ULTIMA - 26/3/19 - IL PUNTO SULLE NOSTRE SQUADRE GIOVANILI ELITE E REGIONALI

Facciamo il punto sulle squadre giovanili veronesi dei tornei Elite e Regionali delle categorie Juniores, Allievi e Giovanissimi, quando mancano poche gare alla fine dei campionati. Nella categoria Juniores Elite, girone A, comanda ora il Camisano che con 50 punti precede il San Giovanni Lupatoto di mister Matteo a 46 punti dopo la sconfitta 1 a 0 contro il
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INCONTRI VIP'S

8/6/10 - INCONTRI RAVVICINATI: ALESSANDRO PITTIN

SALTI (DI GIOIA) ALLA PITTIN

Alessandro Pittin è nato a Cercivento di Tolmezzo l'11 febbraio 1990.
E' il miglior combinatista nordico, esperto nel salto dal trampolino lungo e nella 10 chilometri di fondo. Si è laureato tre volte campione del mondo Juniores nella dieci chilometri, sci nordico, specialità in cui ha conquistato tre ori e un bronzo. Gareggia per il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.

Il 19 dicembre 2009 sale sul podio in Coppa del mondo, giungendo secondo a Ramsau ed idem il 24 gennaio 2010 a Schanach, entrambe in Germania, e partecipa ai XXI Giochi Olimpici invernali di Vancouver, in Canada, ottenendo un lusinghiero bronzo nella combinata nordica, e primo atleta italiano in questa specialità.

E' un atleta molto completo, non altissimo di statura (meno di 170 cm!), ma dotato di un carattere molto volitivo e dotato di buona qualità sia nel salto dai trampolini grandi e piccoli che nello sci di fondo. Dal 2008 fa parte della squadra nazionale “A” nel salto con gli sci e sci di fondo.

Quand'è che ti sei affacciato a questo genere di disciplina invernale?

“Abitando in montagna, ho cominciato subito con lo sci prima con la discesa però solo per divertimento quand'ero proprio giovane, 5-6 anni. Poi, pian piano mi sono avvicinato allo sci di fondo e più o meno a 8 anni ho cominciato con il salto con gli sci tutta la trafila con un Gruppo qui vicino a casa mia, a un paesino a 5 chilometri da qua, dove c'è un trampolino piccolo, tanto per cominciare. Diciamo che è venuto su un bel gruppetto perché dai dieci che eravamo ben tre sono ora in squadra Nazionale e abbiamo fatto tutti abbastanza bene. A me è sempre piaciuto, anche se sono sempre stato legato allo sci di fondo, uno sport anche di fatica e, quindi, poter praticare entrambe le discipline in uno sport unico mi ha sempre emozionato e ho continuato con la combinata nordica”.

Tu sei nato proprio con gli sci ai piedi o hai praticato pure qualche altra disciplina agonistica? E chi è che ti ha avviato verso la combinata nordica?

“Io ho sempre praticato lo sci, la discesa, lo sci di fondo, il salto. Magari d'estate ho provato con la bici, ho provato con la corsa sia in pista che campestre, marcia in montagna, però, il calcio non l'ho mai provato. Devo dire chi mi ha portato allo sci di fondo penso sia stato più che altro mio padre. Chi mi ha fatto conoscere il alto con gli sci è stato l'allenatore che ha preso in mano il gruppo di noi della zona: un mister quasi coetaneo di mio padre, quindi, quand'erano giovani gareggiavano assieme, si conoscevano e mi ha chiesto se volevo provare il salto. Quindi, un po' mi ha portato mio padre, poi, chiaramente l'allenatore Leonardo De Crignis, che abita a Ovaro vicino a casa mia, mi ha sempre seguito da giovane e continua a seguirmi adesso quando sono a casa, e mi sta dando una grossa mano”.

Uno sport che deve fare i conti anche con il brivido, o no?

“Sì, mi piace molto la velocità: la sensazione nel salto di volare è veramente bella e penso che ho cominciato con la discesa e sono sempre stato un po' spericolato perché andavo sempre fuori pista, facevo tutti i saltini che potevo fare. Comunque, il fatto di aver incominciato col salto è perché ero un po' spericolato”.

E' un tuo idolo Cristian Ghedina?

“Mah, più che altro io ho sempre seguito il salto e la combinata; quindi, gli idoli più o meno li ho
su queste due discipline”.

E chi sono?

“Quando ero giovane, il più forte era Hannumanninen, che gareggia ancora adesso nella combinata nordica”.

Non sei un gigante in fatto di altezza: è un vantaggio o un handicap per uno che pratica il tuo sport?

“Mah, nessun dei due, perché l'altezza non influisce molto. Ci sono saltatori o combinatisti alti e bassi, però, comunque, non ci sono differenze di prestazioni, perché non è uno sport come, per esempio il basket, dove bisogna essere molto alti”.

Visto che ti piace volare e il brivido, non hai mai pensato di praticare il parapendio o il paracadutismo?

“Ma, per ora no, magari più avanti” - sorride Alessandro - “forse mi passerà per la testa anche questo”.

Il momento più bello della tua giovanissima carriera è stato aver conquistato a febbraio di quest'anno 2010 il bronzo a Vancouver, o no?

“E' stata un'esperienza nuova, bellissima, poi, chiaramente dopo l'arrivo è stato veramente molto bello, molto diverso rispetto alle altre gare. Io avevo già fatto tre podi in Coppa del Mondo, ma, è stato completamente diverso: c'era un clima molto diverso, quindi, è stata una cosa fantastica”.

