ULTIMA - 23/1/19 - LA VIRTUS VERONA CEDE CONTRO LA CAPOLISTA PORDENONE (1-2)

Per l'ennesima volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale della partita dopo essersi battuta alla pari contro la capolista incontrastata del girone B di serie C, il Pordenone di mister Attilio Tesser. A decidere la sfida a favore dei neroverdi friulani è stata una rete del 38enne Emanuele Berrettoni, ex Hellas Verona,
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INCONTRI VIP'S

21/7/10 - INCONTRI RAVVICINATI: DIEGO CONFALONIERI

CONFALONIERI, IL 4 DI SPADE

Schermidore, specialità spada, Diego Confalonieri (Bresso di Milano, 11 aprile 1979) ha il suo medagliere gonfio di luccicanti placche nelle varie competizioni nazionali ed internazionali sostenute fino ad oggi.
Ma, come per ogni nostro atleta (ma non solo), la medaglia cui lui è più affezionato è quella di bronzo a squadre, sempre nella specialità della spada, conquistata alle ultime Olimpiadi di Pechino, nel 2008.

Fa parte del Corpo dei Carabinieri e ha conseguito la laurea in Economia e Commercio. Si sta preparando per la prossima edizioni delle Olimpiadi, che si svolgeranno nel 2012 nella suggestiva e fumosa Londra. Sperando di conficcare la sua spada nella roccia...

Lei, Diego, ha vinto un bronzo olimpico a squadre. Quand'è che arriverà una bella medaglia con disegnati su i cinque cerchi da singolo?

“Mah, la medaglia da singolo è già arrivata a San Pietroburgo nel 2007, nei campionati del mondo, a livello individuale; e l'argento a squadre. Quindi, ho conseguito un ottimo piazzamento, che è stato il mio primo vero grande successo in campo internazionale. Dopodiché è arrivato il bronzo alle Olimpiadi di Pechino del 2008, e, quindi, penso di aver vinto sia a livello individuale che a squadre dei riconoscimenti importanti”.

Ricordiamo il bronzo a squadre di Pechino?

“Ho giocato le mie carte, ho perso 15 a 14 e 12 a 13 l'incontro per entrare in zona medaglie, andando molto vicino, contro lo spagnolo Abaco che poi è arrivato terzo. La prima opportunità che ho avuto è stata Pechino, arrivando sesto o settimo - adesso non mi ricordo bene perché da come leggi la classifica -, ma sono sicuramente pronto per ricominciare una nuova avventura, il prossimo anno, di qualificazione olimpica per Londra, e, se dovessi qualificarmi per la gara individuale, mi giocherò le mie chanches con l'esperienza accumulata nella precedente edizione. Le Olimpiadi capitano ogni 4 anni e non sempre si può arrivare alle medaglie, io ci sono andato molto vicino in quella individuale, ho vinto quella a squadre, ma sono molto soddisfatto della mia carriera vissuta fino a qua”.

L'Italia vanta una fortissima tradizione nella scherma: cos'è che l'ha spinta ad abbracciare questa antica ed affascinante disciplina agonistica?

“Mi ha spinto il caso, perché io quando ero piccolo, alla pari della maggior parte dei ragazzini italiani della mia età, volevo giocare a calcio e a sei anni mia madre mi ha portato mi ha portato a sostenere una prova di scherma a Bresso di Davo. Ho provato, mi è piaciuto, ho trovato subito un ambiente famigliare e piano piano ho capito che lo sport adatto a me, e che avevo un talento particolare che mi faceva divertire con in mano il fioretto prima e la spada dopo, e, quindi, da quella volta è nata la mia passione e la mia carriera schermistica”.

Ha parlato di calcio: ebbene, in che ruolo giocava?

“Ho sempre giocato a calcio a livello amatoriale e tuttora mi reputo un grande appassionato di calcio, il mio sport preferito ancora ad oggi. Anche quello straniero mi piace. Sono un grandissimo tifoso della Juventus, e, appena posso, vado allo stadio. Ho sempre giocato per divertirmi e ho ricoperto diversi ruoli. Diciamo che mi è sempre piaciuto fare il difensore centrale”.

Qual è il suo idolo?

“In questo momento, in quel ruolo, mi piace molto Giorgio Chiellini, un giocatore di grosso temperamento, di grande carisma e di grosso fisico. Ma, chi in questo momento più mi affascina, mi regala emozioni anche a livello mondiale è Messi”.

