ULTIMA - 20/4/19 - LA VIRTUS VERONA CERCA OGGI A FANO TRE PUNTI SALVEZZA

Operazione Fano iniziata: la Virtus Verona è partita ieri alla volta delle Marche dove oggi alle ore 16.30 si giocherà una fetta di salvezza nello scontro diretto in programma allo stadio "Mancini" di Fano. Prima di partire, l'allenatore rossoblu Luigi Fresco ha così commentato la vigilia del match: "Se vinciamo mettiamo una serie ipoteca
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INCONTRI VIP'S

22/4/14 - INCONTRI RAVVICINATI: LORENZO ZANELLA

ZANELLA, "IL GASSMAN VERONESE"

Lorenzo Zanella, classe 1984, gioca ala nel Bussolengo Basket, in serie D; ma, ha giocato stagioni anche in C2 e per anni ha alternato la passione per il canestro con quella della palla (ha militato, come centravanti, nell'Audace SME, nelle giovanili del Chievo e del San Zeno Vr). Da qualche anno, presta il suo corpo e il suo volto, come fotomodello, di Dolce & Gabbana, ed abbiamo voluto sentire proprio il "Gassman veronese" perché impersona meglio il tema del nostro libro, imperniato sui concetti di bellezza e della vanità.
 
Lorenzo, il bello aiuta?

"Certamente: dà una spinta in più nell'ambito lavorativo e d anche in una vita sociale. E in un'epoca fatto di falsità e di tante costruzioni".

Ti senti più un giocatore di basket o un fotomodello?

"Tempo addietro più giocatore di basket oggi più modello professionista".
 
E' questa, allora, la tua carriera?

"Sì, dai, speriamo; sto andando abbastanza bene".

Si guadagna bene?

"Dipende, a volte bene, a volte meno bene: noi dipendiamo dall'agenzia. Non ci fosse lei, non si prenderebbe il casting o i lavori da fare".

Bisogna essere vanitosi per fare i modelli?

"Mah, io penso che un pò bisogna esserlo, altrimenti non credo si inizi a intraprendere una carriera di questo tipo".

Sei sempre in giro ed attorniato da belle ragazze: difficile, quindi, sostenere una vita sentimentale duratura?

"Sono stato con varie ragazze, ma, mi sono abituato a vivere lontano da casa ancor prima con il basket che oggi come oggi per via della moda a Milano. E' stata dura, sono stato innamorato di pochissime ragazze – penso tre e basta -, però, se c'è il sentimento forte credo che si riesca a portare avanti una storia seriamente. Ovvio che il nostro è un mondo pieno di tentazioni; importante è non commettere cavolate".

Secondo te, è sempre così necessario dover essere belli per il corpo e non invece per quello che uno esprime dal di dentro?

"Io mi butto di più sulla simpatia; diciamo che se risulti simpatico e lavori bene, hai più possibilità di essere chiamato ai vari casting. Il corpo, sì, è importante, ma la maggior parte dei modelli non sono dei super fisicati. C'è uno stereotipo di modello, molto magro, anche per quanto riguarda le modelle, ma non è necessario. Anch'io, ok, super corpo, ma di più ho lavorato col viso".

Ti sono costati compromessi per arrivare ad essere uno dei modelli di Dolce & Gabbana?

"No, no, assolutamente no: tramite agenzia ho preso questi lavori. E' ovvio che è un mondo pieno di omosessuali che ci provano sempre, ma, a me non sono mai risultati pesanti, anzi, simpatici".

Quando smetterai di fare il modello, qual è il tuo sogno nel cassetto?

"Da piccolo ero selvaggio e non mi capivo molto; sono cresciuto in una famiglia dedita alla ristorazione, ho compiuti gli studi alberghieri, e mi sarebbe piaciuto proseguire all'Università, vedi Isef, tanto per restare nel mondo dello sport".

Ruolo e squadra cestistica?

"Sono un'ala piccola – non certo di statura -, abbiamo costruito una squadra molto competitiva, sogniamo di ritornare in C2".

Cosa riesce a farti commuovere, sempre che tu ti sia commosso finora, nei tuoi primi 30 anni?

"Io non piango mai; più forse per rabbia, per una ragazza che mi ha messo le corna e spero che sia proprio la prima e l'ultima".

Sei un duro, insomma?

