ULTIMA - 25/4/19 - RISULTATI DELLA 33^ GIORNATA DI ECCELLENZA: VIGASIO IN SERIE D

Si sono giocate oggi le partite dell'anticipo della 16^ giornata di ritorno del campionato di Eccellenza che hanno visto il Vigasio di mister Mario Colantoni vincere 1 a 0 nel suo stadio "Umberto Capone" contro il Caldiero di mister Cristian Soave grazie al gol di Bovi al 12° minuto. I biancazzurri del presidente Cristian Zaffani
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INCONTRI VIP'S

17/4/08 - INCONTRI RAVVICINATI : SALVATORE BAGNI...

UN BAGNI...DI EMOZIONI.


Grintoso in campo, schietto e solare nella vita di tutti i giorni.

E’ Salvatore Bagni il nuovo e prestigioso ospite di “pianeta-calcio”, la fortunata trasmissione in onda ogni domenica sulle frequenze di Radio Universal (87.5).

La sua rabbia agonistica, la sua determinazione, l’hanno portato ad affrontare i più grandi campioni della storia del calcio: Platini, Zico, Passarella, Beckenbauer, la lista sarebbe infinita.

Come compagno di squadra Salvatore ebbe un certo Diego Armando Maradona, El Pibe de Oro.

Con Diego, all’ombra del Vesuvio, vinse il campionato nella stagione ‘87/’88 e da lì tra i due nacque un’amicizia sincera, autentica.

Quello fu l’ultimo grande Napoli che la storia ricordi, una squadra che la città campana non potrà mai dimenticare.

Raggiunto telefonicamente, Bagni ha accettato di buon grado di sottoporsi alle domande del direttore Andrea Nocini.

Salvatore, ti abbiamo visto qualche giorno fa a Mantova, sei ancora una “roccia”…

Mi piace correre, forse perché da piccoli non potevamo fare altro.
Mi è rimasta la voglia di sacrificarmi, lo faccio volentieri, senza esagerazioni, ma il movimento è sempre stata la mia passione.
Da bambini il denaro e i divertimenti erano pochi, lo sport era l’unica attività che non ti faceva spendere soldi.

Se dico che sei stato il “polmone” di Maradona, tu cosa rispondi?

Che è stata una bella fortuna esserlo stato, non possono dirlo in molti.
Anche lui mi apprezza per essere sempre stato al servizio della squadra.
Ognuno mette in campo le proprie caratteristiche, le proprie prerogative.
Io ho anche avuto la fortuna di essere stato discretamente bravo tecnicamente perché sono nato attaccante, poi ho fatto tanti gol in serie A, in nazionale, ed anche in serie B. Diciamo che sono stato un centrocampista completo.
Correre per Diego non è certo come correre per un altro, è stato un vero piacere.

Tu hai fatto parte della spedizione azzurra dell’ 86, esiste ancora un giocatore alla Salvatore Bagni, grintoso con grande voglia di vincere?

Penso che Gattuso abbia questa rabbia, questa passione, la voglia di arrivare al risultato sempre e comunque, di pensare agli altri più che a sé stesso.
Nel suo libro ha proprio raccontato che quando era piccolo io ero il suo idolo, ero il suo punto di riferimento, me l’ha confidato anche di persona.
Sicuramente è un giocatore che, pur con il passare degli anni, è rimasto con quella voglia di correre tipica dei ragazzini.

Il più bel Bagni, ricavati una copertina personale.
In quale istante ti piace essere fotografato, in quale momento della tua vita…


Sicuramente l’8 agosto del 1987, la partita di Wembley, unico italiano nella sfida Inghilterra-Resto del Mondo, giocata per celebrare il centenario della federazione inglese.
Giocai titolare in quella squadra dove c’erano Platini, Maradona, Dasaev, Futre. Per me è stato un onore enorme.

Il tuo errore più grande…

Ne ho fatti tanti.
Da ragazzo ero ingestibile, molto permaloso.
Venivo da un casale, non ero mai stato fuori di casa, ho dovuto pagare dazio per questo.
Negli anni poi sono migliorato, ho imparato la lezione, lo vedo anche adesso.
Come persona penso di essere accettato, ben voluto, ho un buon rapporto con le persone.

La rabbia di Salvatore Bagni…per quale episodio…

La rabbia, in senso calcistico, è stata la mia fortuna, quella voglia di conquistarsi le cose.
Nella vita hai un’occasione e la devi sfruttare.
La rabbia ti fa andare avanti…

Il rimpianto di Salvatore Bagni…

Rimpianti no, so di avere sbagliato in certe circostanze ma non ho rimpianti. Ognuno ha i propri pregi e difetti, bisogna accettare ciò che si è.

