ULTIMA - 17/2/19 - GIANA ERMINIO E VIRTUS VERONA SI DIVIDONO LA POSTA (1-1)

E' finito 1 a 1 lo scontro salvezza fra Giana Erminio e Virtus Verona, valido per la 27^ giornata di campionato (8^ di ritorno), che si è giocato ieri al Comunale “Città di Gorgonzola”. Un punto che serve poco ad entrambe che se finisse oggi il campionato sarebbero retrocesse in serie D. Il Giana è terzultimo a 26 punti mentre la Virtus Verona è sempre
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INCONTRI VIP'S

21/2/09 - INCONTRI RAVVICINATI: DIEGO BRUN

DIEGO, IL VOLTEGGIO IRIDATO SU 8 ROTELLINE

Castel d'Ario, patria di Tazio Nuvolari, l'asso dell'Alfa Romeo prima e della Ferrari poi.

Culla del riso alla pilota, capitale da qualche anno del pattinaggio a rotelle, uno sport che fatica a entrare nella mentalità degli sportivi più accaniti verso il calcio, e, che, a torto, non riceve il riconoscimento dal Coni come disciplina olimpica.

Questo priva i numerosi amanti del volteggio, a suon di danza e di musica, su 8 minuscole rotelline di plastica, della vetrina più ambita.

Li costringe a far tutto da soli, visto che non è possibile contare – per mancanza di visibilità e per le sole 4 manifestazioni (campionati regionali, nazionali, europei e mondiali) che al massimo un bravo atleta può disputare nell'arco di un anno, ma solo grazie a un piazzamento da podio -.

Diego Brun ha il corpo leggero di una libellula (altezza 185 cm per 70 kg di peso forma), gli occhi vispi di un cardellino, agile, ma attivo e capace di volare alto alto come l'uccellino che popola le nostre campagne in primavera e ci allieta con il suo generoso canto.

I suoi pattini e le sue rotelle li ha scagliati nell'Iride, a molti, molti chilometri di distanza dal suo paesino affumicato dalla nebbia e dall'umidità in inverno, tormentato dalle impietose anofele in estate.

Li ha scagliati con rabbia e con amore a Gold Cost, nella lontanissima Australia, terra nell'800 di galeotti dell'Impero britannico, infestato da canguri, ed ultima speranza per molte braccia-lavoro del nostro Sud e anche di molti nostri emigranti del Nord.

Ha trionfato a pieni voti, stupendo i 7 giudici internazionali.

L'ha fatto con volteggi soffici e rapidi come il battito di ali di un colibrì, che cerca disperatamente di volare più veloce e più in alto, magari per essere immortalato da un flash furtivo e finire così in una prima pagina di qualche testata famosa nel mondo.

Diego ha dato molto ai pattini, e i pattini hanno dato tanto a Diego:

“Ho iniziato per caso” racconta ancora con l'entusiasmo di un neòfita “a 4 anni, quando i miei genitori mi regalarono un paio di pattini (marca Gioca) nuovi di zecca.
Sì, quelli in plastica; comprese le ruote: tutto fatto di plastica”.

Ha imparato quell'arte segreta e fondamentale che è il self control:

“Grazie ai pattini, sono cresciuto prima, in quanto mi sono subito confrontato con atleti più grandi.
Fai esperienze, che ti aiutano a crescere subito e in fretta.
Ho anche appreso il gusto amaro della sconfitta, la sua accettazione, perché nessuno su quelle 8 rotelline è invincibile.
E, poi, che il duro lavoro prima o poi ripaga, che un giorno arriva il tuo grande momento”.

Diego, 20 anni compiuti il 27 di gennaio (è del 1989), è un ragazzo più maturo degli altri: non è cresciuto collezionando, alla pari degli altri suoi coetanei, soldatini di piombo o sgranando nintendo.

Ha fatto sacrifici immani e immensi e ha patito pure la separazione del padre dalla madre, la sua prima tifosa, incapace di resistere – per troppa emozione - a una gara del suo unico figlio, del suo motivo di vita, del suo grande amore (è appena trascorso San Valentino, e a Castel d'Ario il tempo alla sera è inclemente.

Meglio, allora, è meglio rifugiarsi nel calore del cuore vero, il sentimento materno più affidabile).

“Mi è servito molto ai tempi della scuola” confida Diego “il pattinaggio a rotelle Coppia Danza: soprattutto a dominare le emozioni sotto interrogazione.
Adesso” racconta lo skater virgiliano “ho un diploma di geometra, ma, il mio sogno è quello di insegnare ai più piccoli appassionati l'arte del volteggio, l'equilibrio su pochi centimetri di plastica, il movimento corporeo che si sprigiona aiutato, sollecitato dalle note di una ballata, di un'opera classica, di una colonna sonora”.

