ULTIMA - 18/3/19 - LA VIRTUS VINCE A TERAMO E INTRAVEDE LA SALVEZZA

Continua la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che vince per 2 a 1 allo stadio “Bonolis” a Teramo e la salvezza ora sembra davvero possibile. I rossoblu veronesi hanno un ottimo approccio alla gara e all’11° sono già in vantaggio. Onescu dalla destra con un traversone basso taglia l’area biancorossa e sulla palla arriva in spaccata
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INCONTRI VIP'S

26/2/13 - INCONTRI RAVVICINATI: MICHEL PLATINI

MICHEL PLATINI, “LE ROI”!

La grande visione del gioco, lo spiccato senso del gol e l'attitudine ad essere in campo e fuori un leader gli hanno fatto guadagnare l'appellativo di “Le roi”, il re. Nato a Joeuf, in Francia, il 21 giugno 1955, da genitori italiani (papà Aldo è figlio di un immigrato di Novara, mamma Anna Piccinelli è di origini bellunesi), Michel Platini è nelle file del Nancy prima e in quelle del Saint Etienne dopo che fa risaltare le doti di forte centrocampista d'attacco, dotato di una tecnica sopraffina, di un'ottima visione di gioco e di uno spiccato senso del gol. Che lo fanno diventare uno dei centrocampisti offensivi più forti al mondo.

E, dell'asso transalpino si accorge un esperto del calcio come l'Avvocato Gianni Agnelli, che lo ingaggia subito, contemporaneamente con l'acquisto di Zibì Boniek. Il “Signor Fiat” lo considera addirittura il suo “vizio”, se lo coccola, e lui, “Le roi”, lo accontenta a suon di successi, trofei e traguardi. Platini lega l'apogeo della propria carriera alle stagioni in bianconero (chiuderà un po' prematuramente, a soli 32 anni!), vincendo tutto quello che c'era da vincere sia in campo italiano (due scudetti: 1984 e 1986, e una Coppa Italia, nel 1983), sia a livello europeo che continentale (la Coppa delle Coppe dell'edizione 1984, la SuperCoppa Uefa nel medesimo anno, e la Coppa dei Campioni e l'Intercontinentale, entrambe conquistate nel 1985). Con la Juventus gioca 5 stagioni, dal 1982 al 1987, totalizza 147 presenze e sigla 68 reti. Vince per tre volte il “pallone d'oro”, l'unico calciatore in maniera consecutiva (dal 1983 al 1985), per tre volte si laurea capocannoniere di serie A (20 reti nella stagione 1983-84), due volte è “pallone di bronzo” (1977 e 1980). Con i Blues del suo Paese, colleziona 72 presenze e firma 41 reti, conquistando anche il titolo di campione d'Europa nel 1984 e di miglior cannoniere di quell'edizione (con 9 reti).

Le grandi testate giornalistiche lo hanno classificato chi al 7° posto, chi perfino al 5° posto nella graduatoria dei giocatori più forti del ventesimo secolo. Michel Platini ha anche indossato, per soli 21 minuti, la casacca della Nazionale del Kuwait (1988), assumendo in seguito anche il ruolo di cittì della propria Nazionale (dal 1° novembre 1988 al 17 giugno 1992), senza cogliere però i roboanti successi ottenuti da calciatore. Dal 26 gennaio 2007 è il presidente Uefa e punta ad assumere l'incarico di presidente della Fifa.

Quand'è che le è venuta la pelle d'oca da calciatore e con quale immagine da calciatore vorrebbe essere ricordato nella storia? La sua foto-cover, da copertina?

"Quando vedevo Johan Cruyff giocare. Vorrei essere ricordato come uno che segnava, un goleador."

Più difficile giocare a calcio o dirigere un Continente, l'Europa, con milioni di calciatori?

"Dipende dall’età!"

Il più bel complimento, ricordo che conserva dell'Avvocato Gianni Agnelli?

"Ha detto di me una volta: ”l’abbiamo preso da un paese che capisce niente al calcio e lui ci ha insegnato a giocare”."

Che cos'è che nella vita di tutti i giorni La rende più felice?

"Il sorriso dei bambini."

Cosa c'è ancora da migliorare (vedi: allargare ad altri Paesi la partecipazione della Champion's, altre vie per combattere il razzismo, istituzione di una SuperLeague per club più ricchi e più famosi), potenziare il fair play?

"I valori umani devono ancora entrare nel campo commerciale."

Se non avesse fatto il calciatore e poi il dirigente internazionale di successo, cosa Le sarebbe piaciuto fare nella vita?

"Il Carabiniere!"

Il motto che accompagna tutti i giorni la sua vita?

"Carpe diem"

E' vero che si diventa leader, grandi, mettendosi al servizio dei più piccoli, degli ultimi?

"Sono i più piccoli che ti mettono al posto di leader, senza di loro non lo saresti."

Il "gol" più bello, dal punto di vista stilistico, e quello più importante firmato da calciatore e da dirigente?

"E sicuramente quello fatto nella vita di tutti i giorni, fuori dal calcio? Il gol più importante è stato il meno bello, quello che segnai in Francia-Spagna del 1984 mentre il più bello mi è stato annullato con la maglia della Juventus nella Coppa Intercontinentale, a Tokio nel 1985)."

Lei, signor Presidente, ha vinto tanto: qual è il più grande rimpianto da calciatore?

"Nessun rimpianto, ho vinto, ho perso, ho pareggiato, ho giocato…"

Il calcio è nato in Europa: che cosa si può apprendere dagli altri Continenti?

"La spontaneità"

Ha in mente di istituire sotto la Sua dirigenza una "Champion's League" dei Dilettanti?

"Sarebbe la negazione assoluta dello spirito e dei valori del calcio dilettantistico."

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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