Roberto Baggio, nostro probabile ospite prima della fine di questa stagione calcistica, ha sbagliato quel rigore famosissimo in America contro il Brasile.
Nella tua carriera c’è una clamorosa autorete, una famosa steccata…


Grandi steccate non ne ho fatte.
Forse il rigore sbagliato in Coppa Uefa al primo turno contro il Tolosa.
I tre compagni prima di me avevano segnato, io ero quarto e Maradona il quinto, sbagliammo entrambi e fummo eliminati.

Tu ti vedi spesso con Diego, quando viene in Italia sverna a casa tua a Cesenatico…

Bisogna! La nostra è un’amicizia che è nata nell’ ’84, perciò ormai è un quarto di secolo che ci conosciamo, siamo arrivati a Napoli nello stesso anno.
In me ha trovato una persona di cui si può fidare, un amico che gli dice come la pensa in qualsiasi circostanza e questo lui lo apprezza molto perché non sono tante le persone che possono dirgli in faccia quello che pensano. Quando Diego tocca il suolo italiano viene a casa mia, non ha altri ritrovi!

Cosa non si è mai scritto di Maradona…

Chi non lo conosce non sa che lui è più contento di dare che di ricevere, questa è una sua dote enorme.
E’ una persona generosa che vuole vedere felici le persone che gli stanno accanto.
Non è attaccato al denaro, è un uomo straordinario.
Tutti i calciatori che hanno avuto la fortuna di giocare con lui poi ne parlano bene.
Questo vorrà pur dire qualcosa…

Hai mai pianto, calcisticamente parlando?

No, io non voglio condividere il dolore con nessuno, così mi è stato insegnato da bambino.
Non è importante la facciata, l’immagine che uno da di sé ma ciò che uno si porta dentro.

Perché non fai più l’opinionista televisivo? Ruolo che peraltro ricoprivi con successo…

Perché non posso fare bene due cose contemporaneamente.
Pensavo di poterle fare discretamente entrambe ma voglio svolgere al meglio il mio lavoro che è sempre stato quello di consulente di mercato per gli stranieri.
Non riesco a far collimare le due situazioni.

Cos’è che ti da più fastidio di questo calcio?

Fastidio niente, anzi continuo a frequentare l’ambiente e mi piace.
La passione è ancora intatta.
Sono cambiate le generazioni e gli interessi economici ma il pallone per me rimane un gioco meraviglioso, un gioco che mi ha dato tutto, un gioco che avrei voluto fare anche non avessi giocato in serie “A”.
Avrei giocato anche in Eccellenza e mi sarebbe piaciuto lo stesso.

Se verrà Maradona a trovarti, avvertirai la nostra redazione, ci farai scambiare due parole con il grande Pibe de oro…

Dovrò chiederlo a lui, non posso parlare per bocca d’altri, anche se so che molte cose che gli chiedo lui per farmi contento me le concede.

Qual è stato l’avversario che ti ha messo più in difficoltà?

Ho marcato un po’ tutti i più grandi trequartisti tra cui Platini e Zico.
Fisicamente potevo marcare il giocatore rapido.
Quando andavo a saltare sui corner invece mi affidavano il giocatore più alto, Briegel, Brio, Fontolan, Passarella…

Forse sarebbe stato proprio Maradona se tu l’avessi incontrato da avversario…

Diego l’ho incontrato, l’ho marcato al Mondiale.
Se mi avesse voluto mettere in difficoltà non avrebbe avuto problemi…

Non dire che non l’ha fatto…

No non l’ha fatto per rispetto, glielo ripeto sempre.
Le altre partite di quel Mondiale Diego ha giocato da solo e ha fatto vincere l’Argentina.
Mi ha fatto fare bella figura solo perché non ha voluto infierire.
In quel mondiale Maradona ha fatto tutto da solo, l’Argentina era una squadra modesta, lo sa anche lui.
La sua amicizia però è andata oltre al risultato sportivo, ne sono più che certo, non mi puntava mai, avrebbe potuto saltarmi, è stato un grande amico, sempre!

Gli porterai i nostri saluti, vero?

Certamente, porterò i saluti della vostra redazione.

Grazie Salvatore…

Grazie a voi e a tutti i vostri lettori.

Alessandro Gonzato, 16.04.08
www.pianeta-calcio.it












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