ULTIMA - 14/12/18 - IL CALCIO MERCATO DI CASA NOSTRA E' IN CONTINUO FERMENTO

La Virtus Verona comunica che ieri sono stati risolti i contratti dei calciatori Fabio Alba ed Alessandro Speri. La dirigenza della società rossoblu dice: "Auguriamo di vero cuore a Fabio e Ale, colonne portanti della squadra che lo scorso anno ha conquistato la storica promozione in serie C, le migliori fortune
...[leggi]

INCONTRI VIP'S

2/7/10 - INCONTRI RAVVICINATI: VALENTINA MARCHEI

“VALE”, LA “FARFALLA SUL GHIACCIO”

E' la campionessa di pattinaggio artistico sul ghiaccio che è riuscita a mettere in discussione la “regina” Carolina Kostner. Milanese purosangue (23 maggio 1986), Valentina Marchei ha conquistato finora tre titoli italiani (2004, 2007 e 2009), sfiorando la partecipazione ai Giochi Olimpici Invernali di Vancouver (gennaio 2010).

Ora, punta le sue lame e i suoi volteggi alla prossima edizione dei cinque cerchi, che si terrà a Sochi in Russia nel 2014, e in cui la Marchei farà sicuramente parlare di lei. Sinuosità e musicalità fanno di lei un'autentica “libellula” sul ghiaccio. Il suo allenatore e coreografo è il russo Nicolai Morozov, e Valentina si allena facendo spola continuamente tra Milano e New York.

E' un torrente in piena, carica di entusiasmo, amore verso la vita e quel futuro roseo, anzi dorato, che l'aspetta. Tempo al tempo!

“Buon giorno, mi scusi, ma ero con il mio allenatore sull'altra linea, mi spiace”.

Così esordisce Valentina, educata, discreta, prontissima all'intervista.

Cosa vuol dire diventare diretta rivale della campionessa italiana Carolina Kostner?

“Cosa vuol dire? Vuol dire sapere di essere tra le migliori al mondo, perché Carolina è una grandissima campionessa, Carolina con i suoi risultati ha contribuito ad aumentare l’interesse per il pattinaggio italiano, lei mi ha aperto le” porte internazionali”. Io sono riuscita in occasione dei Campionati Italiani a batterla due volte; battere Carolina vuol dire avvicinarsi al suo” livello mondiale”.

Hai avuto qualcuno in famiglia che ti ha iniziato a questo sport?

“Mio padre, olimpico di maratona a Mosca nel 1980 e a Los Angeles nel 1984 ci ha educato allo sport come esperienza di vita. Mi sono affacciata al pattinaggio sul ghiaccio quasi per caso. D’estate nelle Marche facevo gare di pattinaggio a rotelle e d’inverno a Milano ginnastica ritmica al Forum di Assago. Poco prima della fine del corso del secondo anno, l’insegnante di ritmica Giulia Staccioli, olimpica a Los Angeles e a Seul, dovette lasciare perché ingaggiata dai “Momix”, la famosa compagnia di danza moderna americana di Moses Pendelton, quindi il Forum ci propose di scegliere un’attività sportiva per terminare l’anno. Decisi di provare il ghiaccio forte del fatto che avevo equilibrio sui pattini…fu amore a prima vista!!!”

Che sensazione trasmette passare dalle rotelle alle lame e, per aggiunta, sul ghiaccio, e, poi, librarsi in volo?

“Il passaggio non è stato così semplice come credevo. Io utilizzavo i pattini con le quattro rotelle, quelli in linea per i bimbi della mia età (5/6 anni) ancora non c’erano, o per lo meno in Italia non erano arrivati, quindi restare in equilibrio sulla lama non era proprio la stessa cosa. Da sempre in tutte le mie scelte metto molta determinazione, quindi non mi sono persa d’animo, poiché il gesto atletico mi piaceva molto, in poco tempo volavo come una libellula”.

Quali sono le musiche in cui sul ghiaccio ti improvvisi farfalla?

