ULTIMA - 26/3/19 - IL PUNTO SULLE NOSTRE SQUADRE GIOVANILI ELITE E REGIONALI

Facciamo il punto sulle squadre giovanili veronesi dei tornei Elite e Regionali delle categorie Juniores, Allievi e Giovanissimi, quando mancano poche gare alla fine dei campionati. Nella categoria Juniores Elite, girone A, comanda ora il Camisano che con 50 punti precede il San Giovanni Lupatoto di mister Matteo a 46 punti dopo la sconfitta 1 a 0 contro il
...[leggi]

INCONTRI VIP'S

4/11/13 - INCONTRI RAVVICINATI: CECILIA GASDIA

SPERICOLATA, IMPAVIDA CECILIA

La nota soprano veronese (14 agosto 1960) è molto sportiva: ama la bicicletta, in sella alla quale percorre centinaia e centinaia di km (anche all'estero, in Austria e in Germania), e culla una forte passione per il volo in aereo, per lo sci da fondo e per la ginnastica. Vinse il Concorso Internazionale indetto dalla RAI nel 1980, mentre la vera svolta è da attribuire nel 1982, quando sostituì Montserrat Caballé alla Scala di Milano, nel ruolo di Anna Bolena di Gaetano Donizzetti. Ha riproposto i ruoli scritti da Gioacchino Rossini per la moglie Isabella Colbran, e si è anche dedicata all'attività concertistica, che l'ha vista spesso in collaborazione con i Solisti Veneti. Ha recitato in romanze e si è cimentata in alcune contaminazioni con la musica pop, tra cui l'interpretazione di "Il mondo" con Jenny B.

Quand'è che le è venuta per la prima volta in scena la pelle d'oca?

"La prima volta, quando ho vinto il concorso Maria Callas 1980 indetto dalla Rai perché all'epoca ero giovanissima - avevo appena compiuto 20 anni - e mai avrei immaginato di poter vincere un concorso del genere; anzi, non me lo auguravo neanche e mi sono ritrovata abbastanza impaurita dall'avermi trovato addosso una così grande responsabilità sulle spalle".

Qual è il ruolo di eroina in cui si rispecchia meglio?

"Ne ho già interpretate 98, ma, ce n'è una in particolare che amo moltissimo, e che s'intitola "Le jongleur de Notre Dame", "Il giocoliere di Notre Dame", un'opera di Macout, dove protagonista è questo ragazzo, giocoliere, adottato dai monaci, che vogliono educarlo e farlo diventare un monaco, ma che lui alla fine c'è un miracolo della Madonna. E' un ruolo maschile che mi è piaciuto moltissimo interpretare anche perché mi ci rivedo molto".

"Vissi d'arte e d'amore" qualcuno scrisse; è un motto che potrebbe andarle a pennello?

"No, direi proprio di no. Ho iniziato a studiare musica a 5 anni, pianoforte (sono diplomata), ed essa è stata la costante della mia esistenza, anche se poi ho fatto il Liceo Classico. Per destino poi è diventata anche la mia vita, prima era un optional. L'arte nella mia vita è importantissima ed è il mio lavoro, però, sono una donna normalissima, molto semplice: amo fare la casalinga, ho la mia famiglia, due figli, accompagnata da questo lavoro d'arte, un pò particolare. Ora sono molto a casa perché ho diradato di molto i miei impegni".

Di che cosa non può fare a meno Cecilia Gasdia?

"Della cucina, adoro cucinare, mi piace molto tenere a posto la mia casa. La mia è una grande passione ereditata da mia nonna napoletana".

Ci dica il suo piatto forte, il suo cavallo di battaglia?

"Mi considero molto esperta nei piatti toscani perché ho vissuto più di vent'anni in Toscana, quindi, la ribollita, la pasta al pomodoro, gli arrosti girati; però, essendo veneta, mi batto bene anche con i risotti. Mi piace molto anche cucinare il pesce, pulirlo".