"No, no, adesso che mi fai pensare durante il film "Sette anime" magari qualche lacrima mi è scesa. Sono molto orgoglioso e penso sempre positivo, mi dà fastidio piangere, mi reputo abbastanza riservato".
 
Sei superstizioso?
 
"Nello sport, sì; vado sempre cambiato sia all'allenamento che alle partite, in altre gare indosso la stessa sotto maglia brecciata, ma che so che mi porta bene. Stesse calze per la partita, poi, sempre il mio numero, il 7, cui tengo particolarmente".
 
Le tue paure quotidiane, le mie certezze?
 
"Non sapere cosa farò finita la carriera di modello perché sono uno che adesso sto vivendo giorno per giorno. Il mio sogno è sempre stato quello di aprirmi un'attività, un bar, un locale".
 
Cos'è per te la bellezza?
 
"E' solo un qualcosa che ti aiuta nella vita: puoi avere un bonus nel lavoro, nei rapporti, nei relazioni, ottenere magari quello che si vuole con meno".
 
E' un optional, una sorta di valore aggiunto, una gruccia?
"Sì".
 
Bellezza non è anche la ricchezza di particolari che tutti non sanno cogliere? Un bel fiore in un prato, uno sguardo ammiccante di una ragazza?
 
"Certo, ognuno viene attratto, colpito da particolari diversi dell'altro sesso. A me colpiscono molto le mani (non se ne trovano di belle in giro, eh!), il lato "b", le gambe. Il seno non mi è mai importato, invece, sì, un bel viso. Il seno – ho letto – è per coloro che da piccoli non hanno ricevuto molto dalla madre".
 
Sconfitto una sola volta in amore?
 
"Ma, non è che sono stato lasciato: è stata una cavolata, e mi è stata fatta pagare cara. Fondamentalmente, non sono uno che sono stato lasciato, mi sono beccato una volta un corno, spero che non mi succeda mai più. Io ho fatto le mie, lei le sue, anche se ne ho fatte molte di più io. Quando mi si ferisce, divento parecchio stronzo, non dico vendicativo".
 
Ti brucia ancora, però!
 
"No, è stata la prima e spero che sia l'ultima. Due anni e mezzo fa".
 
La tua squadra del cuore di calcio e di basket?
 
"Forse, tu non sai che io ho anche giocato a calcio, 7 anni, nell'Audace, nel Chievo, nel San Zeno, ed ero parecchio bravo, ruolo centravanti. Un giorno, ho fatto un provino per la Mash di basket e mi ha preso nelle giovanili, e mi sono detto magari divento più bravo qua. Fino a prima non conoscevo il basket. La mia squadra del cuore? Simpatizzo per il Chievo, qua so che sono tutti per l'Hellas, e lascia che ci sia qualcuno come il sottoscritto che tifi per il Chievo, o no?".
 
Il giocatore che ti piace?
 
"Ibrahimovic, perché mi rivedo un pò in lui, altezza, fisico, movenza; è molto, molto forte".
 
Pensavo, per via del fisico scolpito, che dicessi Balotelli?
 
"No, per carità, non mi piace. Non perché sia di carnagione scura, ma è un indisciplinato e non merita neanche di essere dov'è".
 
Politicamente, sei un conservatore o un progressista?
 
"Sono orientato verso la destra. Ultimamente, la politica non la seguo più, è diventata una schifezza, guardo alle mie cose ed abbiamo politici che continuano a lamentarsi e a baruffare".
 
Musica?
 
"Non sono molto patito di musica: l'ascolto in macchina, quando mi reco in qualche locale. Una volta seguivo Ligabue, poi, un pò ripetitivo, come Vasco, anche lui. Mi piace Alanis Morissette, carina, brava artista, non è male".
 
La tua giornata-tipo, normale?
 
"Sono molto importanti per me gli amici, lo stesso la ragazza. Andarmi a fare una passeggiata, andare a fare shopping".
 
Palestra?
 
"Odio recarmi in palestra: lo vedo solo come uno spreco di tempo, preferisco fare pesi a casa mia".
 
I numeri del tuo corpo richiesti dalla moda?
 
"Di petto sono ora 101, dovrei esere 99, 100, il peso sono 90 kg per 190 cm, 48 di vita. Ho sfilato per Dolce & Gabbana, Diesel, Miss Square, Don Double. Come gambe e sedere ci sono; il problema è semmai la lunghezza, perché nelle taglia 48 o 50 non ci sto proprio bene".
 
