ULTIMA - 18/3/19 - LA VIRTUS VINCE A TERAMO E INTRAVEDE LA SALVEZZA

Continua la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che vince per 2 a 1 allo stadio “Bonolis” a Teramo e la salvezza ora sembra davvero possibile. I rossoblu veronesi hanno un ottimo approccio alla gara e all’11° sono già in vantaggio. Onescu dalla destra con un traversone basso taglia l’area biancorossa e sulla palla arriva in spaccata
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INCONTRI VIP'S

28/4/10 - INCONTRI RAVVICINATI: SILVIA BATTISTI

SILVIA GIOCA AL CENTRO

In questo terzo nostro viaggio anche Silvia Battisti, la miss Italia proclamata nel 2007. La modella nata a Verona il 7 marzo 1989 si definisce una pallavolista mancata, mentre la critica l'ha soprannominata la “nuova Carla Bruni”.

Siamo riusciti ad intervistare la modella prima che intraprendesse uno dei suoi tanti viaggi di lavoro, che l'aiuteranno sicuramente a diventare ancora più famosa. Ci ha colpito subito la sua grande semplicità e una certa maturità.

Cos'è che ti dà più fastidio e che cosa invece riesce a commuoverti in un mondo, quello che stiamo vivendo, in cui tutto sembra andare a soqquadro?

“Allora, una domanda difficile. Che cosa mi dà fastidio, dici, giusto? Che mi irrita è il tempo che corre velocemente, nel senso che i ragazzi fanno le prime esperienze più velocemente e questo perché i tempi cambiano troppo velocemente. E, penso che tutti questo lo possono vedere. Poi, va bé, ci sono tanti aspetti del lavoro che magari mi possono dare fastidio, ce ne sono tantissime di cose, un elenco infinito”.

Cos'è che riesce a commuovere una bella e giovane ragazza come te?

“La speranza, ancora viva, che esistono tante persone che fanno del bene: queste persone ci sono sempre, sempre, e non muoiono mai, non finiscono mai di esserci. E, poi, non saprei”.

Non so, una bella canzone, un incantevole tramonto, un bambino orfano, un anziano lasciato solo, le tragedie cui stiamo assistendo (terremoti, vulcani che eruttano, mondo in subbuglio)?

“Ah, quelle sono disgrazie! Ecco, no, io, boh, in questo momento non saprei cosa risponderti”.

Non hai mai fatto sport?

“Sì, ho fatto undici anni di pallavolo. E, avrei voluto tanto continuare, diventare una pallavolista proprio di serie A, professionista, ma, - e giù un bel sorriso sincero - niente: dopo aver fatto miss Italia, ho mollato lo sport perché ho avuto tanti impegni, tante cose da fare. Comunque, adesso ho iniziato il lavoro perché voglio fare famiglia, e, quindi, voglio mettermi i soldi da parte. Tutte cose, comunque, ormai mi hanno portato a smettere di fare la pallavolo. Anche se mi dispiace ancora tantissimo, nonostante siano tre anni che ho smesso. A volte dico, cavolo, forse, è una cosa sbagliata, però, invece, era inevitabile”.

In che ruolo giocavi a volley?

“Una volta ho fatto la serie D, mi sembra, quando, però, ero abbastanza giovane. Poi, mollai, perché mi sentivo troppo piccola eppoi perché ero tanto timida. Infatti, mi mangio le dita, perché sennò sarei andata avanti. Però, ho giocato a San Martino Buon Albergo, in Seconda Divisione. Facevo il centro”.

Nella vita finora in che ruolo ritieni di aver giocato? Ti senti cioè di più attaccante, centrale o difensore?

“Io penso di essere centro, una centrale, non certo attaccante. Ma, perché sono una ragazza né a volte si difende abbastanza, né sono una ragazza che attacca le persone o la vita. Bé, insomma, sono una ragazza neutra”.

Sei più una ragazza romantica o razionalista?

“Più romantica. Nel lato dell'amore più romantica”.

