ULTIMA - 21/5/19 - MARCOLINI SCARPA D'ORO, PASSARIELLO SUPER-BOMBER DI TERZA

Si sono chiusi tutti i campionati dilettantistici della nostra provincia dall’Eccellenza alla 3^ categoria che hanno laureato i nuovi capo-cannonieri dei vari gironi e la nuova scarpa d’oro 2018-19, queste tutte le classifiche finali. In Eccellenza, dove si sono giocate 32 partite, chiudono appaiati in vetta a 16 reti Mariano Mangieri del Pozzonovo ed
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INCONTRI VIP'S

9/7/12 - INCONTRI RAVVICINATI: ADRIANO PANATTA

PANATTA, “L'ANTI-BORG”

Resiste ancora Adriano Panatta (nato a Roma il 9 luglio 1950) quale mito della racchetta italiana. Il padre Ascenzio, custode del “Tennis Club Parioli”, lo avvicina alla disciplina che lo renderà famoso. Adriano è il giocatore di punta della nostra Nazionale che conquista in Cile nel 1976 la Coppa Davis. Già, il 1976: è l'anno di grazia del tennista romano, il quale batte tutti i più grandi del mondo, da John Newcombe a Guillermo Vilas. Trionfa nel prestigioso “Roland Garros” battendo in finale Harold Solomon e dopo aver eliminato Bjorn Borg, l'asso svedese.

Il 24 agosto 1976 è quarto nel ranking mondiale, forte nel gioco d'attacco, meno nelle superfici veloci. Panatta è stato l'unico tennista a eliminare Borg agli Open di Francia, impresa riuscitagli due volte. Ha spinto lontano la Nazionale italiana in Coppa Davis nel 1977, 1979 e 1980. Nel 1977 vince il Torneo World Championship Tennis di Houston, eliminando tra gli altri il grande Jimmy Connors e Vita Gerulaitis. Primo a Tokyo nel 1978, raggiunge la sua seconda semifinale agli Internazionali di Italia, sconfitto dal “vendicativo”, dall'avvelenato campione svedese Bjorn Borg, capace di vincere ben cinque volte a Winbledon, impresa riuscita anche all'inglese Doherty. Meglio dell'asso svedese, nell'albo d'oro della prestigiosa manifestazione, hanno fatto l'inglese Renshaw, lo statunitense Sampras e lo svizzero Roger Federer con 7 vittorie.

L'ultimo successo di Adriano Panatta risale al 1980, al Torneo di Firenze.
Appesa la fatidica racchetta al chiodo, Panatta si dedica alla motonautica, altra sua grande passione. In politica viene eletto Consigliere presso il Comune di Roma nella Giunta del sen. Francesco Rutelli (1997), e diventa Assessore allo Sport e Grandi Eventi della provincia di Roma, incarico che sarà suo fino al 2009. Oggi fa l'opinionista nel programma di La7 “(ah)i Piroso”, condotto dal giornalista Antonello Piroso. Noto il suo legame, all'inizio degli anni Settanta, con la cantante calabrese Loredana Bertè, divenuta poi sposa di Bjorn Borg.

Qual è stata l'emozione più grande provata da tennista?

“Quando ho vinto il Foro Italico e Parigi. Due emozioni diverse, ma, sono sicuramente le cose più importanti che ho vinto”.

Era superstizioso da atleta?

“Sì, abbastanza, abbastanza, sì. Quando cambiavo campo, mettevo degli oggetti sempre alla stessa maniera, qualche amuleto, qualche chiodo nascosto. Cercavo di non calpestare le righe quando camminavo nel campo, non certamente quando giocavo. Quando c'era la pausa, evitavo le righe: sì, stupidaggini, ma ero superstizioso”.

L'avversario più forte con cui si è misurato?

“Beh, credo che Borg sia stato il giocatore forte dei miei tempi. Anche se proprio con lui ho sempre avuto un buon record di vittorie. C'era Connors, c'erano tanti giocatori, insomma, che erano difficili da battere. Ho conosciuto a fine carriera “Mec”, cioè John McEnroe: anche lui era un giocatore molto difficile da affrontare”.

Il suo più grande rimpianto?

“Mah, sicuramente, la sconfitta nel 1979 a Wimbledon, nei quarti di finale. Ho buttato una partita praticamente vinta e quella pareva essere la volta buona per vincere il torneo”.

Roma o Lazio?
“Tifo Roma”.

Scommettiamo che il suo giocatore preferito è Francesco Totti...

“Beh, in passato, nella Roma è Bruno Conti, poi, Totti sicuramente”.

Che cos'è che le dà più fastidio nella vita di tutti i giorni e cosa invece la riesce a commuovere?

“Cosa mi dà fastidio? La stupidità. Mi riescono a commuovere tante cose. Sono momenti particolari, non è che ci sono alcune cose, altre no. Può essere una persona, può essere un bambino, può essere un vecchio, può essere la natura, può essere un evento. Tante cose, un'immagine, una fotografia, un film: ci sono tante cose che mi possono far commuovere”.

Lei è un uomo duro, o ha familiarità col pianto?
Quand'è che ha pianto l'ultima volta di vero dolore?

“Quando è morto mio padre”.
Che lavoro faceva papà?

“Mio padre lavorava al Coni, era custode del “Circolo Tennis Parioli”, era operaio del Coni”.

E' nato in una famiglia numerosa oppure era figlio unico?

“No, io ho due fratelli, un maschio e una femmina, e io sono il più grande”.

Ha vissuto un'infanzia serena o difficile?

“Assolutamente serena. Mio padre faceva l'operaio, mia madre la casalinga, però, non ho mai sofferto alcuna povertà”.

Di cosa non riesce a fare a meno nella vita di tutti i giorni Adriano Panatta?

“Fare a meno, nella vita di tutti i giorni? Spero di farne a meno molto presto: cioè di sbarazzarmi presto delle sigarette. Ho intenzione di smettere, è una stronzata assurda, totale”.

L'Aldilà c'è oppure è un'”astuta bugia”, come canta Piero Pelù in una sua canzone?

“Mi farebbe molto piacere se ci fosse l'Aldilà”.

E come vorrebbe che fosse? Un campo da tennis?

“No, no, per carità, senno sarebbe un inferno!”

Il dolore degli altri che cosa le trasmette?

“Il dolore degli altri mi suscita tristezza; anche il solo vedere soffrire le persone. Non mi piace vedere soffrire alcuna persona, né bambino, né anziano, tanto meno gli animali”.

Non ha mai giocato a calcio?

“Certo che ho giocato a calcio!”

E in che ruolo?
“Centravanti”.

Alla Giorgione Chinaglia, scomparso di recente, il centrattacco della Lazio dei Pino Wilson, di mister Magistrelli, di Re Cecconi, di Frustalupi, di Ghio?

“Ho giocato da dilettante, mi arrangiavo, niente di più”.

Poi, prevalse il tennis, per la fortuna della nostra Italia...

“Eh, penso proprio di sì”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 2 luglio 2012

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