Quali sono le certezze su cui si aggrappa e quali invece le paure quotidiane di Cecilia Gasdia?

"Sono la stessa cosa, direi: le mie certezze i miei figli, il loro futuro, e i timori sono sempre per loro, soprattutto in questi tempi difficili in cui siamo immersi".

Cos'è che la colpisce, la commuove e cos'è invece che le fa più rabbia, le dà più fastidio?

"Mi commuovono tante cose. In assoluto, mi dà più fastidio il volume alto della voce, chi alza la voce parlando, o che parla a voce troppo urlante, senza magari collegarla al cervello. Mi piacciono molto le persone che parlano in maniera sommessa e che pensano prima di parlare. Mi piace il silenzio, anche quello in casa, mi commuovono molto gli animali, il loro maltrattamento – ma, anche quello del genere umano -, eh. Soffro per i randagi o per qualche cane chiuso in qualche serraglio non desiderato. Mi commuovono, poi, i bambini che soffrono, certo".

Noi abbiamo un tono della voce alto...

"(sorriso): No, no, non mi fate arrabbiare; per fortuna, io ho un marito che parla pianissimo ed è una delizia, non amo gli spettacoli accompagnati da musiche terrificanti: mi fanno venire il mal di stomaco. Sarà che noi cantanti, dovendo cantare e creare da soli il nostro volume vocale – senza ricorrere a mezzi tecnici -, dobbiamo avere un udito abbastanza fine, questi orrori di suoni sono terribili e stanno rovinando il genere umano, soprattutto i timpani".

Quand'è l'ultima volta che ha pianto di grandissimo dolore?

"Quando è morto mio padre; era un avvocato, lui è morto abbastanza giovane, io ero molto giovane e per me è stato un colpo terribile; ma, oramai sono passati tanti anni. Ero una ragazzina, veramente".

Crede in Dio?

"Questa è una domanda che preferirei non rispondere, è la più personale delle personali, alla quale difficilmente si può dare una risposta sicura, perché da parte di chi pensa di avere una sicurezza in mano dubita fortemente che ce l'abbia, e, quindi, preferisco dribblare. La Fede, va a periodi nella vita, è un grande dono, e può sparire, ritornare, ritornare, sparire".

Quindi, nutre la speranza di poterli rivedere, un giorno, i suoi cari?

"Penso che sia la speranza di tutto l'essere umano, in un modo o nell'altro. Poi, dirle cosa succederà veramente, bé, questo non sono assolutamente in grado di saperglielo dire. Chi la Fede è sicuro di rivederli, un pò meno chi non la ha, penso".

Quand'è che si è veramente liberi nella vita?

"Io mi sento libera, e felice di conseguenza, quando svolgo il mio dovere; poi, quando non lo faccio, mi sento un peso sulla coscienza. Ed anche quando riesco a comportarmi bene, o addirittura riesco a fare un passo indietro nelle mie convinzioni anche quando sono convinta di quello che penso o che voglio fare. Dobbiamo sempre contare fino a cento e pensarci su un'altra volta. Quelle rare volte che faccio un passo indietro, non convinta, ma perché credo che sia giusto provare a farlo, ebbene, il più delle volte mi sono resa conto che ho fatto bene a farlo quel passo indietro. E questo mi rende felice libera, libera, leggera, verso me stessa e verso gli altri".

Perché nei vari campi è difficile per una donna sfondare, diventare una celebrità?

"Nel mio lavoro non è difficile perché ovviamente i soprani sono tutte donne. Me lo sono posto anch'io questo interrogativo. Forse, perché le donne, dedicandosi molto ad accudire figli, marito e casa, hanno avuto meno tempo di estrinsecare i loro talenti. Più difficile nei direttori d'orchestra, ma vedo anche che nel pianoforte (io sono diplomata in pianoforte), nel violino ce ne sono state. Per la mia esperienza, i direttori d'orchestra li preferisco maschi e poi per me sono più bravi. Ho conosciuto tantissime donne brave in vari campi dell'arte, della Musica, ma, quando un maschio è bravo, secondo me, ha una marcia in più rispetto a noi donne".

