ULTIMA - 18/3/19 - LA VIRTUS VINCE A TERAMO E INTRAVEDE LA SALVEZZA

Continua la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che vince per 2 a 1 allo stadio “Bonolis” a Teramo e la salvezza ora sembra davvero possibile. I rossoblu veronesi hanno un ottimo approccio alla gara e all’11° sono già in vantaggio. Onescu dalla destra con un traversone basso taglia l’area biancorossa e sulla palla arriva in spaccata
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INCONTRI VIP'S

22/6/10 - INCONTRI RAVVICINATI: FRANCESCA DALLAPE'

VOLA, VOLA, LA DALLAPE'...MAIA!

Francesca Dallapè, atleta trentina (24 giugno 1986), è tuffatrice che fa parte della nostra Nazionale.
Ha conquistato due medaglie agli Europei Juniores – bronzo ad Edimburgo, nel 2003, dai 3 metri, e argento ad Aachen, in Germania.
Nel 2009, la coppia Dallapè e Tania Cagnotto si aggiudica il bronzo a Doha.

Il 24 luglio 2009, ai Campionati del Mondo di nuoto a Roma, sempre assieme alla compagna di sincronizzato Tania Cagnotto conquista un argento nel trampolino da 3 metri. Trattasi, questo secondo posto, del primo argento iridato nei tuffi per l'Italia femminile.

Quindi: argento ai Mondiali dal trampolino 3 metri sincro ed oro agli Europei di tuffi sempre da 3 metri e nel sincronizzato.

Perché hai preferito i tuffi, il trampolino, al nuoto?

“Perché i tuffi sono molto più divertenti per un bambino, perché comunque puoi fare capriole, puoi ridere e scherzare, mentre nel nuoto è un po' più faticoso ridere e scherzare quando hai la testa sotto acqua. Eppoi, andare avanti e indietro nelle corsie, non mi piaceva; mi piaceva di più fare i tuffi, divertirmi, giocare, eccetera”.

Quando ti sei accorta che quella dei tuffi era la disciplina che faceva per te?

“Mah, mi è sempre piaciuto, comunque, fare questo sport; poi, ho cominciato a fare le prime garette a 8 anni, e quando facevo le gare la competizione mi prendeva tantissimo, e da lì ho continuato. Non è che ci sia stato un periodo preciso dove ho capito che quello era lo sport della mia vita, però, ogni volta volevo migliorarmi, ogni volta volevo fare le gare e battere sempre me stessa, fin quando sono arrivata qua”.

C'è stato qualcuno in famiglia che ti ha avvicinato, avviato allo sport dei tuffi?
“No, no, nessuno”.

Quindi, tu da buona trentina hai abbracciato i tuffi e voltato le spalle agli sci?
“No” e giù un gran bel sorriso di Francesca. Che motiva così la sua scelta:

“No, sono impedita a sciare. Ho provato quest'inverno a sciare un pochino, ma non sono mai stata una patita della neve e del freddo, mi è sempre piaciuta di più l'acqua”.

Ti piace il calcio; te ne intendi un pochino?

“Si', mi piace, adesso stiamo facendo il tifo per l'Italia”.

Chi ti piace degli azzurri?

“Italiani? Bé, a me piace Del Piero; solo che non è stato convocato. Di quelli che sono stati convocati da Lippi, oddio, oddio, adesso non mi viene in mente nessuno”.

Pirlo, Montolivo, Toni, Cannavaro?
“Humm, oddio, non so: forse, Cannavaro che è...sì Cannavaro”.

Tifi Juventus allora?
“No, sono milanista”.

Una milanista piuttosto originale, atipica, cui piace Del Piero?
Altra bella risata:

“Del Milan mi piace Ronaldinho, anche se non è italiano”.

Non hai mai provato a giocare a calcio?

“Io da piccola giocavo a calcio, solo che correvo avanti e indietro per il campo, però, invece di prendere la palla centravo gli stinchi degli altri maschi. Quindi, ho capito subito che non era proprio il mio sport. Giocavo da piccola con i miei amici, i miei cugini, era l'unica ragazza che giocava”.

Il tuo grande sogno, qual è, Francesca?

“Il mio grande sogno, va bé, non è sportivo, comunque è quello di crearmi una famiglia, di diventare una mamma e di essere felice anche da quel punto di vista”.

Il tuo idolo nei tuffi dal trampolino?

“Bé, la più grande tuffatrice è la campionessa cinese Guo Zin Zin, però, io sono cresciuta guardando Tania, e cercando di immedesimarmi sempre in lei, nei suoi movimenti quando è in aria. Ho sempre cercato di avvicinarmi sempre di più al suo stile, alla sua tecnica, basandomi sempre su di lei”.

Sei diplomata, ti stai laureando in qualche facoltà?

“Mi sono diplomata al Liceo Socio-psico-pedagogico, e poi ho provato a iscrivermi a Scienze Cognitive, solo che il tempo era pochissimo, e alla fine ho scelto di continuare ad allenarmi, di farlo proprio professionalmente questo sport, e, quindi, ho dovuto fare questa scelta, con un po' di rammarico, perché avrei potuto continuare. Ma, so che è stata una scelta per potermi qualificare anche per le Olimpiadi, che è il sogno del mio club. Per studiare, poi, avrò tempo”.

Le vertigini, quindi, non sai neanche cosa siano?
Un altro sincero sorriso di Francesca:

“No, per adesso, no. Magari più in là, quando smetterò di fare i tuffi, mi verranno; acquisterò consapevolezza e dirò “Dio, cosa ho fatto fino adesso?””.