Una passione, che porta via al pattinatore casteldariese in media di 4 ore al giorno:

“Non ho ricordo di vacanze estive, almeno prima di un Mondiale o di sabati sera trascorsi in compagnia di amici, perché sono stanco di palestra.
Ma, alla fine, sono molto ripagato dai sacrifici che affronto giornalmente: faccio questo sport per pura passione e non per un tornaconto economico.
Anche se la carriera di uno skater dura poco, come quello di un nuotatore: è vero, inizia presto, ma sfiorisce anche presto, a 26-27 anni”.

A Diego e ai suoi più vicini appassionati di questo sport - fatto anche di molto sangue freddo oltre che di cuore caldo per quelle note musicali che devi fare vivere con i movimenti ritmati del corpo e guidati dalla musica che hai scelto - manca la “vetrina”:

“Se partecipassi a un'Olimpiade, avrei uno stimolo in più.
Ti vede solo l'appassionato, ma non basta. Un paio di pattini professionali costano all'intorno 900 euro: il pattinaggio, voglio dire, non ti dà da vivere, ma, ti consente al massimo di arrotondare”.

Tecnica di pattinaggio, ma, anche “vis artistica”, teatrale”:

“Devi improvvisarti anche in un attore convincente, far vivere l'abito che indossi per questa o quest'altra opera o musica.
Per la Tosca di Giacomo Puccini, ho dovuto recarmi fino a Gorizia perché là trovi una sarta che da una vita ti ritaglia il costume giusto.
E in poco tempo...”. Ma, devi ottenere anche il consenso del coreografo, altra figura prevalente, che agisce però nell'ombra di qualsiasi atleta o campione:

“L'anno scorso, a Gold Cost, in Australia, ho dovuto – visto il poco tempo che intercorre tra un Europeo e un Mondiale - fare tutto in fretta.
Anche imparare la recita del Conte che conclude l'opera gridando “Adesso, muoio disperato!”.
Avevo metà vestito fatto in un modo, e una faccia con capelli conciata in un modo, e l'altra truccata in un altro. Ma, il trionfo – per la prima volta senza la partner Giulia Giannelli sua coetanea, cioè da solo - mi ha ripagato di mille sacrifici, di tante rinunce”.

Ricco il palmares dello skater casteldariese: Campione italiano a Roseto degli Abruzzi nel 1998, idem negli italiani l'anno successivo, nel 2000, 2001, 2003, 2005 e 2007.

Campione d'Europa nel 2005 a Rence, in Slovenia, vice-campione mondiale a Murcia, in Spagna nel 2006, campione del Mondo in Australia, a Gold Cost, nel 2007.

Primo al mondo da solo nel 2008 e vice-campione mondiale a Trieste.

La gara richiede l'esecuzione per due volte di un esercizio obbligatorio (a tempo di musica), con passi e difficoltà differenti.

Poi, c'è l'Original Dance, la Danza Originale: in questo caso, viene imposta la musica e la coreografia a livello di passi viene inventata.

Quattro sono le difficoltà:
1) una trottola, 2) una diagonale, 3) una street line e 4) un sollevamento, per una durata totale di 2 minuti e 30 secondi.

La parte libera è l'ultimo esercizio (durata 4 minuti): gli atleti (assieme al coreografo e all'allenatrice) scelgono le musiche e le coreografie.

Il pattinaggio a rotelle solo dance o Coppia dance è arte del movimento a disposizione della musica: è anche sfoggio di eleganza (vedi Bach), sessualità (per il latino-americano e per il tango), tempo (per la rumba), elasticità dei movimenti, espressione dello sguardo e del corpo.

Anche libero sfogo dei gesti, velocità, rapidità, senso dell'equilibrio.
E il Conte pucciniano Diego non vuole più gridare “Adesso, muoio disperato!”, ma, “Adesso ballo sulla sinfonia di Bach”: il suo prossimo volteggio si preannuncia già come una sinfonia iridata.

Prossimi impegni del Puccini a rotelle di Castel d'Ario: 16-19 luglio Nazionali a Cagliari; Europei a fine novembre-inizio dicembre 2009 a Nazarè in Portogallo; Mondiali ai primi di dicembre in Germania.

Diego Brun detiene un record: non è mai caduto nelle competizioni.
Gli fosse toccato, l'avrebbe fatto in piedi, alla maniera dei grandi.

Sognando di nuovo quell'iride che gli ha colorato (come l'anno scorso) il plumbeo cielo di Castel d'Ario.
Come gioiosi fuochi di artificio, che salgono in alto, molto in alto, come leggeri fruscii ed eterei volteggi di libellula.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 21 febbraio 2009












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