ULTIMA - 17/2/19 - GIANA ERMINIO E VIRTUS VERONA SI DIVIDONO LA POSTA (1-1)

E' finito 1 a 1 lo scontro salvezza fra Giana Erminio e Virtus Verona, valido per la 27^ giornata di campionato (8^ di ritorno), che si è giocato ieri al Comunale “Città di Gorgonzola”. Un punto che serve poco ad entrambe che se finisse oggi il campionato sarebbero retrocesse in serie D. Il Giana è terzultimo a 26 punti mentre la Virtus Verona è sempre
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INCONTRI VIP'S

4/1/14 - INCONTRI RAVVICINATI: CARD. FRANCIS ARINZE

ARINZE, L'"UNIVERSALE"

Il cardinale Francis Arinze, nigeriano di Eziowille, dove è nato il 1° novembre 1932, a 9 anni si è convertito al cattolicesimo, riuscendo a contagiare la sua famiglia, inizialmente animista, poco dopo la sua ordinazione – celebrata il 23 novembre 1958 - a sacerdote. Ha frequentato l'Istituto di Pedagogia a Londra, poi, a soli 33 anni (il 29 agosto 1965) è stato nominato vescovo, e a 35 arcivescovo di Onitsha (il 26 giugno 1967).
Fa in tempo a partecipare ai lavori del Concilio Vaticano II promosso nel 1962 da Papa Giovanni XXIII, Angelo Roncalli. Nel 1984 viene nominato Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-religioso in Vaticano.
Creato cardinale da Papa Giovanni Paolo II nel concistoro del 25 maggio 1985, dal 2002 al 2008 diventa Prefetto della Congregazione per il Culto divino e le Discipline dei Sacramenti. Il 25 aprile 2005 viene eletto cardinale-vescovo della Chiesa Suburbicaria di Velletri-Segni, subentrando a Papa Benedetto XVI una settimana dopo l'elezione a Sommo Pontefice del grande teologo bavarese.

Quand'è, Eminenza, che ha provato per la prima volta una grande gioia nel cuore?

"Quando sono stato ordinato sacerdote il 23 novembre 1958. E' stato, per me, un giorno straordinario".

Avrà pianto dalla gioia, alla pari dei suoi genitori, immaginiamo.

"Ero molto gioioso, i miei genitori non erano presenti perché l'ordinazione è stata fatta a Roma, costava troppo e i miei genitori erano in Nigeria. Ma, io sono tornato a casa due anni dopo. Erano contentissimi, gioiosi".

Era figlio unico?

"Terzo di sette fratelli; è bello avere fratelli e sorelli in vista della formazione del nostro carattere e della nostra educazione".

Qual è stato il momento che più l'ha scosso, l'ha colpito in negativo?

"Vedere la sofferenza di altre persone, per esempio, durante la guerra civile in Nigeria, e poi, di recente, seguire da lontano il disastro nelle Filippine, vedere tanta gente che soffre, che muore e quelli sopravvissuti ma cui spetta tanto dolore".

Cos'è che la commuove nella vita di tutti i giorni?

"Il sole, che sorge. Ogni giorno il Signore ci regala una giornata nuova e se non piove la mattina, se il sole sorge e sorride alla natura, promette una giornata nuova, il povero non ha di pensare alla luce elettrica, se l'aveva, visto che esiste anche la luce naturale, normale, e questa è una cosa buona. E Dio ha fatto la notte e il buio, forse, per persuaderci a dormire un pò. La giornata di sole dà luce e dà anche calore e questo è un regalo di Dio".

Un suo collega ha espresso la propria tristezza per assistere a una flessione di Fede tra i cristiani del ricco Occidente, che ha patito meno la miseria di altri Continenti...

"Forse, una persona viene condizionata molto da tutto quello che trova attorno a lui. Se una persona calcola ciò che non ha o ciò che vorrebbe avere invece di ringraziare Dio per quello che ha, allora, la gioia, la felicità non consistono nel possedere le cose. Finché le cose sono buone, l'uomo ha bisogno di un minimo per una vita degna, però, la felicità comincia nello spirito: una persona può non avere molto denaro, opportunità di vita, bella casa, automobile, però, ha grandi valori, crede in Dio, ha gioia nella famiglia, ha amici, allora, questa persona può camminare nella vita cantando di gioia, contenta. Ricordi San Francesco d'Assisi? Lui non vedeva la sua felicità nel possedere le cose, ma, nel distaccarsi dalle cose, essere attaccati a Dio ed avere la gioia in Dio. Chi trova Dio trova il prossimo, ma, non mette la gioia nel possedere le cose".

I beni materiali non vanno bene...

