ULTIMA - 27/5/19 - AIAC VR: INCONTRO FORMATIVO CON STEFANO BIZZOTTO

L’Associazione Italiana Allenatori Calcio sezione di Verona informa che organizza per lunedì 3 giugno 2019, con inizio alle ore 20.30, un interessante serata formativa dal titolo "La comunicazione nel mondo del calcio". L'incontro si terrà presso l’aula 1 del palazzotto Gavagnin (difronte alla sede della società Virtus Vecomp) in via
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INCONTRI VIP'S

18/11/12 - INCONTRI RAVVICINATI: PREBEN LARSEN ELKJAER

“CENERENTOLO” ELKJAER

Preben Larsen Elkjaer ha legato la sua immagine in Europa grazie allo scudetto vinto con l'Hellas Verona nella stagione 1984-85. Alto 183 cm, fisicamente dotato, tecnicamente attrezzato, in possesso di una progressione fulminante, ha trascorso gli anni migliori della sua carriera sia nella Nazionale del suo Paese, la Danimarca – semifinalista agli Europei del 1984 – sia in Italia, in riva all'Adige, quando arrivò maturo, a 27 anni (è nato a Copenaghen l'11 settembre 1957). Si forma nel Vanlose, a 19 anni si trasferisce in Germania, al Colonia. Poi, 7 stagioni al Lokeren, in Belgio, giocando 190 partite e segnando, in campionato, 98 reti.

Storico, originale, un “caterpillar delle aree”, clamoroso il suo gol realizzato nell'anno dello scudetto al “Bentegodi”, contro la Juventus, partendo da metà campo, palla al piede, ed arrivando, al termine di un'esaltante galoppata, nell'area bianco-nera senza uno scarpino, facendo secco Dino Zoff con la conclusione sferrata con il calzettone. Una favola, insomma, che sarebbe piaciuta ad Andersen. Un “cavallo pazzo” dalla libera cavalcata. Oggi è un apprezzato commentatore sportivo della televisione danese. Riportiamo le sue risposte, tenendo fede al suo italiano storpiato ma simpatico, originale, accompagnato da lunghe risate.

Preben, quand'è che ti è venuta la pelle d'oca?

“Mi sono venuto l'ultima giornata dell'84-'85 allo stadio “Bentegodi”, quando abbiamo già vinto scudetto la settimana prima, però, entrare nello stadio, vedere quella grande festa lì è stato incredibile, indimenticabile”.

Qual'è il gol più bello: quello segnato col calzettone, scalzo, contro la Juve a Verona?

“Mah, non lo so il più bello. Il più importante è stato quello a Bergamo, che ha decretato lo scudetto”.

Stilisticamente il più apprezzabile?

“Mah, ho fatto tantissimi gol, non so quale è il migliore” e giù una risata.

In Nazionale?

“In Nazionale? Mah, il più bello forse è stato nell'84, campionato Europeo, contro il Belgio. Il gol del 3 a 2 è stato forse il più bello”.

Hai un rammarico, un rimpianto particolare?
“Sì, di aver perso contro Juventus in Coppa Campioni”.

In semifinale, edizione 1985-86...
“In Juventus-Verona”.

Quando al Verona non è stato fischiato un rigore?
“Sì, sì, sì, sì, sicuro. Quello fa ancora male!”

Te lo ricordi l'episodio?

“Hanno preso con la mano il pallone in area. Ma, non hanno fischiato il rigore. No, non ero stato io a calciare quella palla”.

Hai pianto di rabbia quella volta?

“Di rabbia? Sì, io sto ancora male quando penso a quella partita contro Juventus, perché credo che abbiamo meritato di più. Abbiamo sicuramente meritato un altro arbitro”.

Se tu avessi battuto la Juve, quella volta, avresti potuto vincere la Coppa dei Campioni?

“Mah, no, non si sa, però. Solo che è stato un episodio che non ho mai dimenticato”.

