ULTIMA - 25/5/19 - IL BASSANO 1903 BATTE IL MONTORIO ED E' CAMPIONE REGIONALE

E' stata una bella partita, quella giocata ieri sera a Montecchio Maggiore, fra il Bassano e il Montorio, calcio valida per il titolo Regionale di Prima categoria. I giallorossi di mister Francesco Maino partono subito forte e passano in vantaggio dopo soli 5 minuti con Cosma, che, su invito di Garbuio, mette in rete con un tiro da sotto
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INCONTRI VIP'S

8/4/13 - INCONTRI RAVVICINATI: WALTER ZENGA

DALLA A ALLA ZETA DI ZENGA

Il portiere degli azzurri di Azeglio Vicini Italia 90 (ma anche – fino al 1992 – del cittì Arrigo Sacchi), dell'Inter e della Sampdoria, Walter Zenga (nato a Milano il 28 aprile 1960), ci risponde dal Quatar, alla vigilia della Champion's League, in cui è impegnata la sua squadra: la più rappresentativa del Paese arabo. Walter ci parla delle sue emozioni, dei suoi trascorsi, delle sue speranze e della tribù (ben 5 figli) messa in piedi in nome di grandi amori. La vocazione di portiere fin da piccolo, fin dai dieci anni, poi, il tirocinio a Salerno, Savona e a San Benedetto del Tronto.

Poi, la lunga stagione all'Inter, dal 1982-3 al 1993-94, lo scudetto dei record con il Trap (1988-89), il premio quale miglior portiere dell'anno, le Coppe Uefa vinte nel 1990-91 e nel 1993-94, la SuperCoppa Italiana conquistata nel 1989. Le 58 presenze in azzurro, l'argento con la Nazionale Under 21 nel 1986, il bronzo a Italia 1990, poi, la Sampdoria (dal 1994 al 1996), il Padova e gli americani del New England Revolutions.
Club, da cui è scoccata la sua carriera di allenatore. E' stato, poi, alla guida delle due squadre di Bucarest, il National e lo Steaua, la Stella Rossa di Belgrado, il turco Gazianptepsor, l'Al-Ain (Arabia Saudita), la Dinamo di Bucarest, le siciliane Catania e Palermo, l'Al-Nassr di Rijad (Arabia Saudita), gli Sports Club Al-Nasr di Dubai, ed, ora, il club principale del Qatar, il Qatar, appunto.

Mister Zenga, cosa può il mondo arabo insegnare al Vecchio Continente e viceversa?

"Ci sono differenze di cultura e di abitudini ma proprio per questo si può sempre imparare gli uni dagli altri".

La parata più spettacolare - quella in cui si è sentito veramente il grande Walter Zenga - e quella invece più pesante, più importante?

"Sono sincero non vivo di ricordi ora sono concentrato solo sul presente".

Ha mai segnato, che so, su rigore? Mai una paperaccia clamorosa?

"Ho fatto gol su rigore a Madrid contro il Real nel trofeo Bernabeu e in quanto a errori, non abbiamo così tanto spazio..."

Qual è il rammarico di un numero uno del suo calibro?

"C'è un tempo per tutto e per tutti, ho dato e ricevuto in egual misura, senza rimpianti!"

E' vero che si lavora, si gioca, si scrivono libri, si compongono opere per non sentirsi soli? Ha mai fatto i conti con il "male oscuro", quello dell'animo?

"No, io lo faccio per condividere esperienze e per confrontarmi".

Quand'è che per la prima volta Le è venuta la pelle d'oca dall'emozione fortissima provata?

"Io ho 5 figli li ho visti nascere tutti (tranne Nicolò) e non c'è niente di più e che ti può dare emozioni più grandi".

Lei e la Nazionale...quella dei Suoi, pardon, dei nostri tempi (io sono un agosto 1961)...Aneddoti, particolari, rimpianti, ecc...

