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Bologna, Fiorentina, Florentia, Genoa, Inter, Juventus, Sassuolo e Spezia sono le otto formazioni femminili che dal 18 al 26 marzo prossimo daranno vita alla prima edizione della Viareggio Women’s Cup, organizzata dal Cgc Viareggio: la manifestazione, come il torneo maschile, è riservata alle formazioni Primavera. Il torneo femminile sarà articolato in due
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INCONTRI VIP'S

4/9/08 - INCONTRI RAVVICINATI: GIANFRANCO ZIGONI...

GIANFRANCO ZIGONI: "IL "TRE" PERFETTO: IO, GESU' CRISTO E CHE GUEVARA"

INCONTRI RAVVICINATI:

GIANFRANCO ZIGONI (11.12.2005)
Prosegue sul nostro sito PIANETA-CALCIO.IT le dal nostro direttore Andrea Nocini a personaggi famosi del mondo dello sport italiano.

Ancora un “golazo” del dottor Andrea Nocini, ormai diventato un marchio di fabbrica del suo repertorio. Uno spot che entra nelle nostre case e che ci fa conoscere, se ancora ce ne fosse bisogno, il suo modo di pensare il giornalismo. Un volo pindarico, mai banale,però, che svela la sua irrefrenabile passione per quel calcio che, ormai, appartiene soltanto alla memoria di chi l’ha vissuto, da protagonista sui campi di gioco o da tifoso, spettatore di pagine indimenticabili che rivivono oggi attraverso le voci dei protagonisti di quell’epoca. Magari solo per qualche breve istante, tanto per non lasciarsi sedurre di nuovo dalle note, struggenti e malinconiche, di un calcio “che fu”. Note che ancora risuonano, ogni qual volta il personalissimo "almanacco" di Andrea Nocini si riapre sulla "figurina" di uno di questi personaggi. Uno come Gianfranco Cesare Battista Zigoni, per tutti semplicemente “Zigo-gol”, il vessillifero del calcio che sapeva parlare ancora di sentimenti, di passioni, e che raccontava di grandi squadre costrette a soccombere al “vecio Bentegodi”... Cose d’altri tempi!

Nato calcisticamente nella Juventus, nella quale ha vissuto sette anni non consecutivi e importanti della sua carriera, Zigo-gol ha vestito poi le gloriose maglie di Genoa, Roma e Verona chiudendo, alla fine, nel Brescia tra i professionisti e nei dilettanti del Piavòn a 43 anni. Ora allena i giovani del Basalghelle (vicino alla sua Oderzo di Treviso), i cui colori ufficiali sono il rosso e il blu: "Sai" - sottolinea Zigo, rispondendo al “Nocce”, apostrofato in maniera così familiare sin dalla prima battuta - "hanno i colori rosso e blu. C’è sempre un po’ di blu: gialloblù del Verona, rossoblu del Basalghelle."

Eh già, si sono amati davvero tanto il Verona e Zigoni, e lui ha sempre indossato quei colori quasi fossero una seconda pelle. Sì, perché è stato un uomo vero, che ha sempre seguito il cuore e l’istinto, Zigo, un avanguardistico anti-eroe dentro e fuori dal campo, un artista del pallone non a caso rimasto, ancora oggi, idolo indimenticato della tifoseria scaligera. Uno spirito che ha amato la libertà, quella stessa libertà, a suo dire, predicata dai suoi modelli, Gesù Cristo e Che Guevara: "”Io, Gesù Cristo e Che Guevara”" - lo stuzzica Andrea Nocini - "è il tuo motto..."

