ULTIMA - 23/1/19 - LA VIRTUS VERONA CEDE CONTRO LA CAPOLISTA PORDENONE (1-2)

Per l'ennesima volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale della partita dopo essersi battuta alla pari contro la capolista incontrastata del girone B di serie C, il Pordenone di mister Attilio Tesser. A decidere la sfida a favore dei neroverdi friulani è stata una rete del 38enne Emanuele Berrettoni, ex Hellas Verona,
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INCONTRI VIP'S

29/11/09 - INCONTRI RAVVICINATI: PIETRO PAOLO VIRDIS

DAL VANGELO SECONDO PIETRO PAOLO

Antonio Pietro Paolo Virdis è nato nel piccolo paese di Sindìa di Macomèr (Sassari, il 26 giugno 1956).

La prima maglia da ragazzo è quello della Juvenilia, poi, il debutto in serie D avviene con la Nuorese, 1973-74.

Ha solo 16 anni e attira l'attenzione dei talent scout grazie alle 11 reti realizzate nell'ultima categoria dei dilettanti.

Lo tessera subito il Cagliari, con cui esordisce in massima serie il 6 ottobre 1974 contro il L.R. Vicenza.

Virdis non è ancora maggiorenne e lo diventa bagnando la seguente stagione in A con i sardi con 6 reti realizzate in 23 gare.

Il Cagliari retrocede in B molto probabilmente a causa di un grave infortunio capitato al suo giocatore più rappresentativo, Gigi Riva.

Ma, la B ben s'addice al giovane talento sassarese: un'autentica esplosione la sua grazie ai 18 gol, che lo proiettano alla Juventus di Giampiero Boniperti.

Che lo va a prelevare sull'isola in aereo, in quanto la giovane punta è molto indeciso se accettare il trasferimento in un grande club o restare un'altra stagione con quel Cagliari che l'ha lanciato in orbita.
In bianco-nero, 3 stagioni in cui Virdis fatica a trovare un suo spazio: ritorna al Cagliari (1980), ma poi, l'anno successivo, è di nuovo all'ombra della Mole Antonelliana.

Dopo il Mondiale vinto in Spagna nel 1982, è Pablito Rossi a piacere alla Vecchia Signora e a far cambiare destino e destinazione a Virdis.

Un altro club bianco-nero lo ingaggia in serie A: è l'Udinese, in cui non brilla per noie muscolari. La seconda stagione in Friuli gli frutta 10 gol ed è il Milan (1984) a volerlo al suo servizio per 5 stagioni.

Virdis torna il bomber di sempre e la stagione 1986-87 è quella della sua consacrazione: capocannoniere della A con 17 gol, mentre l'anno dopo guida i rosso-neri di Arrigo Sacchi alla conquista dello scudetto, bruciando nella corsa al titolo il Napoli di Diego Armando Maradona. E' del centravanti sardo la doppietta che consente al Milan (1° maggio 1988) di battere i partenopei e di cucirsi in pratica sul petto lo scudetto.
La stagione successiva è trionfo in Coppa dei Campioni.

Eccellente rigorista: Grudina, estremo difensore del Pisa, è stato l'unico portiere a negargli un rigore in serie A.

Ha chiuso la carriera indossando la casacca del Lecce per due anni consecutivi.

Anche un record in negativo: non ha mai vestito la maglia della Nazionale maggiore azzurra.

Nel suo palmares tre scudetti (uno con la Juventus, 1977-78, due col Milan, 1981-2 e 1987-88), una Coppa Italia (Juventus, 1978-79), una Supercoppa italiana (Milan, 1988), una Coppa dei Campioni (Milan, 1988-89).

E' stato capocannoniere di serie A con il Milan, campionato 1986-87, grazie a 17 centri.

Oggi, Virdis gestisce un negozio di prodotti tipici – cibi e vini - della sua terra, La Sardegna, in centro a Milano. Non solo, ma è anche opinionista televisivo.

Lo intervistiamo, mentre rientra a casa, dopo aver fatto fare una passeggiata benefica al suo cane.

Quando penso a Te, Pietro, non posso fare a meno di non ricordare quell'estate in cui il presidente della Juventus, Giampietro Boniperti, si scomodò, venendoti a prelevare di persona in Sardegna, tanto tu eri indeciso di lasciare il Cagliari e l'isola allora per vestire la maglia di un grande club come quello bianco-nero. Ora, che di acqua ne è passata sotto i ponti, ci puoi dire la verità: cosa avevi in testa?

“La verità è che ero un ragazzo di vent'anni, che voleva stare ancora un altro anno in Sardegna, e c'era stata la delusione degli spareggi – noi facevamo la B – e siamo arrivati agli spareggi per salire in A, e, avendoli falliti, mi sentivo come compito quello di riprovare a riportare il Cagliari in serie A”.