“Di solito, mi piace interpretare musiche forti, intense che raccontino una storia che io possa far comprendere al pubblico, coinvolgerlo. Sentirmi farfalla per me è essere in perfetta sintonia con la musica".

Quali le musiche che ami di più?

“Mi piacciono molto tango e flamenco, anche se dopo aver interpretato varie versioni di questi motivi, quest’anno per i miei programmi di gara ho scelto “Requiem for a dream” da “Il Signore degli Anelli” e “L’ouverture” da “Il pipistrello” di Strauss.

Tu ti alleni in America oltre che a Milano...

“Sì, io mi alleno in New Jersey, a venti minuti da New York, e adesso il mio allenatore si trasferisce a Mosca e quindi i miei allenamenti si svolgeranno anche in Russia”.

E' russo il tuo allenatore Nicolai Morozov?

“Sì, è russo. Il governo dopo la debacle olimpica russa in tutte le discipline, ha richiamato in patria tutti gli allenatori e quindi, quest'estate saremo a Mosca in luglio e agosto. Il New Jersey rimarrà sempre una sede alternativa per gli allenamenti degli atleti di Nikolai Morozov”.

Perché Morozov, che è russo, ha scelto l'America?

“Quando ha lasciato l’agonismo, ha cominciato ad allenare negli Stati Uniti dove c’erano più opportunità di lavoro in quel periodo. Tantissime piste a disposizione, senza limiti di orario, come ora. Mi è capitato di allenarmi anche dalle 2 di notte alle 5 del mattino. E’ normale incontrare atleti che si allenano a tutte le ore del giorno e della notte".

Quand'è che parteciperai alla tua prima Olimpiade?

Valentina sorride: ”L'obbiettivo adesso è diventato tra quattro anni. Io adoro pattinare per considerare chiusa la mia eventuale esperienza olimpica. Credo di poter dare ancora molto al pattinaggio perché Nikolai Morozov mi ha spinto ad andare oltre. Ho ricomiciato da zero dopo due gravi infortuni, ho sperimentato un nuovo tipo di lavoro, più duro, ma più gratificante, che mi ha riportato in breve tempo ai vertici internazionali dopo un lungo stop. Ora sogno l’Olimpiade”.

Costa mantenere questa disciplina; e si guadagna?

“Costa moltissimo: in questo momento, senza l’aiuto della mia famiglia non potrei sostenere la mia attività. L’unica fonte di guadagno sono gli spettacoli, ma dopo essere stata lontano dalle piste per un anno a causa degli infortuni ,non sono stata invitata ad alcun spettacolo”.

Tuo padre come si chiama?

“Marco Marchei, è il direttore di “Runner's World”, è giornalista sportivo da più di 25 anni, praticamente da quando ha lasciato l’agonismo”.

Di amore, secondo te, si vive o si sopravvive?

“D’amore si vive. Io metto amore in tutte le cose che faccio per cercare di farle nel migliore dei modi”.

Sei fidanzata?

“Sì: è durissima! Riuscire a mantenere un rapporto sentimentale a distanza costa grandi sacrifici per entrambi. Per fortuna skype accorcia le distanze!”

Il tuo fidanzato fa parte anche lui della tua stessa disciplina?

“E' un giornalista radiofonico”.

Non hai mai avuto un pattinatore prima?

“Sì: il mio primo grande amore è stato un pattinatore, un grande campione di questo sport. Ci siamo allenati insieme per lunghi periodi, abbiamo pattinato insieme per uno spettacolo televisivo all’estero, abbiamo vissuto emozioni forti durante le gare, ma eravamo molto giovani e gli allenamenti ci hanno portato lontano".

Di che cosa, Valentina, non dobbiamo mai dimenticarci nella vita di tutti i giorni?

“Per me è importante la famiglia, senza il loro aiuto non sarei qui a parlare di pattinaggio. Mi hanno sempre sostenuto soprattutto nei momenti più difficili”.

Sei iscritta all'Università?

“Sì, alla Facoltà di Scienze Motorie”.

Non ti è mai venuta la voglia di lasciare tutto, di chiudere col pattinaggio artistico su ghiaccio?