"Sì, siamo in tre, il numero perfetto" risponde, con la consueta genuinità, Zigo-gol. Poeta dei sentimenti, dicevo poc’anzi, e della libertà. Giocoforza, alla provocazione di Andrea Nocini che gli chiede quale carica vorrebbe assumere, potendo scegliere fra sindaco di Verona e presidente dell’Hellas, Zigo replica, deciso: "Nessuna delle due. Non voglio problemi nella vita. Mi piacerebbe rigiocare nel Verona e morire al Bentegodi, perché quello era il mio ideale di vita, ma, purtroppo non sono morto. O forse sono morto quando il Verona non ha più avuto bisogno di me. Quel giorno sono morto un po’ dentro. Anche se avrei giocato gratis... Non mi hanno voluto. Perdono chi mi ha fatto del male." chiude dio Zigo, nomignolo che, fra l’altro, ha dato origine al titolo di una biografia a lui dedicata e intitolata "Dio Zigo pensaci tu", andata in doppia ristampa e - come ha confidato lo stesso autore - a ruba a Bologna. Certo, lui può e poteva farlo. Zigoni, un po’ Cesare, un po’ Battista, da un lato re e dall’altro profeta di un calcio ora e ormai senza più orizzonti, ma dio nella sua essenza più intima. E’ proprio questa la purezza e, al contempo, la genialità del personaggio, al quale si possono accostare calciatori del calibro di Ezio Vendrame e George Best, entrambi genio e sregolatezza, anche se lui sostiene il più grande sia stato “il suo maestro”, Omar “El cabezon” Sivori.

Un vero e proprio assist per il “nostro” maestro, il maestro di noi ragazzi, suoi allievi, Andrea Nocini, che non si fa sfuggire l’occasione di rammentargli un aneddoto: "E’ vero che tu dicesti al “cabezon” “caro Omar, portami tu la valigia questa volta...”" "Sì" - risponde Zigo - "perché ero bambino, avevo 15 anni, e un giorno disse “Ragazzi, chi è che ha il numero 10?” Io, timidamente, sono diventato rosso come il fuoco, era già un onore che il grande Omar mi rivolgesse la parola, e gli ho detto che ce l’avevo io. “Ragazzo, quella maglia non metterla più, cambia numero, perché con quella non giocherai mai”."

Come tutti i grandissimi, però, Zigo non amava molto gli allenamenti e, con Heriberto Herrera, non ha avuto la vita facile: "Sono stato dallo psichiatra per lui, mi ha fatto impazzire, e al Verona ho dato solo il venti, trenta per cento delle mie possibilità perché sono arrivato vecchio, avevo già 28 anni, sennò nessun essere umano poteva fermarmi se io stavo bene. Solo Dio poteva fermarmi. Però, adesso che Heriberto è morto, gli voglio anche bene." E qui si sprigiona tutta la forza di Zigoni, personaggio eccentrico, famosi il suo ingresso al "Bentegodi" impellicciato con il cinturone e i duelli a colpi di pistola con l’amico Pierluigi Mascalaito, e dotato di una carica vitale incredibile.

Filantropo, amante delle belle donne e del buon vino, sognatore ad occhi aperti mentre ammira il cielo alla ricerca di ispirazione per un’altra sua grande passione, la poesia (soprattutto Ernest Heminguay) e il karaoke, Zigo-gol nasconde, dietro questa sua unicità, un profilo umano ricchissimo, che lo fa sembrare un personaggio anacronistico al cospetto di un mondo, quello del calcio, che vive oggi di logiche, di calcoli, di statistiche, e che ha perduto irrimediabilmente lo spirito del gioco e i veri valori della competizione.

(Prefazione a cura di Tommaso Formenti)

Questo il grande Gianfranco Zigoni dal punto di vista del nostro collega Tommaso Formenti: abbiamo voluto farvi presentare l’idolo della tifoseria gialloblù da parte di questo nostro collaboratore in quanto conosciamo la sua grande passione per il personaggio Zigo-gol, anche(e soprattutto)al di là del suo profilo calcistico.

D’altronde, come non abbandonarsi ad ammirare la grandissima umanità di un uomo che, oltre ai noti anticonformismo ed eccentricità, custodisce dentro di sé anche una profonda saggezza? Cosa che emerge, ad esempio, quando parla di un tema delicato come l’educazione: "I giovani" - sentenzia, avvalorato dalla sua attuale veste di allenatore di una squadra Primavera - "dovrebbero imparare ad avere più educazione. Ho visto un ragazzo di 19 anni, ultimamente, che ha mandato affanculo l’allenatore perché lo aveva levato dal campo. Io, ti giuro, quando vedevo che il Verona vinceva o andavamo bene, ero il primo a uscire dal campo per far posto a un compagno..."