Cosa si potrebbe fare affinché la scherma non sia più considerata a livello economico uno “sport povero”?

“Ah, dovremmo avere un maggior seguito televisivo, dovremmo essere uno sport che viene sposato dai grandi eventi televisivi. I Mass Media dovrebbero credere un po' di più nella scherma e ciò che attualmente non ci aiuta è il limitato bacino di utenza rispetto ad altri sport. La scherma non la fanno in tanti in Italia e nel mondo e, quindi, mi rendo conto sia difficile per televisione e sponsor investire soldi in un bacino di fruitori così limitato”.

Cos'è che le dà più fastidio e cosa invece riesce ancora a commuoverla oggi?

“Una cosa che mi commuove e al tempo stesso mi dà fastidio è il maltrattamento degli animali: la reputo una cosa disumana, contro cioè la natura di noi esseri umani. Ultimamente, si parlava della crudele caccia alle balene o alle foche, e su un giornale l'altro giorno sono rimasto impressionato vedendo le foto che riprendevano la mattanza di un rinoceronte: lo hanno anestesizzato e poi con la motosega hanno fatto a fette il corno per fare gioielli o altri suppellettili, facendo morire dissanguato. E' una storia inenarrabile, una di quelle vicende che mi colpiscono e che mi lasciano esterrefatto. Poi, mi sembra banale dire che la guerra tra gli uomini sia una delle più grosse porcate che esistono, però, insomma, credo che ancora oggi mi dia fastidio solo la notizia che un cane possa essere abbandonato – mai come in questi mesi estivi e delle vacanze – in autostrada, sotto la cappa infernale del caldo. Sono un grande amante degli animali e pertanto queste situazioni mi fanno soffrire ancora di più quando poi sento, vedo cose che non le reputo umane”.

Se lei dovesse, a livello caratteriale e non per cattiva guida, elevare delle contravvenzioni, quali sono le “infrazioni” che lei cefcherebbe di punire maggiormente?

“Sicuramente, l'inciviltà, il mancato rispetto per gli anziani, per i bambini e le donne. Chi è maleducato, chi non porta il rispetto all'altro, non rispetta il mondo in cui viviamo è una delle cose che mi fa rabbrividire la pelle”.

Crede in Dio?

“Non sono molo religioso, non sono praticante, però, credo in Dio, col quale ho un rapporto molto personale, molto mio. Non credo alle istituzioni clericali, questo no”.

Tra mille anni chi vorrebbe rivedere, riabbracciare nell'Aldilà?

“Abbracciare tutte le persone care che ho perso in questi anni: quindi, i miei nonni, le persone cui ho voluto bene e con le quali ho vissuto. Vorrei rincontrarle davvero un giorno”.

Ci crede nell'Aldilà?
“Ehm, così così”.

Non crede che qui, in terra, dobbiamo conquistarci un bel giorno la Vita eterna?

“Credo che dovremo fare il nostro meglio fino all'ultimo respiro, per cercare di avere una vita per cui doverci vantare. Per cui, dobbiamo cercare di fare del bene a noi stessi e agli altri. Poi, quello che sarà dopo nessuno di noi essere umani lo sa con certezza”.

Il suo rapporto con la sofferenza psichica, non fisica?

“Tante volte si soffre in modo non fisico ma in modo psicologico e sentimentale. Ci si abitua, ci si deve trovare, si deve venire fuori da soli o con l'aiuto degli altri, dipende. Si cresce con le sofferenze sentimentali e con quelle psicologiche: credo che queste servano per forgiare il carattere delle persone e per diventare più grandi”.

Si piange di dolore e di emozione, o di gioia. Quand'è che le è successo in entrambe le circostanze?

“Ho pianto di dolore quando è morto mio nonno tre anni fa. Si chiamava Renzo ed era il nonno con il quale avevo un rapporto molto stretto e col quale ho vissuto quand'ero piccolo molti momenti bellissimi ed indimenticabili”.

Argomento amore: si vive di questo? E senza questo fuoco si sopravvive solamente e basta?

“Si vive di amore: io sono felicemente innamorato e penso che l'amore dia all'uomo una felicità, un equilibrio interiore che gli permette di sopravvivere e di assaporare tutte le situazioni negative e positive che gli si presentino nella vita”.

Il nome di battesimo della sua fidanzata?
“Fabiana”.