Secondo me, una grande icona del calcio cagliaritano e sardo, è Gigi Riva. Non ti ha mai pesato la sua ombra, visto che nessuno è riuscito ad eclissarlo?

“Direi nessuno, neanche a livello italiano, né di Nazionale è riuscito ad eclissare una grande icona, un grande astro come Riva. E' il più grande di tutti”.

Sì, ma, non le ha dato un po' di fastidio?

“No, anzi, per me è stato un esempio, una spinta per tentare di raggiungerlo”.

In Nazionale, Pietro Paolo Virdis è stato adombrato da un certo Paolo Rossi...

“Ci sono stati vari attaccanti che durante il mio periodo hanno incontrato momenti di grande forma, e io nel momento più delicato ho avuto sempre qualche problemino, e non sono mai riuscito a vestire la maglia azzurra. Credo che questo sia stato il mio più grande rammarico, l'unico neo in una carriera in cui ho vinto molto. Ho vestito, invece, quella dell'Olimpica, e sono stato felice così”.

Il gol più importante di Antonio Pietro Paolo Virdis?

“Mah, i più importanti sono sicuramente quelli che portano a una vittoria di squadra. E' logico che i più importanti sono stato i due segnati nell'88 contro il Napoli nella partita che ci permise di superare 3-2 il Napoli, che era davanti a noi”.

Ci puoi descrivere anche con un aggettivo la Juventus dell'avvocato Gianni Agnelli e il Milan del primo Silvio Berlusconi?

“E' difficile così su due piedi. Direi che la Juventus dell'avvocato Agnelli è tradizione, continuità. Il Milan di Berlusconi è stato sorprendente; per come è partito e per quello che è riuscito a fare in poco tempo”.

Più stile in Boniperti e nella vecchia Juventus, o più audacia, più tenacia e fortuna nel Milan del primo Berlusconi?

“Io dico che per vincere certe componenti devono andare insieme. Quindi, credo che tutte e due siano dotate di eleganza, classe ed audacia”.

Lo scudetto che è più piaciuto, che ha più soddisfatto Virdis?

“Sicuramente, quello che m'ha visto più protagonista, ed è quello vinto con il Milan nel 1987-88”.

Ripassando la tua vita, non ti ricordi una giornata-no, un brutto “autogol” - chiamiamolo così – di Pietro Paolo Virdis?

“Ce ne sono state una marea e nella vita continueranno ad essercene. Ma, questo credo che faccia parte della vita di tutti, o no? Si sale e si scende”.

Ma, uno in particolare, a livello calcistico. Non ricordi un rigore clamorosamente sbagliato?

“Per un attaccante è facile ricordare dei gol sbagliati: ne sbagliai uno nel derby con la maglia della Juve. Il pallone sembrava abbastanza facile, io dovevo solo appoggiarlo in porta. Mi rimbalzò male, colpii male la palla con lo stinco, invece che con la scarpa, la palla andò fuori e a fil di palo”.

Il giocatore più forte di tutti i tempi italiano?

“Ne ho frequentati talmente tanti. Sono diversi. Mi piace ricordare due giocatori nello stesso ruolo e con cui ho giocato: sono Gaetano Scirea e Franco Baresi”.

Mica male come scelta, eh, Virdis! Due autentiche “bandiere”, una bianco-nera, l'altra rosso-nera.

“Direi di sì, per lo stile che avevano e per il carisma che hanno trasmesso e portato avanti”.

A Verona e contro l'Hellas Verona si ricorda qualche gol?

“Con il Verona, mi ricordo di un gol che ci permise, in un momento critico, di vincere 0-1 con un mio colpo di testa. Sempre con il Milan, ricordo invece una sconfitta molto dura da digerire, con delle decisioni arbitrali discutibili, una partita, se non sbaglio, persa per 3-2 e con delle espulsioni: quelle di Van Basten, Rijkard e l'allenatore Sacchi. Insomma, una giornata storta”.

Una Verona già fatale in precedenza per il Milan. Che perse la stella del decimo scudetto per quel 5-3 del maggio 1973...

“Sì purtroppo, sì”.

Non ha mai pianto calcisticamente: per la perdita di un giocatore, per qualcosa di grave che è accaduto?

“Sì, come tutti gli uomini, anche a me capitato”.

Magari sentendo un inno, quando ha alzato al cielo la Coppa dei Campioni con il Milan nel 1989?

“Quella volta, nel 1989, non ho pianto. La vita di un giocatore deve essere felice, non ricca di pianti. Ci sono stati dei momenti sicuramente difficili, infortuni, difficoltà, amarezze. E' normale piangere; credo sia così, ripeto, per qualunque uomo”.