Il Verona... Avrete notato che Zigo ha parlato della squadra gialloblù per sottolineare la sua voglia di appartenere ad un gruppo unito, vincente... Ha giocato anche nella Juve, nella Roma, nel Genoa, nel Brescia... eppure ha nominato il Verona: cosa che gli è venuta spontanea, naturale. Perché lui, di Verona, è innamorato perdutamente: "A parte le donne veronesi, che sono le più belle del mondo..." - dice, con la voce impregnata di sentimento e ammirazione - "dove è brutta, Verona? Non trovo un angolo brutto... Quando vengo a Verona, respiro quell’aria ed è già stupendo. Più di tutto, devo esser sincero, amo la Valpolicella: non c’è posto al mondo più bello. Poi, c’è il vino buono, e il vino che io amo di più al mondo, che è l’Amarone."

Andrea Nocini, poi, prosegue la sua intervista radiofonica tirando in ballo l’ennesimo aneddoto: quando si parla di un personaggio così “leggendario” come Gianfranco Zigoni, d’altra parte, il confine tra realtà e leggenda si assottiglia piano piano, fino a far confondere le gesta vissute realmente dall’ex gialloblù con le tante storie e dicerie legate al suo nome e nutritesi, di anno in anno e di bar in bar, della fantasia e del fanatismo dei tifosi di dio Zigo. Per i quali, naturalmente, il suddetto confine non esiste: tutto è possibile, quando si parla di Zigo. "E’ vero" - domanda infatti il nostro direttore, seduto a cavalcioni su quel confine - "che Santamaria, in Real Madrid–Juventus, a fine partita ti disse “Tu sei più forte di Pelè”?" Ma Zigo, riguardo alcune di queste storie che, spesso, gli vengono inverosimilmente attribuite, non ha bisogno di mentire: alla verità dei fatti, così come alla sincerità, sua imprescindibile dote, ci tiene. "No" - smorza - "non ha detto veramente così... Ha parlato a fine partita, a cena. Io avevo 17, 18 anni, ero ragazzino, anzi, mentre giocavo ho fatto pochissimo, ho preso un palo e ho fatto solo un gol...ma perché guardavo Di Stefano e Puskas! La partita è finita 3 a 1 per loro, però sai... due gol di Puskas, uno di Di Stefano e uno mio...per me è stata la cosa più bella, come calciatore. A fine partita, tutti a cena assieme, Santamaria fa a Sivori, un po’ bestemmiando in spagnolo “Ma chi è quel hijo de puta lì, quel ragazzino così forte? Ormai è come Pelè!” Ecco, è andata così."

Altro aneddoto: "John Charles, il gigante buono della Juventus" - introduce Nocini - "e la storia del cognac..." "Aaah, John Charles..." - sospira Zigo, e ci accorgiamo subito che il nostro direttore, ancora una volta, ha accarezzato la corda giusta nel cuore del suo ospite - "Ma sai che adesso che mi fai questi nomi, Sivori, Charles... mi commuovo un po’, perché non ci sono più..." - racconta, cullandoci nei suoi ricordi con l’accompagnamento della sua voce profonda, lenta, calma - "John Charles penso sia stato il calciatore e la persona migliore che ho conosciuto. Lui era già affermato, era già uno dei più grandi al mondo... e una sera, a Madrid(io avevo 17 anni), in Coppa dei Campioni, all’albergo mi fa: “Dai Zigo, andiamo a comprare il cognac assieme!” Lui che mi ha rivolto la parola... io ho detto “sì, sì”, poi, per tutto il tratto di strada non ho più parlato, ero emozionato... Son cose bellissime, queste, che ricorderò sempre." Il nostro direttore resta in tema di ricordi: "Qual è il più bel gol che hai firmato con la maglia gialloblù dell’Hellas, o il più importante?" - domanda - "Quello contro la Juve?" "Purtroppo non ho fatto gol contro la Juve" - replica l’ospite - "Su cross mio, come al solito, ha fatto gol Petrini, ma ce l’ hanno annullato. Potevo battere la Juve... Il più bello?... mancava poco alla fine, stavo poco bene, avevo male al ginocchio, Cadè mi ha detto “dai, gioca lo stesso che siamo disperati”. Contro la Ternana: stop di petto in mezzo a tre e tiro al volo, abbiam vinto uno a zero a sette minuti dalla fine. Il gol che ricordo che ci siam salvati, per me il più importante."