Qual è stato il compagno più forte che hai avuto in squadra non solo dell'Hellas Verona, ma anche in Danimarca?

“Mah, non posso rispondere a questa domanda perché ho giocato con tanti bravissimi giocatori”.

Allora, l'avversario più forte che hai incontrato, che ti ha fatto morire in campo, nella marcatura?

“Sì. In Italia Vierchowod, Sampdoria. Io mi ricordo sempre Vierchowod perché lui era velocissimo, eh. Era molto difficile giocare contro di lui”.

I più forti che hai sfidato in Italia, in Danimarca e nel Campionato Europeo?

“Mah, ce ne sono tantissimi: c'è Maradona, Platini, Zico, ma, c'è tantissimi, bravissimi calciatori. Io ho giocato contro Beckenbauer, in Germania, contro Muller, mamma mia, tantissimi bravi giocatori. Già, in Italia tutti i più bravi c'era in Italia. Ho avuto la fortuna di giocare contro tutti i migliori, eh”.

A chi daresti il “pallone d'oro”, magari a chi non è stato assegnato? A Briegel, a Maldini, a chi?

“Nell'85 avrei assegnato a me stesso” ed alé altra lunga risata.

Sei felice, o lo sei stato felice?
“Si', sì, sì, sono felice. Sì”.

In cosa consiste per te essere felice, perché sei felice?

“Perché sono di buona salute – e questo è il più importante -, perché ho una famiglia, che sono contento della famiglia, sta bene, ho tanti amici. L'unica cosa che mi rompe è il tempo in Danimarca. Che è sempre brutto. Ah, ah, ah!”.

E c'è anche vento, o no?
“Sì, anche vento, brutto tempo sì. Buio, adesso c'è buio!”

In Italia, quale giocatore ti piace, in Europa, nel mondo? Tu sei anche un opinionista televisivo.
“Eh ho capito, ma”.

Non c'è un danese, un astro emergente delle tue parti?

“Non c'è un danese, no, non c'è assolutamente un danese in questo momento. Ma, sai, è impossibile rispondere perché ci sono tantissimi bravi giocatori. Non puoi dire uno solo. Ho già detto quelli più bravi”.

Ma, quelli del passato hai ricordato prima...Adesso chi è il più forte per te?

“No, no, ma di adesso c'è Messi, c'è Ronaldo, sono bravissimi, eh. C'è Ibrahimovic che sta diventando ancora più grande, eh”.

Non ci aiuti a scoprirne qualcuno?

“Io sto aspettando che Neymar arriva in Europa perché ho visto due tre volte in Nazionale brasiliana ed è bravissimo, eh. Voglio vedere se lui viene in Europa se lui è così bravo, capisci?”

Se si mantiene così anche in un campionato più duro come quello in Europa, vuoi dire?

“Sì, è un po' più difficile, però, Neymar è uno fantastico, e poi a Chelsea c'è due, tre giocatori bravissimi, eh, dove non abbiamo visto ancora il migliore perché sono giovani, eh”.

Chi sono?

“Hazard, per esempio, lui viene dal Belgio, gioca a Chelsea, attaccante, però, è ancora giovane, però è fortissimo, eh”.

E l'altro?

“Ah, quel brasiliano lì è anche fortissimo: Oscar, molto forte”.

Quand'è che saremo liberi? Tu sei un uomo libero? Si può esserlo naturalmente o bisogna sempre combattere per esserlo nel lavoro, nella famiglia, nella vita?

“No, io sono libero, di fare quello che vuoi”.

La libertà possiamo ottenerla nella terra o dipendiamo sempre da qualcosa, da qualcuno?

“Sì, quello sì, la libertà al cento per cento non esiste anche perché lo Stato decide tante cose, sulla nostra vita, eh. Però, nella vita privata penso che lì si può avere la libertà, ci vuole la libertà. Io almeno mi sento libero”.

La giustizia, secondo te, esiste, o è illusione, cioè la raggiungeremo quando non ci saremo più, nell'aldilà?