Ti sei laureato anche Campione del Mondo anche Juniores?

“Sì, due anni fa e l'anno scorso ho vinto tre volte i mondiali Junior, però. poi, quest'anno in Coppa del Mondo ho fatto tre podi, tre volte terzo”.

Sei per il tre fisso, il tre perfetto...

“Sì...”.

Raccontaci la tua vita di tutti i giorni. Cosa fai: lavori, studi oltre ad allenarti?

“Diciamo che per le discipline invernali tutti gli atleti di un certo livello sono all'interno di un gruppo sportivo. Io faccio parte delle Fiamme Gialle e il mio lavoro è quello di fare il finanziere”.

E non ti riesce la “combinata” sport-università?

“Mi sono iscritto all'Università l'anno scorso, ma, non a quella normale con la scusa che non posso rispettare l'obbligo di frequenza, mi sono iscritto on line e frequento da solo”.

Facoltà?

“Scienze Motorie”.
Noi pensavamo invece a Scienze Forestali.

Che cos'è che ti dà più fastidio in generale nella vita e cosa riesce invece a commuoverti, seppur ancora così giovane come sei?

“Beh, mi commuovo spesso quando rivedo le gare anche degli altri atleti, soprattutto quelle degli altri atleti, i risultati importanti, le gare importanti mi trasmettono una certa emozione. Anche le vittorie di colleghi stranieri, la felicità, la gioia degli altri atleti quando raggiungono un buon risultato, anche noi riusciamo a capire le loro emozioni, che provano e questo ti dà una grossa emozione. Che cosa mi infastidisce? Non saprei. Beh, possiamo dire i tipi un po' arroganti, che vogliono sempre magari aver ragione, questi mi danno abbastanza fastidio. Sì, anche quelli che se la tirano”.

Papà Stelio e mamma Miriam che cosa ti ricordano che non devi mai dimenticare nella vita?

“Eh. Penso che lo sport insegna a essere sempre umile, ti suggerisce di stare sempre con i piedi per terra e questo aspetto nella vita è molto importante”.

Raccontaci quando sei salito sul terzo gradino del podio a Vancouver, e hai visto garrire il nostro tricolore...

“Ho provato una fortissima emozione anche perché sono stato premiato da Manuela Di Centa, che abita vicino a casa mia. E' stata la prima medaglia olimpica della zona ed essere stato premiato da lei mi ha fatto un certo effetto, è stato molto emozionante”.

Di Centa – mi confermi – italiana che fa parte del Comitato Internazionale Olimpico, il CIO?

“Sì”.

Il tuo sogno qual è, Alessandro?

“Beh, per adesso riuscire ad arrivare un po' più in alto alle prossime Olimpiadi, tra 4 anni, in Russia”.

Tu credi in Dio?

“Mah, non più di tanto”.

Quindi, se io ti domandassi cosa vorresti vedere tra mille anni nell'Aldilà, tu non saresti in grado di rispondermi?

“Boh, cioè non me lo sono mai chiesto, non lo saprei”.

Vuoi forse dirmi che finora – a parte la tua giovane età – non hai mai pianto di dolore?

“Mah, penso poche volte, ma che ricordi io, no”.

Hai la fortuna di avere ancora tutti i nonni, allora.

“Sì, ho perso una bisnonna, ma avevo 8-9 anni e quindi non è che mi ricordi molto”.

E hai avuto anche la fortuna di non aver perso nemmeno un caro nella cerchia dei tuoi amici?

“No, per fortuna”.

Se un tuo amico dovesse attraversare un momento delicato, negativo, cosa gli consiglieresti?

“Sicuramente gli consiglierei di farsi forza, di pensare che tutto prima o poi si risolve; quindi, pensare che tutto si riesce a risolvere prima o poi, quindi, pensare positivamente al futuro, cercare di superare il momento difficile perché poi si può riacquistare la serenità, la felicità”.

A quanto viaggi con gli sci? Non hai mai calcolato a quanti chilometri orari?

“No, non ai 150 km all'ora. Sul salto si misura la velocità, però, al massimo si arriva ai 98-97 km all'ora”.

E come altezza?

“Tre, quattro metri”.

Quindi, Alessandro, non puoi soffrire di vertigini?

“Eh, difficilmente perché altrimenti sarebbe dura, specialmente su certi trampolini, in quelli dove la punta di partenza del terreno è abbastanza alta”.

Il tuo miglior pregio e il tuo peggior difetto?

“Pregio, penso la determinazione, la voglia di vincere, possiamo dire. Difetto, magari essere testardo, e voler fare sempre di testa mia”.

E quest'ultimo aspetto caratteriale potrebbe essere un pregio. Sei figlio unico?

“No, ho un fratello”.

Anche lui ha fatto la tua stessa specialità?

“No, lui ha iniziato con lo sci alpino, poi è passato allo sci di fondo, fino a 20-21 anni”.

Sei giovanissimo, d'accordo, ma qualche piccolo rimpianto lo hai?

“Mah, a dire la verità, no, perché comunque ho sempre cercato di fare quello che mi piace fare e ci sono sempre riuscito. Quindi, per ora rimpianti non ne ho”.

Simpatizzi per qualche squadra di calcio? Per l'Udinese?

“Sì e no: più Milan” sorride Alessandro.

Ti ringraziamo, Alessandro, e tanta fortuna e oro! Salutoni alla gente della tua Carnia. E al prossimo salto, alla prossima combinata!

“Grazie a voi, ciao, ciao”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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