Ormai il nostro direttore ha trovato l’onda giusta, non deve far altro che cavalcarla: "Ma è vero" - il solito, curiosissimo incipit - "che hai preso a secchiate d’acqua la moglie del commenda Garonzi?" "Beh" - ammette Zigo. Ma precisa - "ma non volevo tirare solo a lei! Loro stavano mangiando all’aperto, a Veronello. Noi abbiamo mangiato quel poco che ci hanno dato, loro come dei signori, champagne... e io dall’alto gli ho tirato una secchiata d’acqua in mezzo alla tavola!" E qui, finalmente, un bel sorriso scappa anche a Zigo-gol. Stavolta l’ ha combinata davvero grossa, e l’impressione è che ne vada particolarmente orgoglioso: "Ho preso anche lei, che si è offesa molto. Saverio no, ha detto “Eh, il solito matto!” anche se non mi hanno visto, però han pensato a me!" Ecco l’occasione per l’aggancio con il prossimo tema, Giampiero Boniperti. Il nostro direttore non se la lascia sfuggire: "Più tirchio Boniperti o Garonzi?" domanda, confidando nella specchiata sincerità di Zigoni: "Boniperti, senza dubbio" - come volevasi dimostrare - "Garonzi, in fondo, non era tirchio, son tutte balle. Almeno nei miei confronti, non lo è mai stato. Avrà quella nomea lì, però con altre persone, con me no. Con me è stato un grande, rimarrà un grande, e rimarrà nel mio cuore." La risposta inaspettatamente seriosa e non pungente di Zigo non scoraggia Nocini, che riparte a testa bassa: "Più forte, a sparare con la colt, Pierluigi Mascalaito o Zigo-gol, anzi Zigo-colt?" "Purtroppo, lì arrivo terzo..." - ammette, con rammarico. Ma l’argomento è di quelli che lo appassionano - "Mascalaito era un fenomeno, con la pistola. Però ha ucciso un uccellino: lì ci son rimasto male, io spaccavo lampioni o lampadine..." - il solito grande, grandissimo cuore-Zigo - "L’altro bravo era il mio amico avvocato, Sandro Sartori, fortissimo anche lui. Io, con la pistola, arrivavo dopo."