“Mah, dimmi un'altra volta la questione, la domanda”.

La giustizia esiste sulla terra?

“La giustizia sulla terra se esiste? Hum. Eh, difficile domanda questa, eh. Esiste e non esiste”.

Ci sono i giudici che qualche volta sono di parte; come alcuni arbitri, o no?

“Ah, quello non lo so: io vivo in Danimarca e in Danimarca si crede nella giustizia”.

In Italia un po' meno.
“Mah, io non lo so, io non posso dirti”.

Che cosa rimpiangi di più dell'Italia, il bel tempo, il clima, le persone?

“La gente, la gente, mi manca la gente, la gente, la maniera di essere, la maniera che sono gli italiani. Gli italiani sono diversi dai danesi, sono più leggeri, sono più briosi, vive la vita in un'altra maniera. Vivono più dei danesi. Gli italiani sanno vivere meglio dei danesi; i danesi lavorano tanto, stanno tanto in casa, si chiudono un po', mentre gli italiani vivono più fuori, vivono più leggero in un certo senso. Si godono la vita di più, per conto mio”.

Hanno detto che i ragazzi del Nord Europa, gli scandinavi sono più ricchi economicamente, ma, sono più infelici, non sanno divertirsi. Cosa dici?

“No, no, sanno vivere, sanno divertirsi, ma sono un Paese dove tutto va, capisci: il treno va sempre al minuto giusto, il traghetto va sempre in orario, tutto è organizzato molto bene, in Italia è un po' diverso: c'è più spazio per sorprese, capisci?”

Ci sono più imprevisti?

“Sì, imprevisti, perfetto, c'è sorprese, qui è tutto grigio, è buono, è tutto buono, funziona tutto, però, è un po' grigio, eh”.

E' un cielo monotono, senza colori.

“Sì, sì, manca quella sorpresa che si può trovare in Italia”.

Anche un Paese, l'Italia, ricca di fantasia creativa, ecco perché i più grandi artisti sono venuti in Italia nel Rinascimento.

“Tutti vanno in Italia perché Italia è il più bel Paese del mondo”.

Abbiamo i nostri grandi difetti, ma, il clima ti invoglia a fare, a vivere, a creare, o no?

“Sì, la luce, avete tutto, avete tutto. Avete montagne, mare, lago, macchine, belle città, grande arte. Cosa vuoi di più?”

Vino ottimo.
“Grande vino! Grande vino!”

Tu credi in Dio, Preben, esiste l'Aldilà? Quando ce ne andremo via da qui, tutto finisce?

“No, io non ho ancora deciso” e altra risata del campione danese.

Ma, tu vivrai, camperai fino a duecento anni. Per i tifosi dell'Hellas Verona. Che ti ricordano ancora, che ti inneggiano ancora in Curva.

“Speriamo di sì, speriamo di sì, eh. Io penso che c'è qualcosa, io spero che c'è qualcosa, che non finisce così in fretta. Io vado in chiesa, io sono sposato con una belga, che è cattolica, e andiamo in chiesa e mi sento bene in una chiesa, sto bene nella chiesa, capisci? C'è una tranquillità, c'è un silenzio, c'è una pace, sì, sì, c'è la pace e abbiamo bisogno di credere in qualcosa”.

Eri superstizioso da calciatore?

“No, no, no. Credo nell'abilità, credo nell'allenamento e nel talento. Non credo che c'è altre cose che ti aiuta: devi fare tutto tu stesso”.

Dai un aggettivo per mister Osvaldo Bagnoli.

“Mah, per me, è stato un buon uomo, è una persona onesto, è un uomo vero, un uomo di parola. Uno che lavora veramente duro, che vive in una maniera sobria, molto seria. Ho giocato a calcio con lui tre-quattro anni fa, pensa te: lui giocava ancora a calcio tre-quattro anni fa, mamma mia!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 17 novembre 2012












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