ULTIMA - 17/2/19 - GIANA ERMINIO E VIRTUS VERONA SI DIVIDONO LA POSTA (1-1)

E' finito 1 a 1 lo scontro salvezza fra Giana Erminio e Virtus Verona, valido per la 27^ giornata di campionato (8^ di ritorno), che si è giocato ieri al Comunale “Città di Gorgonzola”. Un punto che serve poco ad entrambe che se finisse oggi il campionato sarebbero retrocesse in serie D. Il Giana è terzultimo a 26 punti mentre la Virtus Verona è sempre
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INCONTRI VIP'S

20/12/12 - INCONTRI RAVVICINATI: JOAQUIN LUCAS PEIRO'

GUARDA CHE...PEIRO CHE TI FACCIO!

Lo sa benissimo anche lui di essere passato alla storia dell'Inter e del calcio europeo per quel gol da “rapinatore” (ricorda che un giornalista lo battezzò così quella “rapina” al Liverpool, in Coppa dei Campioni, la notte del 12 maggio 1965 a “San Siro”): segnò la rimonta e il sorpasso consumato dai nerazzurri sui “Red Devils” britannici e spalancò le porte verso la Coppa con le orecchie sollevata dal “mago” Helenio Herrera, da capitan Armando Picchi e dai suoi figli a spese del Benfica dei co-capocannonieri di quella manifestazione (9 reti a testa) Eusebio e Torres. E ricorda ancora adesso gli inverni freddi e pungenti nelle due metropoli del Nord Italia, Torino e poi Milano. Diverse, per clima e configurazione architettonica, dalla sua Madrid.

La carriera di Joaquìn Lucas Peirò, nato il 29 gennaio a Madrid, parte da quell'Atletico Madrid con cui poi concluderà, completerà, ultimerà la sua carriera di calciatore. Con i bianco-rossi della capitale spagnola, “cugini” delle “Merengues”, i “bianchi” del Real Madrid, conquista una Coppa delle Coppe e due Coppe Intercontinentali e due scudetti. Poi, arriverà anche ad allenare il suo “primo amore”.

Per sistemare in soffitta in maniera definitiva la panchina nel 2004.
Nell'Inter (arriva nella stagione '64-65) del cav. Angelo Moratti si incolla sul petto due scudetti (1964-65 e 1965-66) e solleva al cielo anche due Coppe Intercontinentali (1964 e 1965), oltre alla Coppa dei Campioni conquistata – come sopra ricordato – nella primavera del 1965. La Roma (dove approda nella stagione 1966-67 per rimanerci fino al 1969-70) lo vede gioire per la conquista di una Coppa Italia (1968-69): è la Roma di Pier Luigi Pizzaballa, di Alberto Ginulfi, di Franco Scaratti, di Paolo Sirena, di Gianfranco Zigoni, di Nevio Scala, di Fabio Capello, di quel simpatico “loco” di Franco Cordova (il genero del presidente dei capitolini, Alvaro Marchini). Insieme, sempre in giallo-rosso, con un altro ex di grido, Jair, arrivato quasi a fine corsa dopo i trionfi condivisi nella Grande Internazionale morattiana.

E, rientrato, “l'ala infernal”, Joaquin Peirò, nella sua calda Madrid, sfiorando di incrociare un altro grande straniero arrivato alla Roma: quell'Amarildo, ex Fiorentina e Milan.
Partecipa a due Mondiali, da buon attaccante qual è, dotato di un agile scatto. La nebbia vissuta a Torino, sponda Toro, e a Milano, sponda Inter, ha ossidato un po' anche il suo italiano. Come i ricordi, che affiorano sì, ma solo i più importanti. Già, come quel gol di rapina che brillò quella notte di primavera inoltrata del '65: notte da “Luci a San Siro”.

MISTER; ABBIAMO GIA' INTERVISTATO IL GRANDE DI STEFANO, SOGNAMO DI FARE ANCHE GENTO...
"Ha fatto tutta la Spagna, signore."

QUALI RICORDI CONSERVA DELLA GRANDE INTER?

