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INCONTRI VIP'S

12/8/08 - INCONTRI RAVVICINATI : PIERO BADALONI...

PIERO BADALONI E'..."TUTTO PAZZO PER BERLINO"


Non fraintendiamo, eh: Berlino intesa come ex capitale della Ddr, e non come “teatro” della conquista della 4^ Coppa del Mondo degli azzurri di Marcello Lippi nell'indimenticabile luglio 2006.

Il famoso giornalista della Rai rimanda a quest'autunno sulla frequenza di Radio Universal (87.5) l'intervista che rilascerà di buon grado a “pianeta-calcio.it”, e, intanto, ci presenta la sua ultima fatica, “Tutti pazzi per Berlino”.

Piero Badaloni ha realizzato programmi premiati dal pubblico e dalla critica, quali “Droga: che fare?”, “Uno mattina”, “Italia sera”, ed è stato corrispondente per diversi anni per la Rai, prima da Bruxelles e poi da Berlino.

“Berlino” ci racconta Badaloni “stimola certamente la curiosità dei turisti, in quanto possiede una varietà e particolarità di aspetti di uno stile di vita che non si riscontra in altre città”.

A Berlino l'età media dei suoi abitanti sfiora i 35 anni, ed è una delle capitali più giovani della Vecchia Europa.

“E' un “magnete creativo”, che ha registrato dal 2000 ai giorni nostri la crescita di ben l'80% della sua popolazione.
E' una sorta di calamita, che ha attratto anche molti turisti italiani, dei quali ben 800 si sono fermati per aprire ristoranti, due dei quali frequentati dalla Cancelliera Marker (quello vicino alla porta di Brandeburgo) e dal politico Shreder”.

Una città-Stato, che non può non fare continuamente i conti con un passato ingombrante:

“Berlino” aggiunge Badaloni “soffre di “ostalgie”, ovvero di nostalgia con il suo passato di “capitale dell'Est, dell'ex Ddr (la Repubblica Democratica tedesca)”.

Berlino, all'indomani della “caduta del muro”, avvenuta nel novembre del 1989, rimane comunque la capitale ideale dell'Est europeo:

“Oggi” tratteggia Badaloni “possiede una delle stazioni ferroviarie più grandi e avanguardistiche d'Europa”.

Una città a misura del giovane, in tutti i sensi; anche a livello di ospitalità e di cucina:

“Se uno si reca in qualche ristorante di Berlino, non è obbligato a pagare, ma, a versare liberamente una sua quota dentro un'ampolla gigante, di vetro trasparente, posta con discrezione all'uscita-entrata del ritrovo.
Mediamente, per una cena te la cavi con 10 euro.
Idem per gli alloggi: l' affitto di un appartamento di circa 70 mq si aggira intorno ai 300-350 euro, quando si sa che a Roma con questa cifra non ti offrono nemmeno una cantina”.

Una città vivibile fino a tarda notte, méta della maggior parte dei concittadini europei, e che permette ai talenti di tutto il mondo sia nel campo dell'arte, della musica che dell'invenzione vera e propria di esprimere le proprie capacità:

“Una giornalista italiana è stata così abile a preparare un documentario sull'ex Ddr, che è stata assunta subito dalla televisione di stato tedesca”.

I berlinesi amano le letture di Umberto Eco, di Andrea Cammilleri, di Dacia Maraini; un'altra grande passione è quella per i cani, la cui schedatura del Dna è l'ultimo retaggio della scrupolosa e pignola polizia dell'ex Ddr :

“Se uno si dimentica di raccattare i bisogni solidi” spiega divertito Badaloni “della propria bestiola, immancabilmente dopo 15 giorni si vede arrivare a casa una multa di 600 euro.

Anche tutti gli archivi della famigerata Polizia dell'ex Ddr sono stati curati con indicibile pazienza e impressionante meticolosità sotto la Porta di Brandeburg, il cui restauro è opera di un ingegnere americano di origini ebree:

“Ai dettagliati archivi dell'Olocausto” continua il direttore di Rai International “possono accedere solo i parenti più stretti degli ex deportati dai nazisti, e ci vogliono 6 anni e sette mesi e passa a leggerli tutti. Solamente il bunker, dove alloggiarono Hitler e la sua amante Eva Braun, non è stato restaurato, ma solo lasciato com'era una volta, sottoterra”.

Berlino città-Stato, luogo avocato alla multiculturità, città dei record con più di 500 gallerie d'arte, due filarmoniche, due teatri d'opera, innumerevoli musei, Berlino simbolo della comune convivenza tra etnìe diverse e tradizioni differenti:

“Esiste un quartiere di omosessuali, dove l'integrazione con le altre parti del tessuto connettivo è avvenuta sotto la più solidale convivenza comune.
La parola solidarietà, la tolleranza da quelle parti, assume ancora un significato nella quotidianità, nella concretezza.
Nell'ex capitale della Ddr, dove si fa ancora spesa dei colbacchi russi e di altri cimeli divenuti ora souvenir in vendita nei negozi, convivono senza pattugliamenti notturni né eserciti che fanno la ronda ebrei scappati dalla Russia, gli ugonotti dalla Francia e i curdi scappati al massacro”.

Un'integrazione che poggia su alcune regole fondamentali:

“A chi vuole vivere a Berlino è offerto un Corso gratuito di lingua tedesca, della durata di due anni.
Alla fine, si è sottoposti a una verifica, e, solo se promossi, si può chiedere il domicilio nella città”.

Berlino cittadina anche spunto e sede della più spontanea e creativa imprenditorialità giovanile:

“Hanno aperto aziende che si occupano della...telefonìa tombale (telefono posto vicino alla bara del proprio caro defunto per i parenti affetti da nostalgia), e altre che si preoccupano dei trasporti di cani di peluche..., come parcheggiare la propria automobile in camera da letto, ecc...

Insomma, un autentico “magnete creativo” la Berlino del 2000, del dopo la “caduta del muro””.

Difficile, come ha intitolato Piero Badaloni il suo libro edìto dalla Sperling & Kupfer (17 euro), non diventar “Tutti pazzi per Berlino”!

Da Milano Marittima Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 12 agosto 2008









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