Ti sei commossa quando sei salita sul podio d'argento?

“Allora, mi sono commossa molto di più quando abbiamo vinto la medaglia d'oro a Torino, perché è stato il primo traguardo. Poi, invece, ai Mondiali di Roma è stata una gioia immensa, indescrivibile, sono ritornata a casa felicissima, è stato il traguardo più bello che ho raggiunto finora”.

Tu credi in Dio?
“Sì”.

Come te lo raffiguri tra mille anni l'Aldilà?

“Mi immagino di incontrarmi con le persone che adesso magari non ci sono più, e quelle persone che ci sono qua con me adesso, e che saranno anche loro nell'Aldilà, e sarà un posto più... senza pensieri, più sereno di quello che c'è qua”.

Fantozzi, Paolo Villaggio ha detto che se esistesse l'Aldilà, lui preferirebbe andare all'inferno, perché c'è più compagnia, c'è più allegria e meno monotonia di chi deve stare fermo, immobile a contemplare la Luce dell'Immenso. Il tuo pensiero, Francesca?

“Eh, forse, non c'è neanche questa divisione in Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ci ritroveremo tutti lì, eppoi, si starà con le persone con cui si desidera stare”.

Non hai perso qualcuno di caro?

“Sicuramente, non sono state delle perdite gravi, sono state delle perdite normali, quelle dei nonni. Un nonno in particolare, che è il papà di mio papà, quello mi ha fatto stare più male degli altri perché comunque sono cresciuta con lui, quando i miei lavoravano tutti e due. Sono cresciuta con i nonni paterni, quindi, la sua mancanza, quella di nonno Valerio, è stata dolorosa. Mio padre è bancario, mamma adesso è casalinga: i miei primi 5 anni ha lavorato in fabbrica”.

Cos'è che ti irrita di più nella vita e cos'è che ti commuove?

“Bé, io sono una persona molto sensibile, quindi, mi infastidisce l'insensibilità della gente, la maleducazione e l'arroganza. Mi commuovono tutte le dimostrazioni di affetto: io anche quando guardo dei film dove il finale in cui si riappacificano, si riavvicinano le persone, mi commuovono molto”.

Dolore psichico, non l'hai mai provato?

“Mah, sicuramente, nella vita di una persona, anche se pur avendo solo 24 anni, qualche crisi si passa. Sì, ho degli alti e bassi, come hanno un po' tutti. E niente, così, sono cose di poco conto”.

Ma, non ti è mai venuta la tentazione di mollare i tuffi per una delusione di traguardi o affettiva?

“No, per questo, no. Sono una persona abbastanza decisa, so quello che voglio raggiungere, so che comunque questa è la mia vita, è il mio lavoro, e, quindi, non lo mollerei mai per niente al mondo, neanche se me lo chiedesse qualcuno di importante vicino a me. E ci sono stati dei momenti di crisi, quando mi allenavo, mi allenavo, e non riuscivo mai a raggiungere quello che volevo raggiungere i miei obbiettivi, e diciamo che a volte mi buttavo giù”.

E' vero che con l'amore si vive, pur soffrendo, mentre senza amore si sopravvive?
Ancora una candida risata di Francesca:

“Bé, l'amore non bisogna guardarlo solo nel riceverlo da una persona o darlo a una persona. L'amore è tutto, l'amore è la vita, l'amore per il proprio lavoro, per il proprio sport, per la persona che ti sta vicino, per la tua famiglia, per tutto. Quindi, per l'amore si vive!”

Il tuo miglior pregio e il peggior difetto?

“Ahia! Il mio miglior pregio” ancora un sorriso. “Inizio con i difetti: allora, sono testarda e voglio avere spesso sempre ragione io; però, d'altro canto, quando una persona mi fa ragionare ascolto e cerco di migliorare. Il pregio è che sono molto buona, penso sempre agli altri, sono altruista e così”.

Il dolore, secondo te, Francesca, può far indurire oltre che cambiare sia in meglio che in peggio le persone?

“Il dolore, più le delusioni direi, ti fanno indurire, quello sì. Però, bisogna anche sapere che un giorno soffri, dopo stai meglio. La vita è fatta così e bisogna farsene una ragione”.

Sei stata tradita affettivamente?

“Fortunatamente, sto con un ragazzo da 7 anni; sì, ci sono stati degli alti e bassi, però, delle delusioni grandi non ci sono mai state. Delle delusioni da parte di amici, neanche, non ne ho mai avute”.

Come si chiama il tuo ragazzo?
“Manuel”.

E' un nuotatore anche Manuel?
“No, lui studia odontoiatria”.

Di che cosa non dobbiamo mai dimenticarci nella vita di tutti i giorni?

“Mah, che siamo fortunati e che dobbiamo goderci quello che arriva; svegliarsi alla mattina ed essere felici di quello che abbiamo”.

Se tu incontrassi un tuo coetaneo, amico, che attraversa un brutto momento, cosa gli consiglieresti?

“Bé, consiglierei di prendersi un attimo, un momento per sé, di pensare a quello che vuole e che sicuramente per delle persone non bisogna mollare quello che si vuole raggiungere nella vita, ma, bisogna cercare di capire qual è la cosa più importante, la cosa che ti fa star bene, e cercare di aggiungerla sempre, comunque”.

Ha vinto più in Francesca Dallapè il cuore o la ragione finora?
“Il cuore, sempre il cuore”.

Grazie, Francesca, e in bocca al lupo per la vita e per la tua carriera di sportiva. E che il prossimo tuffo sia davvero d'oro!

“Grazie mille, grazie a te, e speriamo!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 21 giugno 2010







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