Tu credi in Dio?

“Sì, sì, sì”.

E tra mille anni come te l'immagini l'Aldilà? Chi vorresti rivedere, riabbracciare?

“Io ho sempre detto: mi basta di avere mio papà, e quello per me è il paradiso. Perché non l'ho conosciuto bene: mi è morto quando avevo sette anni, quindi, per me è il paradiso, e questo mi basta. E spero di trovarlo, punto. Trovare lui, che può essere in qualsiasi stato, luce non luce, fuoco, può essere descritto come si vuole, però, spero di ritrovare lui”.

Ti manca tanto tuo papà, oppure una figura maschile?

“Sì, sì. Molto. Infatti, nel fidanzato ho sempre cercato quel qualcosa in più che magari non ho avuto da mia mamma e perché mancava da mio papà. Una figura paterna, ecco”.

Il papa, Silvia, si chiamava?

“Giovanni Battisti”.

Allora, vuol dire che l'ultima volta che hai pianto è stato quando ti è venuto a mancare papà Giovanni?

“No, mi è capitato tantissime altre volte di piangere per lui, di piangere per tantissime altre persone che ho perso, ho per tantissimi altri errori che ho commesso nella vita. Insomma, di piangere non si smette mai. Però, ho sofferto più di tutto la mancanza di mio papà proprio quando avevo dai 14 anni fino ai 18. Questi sono stati gli anni più critici per me, dovuti proprio alla mancanza di una figura paterna”.

Di che cosa, Silvia, non dobbiamo mai dimenticarci nella vita?

“Ci sono tante cose; intanto, va bé, l'ho sempre detto, ma non lo dico perché voglio la figura bella, perché mia mamma mi ha sempre aiutato a sostenere la fede, di credere nella speranza. Quindi, io spero...ripetimi la domanda”.

Non dobbiamo forse dimenticarci delle nostre radici, dei nostri affetti più cari, delle esperienze anche le più negative ma comunque utili. Cos'altro ancora per te?

“Bé, sì, ovviamente, delle nostre radici; però, ecco, quello che ti stavo per dire è che non bisogna mai dimenticarci che c'è qualcuno al di sopra di noi che ci può aiutare. Il Signore, ecco”.

Il dolore e la sofferenza quella psichica l'hai provata? E, se sì, che consiglio daresti a un giovane che si trovasse ad entrare in un tunnel?

“Io, sofferenza psichica, no. Ho avuto delle esperienze che mi hanno fatto tanto soffrire, però, non mi posso reputare una di quelle persone che veramente soffrono. Cioè, le persone che soffrono per qualcosa di vero sono ben diverse, perché ci sono persone che stanno peggio, vedi povertà e peggio. Quindi, siamo bravi tutti quanti a lamentarsi, però, io non ho mai sofferto di queste cose così importanti. E, alle persone invece che soffrono di questi problemi, di queste difficoltà non posso altro che dirgli che ci sono tantissime persone che gli stanno accanto. Quindi, di farsi aiutare da loro, e, secondo me, se una persona crede nel Signore nel modo giusto, perché poi ci sono i modi anche quelli sbagliati, con una preghiera, con tantissime altre cose si può riuscire a superare questo dolore, questi problemi, questi stati d'animo di sofferenza”.

E' vero che nel dolore si è sempre più soli, mentre chi sprizza da tutti i pori felicità, bellezza e fortuna è sempre circondata da tanti amici o pseudo tali?

“No, non è vero, secondo me: tutte le persone magari. Cioè, allora, io sì, ho vinto il concorso di bellezza Miss Italia 2007, sono superfortunata, io ho la mia famiglia sempre vicina, quindi, non mi manca mai il sostegno, sono superfortunata. Però, capita anche a me di trovarmi sola perché ci sono molte situazioni in cui io posso dire in cui mi sento che so unica, o, comunque, sola, ecco”.

Il momento più bello della tua giovanissima vita e carriera, quand'è stato, lo ricordi? Forse, quando ti hanno incoronato Miss Italia?