Pure lei schermitrice o sportiva?

“No, lei lavora nel mondo della moda, è appassionata di moda, di scarpe, lavora in tutt'altro settore, e questo mi fa molto piacere perché l'aiuta a vedere la mia vita di schermidore , la mia vita sportiva in maniera obbiettiva”.

In lei fino adesso ha vinto di più il cuore o la ragione?

“In assoluto il cuore. Sono molto più istintivo che razionale. Nel bene e nel male”.

E' vero che i dolori sono tutti uguali, mentre le felicità possono – o sono – diverse?

“Certi dolori sono così unici che possono essere uguali per intensità a tutti gli uomini e le donne. I soldi si dice che facciano la felicità, ma, secondo me, fino a un certo punto questo capita. Rendono la felicità quando non ci sono problemi e poi ho capito finora che tutti hanno problemi, sia i ricchi che i poveri. Sì, sono d'accordo su questa frase”.

Conserva un dolore vissuto da bambino. Mi spigo meglio: un'infanzia difficile, un divorzio vissuto dai suoi genitori, altro?

“No, io ringrazio i miei genitori della bella infanzia che mi hanno fatto vivere. Sono da tempo sposati, sono un grande esempio per me come famiglia, come coppia, come genitori. Un giorno, quando sarò anch'io marito e genitore, loro saranno sicuramente per me un ottimo esempio. Insomma, debbo tanto, tantissimo a loro sia per come sono cresciuto, e se sono diventato quello che sono oggi, ebbene, questo lo debbo anche a loro”.

Sportivamente, lei Diego, serba qualche scaramanzia?

“No, in particolare: no, non sono scaramantico”.

Qual è stata finora la più clamorosa autorete, il rimpianto, il rammarico dello schermidore Diego Confalonieri?

“Il momento più bello sicuramente la medaglia olimpica, mentre il momento più brutto penso l' esclusione dalle prime 4 Olimpiadi individuali. Credo che le Olimpiadi siano state il momento più bello e più brutto della mia carriera”.

Non le è mai venuto la voglia di piantare lì, la spada sulla roccia...?

“No, no, no, anche adesso che è un momento particolare della mia carriera, penso che mi fa piacere continuare la scherma e che essa non costituisce assolutamente per me una spina nel fianco”.

Se non avesse fatto il carabiniere e lo schermidore, cosa le sarebbe piaciuto di più fare da grande?

“Visto la mia laurea in Economia e Commercio, mi sarebbe piaciuto lavorare nel Marketing”.

L'accento sembra un po' toscaneggiante?

“No, l'accento è totalmente, assolutamente milanese, anche se la maggior parte dei miei amici proviene da tutta Italia. Sono un milanese fiero di esserlo ed aperto a qualsiasi amicizia di persone italiane e non”.

La più bella schermitrice italiana, qual è?

“Huh, la più bella schermitrice italiana, vediamo un po'...”.

Attento alla sua fidanzata, quando leggerà la sua risposta.
“Negli ultimi anni, secondo anche quanto la pensano i Media italiani, la più bella, la più donna è sicuramente Margherita Granbassi”.

Di cosa non dobbiamo mai dimenticarci della vita di tutti i giorni?

“Dobbiamo sempre tenere in mente che c'è tanta gente che sta peggio di noi, e, quindi, dobbiamo essere sempre felici, ottimisti, essere dunque pronti ad aiutare il prossimo, quello sì”.

Il sogno?

“Quello di avere una bellissima famiglia, due figli, di poter un giorno vedere nei loro occhi la felicità e la serenità”.

E una bella medaglia sia individuale che a squadra a Londra 2012?

“Quello è un sogno più materiale. Quando si parla di sogni, credo che il mio vero sogno in questo momento sia quello; me l'avesse chiesto tre anni fa magari le avrei risposto la medaglia alle Olimpiadi. Adesso il mio sogno principale, quello più grande è formarmi una bella famiglia e di avere dei figli sereni”.

Si emozionerà Diego Confalonieri se, salito su un qualunque gradino del podio, sentirà nell'aria suonare l'inno di Goffredo Mameli?

“Assolutamente sì, assolutamente sì. Mi emoziono solo adesso al solo sentirne parlare”.

Grazie, arrivederci ed un grande in bocca al lupo.

“Arrivederci, salve e grazie anche a lei”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 21 luglio 2010






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