ULTIMA - 20/4/19 - LA VIRTUS VERONA CERCA OGGI A FANO TRE PUNTI SALVEZZA

Operazione Fano iniziata: la Virtus Verona è partita ieri alla volta delle Marche dove oggi alle ore 16.30 si giocherà una fetta di salvezza nello scontro diretto in programma allo stadio "Mancini" di Fano. Prima di partire, l'allenatore rossoblu Luigi Fresco ha così commentato la vigilia del match: "Se vinciamo mettiamo una serie ipoteca
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INCONTRI VIP'S

21/12/09 - INCONTRI RAVVICINATI: EDDY MERCKX

“IL CANNIBALE” SI CONFESSA

Nel modesto sondaggio che abbiamo svolto nella ristretta cerchia di amici, sportivi e conoscenti, sono tre i più grandi ciclisti di tutti i tempi: Eddy Merckx, Fausto Coppi e Lance Armstrong, con prevalenza del primo citato.

Eddy Merckx ha vinto così tanto, da meritarsi l'appellativo de “Il Cannibale”: su 1800 gare disputate, lui ne ha vinte 525, qualcosa di più di un terzo.

Detiene pure il primato di corse vinte in un solo anno tra i professionisti: 54 nel 1971.

Sua moglie Claudine Acou gli ha dato due figli: Sabrine ed Alex, discreto ciclista a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila.

Oggi “Il Cannibale” vive nel suo amato Belgio: ha 64 anni (è nato il 17 giugno del 1945) e parla perfettamente l'italiano.

Il suo “palmares” è a dir poco invidiabile. A quanto abbiamo elencato sopra, bisogna aggiungere i trofei che l'hanno reso famoso in tutto il mondo: 5 Tour de France, 5 Giri d'Italia (record), più una Vuelta di Spagna nel 1973.

E' uno dei 5 ciclisti al mondo ad aver vinto la cosiddetta “tripla corona”, ovvero i tre Giri europei.

Ben sette sono le Milano-Sanremo vinte (record anche qui assoluto di vittorie di un ciclista di una classica in linea), due i Giri delle Fiandre, 3 le Parigi-Roubaix, 5 le Liegi-Bastogne-Liegi (altro record!), due Giri di Lombardia, tre Freccia Vallone.

Il 25 ottobre 1972, a Città del Messico, ottiene il record dell'ora con 42,432 km, superando di 770 metri il primato stabilito da Ole Ritter.
Tre gli ori mondiali da lui vinti, tutti su strada: ad Heerlen nel 1967, a Mendrisio nel 1971 e a Montreal nel 1974.

Merckx è anche l'unico ciclista al mondo ad aver centrato l'accoppiata Giro-Tour per ben tre volte: 1970, 1972 e 1974.

E' il maggior collezionista di maglie gialle: 115. Idem al Giro di Italia: 77 volte maglia rosa.
Dopo aver abbandonato le corse, è stato, seppur per un breve periodo, commissario tecnico della Nazionale belga di ciclismo.

Eddy, qual è stato il momento più bello della tua vita?

“Il momento più bello della mia vita, ah, ah, il giorno che sono nato, no?”

Certo. Ma, quello della tua carriera?

“La vittoria nel Giro di Francia nel 1969”.

Il momento più brutto come corridore, come ciclista?

“Il Cannibale” viene improvvisamente interrotto dalla moglie Claudine. Poi, dopo una ventina di secondi, riprende a rispondere: “Savona 1969”.

Per qual motivo, Eddy?

“Mi hanno messo fuori dal Giro per doping che non era giusto”.

Qual è stato, secondo te, il ciclista più grande al mondo?

“E' difficile dirlo: ogni epoca ha il suo campione ed è difficile fare paragoni”.

Avrai pure dei nomi, o no? Tra questi anche Coppi?

“Coppi è stato il più grande della sua generazione, come Anquetil è stato il più grande della sua generazione, Hinault è stato il più grande della sua generazione, Hindurain, Armstrong”.

Ed Eddy Merckx è stato il più grande di tutti?

“No, no, non è vero niente”.

Ascolta, Eddy, non hai mai pianto tu?

“Pianto, sì”.

Ti ricordi quando hai pianto l'ultima volta?

“Quando mi hanno escluso da...Ah, l'ultima volta? Non mi ricordo. Forse, guardando un film triste e qualcosa del genere”.

E, da corridore, quand'è che hai pianto?

“Ah, adesso mi ricordo quando ho pianto l'ultima volta: quando è morta mia mamma, due mesi fa”.

Ti porgiamo le più sentite condoglianze!

“Sì, grazie”.

Invece, quand'è che hai pianto correndo? Prima stavi dicendo “quando mi hanno escluso da...che cosa”?

“Dal Giro del 1969”.

Dal Giro d'Italia?
“Sì”.

Sempre per il discorso del doping?

“Sì”.

Che cos'è che ti fa arrabbiare, diventare cattivo?

“L'ingiustizia”.

Che cos'è che invece ti riesce ancora a commuovere? Un bel tramonto, un bambino che piange, un vecchio ammalato, una bella colonna sonora?

“Gente che è malata, quando vedo gente con la lebbra, con la Tbc, tutte queste cose”.

Gente che sta male, insomma.