C'è uno sport che le piace?

"Io sono una grandissima sportiva: sono stata campionessa di sci per 7 anni, poi, ho smesso per dovermi diplomare in pianoforte. Poi, 4 anni di ginnastica in palestra, quindi, lo sci da fondo, e, soprattutto, la bicicletta: ci vado moltissimo e faccio lunghissimi viaggi, con i miei bagaglietti, per l'Austria e la Germania, dove ci sono intere pisti ciclabili che ti portano ovunque, e sono molto comode. Poi, più di dieci anni fa, cullavo un'altra grandissima passione. Quella per il volo: ho preso il brevetto di pilota, che inseguivo fin da diplomata ma non era allora consentito raggiungere il brevetto dall'Aeronautica Militare, ho aspettato 20-30 anni e ho conseguito il brevetto di pilota privato".

E' scaramantica, ha rimpianti?

"Ci tengo a dirlo: io non sono per niente scaramantica, non mi interessa recitare con il viola addosso o entrare prima col piede sinistro in scena. E io insegno a tutti di non esserlo, perché tanto ti devi preparare bene prima di salire sul palco, anche se ti può andare bene o ti può andare male uno spettacolo, una scena. Vorrei proprio vedere come la metteranno i malati di scaramanzia, se invece di celebrare quel rito ne celebrano uno contrario e gli dovesse andare male!"

Il rammarico più grande?

"Non ho rammarici, ho solo dei ricordi meravigliosi della mia carriera splendida, anche perché – detto tra parentesi – io mi sono ritrovata per destino a fare la cantante soprano, spinta dalla mia insegnante e facendo di tutto per non vincere quel Concorso indetto dalla Rai. Invece, su 370 concorrenti ho vinto, quando non avrei immaginato neanche di arrivare in semifinale. Però, io guardo sempre al futuro: forse, mi è rimasta indietro la Madama Butterfly, però, non ritengo di avere una buona voce per recitare degnamente una Madama Butterfly. Sono molto curiosa di scoprire le incognite poste dal futuro e sono molto coraggiosa ed avventurosa; per cui vado avanti a tutto spiano, come un treno".

Hellas Verona, Chievo, Inter, Milan o Juve?

"Accipicchia, qui mi trova in un campo abbastanza difficile. Non mi faccia dire da che parte sto, Hellas o Chievo, perché altrimenti a Verona poi mi sparano. Ho avuto negli anni 70 un grande amore per il Verona, quando le aveva suonate al Milan e io c'ero quella volta (maggio 1973), giovanissima, allo stadio "Bentegodi". Il Chievo, tra l'altro, è il paese, la zona dove ho conseguito il brevetto di pilota d'aereo privato. E ne sono molto legata. Mi interesso sempre di tutte e due. Non sono una grande amante del calcio: sicuramente non tengo alla Juventus, squadra che mi è sempre stata antipatica...Spero che lei non sia juventino".

Complimenti: colpito ed affondato in pieno!

"Ma, lei è juventino? Aiahiai!"

Chi vince spesso, è antipatico...

"E' vero. Però, devo confessarle che io ho un figlio che è juventino sfegatato, per cui devo convivere con quella sua cameretta tutta tappezzata di bianco e di nero. Poi, se devo dire la verità, i colori bianco e nero sono i miei preferiti, per cui alla fine quando devo uscire di casa mi tocca vestirmi o solo di nero o solo di bianco sennò mi tacciano di essere una simpatizzante per la Vecchia Signora; però, mi piacciono sia il bianco che il nero. Poi, quando ha iniziato a perdere, secondo me, ha cominciato a seminare maggiori proseliti".

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 9 ottobre 2013

Visualizzato(1591)- Commenti(8) - Scrivi un Commento