ULTIMA - 25/5/19 - IL BASSANO 1903 BATTE IL MONTORIO ED E' CAMPIONE REGIONALE

E' stata una bella partita, quella giocata ieri sera a Montecchio Maggiore, fra il Bassano e il Montorio, calcio valida per il titolo Regionale di Prima categoria. I giallorossi di mister Francesco Maino partono subito forte e passano in vantaggio dopo soli 5 minuti con Cosma, che, su invito di Garbuio, mette in rete con un tiro da sotto
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INCONTRI VIP'S

1/7/11 - INCONTRI RAVVICINATI: MONS. GIUSEPPE PELLEGRINI

UNA VITA DA PELLEGRINI

Monsignor Giuseppe Pellegrini (Monteforte d'Alpone, Verona, 10 novembre 1953) viene nominato vescovo della Diocesi friulana di Concordia-Pordenone il 25 febbraio 2011 da papa Benedetto XVI, al posto di Ovidio Poletto. Dopo aver frequentato il seminario Minore e Maggiore scaligero, Pellegrini consegue la laurea in Sociologia, materia – Sociologia Religiosa - che più avanti insegnerà presso lo Studio Teologico “San Zeno” di Verona.

Viene ordinato sacerdote il 2 giugno 1979, dal 1993 al 1996 è Assistente diocesano di Azione Cattolica, dal 1994 al 1998 direttore dell'Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile.
Importanti gli incarichi che svolge dal 2000 al 2006: è vicedirettore dell'Ufficio Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie ed Assistente Nazionale del Movimento Giovanile Missionario. Nel 2004 è Cappellano di Sua Santità, dal 2006 al 2008 è direttore dell'Ufficio Nazionale di Cooperazione Missionaria, direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, nonché Direttore Generale di “Missio”. Dal 2007 è Vicario Generale della Diocesi di Verona, retta da monsignor Giuseppe Zenti.

Ha mai giocato a calcio da ragazzino; o praticato altri sport?

"Da ragazzo ho giocato spesso al calcio in seminario. Non si poteva essere seminaristi senza giocare il calcio. Poi ho giocato spesso la pallavolo. A mo’ di cronaca, ricordo ancora una delle ultime partite giocate. Era il 1982, in agosto, dopo i campionati mondiali che abbiamo vinto. Famoso era l’attaccante Paolo Rossi. Da giovane prete andai con il gruppo missionario in Tanzania, nella capitale Dodoma nella missione dei padri Stimatini. Qui i volontari europei vollero fare una sfida tra italiani e resto del mondo. Giocammo nello stadio nazionale di Dodoma (più terra che erba). Io ho giocato nel mio ruolo di difensore…. E a fatica, vincemmo!"

Qual è stato il "gol" e l'"autogol" più clamorosi della Sua vita?

"Se è del calcio, non mi ricordo. Se invece è una metaforA, il gol più bello è aver realizzato il progetto di Dio che mi ha voluto prete per gli altri!"

Il calcio professionistico è sempre più malato (vedi recenti scandali che
fanno seguito a Moggiopoli: è specchio, parodia di un'umanità malata, priva di valori?

"Purtroppo lo si vede, ma anche in altri sport. Quando lo sport perde la sua dimensione ‘ludica’, di gioco e di festa e diventa una macchina per fare soldi, pere la dimensione umana, dimentica i valori e finisce per essere ‘gioco spazzatura’."

La Cei, di recente - l'abbiamo chiesto a una ventina di Suoi omologhi - ha ripreso a valorizzare gli oratori. Una Sua riflessione a riguardo.

"La parrocchia è e rimane luogo di annuncio del vangelo, luogo di incontro con Cristo e anche luogo di socializzazione. Due dimensioni che non si possono scindere. Così la parrocchia deve essere dotata della Chiesa, di luoghi di catechesi e anche di ambienti per il gioco! Sono necessari gli oratori! Ringrazio il Signore che nella diocesi di Concordia-Pordenone sono moltissime le parrocchie dotate di Oratori che funzionano!"

Quand'è l'ultima volta che Le si è accaponata (dall'emozione) la pelle e
l'ultima volta che ha pianto di profondo dolore?