Qualche secondo di silenzio, in cui il nostro direttore sembra quasi aver perso il filo del discorso: così non è perché, a proposito di armi da fuoco, in realtà Nocini sta solo preparando il prossimo, grandissimo colpo in canna. La prima di due bellissime sorprese a Zigo: "Abbiamo in diretta il presidente Boniperti!" - esclama - "Buon pomeriggio, è in diretta col dottor Nocini Andrea di Verona! Abbiamo Gianfranco Zigoni in diretta!" La sorpresa è reciproca: Boniperti non era stato avvisato della chiamata ed è stato contattato di punto in bianco dal nostro direttore. "Eh,eh,eh!" - l’esclamazione del presidente conferma il colpo di scena. Nocini non perde tempo in convenevoli e parte in quarta, tentando di mettere subito in interazione i due ospiti radiofonici: "Zigoni ha detto che non ha fatto strada nella Juventus per colpa di Boniperti..." "Beh, noi lo abbiamo allevato..." premette Boniperti, ma la comunicazione è evidentemente disturbata e l’ex cannoniere bianconero non riesce a proseguire la frase. Nocini tenta di far parlare anche Zigoni, ma, è interrotto da Boniperti: "Me lo saluti tanto, saluti tutti... Io sono qui che ho gente a tavola" - il bello(o il brutto)della diretta - "Faccio tanti auguri di buon anno, grazie!" dopodiché la conversazione si interrompe. Per quanto obiettivamente poco riuscito, il tentativo di Andrea Nocini di mettere a confronto, in tempo reale e nel corso di un programma trasmesso da una “piccola” radio locale, questi due mostri sacri della storia del calcio italiano, va comunque assolutamente lodato: assomiglia al gesto tecnico di un centravanti che, nei brevissimi istanti in cui vede il pallone alzarsi in aria e ricadere verso di lui, trova il coraggio e la fantasia di provare la rovesciata al volo verso la porta. Trovandosi, così, di fronte ad un bivio: da una parte, la riuscita del gesto tecnico e, quindi, indipendentemente dalla successiva realizzazione o meno del gol, l’ammirazione di tifosi propri e avversari; dall’altra, il clamoroso liscio e la tanto temuta figuraccia. Non ci sono vie di mezzo, o l’una o l’altra. In questo caso noi, pur ritenendo poco riuscito il tentativo del nostro direttore, preferiamo schierarci dalla parte di coloro che, sportivamente, apprezzano comunque il coraggio di un’azione così delicata: pazienza per il “liscio”, l’applauso è per averci provato. Andrea Nocini, infatti, prosegue l’intervista a Zigoni, per nulla imbarazzato per la mancata conversazione, e ben conscio delle difficoltà cui era andato incontro telefonando a Boniperti di sorpresa: "Beh, direi anche troppo! Lo abbiamo preso in diretta e non mi sembra poco, o no, Zigo? Perché non hai continuato nella Juve? Tutti se lo sono domandato..." Ma la dimostrazione che, comunque, la sorpresa almeno a metà è riuscita, è che Zigoni deve ancora rendersi conto dell’accaduto: "No ma, guarda" - balbetta, incredulo - "non so se scherzavi o cosa, con Boniperti..." "No, no, era in diretta!" ribatte Nocini, ma Zigo è irremovibile: "Non ci credo!" ripete due volte, nonostante l’intervento di conferma persino da parte del più che taciturno dj Zap, Luca Zappolla. Zigo risolve il momento di imbarazzo tornando sul fatto originario: "Ma Boniperti non c’entra niente con me! Io penso che mi stimasse, non è colpa sua se io non ho fatto molto alla Juve...anzi, per me, dici “Juventus” dici “Boniperti”, più di tutti." Chiuso questo divertente capitolo, il nostro direttore passa ad un altro argomento molto caro a Zigoni: "Il futuro, l’eredità di Zigoni, si chiama Gianmarco" - introduce - "hai detto che ti piacerebbe tanto che giocasse allo stadio "Bentegodi", che sarà probabilmente dedicato al papà, Gianfranco... Lui gioca nelle giovanili del Treviso, come va?" "Mah, dicono che sia bravo" - risponde, modesto - "io non posso dirlo! Passione ne ha tanta, è nato a Verona, ama il Verona, dopo purtroppo la Juve, e il mio sogno sarebbe che un giorno giocasse nel Verona... Ogni tanto i sogni diventano realtà!"

Come nel caso di Francesco Guidolin: "Era tuo cameriere all’ Hellas" - ricorda Nocini - "oggi è un mister navigatissimo e prestigiosissimo..." "Guidolin" - continua Zigo - "è il miglior allenatore che c’è sulla piazza adesso, per me. Però, l’abbiamo lasciato andare in Francia..." Poi, ci pensa su meglio: "Beh, a Monaco non è che stia male, però..!" "Per i casinò, vero?" suggerisce Nocini. "Più che altro per le belle donne!" è la maliziosa replica dell’ex bomber gialloblù. Dopo una bella risata, il nostro direttore riprende a macinar racconti: "Italo Allodi, il grande manager della Juventus" - prosegue - "che è stato anche nostro ospite prima di morire, e le centomila lire per il taglio dei capelli, che rifiutasti e rilanciasti a duecento...e chiedesti di tagliarsi i c..." "Io ho rifiutato" - conferma Zigo-gol - "Vieri, invece, se li fece tagliare. A Vieri forse piacevano più i soldi che a me... Centomila lire cosa vuoi che siano? Nulla. Ma anche un miliardo non è nulla. Il tutto è nulla... caro Noce! " E questo, crediamo, la dice lunga sulla fermezza e sul carattere di Gianfranco Zigoni: per quelli che considera i suoi valori, Zigo non si piega davanti a niente, non accetta compromessi.