"I beni materiali sono buoni, non possiamo rinunciare al cibo, alla casa, all'auto, ai libri, alla luce, però, non promettono la felicità perché Dio non ci ha creati per trovare la nostra felicità nel senso profondo in queste cose. Sant'Agostino, il nostro grande Santo, quando lui era giovane andava a caccia delle creature – anche delle donne - , ma, lui, alla fine, lui ha detto o bellezza sempre nuovo e sempre antico io ti ho scoperto troppo tardi. Io andavo in cerca delle creature, pensando di trovare in loro la felicità, e se non fosse per Te, loro non ci sarebbero e io avrei continuato a sbagliare. Finalmente Ti ho trovato. E dice all'inizio delle "Confessioni": "Dio ci ha creato per se stesso e il nostro cuore non è mai in pace se non è in Dio". Sono le riflessioni di un predicatore. Non bisogna, allora, condannare lo sviluppo economico, o dire che il denaro, il cibo, la casa, l'auto non sono niente, sono qualche cosa se le utilizziamo bene e a buon fine. Però, senza però riporre la nostra felicità in maniera permanente in queste cose".

In che cosa consiste la gioia, Eminenza?

"E' il condividere qualcosa con un altro, e quella persona sarà più gioiosa. La gioia non viene dal denaro, ma chi ha denaro e dà una parte ad altre persone avrà meno, ma, è nella condivisione che cresce la sua gioia. Allora, noi uomini e donne se mettiamo la gioia sulla faccia di un'altra persona, succede una cosa meravigliosa: diventiamo anche noi gioiosi. Noi non siamo come gli animali feroci della foresta: loro provano la gioia mangiando gli animali più piccoli. Noi abbiamo la gioia aiutando un'altra persona ad avere la gioia; prenda una mamma e un bambino, scorga la gioia purissima, che sgorga nel vedere il suo bambino contento, e la mamma è ripagata dal sorriso, dalla gioia del suo bambino, non dal denaro. E, viceversa, anche quando il bambino vede che la mamma è contenta, il bambino ha più gioia".

Lei, Eminenza, cosa si porta dietro dalla sua Nigeria, dal suo Paese africano, quali valori, che cosa le ha trasmesso?

"Dio ha creato tutti i popoli, nessun popolo ha un monopolio tutte le qualità. Dio è infinito, ogni popolo riflette la dimensione di Dio o un'altra. L'Africa è molto grande, è composta da 54 Paesi. Non bisogna generalizzare troppo, perché c'è tanta diversità tra i popoli. Però, la persona umana viene più valorizzata, la famiglia, il bambino, che è il benvenuto, ed anche una donna incinta – a causa di un gesto insano o peccatore - viene accettata perché questa darà alla luce un bambino innocente, il quale non deve essere ucciso perché non ha fatto nulla di male. La persona umana vale più del denaro, anche più dell'onore, della casa. L'Africa ha i suoi problemi, le sue sfide, alla pari di ogni Continente, nell'Africa c'è tanta sofferenza che si poteva evitare".

Cos'è che le dà più fastidio nella vita di tutti i giorni, forse, la sproporzionata ricchezza nel pianeta?

"Mi dà certamente fastidio vedere la sofferenza di altre persone, specialmente la sofferenza che si potrebbe evitare; la sofferenza di quelli che sono molto poveri a causa di cattivi Governi, o di corruzioni o di oppressione o di repressione nel passato da poteri colonialisti, al momento da qualche Governo locale che non amministra equamente, con giustizia. Anche con uno sviluppo economico, politico ci sarà sempre da soffrire, ma noi dobbiamo fare ciò che possiamo per evitare ciò che altri fratelli e sorelle soffrano sulla terra. Non che io abbia la ricetta magica, ma, come lei sa, la Chiesa continua a gridare a favore di coloro che sono in necessità. Papa Francesco fa forti richiami a favore di chi vive in periferia, degli ultimi, di coloro che sono dimenticati, lasciati indietro dagli altri fratelli".

La ricetta magica, come la chiama lei, Eminenza, può essere il Santo Vangelo, o no?

"Sì, nessuno può inventare una ricetta migliore di quella che Gesù ci ha dato".

L'Aldilà, Eminenza, come sarà, cosa ci riserverà?

"La nostra Fede cattolica ci dà la risposta. E' solo Dio che decide la fine di ogni persona, ma la nostra Fede, la nostra credenza è che chi ha cercato di servire Dio, è morto in stato di amicizia con Dio, non finisce. Dio, che vedremo nella vita che verrà, per quello che Dio ci ha creati. Ciò che noi chiamiamo Cielo o Paradiso".

Chi, Dio, bontà e misericordia infinita, non perdonerà? Qual è il peccato più grave, meno perdonabile?

"Dire no alla bontà di Dio, non volere Dio, chiudere gli occhi contro la "luce" che Dio ci dà. Chi chiude gli occhi a mezzogiorno e poi grida che non c'è "luce", perché non c'è luce? Tu hai fatto la prigione, tutti sono messi dentro, hai fermato il portone, hai la chiave in tasca e poi dici "mi hanno messo in prigione". Ma, chi ti ha messo in prigione? Non è Dio che ci caccia dal cielo, ma è il poveretto che non vuole entrare".

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 19 dicembre 2013

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