ULTIMA - 20/4/19 - LA VIRTUS VERONA CERCA OGGI A FANO TRE PUNTI SALVEZZA

Operazione Fano iniziata: la Virtus Verona è partita ieri alla volta delle Marche dove oggi alle ore 16.30 si giocherà una fetta di salvezza nello scontro diretto in programma allo stadio "Mancini" di Fano. Prima di partire, l'allenatore rossoblu Luigi Fresco ha così commentato la vigilia del match: "Se vinciamo mettiamo una serie ipoteca
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INCONTRI VIP'S

15/1/10 - INCONTRI RAVVICINATI: TANIA CAGNOTTO

TANIA, TUFFI ALLA BUFFON

E' la prima donna italiana ad aver conquistato una medaglia mondiale nei tuffi. Tania Cagnotto, è di lei che parliamo, è nata a Bolzano il 15 maggio 1985.

E' figlia d'arte, nel senso che il padre e suo allenatore, Giorgio Cagnotto, è stato uno dei più forti tuffatori al mondo negli anni Sessanta, e la madre, Carmen Casteiner, si era imposta nella massima ribalta italiana sempre nella disciplina dei tuffi.

Agli europei di Berlino 2002, Tania conquista il bronzo dal trampolino sincronizzato dai tre metri, insieme a Maria Marconi, e l'argento dalla piattaforma. Ancora bronzo dal trampolino da un metro e finalmente l'oro dalla piattaforma agli europei di Madrid 2004.

Ai mondiali di Montreal 2005, la Cagnotto conquista la medaglia di bronzo dal trampolino dai 3 metri. E' la prima medaglia mondiale che una tuffatrice conquista per la prima volta nella storia di questa disciplina.

Il 24 marzo 2007, riconquista il terzo gradino del podio ai Mondiali di Melbourne, mentre è medaglia d'oro dalla piattaforma, l'anno successivo (21 marzo 2008) agli europei di Eindhoven.

Oro il 3 aprile 2009 ai campionati europei di Torino dal trampolino da un metro. Il giorno dopo è oro nel trampolino da tre metri.

Il 5 aprile 2009 arriva il terzo oro consecutivo nella gara sincronizzata nel trampolino a tre metri, e, questo, in coppia con Francesca Dellapè. E, la Cagnotto diventa così la seconda tuffatrice ad aggiudicarsi tre ori in una sola edizione.

Il 21 luglio 2009, ai mondiali di nuoto a Roma, conquista il bronzo nel trampolino dai 3 metri, terzo bronzo iridato e consecutivo nella specialità dopo quelli di Melbourne 2007 e Montreal 2005. Tre giorni dopo è argento insieme a Francesca Dellapè nel sincronizzato e dal trampolino da 3 metri.

Qual è il segreto del tuo successo?

“Non esiste un segreto solo: ce ne sono tanti. La voglia di allenarsi e di gareggiare, amo quello che sto facendo. Poi, ci vuole un po' di determinazione e tante altre cose”.

Cosa significa essere figli d'arte ed avere come allenatore proprio il papà?

“Bé, tanto, perché lui ci è già passato e sicuramente può darmi dei consigli validi ed è importante, in questo sport, avere un allenatore cui dare fiducia”.

Qual è stato il momento più emozionante della tua ancor giovane carriera di tuffatrice?

“Ce ne sono stati tanti, però, forse l'ultimo è il più forte, con l'argento e il bronzo ai recenti mondiali di nuoto a Roma”.

Non credi che la tua bellezza, la tua eleganza e il tuo fascino femminile, apparsi in spettacoli televisivi, possano deconcentrarti dai grandi traguardi?

“Ma, no, dipende in quale periodo fai queste uscite in tivù, in che periodo: ci sono periodi duranti i quali le puoi fare – queste apparizioni – e altri in cui non le puoi fare. Dipende: se le fai con un po' di testa, non ti deconcentrano”.

Tuo papà, Giorgio Cagnotto, è genitore e maestro: ebbene, quale raccomandazione ti fa più spesso?

“Tecnicamente, ci sono delle tecniche in cui lui insiste, giustamente, perché sono movimenti importanti nel mio sport, e poi cerca di dirmi di stare attenta alla linea, ovviamente, e di non esagerare alla sera, nel senso di non far tardi, quelle cose lì, diciamo, importanti per il mantenimento della mia disciplina”.

Non hai mai pensato di smettere, anche se per un momento?

“Certo, ma, non lasciare, quello no. Ci sono momenti in cui faccio fatica ad andare ad allenarmi e così via”.

E, quand'è che ti capita?

“Mi capita in questi periodi, in cui non ci sono gare e facciamo solo allenamenti”.

Tuo papà ti consiglierà di tenere sempre alta la concentrazione, o no?

“Sì, ma non è sempre possibile”.

Il tuo prossimo impegno, Tania?

“Abbiamo i campionati italiani qua in Italia, poi, abbiamo il Grand Prix in Florida, altri a Rostock, in Germania; poi, ci sono gli europei ad agosto, a Budapest, in Ungheria”.

E, tu, Tania, agli europei hai sempre fatto incetta di medaglie, vero?

“Sì”.

Prova a descriverti: sei timida?

“Ma, con le persone che non conosco, sì; poi, appena do fiducia a una persona, mi apro molto e non sono più timida”.

Qual è il tuo peggior difetto e il tuo pregio?