Il nostro direttore, poi, continua ad affascinare se stesso e gli ascoltatori con altri particolari straordinari della vita del suo ospite: "Le eterne sfide di ingaggio con Saverio Garonzi, andavi ad allenamento in Porsche, pelliccia a petto nudo, e dentro il fodero con la colt 45 pronta a colpire... In nazionale sei durato poco...eri come Gigi Meroni, col caratteraccio?" "No" - corregge Zigo - "guarda che Meroni era un buono! Io potevo diventar cattivo, invece Meroni era un “figlio dei fiori”: buonissimo, educato...era un grande artista."

"Di Stefano, Best, Skoglund, Cruijff, Puskas, Eusebio, Schiaffino, Vieri, Sivori, Meroni, Garrincha..." - elenca Nocini - "a chi di questa tua Nazionale confesseresti una confidenza, una cosa che non hai mai detto neanche a tua moglie Doretta o ai tuoi quattro figli?" Molti nomi. Ma, come sempre, Zigoni è imprevedibile: "Mi confiderei con la “riserva”, Ezio Vendrame!" risponde, chiamando in causa il grande amico, cui ha affidato la curatura del suo libro, “Dio Zigo pensaci tu”.

Ma, di azioni imprevedibili anche Andrea Nocini se ne intende... ecco, infatti, la seconda sorpresa preparata dal nostro direttore a Zigo-gol: "Tu sai che a Verona" - prepara il terreno - "Santa Lucia è una festa molto popolare, per bambini e bambine... E, quindi, abbiamo un regalo per te, una splendida "bambina": Francesca Rettondini!" "Caro Noce! Come stai?" interviene l’attrice veronese, dopo una bella risata, illuminando l’intera intervista con la sua voce squillante ed entusiasta. Si capisce subito che la seconda, spettacolare rovesciata tentata dal direttore, stavolta finirà dritta dritta nel sette. "Bene, grazie! Ti ho portato Zigoni, con la slitta!" risponde Nocini. "Madonna mia, che ricordi!" sobbalza l’attrice mentre, dalla terza cornetta, giunge ancora una volta la voce incredula di Gianfranco Zigoni, a chiedersi se davvero sia lei ad intervenire dal vivo: "Francesca Rettondini?" - esclama - "Qua siamo su scherzi a parte!" Per uno abituato a stupire tutti con i suoi estri, i suoi scherzi, le sue trovate... stavolta è toccato a lui rimanere stupito dalla trovata del nostro direttore! "Lei non lo sa" - continua Zigo, dopo essersi ripreso dal colpo di scena - "ma io ero molto amico di suo padre!" "Ma io dico" - replica la Rettondini, dando il là ad un divertente batti e ribatti con l’ospite di RCS - "Ma ci siamo mai conosciuti?" "Mai" - ribatte lui - "perché tu sei giovane!" "Ma va’!" - l’attrice prende in mano la situazione - "Lo sai che io mi ricordo una cosa: una volta lui mi portò allo stadio mentre tu giocavi... però sei scivolato su un gol, e mio papà gridava “Zigo, te manca le banane!” Si accanì, dopo quel liscio, però, era tifosissimo!" Dopo aver chiesto e ottenuto, ancora una volta, conferma della reale presenza dell’attrice ("Ma sei davvero tu, Francesca?"), Zigo finalmente si convince: "Allora avevi 6 o 7 anni..." "Ero piccolissima" - ricorda l’attrice - "però mi ricordo questa frase!" "Tuo padre era una persona stupenda" dice Zigoni. Nocini è riuscito nel suo intento: i due dialogano ormai tra loro in un’allegra rimpatriata radiofonica: "In una finale di tennis mi ha arbitrato lui e, siccome ci teneva che vincessi io, le palle incerte le ha date tutte a me, così ho vinto il torneo!" "Perché di famiglia siamo buoni di cuore!" - ride la simpaticissima attrice - "Diamo tutto, alle persone cui vogliamo bene! Anche i punti a tennis!" "Ci son rimasto male" - continua Zigo, con affetto - "quando mi hanno detto che è mancato..." "Eh, ma giocando a tennis! Lo sai?" chiede la Rettondini. Zigoni non lo sapeva, neppure lo stesso Nocini, e l’attrice racconta: "E’ stato durante il gioco, e praticamente è rimasto sul campo da tennis..."