"Un momento di forte commozione è stata l’ordinazione episcopale. Durante il canto delle litanie dei santi l’ordinando si distende per terra. Ho provato la stessa emozione di 31 anni prima, quando sono diventato prete! Ho sentito la forza e la potenza dello Spirito santo e la vicinanza di tutta una Chiesa! Bello!"

Esiste la felicità: che idea si è fatto? Ha mai provato momenti di
smarrimento, di solitudine profonda?

"Devo dire che non ho mai provato lo smarrimento e la solitudine! Momenti di dolore e di fatica si! La felicità, la gioia sono sempre mie compagne di strada. Perché sento viva la presenza del Signore in me e la vicinanza di tanti."

Cosa Le trasmette il dolore altrui? E' vera la funzione catartica della
Fede sulla sofferenza?

"La sofferenza degli altri mi fa sentire tutta la fragilità e la debolezza della persona. Ma spesso incontro anche persone che pur nella sofferenza, sentono vicino il Signore che consola e dona speranza e anche la vicinanza di tante persone che portano sollievo e conforto. Nella sofferenza si vede tanta solidarietà".

Cos'è che le dà più fastidio, in generale, e cosa La riesce ancora" a
farla commuovere?

"L’indifferenza di tante persone mi dà fastidio e di contro mi fa commuovere la solidarietà disinteressata di molti che danno tutto per alleviare la sofferenza di altri (vedi anche catastrofi naturali….)"

Come si immagina l'Aldilà, il Paradiso, e chi vorrebbe riabbracciare,
incontrare per primo?

"Il Paradiso, come ci insegna la Chiesa, è il vedere Dio faccia a faccia, senza veli. E’ la contemplazione di Dio, gustare l’Amore. Sarà bello incontrare anche tutte le persone che nella vita mi hanno voluto bene."

"Ama e poi fai quello che vuoi" (Sant'AGOSTINO); "Amore è unirsi alla cosa amata" (Tommaso d'Aquino); "La vera povertà non è qui in India, ma dietro l'angolo della vostra via" (Madre Teresa di Calcutta): una Vostra
riflessione...

"Mi sembra che sia la descrizione del Paradiso! Che comincia anche da qui, da come noi viviamo sulla terra le relazioni d’amore e di accoglienza con gli altri!"

Monteforte d'Alpone in che cosa è stata decisiva per la sua vocazione?

"La mia famiglia, semplice di contadini, dove ho respirato la fede e l’amore verso tutti. I miei preti in parrocchia e i tantissimi amici e amiche che mi hanno aiutato a maturare e a imparare a donarmi agli altri."

Se fosse il cittì degli azzurri Prandelli, dove schierebbe in un'ipotetico schieramento in campo il beato Wojtyla, Benedetto XVI, Paolo VI, Papa Giovanni XXII, Pio XII?

"Non so!".

Se un giorno Gesù tornasse sulla terra per farci visita, che umanità, che
mondo troverebbe?

"Senza il se! Gesù tornerà sulla terra. Vedi vangelo di Luca, 18,8., dove chiede se troverà la fede sulla terra. Io spero di si, perché nonostante tutto, l’uomo porta in se l’immagine di Dio. E prima o poi seguirà la sua strada."

Padre David Maria Turoldo: "Non siamo parte del sistema, ma nel sistema;
non siamo parte del mondo, ma siamo nel mondo"... Ed ancora - siamo in
Friuli e scomodiamo un grande religioso-saggista-uomo friulano -: "Chi ha le mani pulite, le tiri fuori dalle tasche!"...

Avrebbe mai pensato di diventare un giorno vescovo (Quella volta in
macchina, mi disse di no): e, se non avesse fatto il sacerdote, cosa Le
sarebbe piaciuto fare di più nella vita (il medico, il Professore - Lei ha
insegnato al seminario di Verona: Vostro allievo è il mio caro amico fra'
Giorgio Beghini da Vigasio)?

"Mi piaceva fare il commerciante… ma il Signore mi ha chiamato per fare il prete, per donarmi tutto a tutti!"

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