Quand'è che le è venuta la pelle d'oca? Quando sentiva l'inno della Champion's?

“Sì, ci sono dei momenti in cui l'emozione ti scavalca, ti supera, supera la tua razionalità. Sì, certo: quelli sono momenti delicati”.

Oggi, grazie al suo negozio di cibi e di vini sardi, la sopravvivenza di Virdis è garantita.

“Assolutamente sì. Cibi e vino: esattamente il gusto di Virdis. D'altronde, sono sempre stato appassionato di cibi e di vino, e, pur facendo una professione, dove non potevo esagerare”.

L'allenatore migliore che ha guidato Virdis?

“Mah, ne ho avuti tanti bravi”.

Quello che ha maggiormente valorizzato le caratteristiche tecniche del bomber della Gallura?

“Come sempre, non c'è un migliore perché poi bisognerebbe fare un'insieme di diverse classifiche. Il più rivoluzionario è stato senz'altro Sacchi; però, ho sempre ammirato sia Trapattoni che Capello per quello che sono riusciti a fare. Trapattoni lo vediamo ancora adesso allenare, nonostante l'età non certo verde”.

Il Trap è in Irlanda con Marco Tardelli...

“Il Trap è riuscito a portarsi qualcosa della sua storia (Tardelli), a dargli una mano. Sì, sì, il Trap è un grande”.

Ha giocato con Tardelli; e ha vinto pure uno scudetto, o no?

“Non uno, ma con Tardelli ho vinto due scudetti”.

Coppa Italia?

“Una, con la Juve”.

E, una Supercoppa europea con il Milan...

“Sì, una Supercoppa, sì”.

Se veniamo a trovarla a Milano, nel suo negozio, ci aspettano solo cibi e vini della sua Sardegna?

“Assolutamente sì. Abbiamo fatto fare qualcosa anche con il nostro marchio, però, cerchiamo di far fare cose buone da tutta Italia. Non ci chiudiamo solo in un discorso solo di Sardegna. Anche perché l'Italia ha tanti tesori che vanno valorizzati”.

Non sei mister, ma nel calcio ci sei ancora.

“Intanto, nel calcio ci sono col cuore. E, poi, sto lavorando come commentatore con La 7, il digitale terrestre”.

Il tuo tifo è sempre per il Cagliari?

“Assolutamente sì. D'altronde, il Cagliari è la squadra che mi ha lanciato, la mia terra”.

Se ci fosse una finale Champion's League Juve-Milan, dove batterebbe il cuore di Antonio Pietro Paolo Virdis?

“Devo dire che sarei neutrale. Sarei neutrale”.

Quando ritornasti alla Juventus, ti aveva reso ancora più fiero?

“Assolutamente sì, perché mi avevano dato la possibilità di ritornare nel mio ambiente, che era Cagliari, però, lasciando l'opzione per riprendermi. E, quindi, è stata una grossa soddisfazione. Poi, come sempre, le strade si possono dividere. Però, è rimasta per me un'esperienza molto importante”.

Indimenticabile la tua vittoria nella classifica capocannonieri di serie A con la maglia del Milan e 17 bersagli.

“Vincere in un campionato italiano è sempre molto emozionante e sempre molto complicato. Il torneo italiano riserva sempre molte sorprese ed emozioni sia per la corsa allo scudetto, per la Uefa, per evitare la retrocessione”.

Cosa ti piacerebbe dicessero di Antonio Pietro Paolo Virdis? Mannaggia quanti nomi: sembri un conte della Gallura!

“E' perché ho parecchi parenti da accontentare. Mah, non lo so”.

Hai un figlio che segue le tue orme calcistiche?

“No, no, assolutamente no, ho due figli: uno è Matteo, l'altra è Benedetta. Gioca per piacere a pallacanestro”.

Ripeto la domanda: cosa vorresti che dicessero di te? Di un ragazzo timido, che ha conosciuto due grandi metropoli come Milano e Torino e vivere così il grande calcio?

“Che Virdis è uno che ha cercato di fare il meglio di sé. Credo che sia questa la sottolineatura che mi piacerebbe mi dessero coloro che mi hanno conosciuto”.

Il tuo peggior difetto e il tuo miglior pregio?

“Oh, mamma: adesso mi fai scoprire gli altarini! Mah, difetti, non ne basta uno”.

Sei testardo?

“Ah, ah – sorride Virdis. E, aggiunge: “ No, direi assolutamente di no”.

Il miglior pregio?

“Credo molto nell'amicizia. Come molti, penso”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 19 giugno 2008

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