ULTIMA - 26/3/19 - IL PUNTO SULLE NOSTRE SQUADRE GIOVANILI ELITE E REGIONALI

Facciamo il punto sulle squadre giovanili veronesi dei tornei Elite e Regionali delle categorie Juniores, Allievi e Giovanissimi, quando mancano poche gare alla fine dei campionati. Nella categoria Juniores Elite, girone A, comanda ora il Camisano che con 50 punti precede il San Giovanni Lupatoto di mister Matteo a 46 punti dopo la sconfitta 1 a 0 contro il
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INCONTRI VIP'S

5/8/12 - INCONTRI RAVVICINATI: NICOLA LEGROTTAGLIE

LEGROTTAGLIE, “IL TERZINO DI CRISTO”

Pugliese (è nato a Gioia del Colle, Bari, il 20 ottobre 1976), Nicola Legrottaglie sale sul trampolino di lancio nel Chievo, dopo aver svolto tirocinio nel Bari, nella Reggiana e nel Modena (primo in C1). Infatti, balza alla Juve (2003-2006), con la quale vince una SuperCoppa italiana (nel 2003) e conosce la Nazionale prima chiamato da Giovanni Trapattoni e poi da Marcello Lippi. E riesce pure a far gol. Nel 2006 entra a far parte del movimento evangelico “Atleti di Cristo”, e la conversione gli trasmette quella serenità, fondamentale per giocare a certi livelli.

In Champion's League, con i bianconeri, firma il suo primo gol in Europa, poi, nel gennaio 2011 passa al Milan, nel quale disputa una sola gara, e nel quale conquista il suo primo scudetto personale.
Poi, è storia di questi giorni, fa parte del Catania. Fino ad ora, sono usciti due libri, che raccontano la sua vita: “Ho fatto una promessa” e “Cento volte tanto. Con la fede vivo meglio”.

La felicità è esistita in Nicola Legrottaglie?

“Dipende dallo scopo che uno dà alla propria vita: per me, la felicità, fino a quando non ho fatto quest'esperienza di fede, fino a quando non ho conosciuto Cristo nella mia vita, la felicità era relegata alle circostanze. Quindi, quando le cose ti andavano bene eri contento, quando ti andavano male eri scontento. Ma, poi, ho capito che, come ho detto prima, la felicità è qualcosa che può arrivare, può essere momentanea. Invece, la cosa che sperimento oggi è la serenità, la pace interiore, che va al di là della circostanza, e sicuramente non vivo per la felicità, ma per la serenità, la pace che ho dentro. Invece, la felicità è bella viverla in alcuni momenti”.

Di che cosa non può fare a meno un uomo come lei nella vita di tutti i giorni?

“Oggi come oggi di guardarsi dentro, cioè di mettersi in discussione, capendo che da solo non sarei mai riuscito a fare nulla nella mia vita, ma che invece conoscendo il mio vero Padre ecco che tutte le cose sono andate, si sono messe nell'ordine giusto. Quindi, credo che la mia riflessione personale e soprattutto la mia relazione con Dio non può essere esclusa ogni giorno dalla mia vita”.

Libertà: quand'è che saremo veramente liberi?

“Quando conosceremo la libertà: nel senso io oggi vivo nella libertà assoluta perché non dipendo più da niente, non dipendo più da quella che era per me una schiavitù, cioè i bisogni materiali, i bisogni fisici, tutte queste ambizioni terrene, carnali che purtroppo poi ti legano e non ne puoi fare a meno. Quando incontri la verità, quando qualcuno ti libera da tutte queste cose qua e tu riesci a vivere da ogni dipendenza. Gesù disse una cosa molto chiara: “Se conoscerete la Verità, vi renderà liberi!” Quindi, essere liberi significa conoscere il vero scopo della propria vita”.

La giustizia esiste, è un'utopia, è un parolone oppure si può saggiare sulla terra?


“Assolutamente sì: tutto quello che è legato in cielo è legato in terra, e, quindi, esiste anche la giustizia terrena. E' giusto, dunque, praticarla, ed è giusto vivere per questo. E' giusto che il male venga sempre di più messo da parte, escluso in questa vita. Ma, credo che alla fine il bene deve essere quello che deve predominare nella vita d'oggi; è difficile, per tanti è quasi un'utopia per quanto sta andando il mondo oggi, ma se ognuno di noi, nel proprio piccolo, iniziasse a vivere di questa giustizia, credo che ci sarebbe un mondo diverso, un mondo migliore. Quindi, assolutamente sì, credo fortemente sia nella giustizia che terrena. Che sono legate”.

L'Aldilà esiste, e, se sì, come se l'immagina, come vorrebbe che fosse, chi vorrebbe riabbracciare?

“L'Aldilà esiste, eccome! L'Aldilà è qualcosa chiamata Vita Eterna, quello che Gesù ci ha promesso. E, siccome tutte le promesse fatte da Gesù neanche una è venuta a meno, tra le ultime promesse che Lui ci ha fatto è che quando moriremo, andremo con Lui e risorgeremo in novità di vita. Quindi, avremo una nuova vita e staremo per tutta l'Eternità con lui. E, io, da credente convinto, credo e non vedo l'ora di assaggiare questa Vita Eterna, anche se onestamente su questa terra sui può già assaggiarne un pezzo, non tutta, ma un pezzettino possiamo assaggiarla, vivendo secondo i principi di Dio. Quindi, l'Aldilà esiste e sarà molto più bello di quello che stiamo vivendo oggi. Se già la terra è bella e abbiamo delle cose meravigliose, figuriamoci l'Aldilà cosa sarà: sarà qualcosa di spettacolare”.

