pontefici. In che ruolo li schiererebbe?

“Mah, non credo che si possa fare una classifica di questo genere. Ogni papa, ogni pontefice ha una sua missione da compiere. Quello che mi è rimasto di più nel cuore, perché per papa Roncalli ero abbastanza piccolo, Paolo VI, sì, però, la figura – ripeto – di papa Vojtila per me è stata un grande punto di riferimento”.

Crede in Dio?

“Ci mancherebbe!”.

E, come si immagina l'Aldilà?
Marco Civoli regala un bel sorriso. Poi, risponde:

“Non lo so, sono curioso di scoprirlo”.

Grazie, Civoli, anche perché la sua risposta ci ricorda quella data da quel grande genio di Federico Fellini all'amico Sergio Zavoli. E' bello scoprire come l'uomo si ripete, nelle sue risposte, nella sua immaginazione dell'Aldilà.

Civoli sorride ancora, poi, esclama:

“Certo, certo!”.

E, in ultimo, quand'è che la sentiremo urlare per cinque volte di fila “E' finita!”?

“Non lo so. Spero nel 2010, ah, ah!”.

Grazie a Marco Civoli.

“Grazie a lei, arrivederci, buon giorno!”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 29 ottobre 2009






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