Più bravo in italiano o in matematica?
"In italiano".
 
Poeti preferiti?
 
"Ho studiato tante poesie, ricordo Pascoli, Carducci, ma mi dispiace non ricordarmi altri grandi della letteratura. Me la cavicchiavo, non ero male, male. Matematica, per me, era come il tedesco: non ci capivo niente, zero, zero!"
 
Il momento in cui ti sei sentito al top come modello?
 
"Essere andato sulla copertina della rivista "Uomo", e poi fare dei lavori importanti per Dolce & Gabbana. E campagna a livello mondiale per la Carrera. Come uomo, si pensa di avere una carriera più lunga rispetto a una donna, la quale, dopo i 30 anni, è giù da buttar via. Sempre che non sia una super bellissima. Fino a 35 anni, comodamente, un uomo può lavorare. Al cliente, gli anni non interessano niente: vai là, mostri le tue foto, fai il tuo casting, e, niente, se vai bene bene, altrimenti, ciao, ci vediamo la prossima volta. La donna inizia prima e termina prima la sua carriera".
 
La bellezza va protetta, oltre che ricercata, o no?
 
"Anche se non sono uno che sta particolarmente attento, ma a volte prima di andare a letto mi spalmo la crema, cerco di mantenermi sempre in forma ed al meglio. E va certamente preservata".
 
Il più bel complimento che hai ricevuto?
 
"Complimenti tanti, tantissimi, ma i più veri, quelli che gusti di più sono quelli che ricevi da quelli che per te contano nella vita di più, alle quali tieni di più. La ragazza, per esempio, con cui stai, anche perché sono sinceri".
 
Cos'è che ti dà più fastidio?
 
"Quando, durante un casting, non ti filano di striscio, oppure quando gioco male e sbaglio qualche partita".
 
Il tuo più bel pregio e il tuo peggior difetto?
 
"Essere sincero e la simpatia; la bellezza non è che mi interessi molto. Sì, è un vantaggio che mi è stato dato, va bene così, mi reputo fortunato, ma per stare bene nei rapporti, riuscire ad essere simpatico, avere una certa personalità e carisma, quello è importante. Ecco, il mio più grande pregio che mi riconosco è la personalità, soprattutto, vivendo in un mondo in cui si cerca di somigliare a questo o a quest'altro e basato sull'aspetto fisico, come un gregge di pecore. Esistono poche persone che hanno personalità".
 
Peggior difetto, allora, sputalo fuori!
 
"E' che magari non riesco a dire ciò che voglio realmente, o ciò che provo nei confronti delle persone più care. Sono io fatto così: mi è diffile dire mamma ti amo!, darle un bacio o un abbraccione. Cosa che non succede con la mia ragazza. E non riesco a capire perché non ce la facio ad esternare i miei più grandi sentimenti con i miei cari".
 
Paura, nessuna?
 
"Da piccolo, quando mi guardavo i film de "Lo squalo" e nutrivo la paura di essere divorato dallo squalo bianco. Avevo allora paura di nuotare, oggi, no, perchè nuoto tranquillamente a stile libero".
 
Di cosa non puoi fare a meno?
 
"Dei miei amici, di uscire, per rompere la routine, qualche sera, stare con la mia ragazza, anche se senza donna vivrei benissimo in maniera tranquilla. Non sono ragazza-dipendente, come molti altri; i quali hanno paura di stare da soli. Gli amici sono fondamentali, come lo è la ragazza".
 
Rapporto con Dio? Non ci credi, vero?
 
"No, non è vero che non ci credo, però, non sono praticante. Quando mi capita qualcosa che non mi va, mi recito, dovunque mi trova, le mie preghiere e spero che tutto vada al meglio".
 
Lo invochi, Dio, solo nel bisogno, allora?
 
"Io credo che sia normale, nel momento di bisogno, appigliarsi a qualcosa di più grande di te e che ti possa dare una mano. Ricordo che da piccolino, prima di ogni partita, pregavo perché volevo vincere, perché non volevo perdere. Però, dove posso arrivare da solo, voglio fare da solo. Lo invocavo, Gesù, sempre nei momenti del bisogno, o perché volevo che una cosa andasse nella direzione da me voluta".
 
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 7 aprile 2014

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