ULTIMA - 21/2/19 - 1^ EDIZIONE DELLA VIAREGGIO WOMEN'S CUP, ECCO LE 8 SQUADRE

Bologna, Fiorentina, Florentia, Genoa, Inter, Juventus, Sassuolo e Spezia sono le otto formazioni femminili che dal 18 al 26 marzo prossimo daranno vita alla prima edizione della Viareggio Women’s Cup, organizzata dal Cgc Viareggio: la manifestazione, come il torneo maschile, è riservata alle formazioni Primavera. Il torneo femminile sarà articolato in due
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INCONTRI VIP'S

22/2/10 - INCONTRI RAVVICINATI: XAVIER JACOBELLI

XAVIER “ZANETTI” JACOBELLI

E' stato il più giovane direttore di un quotidiano sportivo italiano, “Tuttosport”, che dirige a soli 38 anni.

Xavier Jacobelli nasce il 29 agosto 1959 a Bergamo ed inizia presto la carriera di giornalista, diventando professionista a 22 anni.

Il suo esordio a Videobergamo, in una tivù privata bergamasca, guidata all'epoca da Vittorio Feltri.
Approda alla “Gazzetta dello Sport” e subito si trasferisce al “Corriere dello Sport-Stadio”, dove resta per 7 anni.

Vittorio Feltri si ricorda di lui e nel 1994 lo vuole caporedattore dello Sport a “Il Giornale”. Poi, il passaggio a “Tuttosport”, di cui assume la direzione in brevissimo tempo.

A Torino Jacobelli stabilisce il record di 50 mesi consecutivi di incremento delle vendite del quotidiano piemontese. Idem quando passa a guidare il “Corriere dello Sport-Stadio”: con lui al vertice, si abbatte il muro del milione e mezzo di copie vendute al giorno.

Nell'aprile del 2005 Jacobelli fonda QS Quotidiano Sportivo, che si fonda all'inizio del 2006 con le pagine sportive di “Quotidiano Nazionale” (QN)-”La Nazione”-”Il Resto del Carlino”-”Il Giorno”, e di cui diventa direttore nel settembre del 2006.

Sempre a settembre del 2006, Jacobelli diventa editorialista su La 7, mentre dal luglio 2007 Quotidiano.net entra a far parte di Italia news-Il Sole 24 Ore. Tanti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua carriera di giornalista sportivo.

Direttore, ci vuole spiegare il motivo del suo nome di battesimo?

“Xavier è il protagonista di un libro giallo che mio padre stava leggendo prima della mia nascita. Gli piacque e me lo diede. E' un nome di origine basca”.

Ha mai giocato a calcio? Dove e in che ruolo?

“Certo che sì. Da quand'ero un ragazzino e sino a 18 anni, collezionando anche due presenze in Seconda categoria, con l'Unione Sportiva Mapello (Bergamo). Il mio ruolo? Attaccante”.

Si ricorda la prima maglia che ha indossato, i colori?

“Era la maglia dell'Unione Sportiva Mappello, i cui colori erano il giallo e il blu”.

L'idolo di quando era ragazzo e il giocatore che oggi le piace di più?

“Dino Zoff e Johan Cruyff. Oggi? Messi, ma Van Basten è stato immenso”.

In che ruolo ha giocato nella vita: attaccante, difensore, centrocampista o portiere?

“Attaccante”.

La Nazionale che le è più piaciuta?

“Brasile 1970, Olanda 1974, Italia 1978, Italia 1982”.

Che cos'è che nello sport (nel calcio in particolare) e nella vita le dà più fastidio? Cosa, invece, la riesce – specialmente nella vita (e, se vuole, ancora nello sport)- ancora a commuovere (un bel tramonto, una musica di Bach, un bambino che piange, un vecchio solo ed abbandonato, la recente tragedia che ha colpito Haiti)?

“Nel calcio come nella vita, detesto l'ipocrisia e chi se la tira, l'arroganza e la protervia. Mi commuovono i sorrisi dei miei figli, la musica barocca, i capolavori di Brahms e Vivaldi, Nelson Mandela e Giovanni Paolo II, il pensiero di mio padre e di mia madre, il ricordo di mia nonna Maria”.

E, calcisticamente, qual è stato l'avvenimento che più l'ha commossa?

La tragedia di Superga, quella dell'Heysel, la morte di Gigi Meroni, di Gaetano Scirea, l'ultimo bobista georgiano morto a Vancouver 2010...?

“Dirigevo “Tuttosport” quando, nel 1999, celebrammo il cinquantenario di Superga. Ho conosciuto la gente granata e la sua straordinaria passione. Mi commuovono i veri uomini di sport e, nella vita, tutti gli uomini che lottano per la libertà”.

L'ultima volta che lei, direttore, ha pianto (per il motivo che solo lei ben sa; non solo sportivo)?

“A Lourdes, davanti alla grotta della Madonna. Ho visto di che cosa possa essere capace la fede”.

La nominiamo ora cittì di un'ipotetica Nazionale degli ultimi pontefici (da Roncalli a Ratzinger): dove li schiererebbe in un campo di calcio, e per quale ragione: che so, Wojtyla in attacco, Montini..., Roncalli..., Luciani a..., Benedetto XVI in...?

“Roncalli in porta; Luciano libero, Montini centromediano metodista; Benedetto XVI regista; Wojtyla centravanti di sfondamento”.

Quali sono stati i “gol” (l'intuizione giornalistica, il pezzo più riuscito) della sua carriera? E gli “autogol” (vedi il maggior rimpianto, rammarico, la scelta sbagliata, l'articolo sbagliato) della sua splendida carriera di giornalista prima e di direttore poi?

“Ho una fortuna: faccio il mestiere che mi piace. E mi piace ogni cosa di questo mestiere. Compresi gli errori che ho commesso e che mi hanno insegnato a crescere”.

Lei, direttore, ci crede in Dio?

“Assolutamente sì”.

Bene. Allora, come si immagina l'Aldilà? O come vorrebbe che fosse (chi vorrebbe incontrare, abbracciare: parenti, amici, giocatori-atleti scomparsi, ecc...)?

“Spero di avere la fortuna di incontrare Dio. E mio padre: l'ho perso quando avevo 5 anni. Penso che avremo molte cose da dirci”.

Lo convocherebbe ai prossimi Mondiali di Sudafrica 2010 quel “monello” di Antonio Cassano?

“Assolutamente sì, e con lui Balotelli, Nesta ed Ambrosini”.

Un suo pronostico circa il podio di Sudafrica 2010?

“I pronostici non li sbaglia soltanto chi non li fa. Spero Italia campione, Inghilterra vice, Brasile terzo. Temo Inghilterra o Brasile campione”.

Lei, che è così sempre molto preparato, un atleta come Pistorius lo farebbe gareggiare ai Mondiali di atletica?

“Certamente sì”.

Il suo motto, qual è?

“Non arrenderti mai!”.

E' superstizioso?

“No”.

L'ultima volta che si è davvero arrabbiato, quando è stato?

“Oggi. Ma mi passa in fretta”.

Grazie, davvero, direttore.

“Grazie a lei”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 22 febbraio 2010

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