ULTIMA - 21/1/19 - GLI ACCOPPIAMENTI DELLA COPPA DELEGAZIONE DI VERONA

Si è chiuso ieri il 1° turno della Coppa Verona 2018-19 riservata alla formazioni di Terza categoria, denominata “Memorial Gianni Segalla”, che ha visto il passaggio ai quarti di finale delle prime classificate dei 7 gironi, Lessinia, Saval Maddalena, Borgo Trento, Dorial, Gazzolo 2014, Roverchiara, Ausonia Calcio e la migliore seconda classificata
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INCONTRI VIP'S

28/8/07 - INCONTRI RAVVICINATI: CESARE PRANDELLI...

PRANDELLI E' VIOLA... QUANDO LO SPOSI CON LA JUVE

Continua la serie dei personaggi famosi dello sport intervistati dal nostro direttore Andrea Nocini, il quale, durante l’aperitivo delle sette di sera, in un noto bar di Verona, è riuscito a raggiungere ed intervistare un mito moderno del calcio veronese, scusate, nazionale, e se me lo permettete, anche internazionale, dal cui nome, rinascono rimembranze gioiose tra i tifosi dell’Hellas…: parliamo di lui, di Claudio Cesare Prandelli, classe 1957.
Tra un sorsetto di spumante e una patatina qua e là, Prandelli si concede alle “grinfie” e alle domande insidiose di Nocini, il quale, saltando completamente i soliti preliminari, utilizzati dai giornalisti per mettere a proprio agio l’intervistato e ingranando la quinta, domanda al mister se in un futuro prossimo sarà alla guida della "Vecchia signora", la Juventus.
L’allenatore “viola”, abilmente riesce a “escamoter la difficulté ” (superare la difficoltà ), ribadendo che: "Queste dichiarazioni non mi toccano minimamente; vede, considero Firenze come un punto di partenza, ho un contratto di due anni con la società viola e intendo portare fino alla fine il mio ciclo iniziato quest’anno".

Personalmente, a questo punto della serata, ero affascinato da Prandelli, dalla sua grande umiltà sprigionata all'indomani di un largo e convincente successo in campionato. In quella che chiama "la sua Verona" si trova a suo agio e si mette a disposizione della raffica di domande che lo bersaglieranno per 23 minuti e 47 secondi. E' molto diplomatico e onesto nel rispondere ai quesiti, così come con molta riservatezza racconta della sua giovinezza, contrassegnata dal dolore per la prematura scomparsa del padre - ditta di trasporti di bibite che ha dovuto prendere subito - perchè in casa si sarebbe fatto fatica a sbarcare il lunario, fino al punto di affermare che : "Le sofferenze ti fanno crescere e ti aiutano a maturare come persona, quindi, a prendere decisioni".

Da qui, scatta la domanda successiva; - hai mai commesso sbagli? - hai mai pianto?

Prima di rispondere alle domande, sul volto di Prandelli compare un sorriso a trentadue denti, gli occhi luccicano, facendo intravedere, o meglio, comprendere qualcosa diffuso ampiamente in passato.

"Nella vita ho commesso tanti sbagli, perché credo che bisogna avere coraggio delle proprie scelte; vedi, chi non sbaglia non va avanti…". Successivamente, "Il Prande", tifosissimo e nostalgico dell'Hellas, risponde alla seconda domanda pòrta: "certo che ho pianto, nella vita si piange sempre, per gioie, dolori, e, ultimamente si vede che sto diventando vecchio perché mi luccicano gli occhi spesso".

Durante l’intervista, il mister afferma che i suoi pregi sono la “coerenza e l’essere determinato”, mentre il suo peggior difetto è quello di essere “permaloso”.

In seguito, Nocini incomincia a stuzzicare il mister, innanzitutto chiedendogli qual è il giocatore, secondo lui , più forte di tutti i tempi: "Platini, “Le Roi”, perché aveva classe, tecnica, personalità, estro, voglia di sdrammatizzare, come un certo Garrincha, il quale, secondo Eduardo Galeano - uno dei più grandi scrittori al mondo di calcio - “dava allegria, allegria del popolo"".

Poi, Nocini domanda com’è la sua Fiorentina, quali sono i giocatori più forti che ha allenato ed eventualmente quale giocatore deve ringraziare, ossia è cresciuto grazie a Prandelli:

"Eh… La Fiorentina è una squadra che sta cercando di andare di pari passo con le esigenze dei propri tifosi. Quindi, bisogna praticare un buon calcio dimostrando di essere all’altezza di tutte le difficoltà". In risposta alla seconda domanda: "Certamente, tra i giocatori più forti che ho allenato e che faranno la fortuna di tanti allenatori, ci sono, Adriano, Mutu, Gilardino , Toni (scusate se è poco!); comunque sia, credo, anzi ne sono certo, che non ci sia nessun giocatore che deve ringraziarmi, o meglio, sono io che ringrazio loro. Perché mi hanno sempre seguito".

Via via le domande si fanno sempre più specifiche, sempre più personali: prima il direttore chiede al mister la squadra dei sogni che vorrebbe allenare, ma, Prandelli, dall’alto della sua diplomazia, afferma: "Non ho una squadra preferita se non la mia. Credo nei miei ragazzi, assieme ai quali spero di raggiungere traguardi importanti."

Poi, è il tempo della domanda tanto attesa, è il tempo delle rimembranze, è il tempo di chiedere al mister: Segui l’Hellas? Torneresti a Verona?

Mentre il direttore poneva queste domande e prima di comunicarvi la tanto attesa risposta, all’interno della mia mente, da tifoso dell’Hellas, riaffiorano i ricordi di quel Verona e l’amore della nostra città per Cesare, ribadito anche nell’ultima partita, quando 5000 cartoncini gialli con scritto Prandelli in blu, volevano ringraziare il mister per tutto quello che aveva fatto in riva all'Adige.

Scusatemi per questa breve parentesi...

"Vengo spesso a Verona nell’anonìmato, amo questa città e la sua gente, e poi mi sento in debito. Sinceramente, ci ritornerei se me ne dessero l’opportunità. Eppoi sono un po’ infastidito, perché, quando vedo il Chievo in quelle posizioni, senza nulla togliere alla "squadra della diga", mi piacerebbe che ci fosse l’Hellas… "

Cari lettori, potete immaginarmi come mi sono sentito dopo questa sorta di "dichiarazione d’amore": la mia mente ha incominciato a fantasticare, tanto da ascoltare e capire a malapena le ultime domande e risposte, eccetto il fiore preferito di Prandelli, la rosa bianca.

Così si conclude anche quest’ennesima intervista o meglio, questa chiacchierata, tra Prandelli, il dott. Nocini e il terzo incomodo, lo scrivente. Di sicuro, Cesare Prandelli ha regalato a noi veronesi - tifosi o no dell'Hellas - una certezza: quella di non scordarsi mai del "primo amore". Quello con i colori giallo e blù dell'Hellas. Grazie Prandelli, grazie mister-signore, prima ancora che signor mister.

NICOLO' MARTINI 09/02/2006 ore 19.22












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