ULTIMA - 21/2/19 - 1^ EDIZIONE DELLA VIAREGGIO WOMEN'S CUP, ECCO LE 8 SQUADRE

Bologna, Fiorentina, Florentia, Genoa, Inter, Juventus, Sassuolo e Spezia sono le otto formazioni femminili che dal 18 al 26 marzo prossimo daranno vita alla prima edizione della Viareggio Women’s Cup, organizzata dal Cgc Viareggio: la manifestazione, come il torneo maschile, è riservata alle formazioni Primavera. Il torneo femminile sarà articolato in due
...[leggi]

INCONTRI VIP'S

16/4/12 - INCONTRI RAVVICINATI: VERONICA CALABRESE

FIEREZZA TUTTA...CALABRESE

Nata a Werdhol, in Germania, il 7 novembre 1987, ma residente a Mesagne, nel Brindisino, Veronica Calabrese gareggia nella categoria 62 kg del taekwondo. Ha trionfato ai Mondiali del 2004 e del 2007, ottenendo nel 2003 l'oro agli Europei. Nel 2006 in Italia conquista il titolo assoluto, mentre si piazza al secondo gradino del podio alle qualificazioni olimpiche di Manchester. Nell'Esercito e in questa originale disciplina agonistica ha conquistato medaglie e l'amore della sua vita in Mauro Sarmiento, il nostro portacolori dello stesso sport a Londra 2012.

Veronica, la felicità cos'è per lei?

“Io sono in generale una ragazza molto felice ed allegra già di mio, ed anche nelle situazioni un po' più difficili riesco ad estrapolare la parte positiva. Certo, la felicità esiste in me, è all'ordine del giorno ed è molto importante”.

Consiste nella realizzazione di un progetto, in che cosa?

“No, nelle semplici cose della vita, nello stare vicino a mia mamma, a mio padre, a un ragazzo fantastico come è Mauro. Mi rendono felici le cose che mi appartengono, la vita che faccio di atleta, gli allenamenti, un ambiente pulito. Sono tante le cose che rendono felice la mia vita”.

Il sogno del cassetto sia della carriera che della vita?

“Noi atleti siamo mosche bianche perché facciamo una vita che siamo sempre al centro dell'attenzione e come campioni dobbiamo dare l'esempio, siamo dei punti di riferimento. Siamo abituati a vivere in maniera sana, a condurre un'esistenza costellata sì da tanti sacrifici ma anche da tante soddisfazioni. Viviamo l'esperienza delle Olimpiadi, dove ci arrivi a patto di raggiungere grandi risultati”.

La solitudine: non ha mai dovuto fare i conti con questo particolare stato d'animo, e come l'ha combattuta?

“Negli ultimi anni ho accusato un po' di infortuni alle ginocchia, ma, non ho mai provato la solitudine perché comunque avevo sempre vicino la mia famiglia e il mio fidanzato Mauro era molto presente come punto fisso ed importante per me. Mi perdevo un po' d'animo semmai nel vedermi impedita nello svolgere i quotidiani allenamenti”.

Libertà: cosa significa per Veronica Calabrese?

“Io sono una ragazza che dice sempre quello che pensa, a volte anche sbagliando, ma, col passare del tempo, ho imparato a migliorare questa parte del mio carattere. Libertà è fare tutto ciò che si vuole, ascoltarsi, perché il più delle volte siamo abituati ad ascoltare cosa dicono di noi le persone e meno ad ascoltare noi stessi. Libertà è sentirsi liberi di fare quello che ci si sente di fare, sentirsi libera dentro, nell'animo”.

Credi in Dio e come vorrebbe che fosse l'Aldilà?

“Sono credente e molta gente ormai è poco credente e questa è una cosa che a me dispiace, perché la Fede è una cosa che ti devi sentire dentro, così come la vicinanza di Dio. L'Aldilà me l'immagino mentre con Mauro continuo il mio cammino in Paradiso”.

Il dolore degli altri cosa trasmette in Veronica Calabrese?

“Mia nonna proprio ieri ha subito un ictus in ospedale e stamattina avrebbe dovuto uscire ma ci volevano ottanta euro. Ma come, ho brontolato con il personale sanitario, ci vogliono ottanta euro per fare uscire mia nonna? “Sì” mi hanno risposto, aggiungendo: “Così, una volta arrivati a casa, le fate fare una bella passeggiata e prendere una boccata d'aria fresca”. Ecco, questo caso è lo specchio di quello che purtroppo accade oggi in Italia con le persone anziane o affette da malattia”.

Cos'è che la commuove e cos'è che le fa rabbia?

“Mi commuove vedere ragazzi ammalati che si sforzano a regalare un sorriso alla vita, nonostante la loro grave condizione. Nello sport , mi commuove vedere che una persona, una ragazza, nonostante i mille sacrifici, i tanti infortuni è riuscita ad arrivare a una posizione e a superare le difficoltà di uno sport faticoso. I grandi sacrifici spesi per tutta la vita per arrivare ad essere un atleta olimpionico, nonostante le paure, quelle di non farcela, nonostante le problematiche che ti si sono frapposte a mo' di ostacoli. E ha trovato, ugualmente, la forza, la spinta per incamminarsi verso un suo sogno”.