"l'Inter è stata la squadra più grande nella quale abbia mai giocato. Ho vinto tutto (in Coppa Campioni ho segnato al Liverpool in semifinale, scartando il portiere e segnando. mi sono guadagnato (sorride) da un giornalista l'appellativo di Rapinatore. Quel gol è servito a lanciare i miei compagni alla clamorosa rimonta, per poi giocare la finale col Benfica)."

NELLA FINALE A SAN SIRO COL BENFICA, IL 27 MAGGIO 1965, FU DECISIVO NELLA VITTORIA FINALE.....

"Si, ho partecipato all'azione del gol di Jair, fraseggiando con Corso".

CHE RICORDO HA DEL CAVALIER ANGELO MORATTI?

"Ricordo con piacere il patron Moratti, che era come un padre per noi giocatori, "uno di noi". Infatti era sempre presente alle partite. A me ha fatto molto piacere che quel gol col Liverpool abbia fatto piacere al Patron Moratti."

I SUOI AMICI ALL'INTER?

"Con tutti ho avuto un ottimo rapporto, e io stesso stavo vicino a chi ne aveva bisogno."

PIU' FORTE ANCHE DEL GRANDE REAL?

"Si, l'Inter in quegli anni era la più forte come collettivo, anche più del Real Madrid." Oggi è tutto diverso, ma anche adesso stanno facendo bene entrambe."

L'ULTIMO PIANTO DI GIOIA?

"Dopo il gol col Liverpool."

E LA SUA ESPERIENZA A ROMA?

"A Roma, benissimo e sono tornato per una rimpatriata 15 giorni fa. L'ultima partita che ho giocato in giallorosso ho segnato il gol qualificazione in Coppa Italia (ma nn ricordo contro chi giocassimo). A Roma c'era gente come Scala e Capello. Diventati allenatori che hanno guidato club famosi in tutta Europa."

E POI?

"Poi sono tornato in Spagna, e ho giocato sia nel Betis che nel Siviglia (le 'cugine della città'), ed in entrambe ho segnato quattro gol."

CONTRO DI STEFANO NON HA MAI GIOCATO?

"Ci ho giocato contro ed anche insieme, nella Selecciòn." (La nazionale spagnola)

MEGLIO DI STEFANO O GENTO?

"Alfredo (Di Stefano ndr) era più completo, Gento più decisivo; ma comunque due dei migliori in quel tempo.".

IN ITALIA CHI ERANO I MIGLIORI?

"Mazzola, Corso, Suarez (pallone d'oro)".

E DEL MILAN E DELLA JUVE?

"Del Milan mi ricordo vagamente di Rivera e Altafini, della Juve quello bravo era Sivori e Del Sol".

L'AVVERSARIO MIGLIORE?

"Crujiff, era 'importantissimo' (termine usato da lui). Con lui mi sono scontrato ai tempi dell'Atletico."

COI RIGORI COME SE LA CAVAVA?

"Ne ho tirati pochi; i designati erano Mazzola e Corso, io ne procuravo un sacco".

COSA LE MANCA DELL' ITALIA?

"Italia, bellissimo paese; ho vissuto a Roma, Torino e Milano. Milano e Torino erano d'un freddo pungente d'inverno, ma lo si sopportava" (ride).

CREDE IN DIO?

"Si si, ci credo."

E L' ALDILA'?

"non posso saperlo adesso, (ride) devo aspettare ancora un pò. Nella vita bisogna saper sopportare e cercare di contemplarne le bellezze della natura il più possibile."

ESPULSIONI?
"no no".

AUTOGOL?

"Non ricordo, ma ero mezza punta e non tornavo spesso in difesa"

SCARAMANZIE?

"Un pochino. Me l'avevano "attaccato" alcuni compagni nel corso della mia carriera".

IN NAZIONALE?

"Con la nazionale B (l'under 21) ho segnato 3 gol all'Inghilterra una volta, si giocava a Saragozza. Bellissimo. Ma ho fatto molti gol in Nazionale comunque, battendo anche l'Italia.".

ALTRI GOL IMPORTANTI?

"Si,ho vinto per ben 2 volte la Supercoppa europea, segnado un gol col Werder Brema."

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 19 dicembre 2012
(tradotto dallo spagnolo da Davide Cacciatori)

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