A questo punto il nostro direttore, rimasto finora dietro le quinte per far spazio ai due interessantissimi personaggi sulla scena e per dar loro modo di mettersi a reciproco agio, interviene gettando il sasso nello stagno, per vedere cosa succede: "Francesca" - dice - "mi sembrava che tu volessi fare una domanda a Zigo-gol..." "Sì!" - sta al gioco l’attrice, complice di Nocini nella scherzosa provocazione all’ex bomber - "Sempre memore delle cose che mi diceva papà... mi sembra che il caro Zigoni abbia segnato più gol con le ragazze che in porta! E’ vero?" chiude, ridendo e passando la palla tra i piedi di Zigo: "In questo mondo," - ribatte lui, divertito. Chicca in arrivo - "dove “tutti” si dichiarano gay... Anzi, io amo i gay, sai perché? Perché spero che siano tanti, moltissimi miliardi! Così voi donne rimanete a me, no?" "Noi rimaniamo per te, sì!" - conferma la bella veronese - "Per i giusti e per i fighi come te!" "Ma guarda" - riprende poi Zigo, tornando a bomba - "non è che ne ho avute tante, io..." "Tante, tante!" - lo stuzzica ancora Francesca: il sassolino lanciato da Nocini ha creato nell’acqua dei bei cerchi, sempre più grandi - "Un bel butel con ‘sti cavei longhi, belli..!" "Macché tante e tante!" - replica Zigo, modesto - "A parte che per me non è un vanto... Ho sentito Pagliuca dire di avere avuto mille donne... a me non piacciono queste cose, onestamente... Io non so quante ne ho avute, può darsi due o tre, non di più... non mi piace parlar di donne."

Il nostro direttore si è accorto di aver trovato un vero e proprio giacimento d’oro e, rincarando la dose, continua a scavare: "Francesca" - consiglia all’attrice - "quando ti sposi, non vestirti di bianco, perché, se ti vede, Zigo si tocca! Vero, Zigo?" "Sì!" ammette candidamente l’ospite, da buon vecchio volpone. “Lui” conferma, “lei” ride e sta al gioco("Mi vestirò di rosso!, come Rossella Ohara"), “l’altro” insiste: "Di rosso passione?" - continua Nocini - "Ma rischi di farlo diventare un torero, questo! Oppure vestita da suora..." "Noo" - riprende lei - "ma io son romantica! Ho bisogno di passione, di colori, di vita intorno a me! Se no soccombo! Son fatta così, come il mio papà!" "Sarebbe bellissima vestita da suora!" - interviene Zigo - "E spero che non si sposi... non sarà mica così stupida da sposarsi, al giorno d’oggi..." "Oddio..." - si “dispera” la bella - "Non sono stata così stupida, ma adesso sono un po’ in crisi!" Poi, Zigo le consiglia di lasciar perdere...e lei accetta, ridendo! In seguito, dopo i saluti e i ringraziamenti di turno, l’attrice chiude, come sempre, con grande simpatia: "Alè Verona, come se disea ‘na olta!" "...e gloria a te, Francesca!" aggiunge Zigo, spiegando poi: "A quelli cui voglio bene dico “Gloria a te, comandante Che!”" Risate e saluti("Ciao Noce! Un basin a ti e a tutti gli ascoltatori!"), baci e abbracci(virtuali).