“Difetto? Che sono indecisa e ogni tanto sono pigra; pregio, direi che sono una persona sincera e determinata. So quello che voglio”.

Ti piace il calcio?

“Non particolarmente”.

Hai simpatia per qualche squadra, per qualche giocatore?

“Sono simpatizzante per la Juve, ma, niente di che”.

Il giocatore della Juve che ti piacerebbe conoscere o che hai già incontrato?

“Ho conosciuto la squadra della Juve, Del Piero, Buffon, e diciamo che Del Piero mi piace molto come persona. E' serio e umile”.

Facciamo un tuffo all'indietro: quand'è che hai iniziato a tuffarti?

“Ho iniziato a 6 anni; ho iniziato per gioco, con un gruppo di amici, e fin da piccola ho sempre cullato questo sogno, di voler partecipare alle Olimpiadi a 15 anni, e da lì l'ho presa un po' più seriamente”.

A te il nuoto non piace?

“No”.

Solo tuffi?

“Bé, ormai faccio quello e continuo per quella strada”.

L'hai conosciuto Klaus Di Biasi?

“Certo” ed ecco un bel sorriso di Tania, che sembra quasi sottolineare l'ovvietà della sua risposta.

Quando lo senti, quando parla con tuo papà, che cosa ti consiglia?

“Di stare tranquilla. E di non emozionarmi”.

Ci credi in Dio?

“Sì”.

Come te l'immagini l'Aldilà tra cent'anni?

“Forse, ritroverò le persone che sono morte”.

Tu hai qualcuno di caro che vorresti rivedere?

“I nonni maschi: solo per loro, grazie a Dio, finora ho pianto”.

Che cos'è che ti dà più fastidio?

“La falsità e l'egoismo: queste due cose. Il tradimento? Anche”.

Cosa pensi della tragedia di Haiti e delle centinaia di migliaia di morti?

“Capita sempre ai Paesi più poveri”.

Cos'è che ti commuove: un bel film, una musica di Bach, un magnifico tramonto, un'alba estasiante?

“No, mi commuovono di più le persone, ad esempio, i miei amici quando fanno delle azioni caritatevoli. Oppure, una mia vittoria, e cose quotidiane”.

Quando sali sul podio, magari sul massimo gradino, e senti l'inno di Mameli, ti commuovi?

“Certo che mi vengono i brividi: mi sento tutta l'Italia che mi applaude”.

Qual è il tuo sogno?

“Prendere una medaglia olimpica”.

L'oro?

“No, l'oro, sarà un po' difficile. Mi basta qualsiasi colore”.

Hai conosciuto papa Wojtyla, papa Ratzinger?

“No”.

Secondo te, è più attaccante Ratzinger o più difensore Wojtyla?

“Lo vedo più in difesa, Ratzinger”.

Mentre come lo vedi Wojtyla?

“Lo vedo più attaccante”.

Vedi, Tania, che qualcosa di calcio conosci. Tuo papà Giorgio conosce il calcio?

“Sì, sì, un po' di più sì”.

Tifa Milan, papà Giorgio?

“No, tifa Toro”.

Hai mai pianto dalla rabbia?

“Sì, in certe gare che non sono andate bene ho pianto. Periodi neri, ce li ho avuti anch'io, ma passano”.

In questo nostro libro anche un olimpionico del nuoto: Domenico Fioravanti. L'hai conosciuto?

“Sì”.

Ne conosci qualcuno di nuotatori azzurri?

“Quasi tutti: facciamo le gare assieme”.

Chi ti è più simpatico?

“Rosolino, Brembilla e l'Alessia Filippi”.

E la Federica Pellegrini: le invidi qualche oro olimpico?

“Bé, certo. Non è invidia: ognuno spera di arrivare ai suoi livelli, ma parlerei solo di invidia per i suoi traguardi”.

Sei superstiziosa. Se sì, in che cosa si concreta la tua scaramanzia?

“Sì. La mia superstizione cambia di gara in gara”.

Ti porti dietro particolari amuleti, il ferro di cavallo, il cornetto rosso; fai dei gesti?

“No, niente di tutto questo. Seguo alcuni riti, che però cambiano da gara a gara”.

Sei felice?

“Certo”.

Dicono che però la felicità duri un quarto d'ora...

“Io, sinceramente, adesso come adesso, mi sembra che duri più di un quarto d'ora. Comunque, innanzitutto significa stare bene con se stessi, avere persone attorno alle quali ci tieni e che ti vogliono bene. Per me questo è importante”.

L'ultimo libro che hai letto e che consiglieresti a un amico o a un'amica?

“”Io uccido” ho letto”.

Di chi?

“Era di..., non mi ricordo. Comunque, è famoso come libro”.

Frequenti l'Università?

“No, non più. Non sono laureata, ma diplomata”.

Il piatto che ti piace di più?

“La pizza”.

La musica: cosa ti piace ascoltare?

“Un po' di tutto: commerciale, house, latino americano”.

Ti piacciono i Beatles, gli U2, Vasco Rossi?

“Sì, tutti un po'”.

Non hai un idolo particolare?

“No, uno, no”.

Ma, non ne hai uno lì, in casa?

“No”.

Non è Giorgio Cagnotto il tuo idolo?

“Sì, ma non è un cantante”.

E, giù un'altra bella risata della nostra campionessa.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 15 gennaio 2010












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