ULTIMA - 21/2/19 - 1^ EDIZIONE DELLA VIAREGGIO WOMEN'S CUP, ECCO LE 8 SQUADRE

Bologna, Fiorentina, Florentia, Genoa, Inter, Juventus, Sassuolo e Spezia sono le otto formazioni femminili che dal 18 al 26 marzo prossimo daranno vita alla prima edizione della Viareggio Women’s Cup, organizzata dal Cgc Viareggio: la manifestazione, come il torneo maschile, è riservata alle formazioni Primavera. Il torneo femminile sarà articolato in due
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INCONTRI VIP'S

14/2/14 - INCONTRI RAVVICINATI: ON. DANIELA SANTANCHE'

SANTANCHE', LA "THATCHER ITALIANA"

Paladina del "mens sana in corpore sano", l'onorevole Daniela Santanché (nata a Cuneo il 7 aprile 1961) ama praticare diversi sport, tant'è che non perde – sempre nei limiti del possibile - una Maratona che sia una di New York. Laureatasi in Scienze Politiche a Torino, viene eletta Deputata della Camera dal 2001 al 2008 nella lista di Alleanza Nazionale. Poi, assume l'incarico di Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del Programma del IV Governo Silvio Berlusconi: e, questo, dal 1° marzo 2010 fino al 16 novembre 2011. E' stata rieletta Deputata nel 2013 con il Pdl, aderendo a Forza Italia. E' la "donna forte" del partito creato dal Cav. Berlusconi, una sorta di "Margaret Thatcher italiana". Ma, eccola qui, pronta a confessare tutte le sue certezze e i suoi timori; tipici di vera signora della Politica italiana.

Qual è l'emozione più forte - anche fuori dal campo della Politica (lei è anche una brillante imprenditrice piemontese) - che ha vissuto nella sua vita, on. Santanchè?
"La nascita di mio figlio. E’ una emozione privata ma nello stesso tempo universale, una delle poche che condivido con i miliardi di donne diventate mamme. E’ l’emozione esclusiva di genere che dà a noi donne la comunanza e la solidarietà che ci rendono speciali e squadra invincibile."  
 
Determinata, ostinata, caparbia in politica, affettuosa, dolcissima nella vita privata?
"Per essere determinati e caparbi occorre affetto per quello che fai, sia in politica che nel lavoro. Per essere affettuosi nella vita privata occorre caparbietà nell’alimentare i sentimenti. Non esistono quindi due Santanchè, una ostinata e una affettuosa. Ce ne è una sola che cerca, in situazione diverse, di invertire gli addendi perché il risultato non cambi: essere sempre se stessa."
 
Cos'è che le dà, nella vita di tutti i giorni, maggiormente fastidio, cosa invece la muove a commozione?
"Mi infastidiscono sciatterie, superficialità, trasandatezza, slealtà. Mi infastidiscono persone e cose stupide perché creano danno agli altri senza portare benefici per se, cioè impoveriscono la società. Mi commuovono i riti e i sogni. I riti perché una bandiera, un inno, una funzione ci ricordano chi siamo, da dove veniamo e perché siamo qui. I sogni perché ci danno la speranza di poter essere migliori, che la felicità da qualche parte potrebbe esistere per chiunque."
 
Quali sono le paure quotidiane (non quelle politiche) e quali le certezze di Daniela Santanché donna?
"Ho paura di entrare in ascensore, di volare. Ma capisco che non sono questi i problemi. In realtà la vita e i suoi problemi non mi fanno paura. E da qui la mia certezza: non bisogna avere paura di vivere, vale la pena di vivere ogni giorno, ogni secondo,  indipendentemente da quello che accade o non accade. Sono certa di voler vivere proprio perché sono curiosa di vedere come vivrò l’attimo successivo."
 
Fosse nominata Ministro/a dello Sport e dello Spettacolo, su cosa insisterebbe principalmente?
"Vale la mamma di tutte le ricette: meno Stato. Occorre togliere tutti i vincoli burocratici che limitano e ostacolano il diffondersi e il crescere dell’associazionismo sportivo e artistico. Meno soldi pubblici più incentivi ai privati. Serve rendere conveniente, per chi può, finanziare la crescita della società, sia che si tratti di enti sportivi di paese che del grande teatro di fama internazionale. Basta vedere come fanno all’estero. Non è impossibile."
 