Il motto di Veronica Calabrese?

“Il mio motto è di non mollare mai, perché se ci credi davvero nei tuoi sogni – come ho fatto io che sono partita da un paese davvero piccolo come Mesagne, dove le aspettative erano davvero poche – io non ho mai mollato, ho sempre creduto nel mio sogno, che è quello di poter partecipare alle Olimpiadi, di diventare una campionessa, ma, di restare una persona umile, in modo che quando la gente mi incontra possa dire “sei una persona meravigliosa sia nello sport che nella vita”.

L'ultima volta che ha pianto e che le è venuta la pelle d'oca?

“Ho pianto quando non sono riuscita a qualificarmi nella scorsa edizione delle Olimpiadi: è stato un momento molto difficile per me. La pelle d'oca mi è venuta – adesso che mi ricordo – quando sono salita sul podio nel 2009 e ho conquistato il mio primo argento. Avevo vinto ai Mondiali junior, ma, ai Mondiali senior è stata tutta un'altra cosa, perché quando sei consapevole del traguardo raggiunto, è tutto più magico”.

Che cosa si può dire di Veronica Calabrese, e cosa non si può assolutamente dire?

“Possono dire tutto tranne che sono falsa, perché dico sempre in faccia ciò che penso, e la gente dice di me che sono una ragazza solare, divertente e allegra. Anche perché quando faccio quello che devo fare lo faccio sempre con serietà, mai per gioco e con superficialità”.

Di cosa non riesce a fare a meno; qual è il suo ossigeno di vita?

“Avere Mauro al mio fianco è l'ossigeno perché è una persona che ti sta vicino in qualsiasi momento, è in grado di capirti, perché riesce a sciogliere con un sorriso un momento di nervoso. E quando in allenamento stai per mollare, non hai più voglia di proseguire con la seduta atletica, lui è pronto a venirti incontro e a rincuorarti e a trasmetterti la forza di non mollare, di continuare. E, poi, fonte di vita è la mia famiglia, la quale mi sostiene, mi sta vicina, non mi è mai mancata”.

Dovesse salire a Londra 2012 sul gradino più alto del podio, mentre va l'inno di Mameli, a chi rivolgerà il pensiero?

“Penserò a quanto sono stata grande. E all'Italia perché noi siamo dell'Esercito e portiamo in giro l'Italia, ad essere ammirato, il nostro Paese, in tutto il mondo”.

La squadra di calcio del cuore: esiste?

“So tutto del calcio perché con Mauro condivido tutto”.

Anche la passione per il Napoli?

“Sì, oramai sono una simpatizzante del Napoli”.

Ma, il taekwondo non è una disciplina per maschi?

“Sì, abbastanza. Infatti, quando inizi, da piccola, lo fai perché sei curiosa di esplorarla. Io, poi, nutro una passione travolgente per questo sport. Però, è una disciplina agonistica dalle due facce: in combattimento sei come un maschietto, ma, poi, una volta dismesse i panni di atleta, sai essere anche una donna più curata degli altri, perché sai amare, sai cucinare, sai fare le coccole, sai fare la mamma. Per me, non è all'ultimo gradino della scala dei valori fare la donna vera”.

Non ci dirà mica che ha anche giocato a calcio, come un vero maschio?

“Io sono fortissima a calcio”.

In che ruolo?

“Sulla fascia sinistra”.

Mancina come Mauro?

“Giocavo attaccante, ma sulla fascia vado come il vento, corro come una matta”.

Ancora adesso gioca a calcio?

“Sì, perché in palestra ogni tanto facciamo le partite come sfide e ci divertiamo come matti. Io sono una che si butta in tutto, non ho paura di niente. Io ho altre due sorelle, ma mia madre dice: “Tu sei uscita fuori dalla famiglia perché porti la moto, la moto d'acqua, fai sci, sei capace di praticare sport per soli uomini. Sei uscita, Veronica, proprio dal Terzo mondo, sai””.

La promessa in caso del trionfo a Londra 2012?

“E' difficile da dire perché devi vivere il momento. Fioretti, come li chiama lei, non se ne fanno: bisogna essere scaramantici in questo senso”.

Non farà come la Ferilli dopo la conquista dell'ultimo scudetto della sua Roma?

“Non vado in giro nuda, perché per il mio ragazzo ho rispetto, però, farei una pazzia. Saranno tante le emozioni in quel momento che veramente non so neanch'io come reagirò. No, sono una sportiva, non mi ridurrò in bikini come ha fatto la Ferilli. Alle showgirl lasciamo fare il loro lavoro; noi siamo fatte di un'altra pasta. Farei un'altra cosa, mi butterei, non so...”

Un grande in bocca al lupo agli “sposini d'Italia”, Mauro Sarmiento e Veronica Calabrese...

“Già le cominciano a chiamare le “Nozze del secolo”, quelle di me e di Mauro”.

Il matrimonio, dunque, è fissato dopo le Olimpiadi?

“Dopo Londra ci sposiamo e iniziamo a mettere su casa e cercheremo di realizzare i nostri progetti. La nostra mente viaggia sempre”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 5 aprile 2012

Visualizzato(2132)- Commenti(8) - Scrivi un Commento