ULTIMA - 27/5/19 - AIAC VR: INCONTRO FORMATIVO CON STEFANO BIZZOTTO

L’Associazione Italiana Allenatori Calcio sezione di Verona informa che organizza per lunedì 3 giugno 2019, con inizio alle ore 20.30, un interessante serata formativa dal titolo "La comunicazione nel mondo del calcio". L'incontro si terrà presso l’aula 1 del palazzotto Gavagnin (difronte alla sede della società Virtus Vecomp) in via
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INCONTRI VIP'S

25/11/10 - INCONTRI RAVVICINATI: LORENZO CESA

TUTTO CASA E...CESA

Laureato in Scienze Politiche alla Luiss, l'attuale Segretario nazionale dell'UDC, Lorenzo Cesa (Roma, 16 agosto 1951), è stato direttore delle relazioni esterne e consigliere di amministrazione di importanti banche e società italiane.

Dopo l'esperienza nella Diccì, Cesa è entrato nel CCD di Clemente Mastella e di Pierferdinando Casini, diventando subito il Segretario politico. Nel 2005, succede a Marco Follini alla Segreteria dell'UDC, da parlamentare europeo eletto nel 2004, risultando il deputato più eletto del Meridione in virtù dei 103.000 voti.

Nel 2006 è deputato al Parlamento italiano: idem nel 2008. Oggi è componente dell'XI^ Commissione Lavoro pubblico e privato, e presidente della Commissione di collaborazione parlamentare Italia-Cina e componente anche di quella italo-russa.

Ha mai giocato a calcio?
"Da giovane le classiche partitelle tra amici, ma dire che ho giocato a calcio è una parola grossa!"

Ha praticato altra disciplina agonistica? Tifa per qualche squadra?

"In generale non mi ritengo un grande sportivo… Ho una squadra del cuore, la Lazio".

Che ruolo crede di interpretare ora da Segretario Udc? Attaccante, difensore, centrocampista, play maker, portiere?

"Mi sento un centrocampista di fatica, nel mezzo della battaglia politica ogni giorno. La posizione è ovviamente quella centrale, anzi centrista…"

In Lei, finora, ha vinto più il cuore o la ragione?

"L’ideale sarebbe un bel pareggio, ma di solito è il cuore che ti porta a fare le scelte migliori. Come considerare altrimenti la nostra decisione, coraggiosa e un po’ pazza, di andare da soli alle elezioni del 2008, contro i due colossi Pd e Pdl? Lì ci guidò il cuore, non c’è dubbio".

Fosse Ministro dello Sport, cosa proporrebbe in Parlamento?

"Bisogna puntare con forza sulla centralità dello sport nell’aggregazione e nella crescita dei giovani. Oggi, purtroppo, i mezzi di comunicazione di massa e le tecnologie stanno prendendo troppo il sopravvento. Questo perché molte famiglie preferiscono “abbandonare” un figlio davanti al televisore piuttosto che mandarlo a praticare attività fisica. Si rischia in questo modo di coltivare una generazione di giovani in poltrona, che non praticano lo sport perché si accontentano di vederlo o giocarlo davanti allo schermo".

Memoria: di cosa non dobbiamo mai dimenticarci nella vita di tutti i giorni?

"Dell’insegnamento di Dio, di quello dei nostri genitori, dei consigli degli amici veri, dei drammi della storia, delle scelte forti che hanno fatto i grandi uomini del passato. Da politico, credo che la prima cosa di cui non dimenticarsi mai sia il nostro alto compito che siamo chiamati a svolgere: essere al servizio dei cittadini e del Paese e lavorare per far funzionare e onorare le istituzioni che rappresentiamo".

Cosa le dà più fastidio, rabbia nella vita e cosa invece riesce ancora a commuoverla oggi?

"Mi infastidisce l’arrivismo, gli sprechi, l’egoismo, le contrapposizioni su temi futili come spesso mi capita di vedere in politica. Mi fa commuovere il calore degli amici, il sostegno disinteressato di tante persone nelle cose che faccio".

Com'è stata la Sua infanzia, serena, difficile...?

"Ho avuto un’infanzia serena grazie all’unità della mia famiglia e all’amore dei miei genitori: non mi hanno mai fatto mancare nulla e, tra mille sacrifici, mi hanno permesso di portare avanti gli studi e arrivare fin dove sono arrivato".

Il suo motto, qual è?

"Ce ne sono diversi, ma ultimamente sono molto legato in particolare a una frase di Gandhi. La trovate affissa sul muro del mio studio in Via Due Macelli, e racconta la storia di questi anni dell’Udc. Dice: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi tu vinci”. Chiaro il riferimento, no?"


Dove schiererebbe Wojtyla, Ratzinger, Paolo VI, Papa Luciani in un'ipotetica Nazionale degli ultimi pontefici?

"Credo che il ruolo giusto per loro sia quello di difensori: difensori dell’insegnamento della Bibbia e dei valori cristiani nella società, difensori della vita fin dal suo concepimento, della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, del principio della carità e della solidarietà verso i poveri e gli ultimi della terra".


Se non avesse fatto il politico, cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita, o, se vuole, da grande?

"Porto con me un’innata passione per la politica, che ha contraddistinto tutta la mia giovinezza e mi permette di andare avanti in questo lavoro, duro ma ricco di soddisfazioni. In passato sono stato anche un dirigente d’azienda. Da grande chissà, mi tengo aperte diverse possibilità".

A cosa non rinuncerebbe mai nella vita: amicizia, amore, al giornale, alla partitina a briscola, alla mangiata di abbacchio...?

"Potrei dirle tante cose che mi piace fare e alle quali non rinuncerei. Ma ciò che non mi deve mai mancare è il calore e l’affetto della famiglia e degli amici".

Il dolore degli altri: cosa Le trasmette, Segretario?

"Un senso di profonda inquietudine: se c’è una persona in difficoltà, è mio dovere fare qualcosa per aiutarla. E’ questo l’insegnamento cristiano che mi è stato trasmesso fin da giovane a scuola e in famiglia. E’ uno dei principi più importanti con cui mi hanno educato i miei genitori e che ho insegnato ai miei figli".

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio 25 novembre 2010









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