“Sì, sì”.

Tu credi in Dio, Eddy?
“Sì, sì, sì”.

Ci credi?
“Sì, sì”.

Come te l'immagini l'Aldilà?

“Ah, non lo so. Vedremo!”

Chi vorresti incontrare nell'Aldilà: tua mamma?

“Eh, mio padre, mia mamma, la famiglia”.

Pantani: ti piacerebbe incontrarlo nell'Aldilà?

“Certo, sì”.

Te lo ricordi Pantani, “il Pirata”, o no?

“Sì, certo, io lo conosco. Sì, certo”.

Era bravo, secondo te, Pantani; era forte?

“Fortissimo, sì, sì!”

Qual è il papa che ti è più vicino, che ti è piaciuto di più?

“Paolo VI, Paolo VI”.

Non Wojtyla?

“No, Paolo VI”.

Sei stato ricevuto tu da Paolo VI?

“Sì, sì”.

Ti ricordi quando?

“Sì: nel 1970, una volta. Sono stato ricevuto in Vaticano prima del Giro di Sardegna”.

Hai una memoria di ferro, Eddy, complimenti!

“No, perché era appena nata mia figlia e il Santo Padre mi ha chiesto come stava mia figlia Sabrine; ecco, perché quel giorno, quell'anno li ricordo bene”.

Il ciclismo è malato?

“No, no, non è malato”.

Non c'è troppo doping?

“No, c'è n'è meno; c'è doping dappertutto, eh. Non più solamente nel ciclismo, ma anche in altri sport”.

Secondo te, qual è il corridore che può averti assomigliato o assomigliarti di più?

“Ah, non lo so”.

Ocana, Hindurain, Gimondi?

“Gimondi, forse sì: anche lui è molto forte, ha vinto parecchio. Forse, Bernard Hinault”.

Il più forte ciclista di tutti i tempi, allora, è Eddy Merckx?

“No, no, io sono forte per la mia generazione. Per il resto, ogni epoca ha il suo campione”.

Tu, Eddy, cosa avevi più degli altri? La tenuta fisica, la tenacia?

“Madre Natura mi ha dato un po' di più degli altri: il carattere, la volontà di arrivare, di non mai credere che uno è arrivato”.

Ti piace il calcio?

“Sì”.

Tieni per la Nazionale belga?

“Bé, certo. Tifo per l'Anderlecht. E per il Milan”.

Quali sono i giocatori italiani che ti piacciono di più?

“Ah, ce ne sono parecchi: Inzaghi, Totti”.

Del Piero, ti piace?

“Sì, sì”.

Ma, non vogliamo fare i suggeritori, eh?

“No, no, Del Piero sicuro, Del Piero!”

Rivera, Mazzola: te li ricordi quelli dei tuoi tempi?

“Mazzola, Rivera, Maldini, e Facchetti, Zoff”.

La ami l'Italia? Non vieni più in Italia?

“Sì, molto. Sì, vengo ancora in Italia”.

Hai ancora qualcosa in Italia: un negozio di biciclette sportive, una casa?

“No, no. Amici, a Bonferraro di Verona”.

Nel ciclismo sei riuscito a guadagnare un po' di soldi, ad arricchirti?

“Sì, sono riuscito a prendere un po' di soldi”.

Il più forte ciclista italiano di tutti i tempi?

“Mah, Coppi”.

L'avevi visto, tu, Fausto Coppi?

“No, no: conosco la sua leggenda, Coppi ha avuto la guerra, ha corso durante la guerra, ha fatto cose grandi. Coppi, Bartali, Gimondi, Pantani, Magni...”.

Cos'hai pensato quando è morto Pantani?

“Eh, cosa vuoi che dico? Mi è spiaciuto, però, se l'è cercata lui”.

Ti riferisci alla causa della morte: la droga?

“Non lo so bene; lui prendeva cocaina, e sai che cosa succede dopo?”

Può essere stata, la sua morte, la conseguenza del doping?

“No, no, non ci ha niente da vedere”.

Qual è stato il rammarico, il rimpianto più grande di Merckx corridore?

“Forse, i Mondiali del 1973, a Barcellona”.

Cos'era successo?

“Con Maertens campione del Mondo...La faccenda è che eravamo arrivati in quattro (io, il belga – Maertens -, Ocana, Gimondi). Poi, in volata è andato Maertens, poi ha vinto Gimondi, ed è andata male”.

Riportiamo da un filmato Rai del 3 settembre 1973 come commentò quell'impresa Felice Gimondi ai microfoni di Adriano De Zan: ”...Un po' prima dell'arrivo, Merckx addirittura fece il buco davanti a noi, per vedere se io passavo. Invece, io tenni duro in quel momento lì, mi riportai sotto e lui fece partire Maertens, che praticamente tirò la volata anche a me. Eddy a 200 metri si impiantò un pochino ed io ebbi via libera, non facile perché c'è stata una bella gomitata tra me e Maertens, però, sono passato...”

Hai vinto tutto e di più. Cos'è che non hai vinto nel ciclismo? Cos'è che manca nel tuo ricchissimo medagliere?

“Parecchie Parigi Tours: non ne ho vinte una”.

Quando verrai in Italia?

“Ah, non lo so. Presto, comunque”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 17 dicembre 2009

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