Ha mai praticato - pratica ancora adesso. nonostante i numerosi impegni politici - sport?
"Sempre. Corro molto spesso, ho fatto anche la maratona di New York. E poi sci, tennis, palestra, bicicletta. Stare in forma è una necessità del corpo e del cervello. Ma attenzione, non sono una maniaca salutista. Adoro mangiare cose che secondo i dietologi  sono veleni, non disdico un bicchiere di buon vino. Con la vita che faccio ho orari sregolati e pasti disordinati. Fare moto mi ripristina equilibrio e ritmo, mi fa sentire meglio, tutto qui." 
 
Arte e Letteratura: quali artisti, quali poeti riescono a scioglierla, a colpirla nell'"io"?
"Mi sono formata su basi e studi scientifici, il mio scegliere è dettato dalla curiosità e dalla mancanza di pregiudizi culturali. Mi colpisce ciò che mi sorprende, indipendentemente dalla mode o da schemi classici. In questo senso, per esempio, l’anticonformismo di  Costantino Kavafis mi intriga di più della lirica del Pascoli. Ammiro la potenza narrativa di Manzoni ma mi piace mettermi in discussione con quel pazzo di Bukowski. Insomma, culturamente parlando sono una zingara."

"Pene d'amore, pene d'inferno", disse il poeta: vero o no?
"Ho amato e sono stata amata. L’amore è però un bene non disponibile, nasce muore sfuggendo a ogni logica. La fine di un amore è sempre una sconfitta sul piano personale e progettuale, non necessariamente una pena d’inferno. Addirittura a volte può essere una liberazione da ipocrisie che portano, quelle sì, sofferenza. Comunque è vero – è capitato anche a me - che tutto ciò che attiene all’anima può capitare debba fare i conti con l’inferno. Del resto è il principio base delle Scritture."
 
E' vero che si legge, si dipinge, si suona, si crea per non sentirsi soli?
"Solo in parte. Meglio soli che male accompagnati. Vale anche per libri, musiche e intellettualismi inutili. E’ sola non chi non è in compagnia ma chi non sta bene con se stessa. La cultura serve se  ricchezza gioiosa, diventa inutile se approcciata come placebo delle proprie frustrazioni e depressioni. O se diventa fatto di moda."
 
Esistono tre tipi di lacrime nella vita di ognuno di noi: di gioia, di dolore e di commozione. Quand'è, onorevole, che le è capitato di vivere questi 3 differenti stati d'animo?
"Come è capitato a qualsiasi essere umano. Le lacrime di gioia hanno accompagnato la nascita e le conquiste della vita di mio figlio. Quelle di commozione ho cercato di trattenerle, e a volte ci sono riuscita per pudore, per i miei successi personali. Quelli di dolore per i lutti, primo fra tutti la morte di mio padre."
 
Qual è il pittore che più le piace e che meglio la rappresenta e le piace "Anna Karenina" (o quale altro romanzo o libro di poesie la coinvolge, l'appassiona di più)?
"Sono donna del mio tempo. Quindi il mio occhio è attratto, capolavori di ogni epoca a parte, da ciò che più mi rappresenta: i contemporanei di casa nostra. Nomi? Più d’uno. Per esempio la Accardi, Schifano, Burri, Zorio. Anna Karenina? L’opera è  l’antesignana delle moderne daynasty. Non per nulla Tolstoy la pubblicò a puntate, come avviene ai nostri tempi con le serie tv. Sì, mi piace. E’ stato il primo tentativo di mettere a nudo il sistema di potere dominante, con tutte le sue ambiguità, passioni, eroismi, drammi e bassezze. E anche di raccontare i tormenti di noi donne, attraverso l’inquietante figura di Anna, senza ipocrisia. Mi  piace perché a distanza di 150 anni resta di grande attualità. In questo senso, la borghesia di oggi e la nobiltà di ieri hanno molti punti in comune. E il ruolo delle donne pure."

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it






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