Il dolore degli altri, cosa ingenera in Nicola Legrottaglie?

“Trasmette ovviamente la consapevolezza che esiste il male, esiste qualcosa che si chiama peccato, che significa disobbedienza: cioè, tutte le volte che noi disobbediamo ai principi di Dio, riceviamo la conseguenza di una mancata obbedienza. E, quindi, il male, il peccato ha rovinato così tanto gli esseri umani che li ha portati ad avere anche questi atteggiamenti un po' strani, come non pensare agli altri, essere egoisti, e questo è già il frutto del peccato dell'uomo. Per quanto riguarda, le malattie, una delle maggiori cause è sempre dovuto all'uomo, al peccato che è entrato dall'inizio, ma che quell'uomo ha continuato a praticare. Quindi, l'egoismo ha portato a usare i veleni nel mangiare, a usare in maniera sbagliata tutto quello che Dio ci ha dato in questa terra. Quindi, la conseguenza sono state le malattie, i tumori, le robe genetiche cambiate, che ha portato a questi episodi”.

L'ultima volta che ha pianto di grande dolore?

“L'ultima volta è stato quando ho perduto mio nonno, un po' di anni fa: Mio nonno ha vissuto con me sempre, ha vissuto con noi, e perdere lui è stato come perdere un genitore. E quello è stato il dolore più forte che ho avuto, e poi mi ha fatto stare male i primi giorni di malattia di mia madre. Invece, Dio mi ha dato la forza di riprendermi e di rimettermi a posto”.

Grazie a Dio, possiamo dire, o no?
“Assolutamente sì!”

Che cosa sogna di fare da grande Nicola Legrottaglie?

“Non lo so: lo scopo della mia vita è quello di glorificare, di lodare ed onorare Dio; e di avere una relazione con Lui. Quindi, qualsiasi cosa che farò, che mi verrà proposto, a livello anche terreno, lo farò per dare gloria a Dio. Quindi, sono aperto a qualsiasi cosa sia nel mondo del calcio, sia in altri situazioni, sia come missionario. Io sono molto aperto ad ascoltare la voce di Dio ed aspettare che Lui mi apra delle porte per potere iniziare qualcosa. E' vero che il mondo del calcio può essere uno strumento importante per trasmettere certi valori, e, se mi daranno l'opportunità di farlo, continuerò a fare quello che sto facendo”.

Che cos'è che le dà più fastidio nella vita di tutti i giorni e cos'è invece che riesce a commuoverla?

“Quello che mi dà fastidio è vedere l'indifferenza da parte della gente nei confronti della grazia di Dio. Mi dà fastidio perché immagino e penso al loro destino e mi fa veramente pena, pietà per loro perché so che fine faranno. Perché la Bibbia è molto chiara: diciamo che è più uno stare male nel pensare al loro futuro, e la loro indifferenza, se penso al messaggio del Vangelo, mi rende molto triste, mi fa stare male. Quello che mi commuove è vedere allo stesso tempo tanta gente che si rende conto che la loro vita senza Dio non è nulla e chi prende questa decisione, di sposare la sua visione, accetta di servire Dio nella propria vita. Questo mi commuove tanto”.

Da chi vorrebbe essere accompagnato il giorno più lontano da Dio: da San Francesco o da padre Pio?

“No, assolutamente da nessuno dei due, non ho bisogno di essere accompagnato da nessuno. Io so solo che quando morirò, andrò a incontrare Gesù; quindi, non ho bisogno di essere accompagnato da nessuno. Io spero di trovare tutta questa gente lì, quando andrò a stare con Dio. E spero soprattutto anche che tutti i miei amici siano lì con me, a vivere l'Eternità con Dio”.

Il gol più bello e l'autogol più clamoroso della sua carriera e della sua vita?

“Il gol più bello della mia vita? Il gol più bello, al di là del calcio e tutto, è stato veramente quello di fare questa scelta, di servire Cristo. L'autogol più brutto che ho fatto? L'autogol, l'autogol? E' aver esagerato in passato in alcune mie esperienze, essere stato molto superficiale in alcune scelte. E' stato proprio un autogol, perché alla fine ti fai solo del male. Invece di fare cose che ti divertono, che piacciono, è stato invece un autogol pesante”.

Con questa sua dimensione, visione delle cose, ha trovato più amici o nemici?

“Ho avuto tanti amici, nuovi, soprattutto sono riuscito a riconoscere i veri amici, perché gli amici falsi, quando tu fai una scelta del genere, automaticamente si allontanano. Quindi, ho avuto modo di vedere i veri amici, ma anche oggi immagino tutti i nemici che ho; ma, sono nemici cui non do tanta retta. A me interessano le persone che sono interessate a quello che ho da dire. Gli altri, se non sono interessati, pazienza, non mi interessano le loro critiche”.

Il più grande rimpianto da calciatore?

“Da calciatore? No, no, non ho nessun rimpianto, cioè sono felice di quello che ho raggiunto in una carriera buona, sono contento. No, nessun rimpianto, ho fatto il massimo, quello che dovevo fare, quindi, sicuramente sono sereno”.

Parlando di emozioni calcistiche, quand'è che le è venuta la pelle d'oca?

“Quando ho iniziato a fare i primi gol in serie A, quando ho fatto gol in Nazionale: sono stati momenti, a livello calcistico, molto belli, molto emozionanti. Quindi, quei momenti là”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 4 agosto 2012












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