“No, no – e, alé, ancora una bella risata della modella veronese -. No, no, a dir la verità no, perché io partecipai a Miss Italia, ma per scherzo; non avevo mai detto voglio partecipare a Miss Italia, ma, neanche ci avrei mai pensato. E, questo lo può confermare solamente la mia famiglia. Ma, è seriamente così, perché io ero una ragazza che voleva andare a fare la pallavolista e, quindi, non c'entravo un po' niente con questo mondo, con questo mondo dello spettacolo. Quindi, non avrei mai pensato di partecipare. Poi, mi hanno iscritto al concorso di “Miss Italia” - una mia amica e a mia insaputa -, quindi, vabbé, poi ho partecipato e ho detto perdo tre mesi di scuola, sì, dai, quasi quasi vado a farmi questa esperienza nuova. E, così ho vinto, ma sono stata superfortunata”.

Allora, qual è stato il tuo momento più bello in questi 21 anni compiuti il 7 di marzo?

“Il momento più bello? Oddio, perché sono tanti, poi, adesso non ti vengono in mente quando ti fanno questa domanda. I momenti più belli...”

Quando magari ti sei diplomata e hai fatto felice la famiglia?

“No, c'è stata una volta che ho fatto la recita, e ultimamente ci penso tanto, ma, non so perché. Penso che non sia il momento più bello, però, ciò che mi ha fatto felice è stata la recita di Terza Media. Son matta, lo so, ma – ed altro gran bel sorriso di Silvia -. Non so perché, ma ultimamente mi capita molto spesso di pensare a quella recita: ho fatto il mago di Hotz, io ero lo spaventapasseri. E, non so perché, in questo periodo ho sempre avuto questa idea di me, travestita da spaventapasseri. C'è sempre, boh”.

Il grande Dante Alighieri diceva: “pene d'amore pene d'inferno”. Sei d'accordo con il sommo vate? Hai mai sofferto per amore, Silvia?

“Certo, certo, questo sicuramente sì. Ho sofferto anche tanto per amore. Però, è anche vero il contrario, nel senso che l'amore è anche veramente una cosa magnifica. Ci può essere l'amore quello sbagliato o quello che ti fa soffrire, e quell'amore che ti sembra quasi, non ti dico divino, ma quasi”.

E' vero che la bellezza aiuta?

“La bellezza aiuta. Devo essere sincera: comunque, la bellezza aiuta. In questi tempi. Ma, non è una cosa molto bella, cioè nel senso: il fatto che anche per trovare il lavoro molto spesso sono più avvantaggiate nell'essere assunte le ragazze un po' più belle rispetto a quelle meno. E' una cosa brutta da dire; però, io ho sempre trovato e ho sempre capito che così funziona il mondo”.

Il tuo grande sogno è quello di diventare una modella famosa, conosciuta in tutto il mondo?

“No, di fare la modella per ora. Non diventare una top model, ma, di fare ancora per qualche anno questo lavoro, e poi io comunque adesso mi iscrivo a settembre all'Università per intraprendere quello che veramente mi piace. Devo ancora capire quale Università, Facoltà fare, perché sono l'eterna indecisa, come al solito, e aspetto fino a settembre. Però, va bé, speriamo che qualcuno mi dia l'illuminazione per capire quale tra le mie tantissime cose vorrei fare”.

Hai fatto più sorridere o piangere i tuoi carissimi amici?

“Mah, io spero di averli fatti più ridere; piangere? Io ho sempre detto che l'amicizia è unica. Non la metto, nella scala dei valori che contano, prima della famiglia, però, guarda, è veramente unica. Comunque, penso di aver fatto più sorridere che piangere”.

E' vero che una bella amicizia può durare una vita, mentre un grande amore può durare lo spazio di un mattino?

“Sì, è vero!”.

Grazie, Silvia, e in bocca al lupo per la tua carriera!

“Ma, di che? Nulla. Grazie a te”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 27 aprile 2008












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