“Mai, proprio mai. Il mio amore per questo sport è grande e penso che ho ancora molto da dare”.

Quand'è che hai pianto di emozione e quando invece di dolore vero?

“Ho pianto di dolore quando ho perso mio nonno paterno Gabriele, la mia guida, la mia forza, il mio grillo parlante”.

E, pianto di emozione, quando?

“Ho pianto alla fine dell’ultimo campionato italiano: era un anno che non gareggiavo, temevo di non riuscire più a tornare ai massimi livelli e questa vittoria mi ha ridato una grande fiducia”.

Credi in Dio, Valentina?

“Sì”.

Cosa ci aspetta nell'Aldilà?

“Un mondo dorato e mio nonno che mi aspetta a braccia aperte”.

Il tuo miglior pregio e il tuo peggior difetto?

“Il mio miglior pregio è la forza di volontà che ho, il fatto di rialzarmi sempre dopo qualsiasi caduta. Il peggior difetto? Sono veramente molto orgogliosa e, quindi, a volte molto intrattabile”.

Il tuo grande sogno?

“A livello sportivo, riuscire a diventare un esempio per tutti i giovani, ma, non per i titoli, le medaglie, ma, a livello di missione dello sport, veicolo, strumento, opportunità per formarti, per educarti. Invece, nella vita di tutti i giorni, è quello di riuscire ad avere una famiglia, serena e una laurea”.

Tra quattro anni, le Olimpiadi, in Russia hai detto...

“A Sochi, in Russia”.

Hai paura della morte?

“Sì, ho paura della morte, ho paura delle malattie. Ho paura di perdere i miei genitori: è questa la paura che mi terrorizza di più, perché loro sono il mio punto fermo e spesso mi fermo a pensare come farei, anche nella vita di tutti i giorni, senza di loro. Quando sono lontano da casa, scrivo e telefono a casa tantissime volte al giorno".

Quanti fratelli hai?

“Lorenzo ha appena fatto la Maturità, Francesco, 13 anni, la seconda Media”.

In te finora ha vinto più il cuore o la ragione?

“Ha vinto il cuore, sempre”.

Sei di Milano: tifi per il Milan o per l'Inter?

“Milan, Milan, forza Milan”.

Qual è il tuo idolo rosso-nero?

“Quand'ero piccolina, andavo pazza per Gullit. Conservo una maglietta, piccolissima, firmata da lui. Ora ammiro Pirlo, anche se lui è un difensore e io gioco d’attacco”.

Ti fa rabbia, dunque, tutto questo che va contro le regole. Doping compreso, o no?

“Sì, è proprio la cosa che mi fa più rabbia, ma, in generale, di tutto lo sport, anche se nel pattinaggio non si è mai parlato di casi di doping”.

Cos'è che ti riesce ancora ad emozionare in questo mondo che sembra essere sconquassato da violenze, cataclismi e tragedie?

“Mah, le piccole cose di tutti i giorni. Per esempio, l'altro giorno, ho vissuto in prima persona la maturità di mio fratello. Gli ultimi tre giorni quando subentra il panico, ripasso questo o quest'altro argomento, oddio non mi ricordo questo o quell'altro, per cui abbiamo studiato insieme, abbiamo preparato il discorso da tenere per la tesina. Mio fratello voleva solo me al suo esame, e io ho pianto per l’emozione”.

Pascoli, Carducci, Manzoni, Foscolo o Leopardi?

“ Leopardi è sempre stato il mio preferito”.

Perché?

“Ma, perché Leopardi è un po' romantico, ho cominciato a studiarlo alle Medie e me lo sono portato fino alle Superiori, fino alla tesina; per cui, Leopardi mi ha seguito ovunque. Per cui, a volte partivo per le gare e ripetevo le poesie di Leopardi”.

E, che i tuoi pattini, Valentina, vadano oltre “l'infinito”, verso “la luna”, due delle più famose poesie che il genio malinconico di Recanati ha scritto. Va bene, Valentina?

“Grazie a te”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 2 luglio 2010






Visualizzato(3989)- Commenti(8) - Scrivi un Commento