"Sei diventato un poeta alla Hemingway?" - Nocini prosegue l’intervista - "Hai cominciato a scrivere un po’ di poesie?" "Sì, ne scrivo, ogni tanto..." - risponde Zigoni, quasi cercando l’ispirazione - "Ogni tanto mi perdo: i miei occhi vanno verso il cielo... e lì, scrivo. Però, deve essere una sera buia, triste, con un silenzio di tomba... allora scrivo." "Tu beccasti otto giornate di squalifica, mi sembra" - cambio di argomento - "per quella famosa maglia che nascondesti al guardalinee..." "No" - corregge l’ospite - "erano sei giornate, perché ho detto al guardalinee che si mettesse la bandierina su per il culo..." - diretta o non diretta, Zigo è così, lo sappiamo: adorabilmente schietto e colorito - "...perché ha osato chiedere a me cosa ho fatto, allo stadio "Bentegodi", nel mio regno... mi ha chiesto, e io ho dovuto dirgli cosa gli avevo detto. Le quattro giornate, invece, le ho prese col Brescia, perché l’arbitro voleva vedere il numero della mia maglia... e io me la sono levata e gliel’ ho tirata sul muso!" "Perché non volevi farglielo vedere?" domanda Nocini, rappresentando la curiosità di centinaia di ascoltatori. "Perché lui non doveva vedere il mio numero! Se proprio vuoi saperlo, mi sembra che quel numero fosse il 13" - è la pacifica risposta. Altra chicca in arrivo - "Cosa gli interessa a lui che numero ho io? Cosa gliene frega, cosa mi rompe le balle quell’arbitro?" Cosa dire... non fa una piega! "Qual è il numero della tua vita?" domanda Nocini. "Come ho detto prima, il tre!" - ripete Zigo. E aggiunge: "E dopo mi piace anche il sette, che comincia per “G” come Gianfranco!" Nocini sta allo scherzo e dice: "G7 come i 7 grandi della terra" "Sì, così, grande amico Noce!" perfeziona l'assist d'oro al nostro direttore il "Killer di Oderzo" "L’ultima domanda" - chiude il nostro direttore - "Quando eri giù di morale, a Verona, facevi visita ai cimiteri. Io stesso ti inseguii con la moto, un giorno..." "Tutt’ora" - dice Zigo-gol - "vado quasi tutti i giorni al cimitero, anche qui a Oderzo...mi piace. Quando ci lamentiamo perché devi andar a pagare le tasse, o per stupidaggini, vedo dei miei amici, o dei ragazzi di vent’anni, quindici... una ragazzina di dodici anni, che vado sempre a salutare anche se non la conoscevo, finita sotto una macchina, io ho allenato il suo fratellino... e allora vado al cimitero, e dico “cosa ti arrabbi a fare...”, caro Noce..." Una dichiarazione che ci sentiamo di condividere in pieno e che, a nostro parere, è sufficiente per simboleggiare la straordinaria umanità del personaggio di Gianfranco Zigoni. Il quale, dulcis in fundo, dice al nostro direttore "Grazie a te, Noce... e salutami tutta Verona!" C’è spazio anche, in ultimo, per un saluto al grande Zigo da parte di Nicolò Martini, giovanissimo collaboratore del programma “Radio Grande Sport”. Il quale, in seguito, ci confiderà un curioso retroscena: nei minuti precedenti l’intervista era stato proprio lui, classe 1987, a parlare per primo con l’attesissimo ospite. Avendogli ovviamente dato del “lei”, era incorso nel risentimento dello stesso Zigoni che, con espressioni tutt’altro che pìe, gli aveva vietato una postura così formale e gli aveva imposto di dargli del “tu”! Episodio che non vogliamo commentare, in quanto, crediamo, riassume in sé tutta la semplicità e la genuinità di un personaggio, Gianfranco Zigoni, che Andrea Nocini ha regalato al nostro visitatissimo sito pianeta-calcio.it, e a tutta Verona. Personaggio che, di Verona, è ancora pazzamente innamorato. Di certo, la città ricambia e, questo, dio Zigo lo sa.

E allora “gloria a te, comandante Zigo-gol!”, concludiamo noi.

(Luca Corradi) 20.12.2005, ore 11.29












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