"Eravamo un gruppo di amici, non avevamo invidie, il clima era perfetto e stavamo bene. Ripensare alle partite a tressette o a scopa con Vialli, Ancelotti, Mancini contro Vicini e il suo vice Brighenti, beh, sono cose simpatiche..."

Riti scaramantici tra i pali?

"Chiunque pratica sport professionistico adotta dei riti propri, per esempio il posto sul pullman o nello spogliatoio, oppure entrare in campo col piede preferito o altro..."

Non avesse fatto il calciatore, cosa le sarebbe piaciuto di più fare nella vita?

"Bella domanda, ma devo rispondere che ho sempre e solo pensato a quello".

10) Ha vinto in Lei più il cuore o la ragione, fino ad ora, visto che si cambia dentro qualcosa, apprendiamo qualcosa ogni giorno?

"Cuore e ragione vanno di pari passo con la crescita dell'uomo e con le responsabilità che la vita ti pone giornalmente".

Ci può indicare un portiere di adesso alla Walter Zenga, inteso come stile, modo di interpretare il ruolo tra i pali?

"Salvatore Sirigu"

Giocare in porta, da solo tra i pali, ci ha svelato Felice Pulici della Lazio scudettata, insegna a crescere, ad assumersi le proprie responsabilità più che in un altro ruolo, perché sei te, da solo, i pali, la rete, la linea bianca e tutte le grandi responsabilità. E' d'accordo?

"Sei solo e hai responsabilità anche a fare l'allenatore, decidere ed agire in un lasso di tempo brevissimo..."

Noi tutti, chi più chi meno, dobbiamo dire grazie - nel senso della crescita, della formazione extra genitoriale, a qualcuno: Lei a quale mister, per esempio?

"A mia moglie Raluca, l'ho incontrata quando io avevo 42 anni, lei poco più di 20...Immaginarsi i commenti! Abbiamo due figli Samira 3 anni e mezzo e Walter jr 1 anno...tutto quello che ho lo devo a Lei, una grande donna che mi ha dato da subito serenità, consapevolezza e forza!"

Meglio dire da che parte stare oppure andare avanti celandosi nel gruppone?

"Meglio essere se stessi sempre"

Numeri 1 e numeri 11 tutti pazzi (nel senso buono): vale ancora questa massima calcistica?

"No, perché oggi i numeri sono pazzi, ci sono portieri che giocano col 47 o col 13 o col 50!!! È giocatori con il 99, 90, e l'88, sembra l'estrazione del lotto!"

E' vero che il grande amore è quello non corrisposto (Gabriele Salvatores)? E che cresce - l'amore - con l'aumentare dell'attesa (Platone)?

"L'amore esiste ed è dentro di noi se imparassimo tutti ad apprezzare quello che abbiamo e ad amare chi ci è al fianco. Ringraziando e avendo gratitudine sarebbe una vita migliore!"

L'ultima volta che ha pianto per un grande dolore? Ha mai pianto per amore?

"Piango anche a vedere un film, non scherzo, poi da quando sono ridiventato padre di Samira e Walter jr, mi emoziono ancora di più!"

Cosa Le dà più fastidio nella vita, quali le sue paure (abituato certamente a vincerle con la responsabilità in campo e tra i pali), quale il suo sogno nel cassetto, e cosa La fa commuovere nella vita di tutti i giorni?

"La falsità, l'invidia e l'imbroglio...Il mio sogno? Il benessere e la salute della mia famiglia."

Quand'è che nella nostra vita siamo veramente liberi? Esiste la giustizia terrena? Crede in Dio, oppure, per dirla alla Piero Pelù, la Fede cattolica è "sola una falsa bugia!"?

"Credo in Dio assolutamente e Gli sono grato tutti i giorni, siamo sempre liberi dipende da quello che ognuno di noi cerca e desidera."

Si considera un ottimista della ragione, un ottimo realista o un ottimista di natura?

"Semplicemente un ottimista!"

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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