ULTIMA - 16/1/19 - OGGI JUVENTUS E MILAN SI CONTENDONO LA SUPERCOPPA ITALIANA

Juventus e Milan, oggi alle ore 18.30 si contenderanno a Gedda, in Arabia Saudita, la Supercoppa Italiana. Sia i rossoneri che i bianconeri hanno già vinto sette volte il trofeo e stasera sperano di conquistare l'ottavo successo. I due allenatori adotteranno stasera un modulo molto offensivo con il chiaro intento di portare a
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1/5/17
IL PUNTO SUL CAMPIONATO DI ECCELLENZA – 30^ GIORNATA

AMBROSIANA, UNA RINCORSA DURATA 90 ANNI: FINALMENTE E’ SERIE D! BATTUTA LA PIOVESE (3-0)! IL “FENOMENO” E’ PAGRAZIO. 3° IL CALDIERO, 8^ BELFIORESE CHE PAREGGIA COL BARDOLINO. ANCORA SALVEZZA CLAMOROSA PER IL TEAM S.LUCIA GOLOSINE, SCENDE L’OPPEANO, CON TEOLO E LOREO
 
C’era anche la “signora Ambrosiana”, ieri, al “Montindon”: parliamo di Giulia, 87 carnevali splendidamente portati (classe 1930): pensate, incredibile ma vero!, ha guardato (e così da 64 anni di seguito senza aver perso una gara, nemmeno in trasferta, dei suoi amati rossoneri) per un’ora e mezza sempre in piedi (averle offerto una sedia, avrebbe voluto dire offenderla), con il soprabito color cammello, il foulard crema, le scarpe rigorosamente rosso e nere, quel rossetto color carminio che sottolinea la vivacità di una donna che percorre (sua unica medicina ci ha confidato) una quindicina di km al giorno, tra andata e ritorno. “Sono tutti miei ragazzi, quelli che vede in campo. Sono stati bravi, quest’anno, il titolo è meritato perché sono stati quasi sempre al comando. Sapesse quanta polenta e bacalà ho preparato per la cena della settimana ai loro predecessori. Io e mio marito, la notte, intenti anche a raschiare il fondo dei pentoloni, in cui abbiamo cucinato chili di pasta!”

Ma, valeva la pena, cara signora “Ambrosina”: oggi sei in serie D, anche se non quella signora ancora impettita, ma la società di calcio quest’anno festeggia anche i suoi 90 anni di esistenza. Quasi 800 le persone accorse allo stadio per salutare l’ingresso dei “diavoli rosso e neri” nel paradiso della serie D: “stanotte non ce la passeremo bella” pronostica Giorgio Stocchero, imprenditore del marmo, ex giocatore del Gargagnago, datore di lavoro del presidente Gianluigi Pietropoli. Che, chissà quale fine avrà fatto, dopo il triplice fischio finale!

In tribuna, gradini rigorosamente fatti di pietra di quelle parti e riservati al Pietropoli, al vice-presidente nonché papà di Riccardinho Testi, Mauro, altro imprenditore di successo, al già citato Stocchero, a Cornelio Lorenzini, il “Giancarlo Antognoni della Valpolicella”, ex presidente, al mitico Opri, al diesse Mattia Bergamaschi, al “boss della colla”, la Tenax, il cavaliere del lavoro Bombana (patito pure del ciclismo). Della serie: cosa non si fa per combattere la superstizione. “A  voi la Coppa, a noi lo scudetto”: così aveva profetizzato a denti stretti dalla rabbia di aver perduto il Trofeo a Rosà vicentino il giorno della Befana il massimo dirigente rosso e nero. Ed aveva ragione. Ancora di più dopo aver vinto il 29 gennaio in laguna, in casa dei chiozzotti.

“Ogni domenica” aggiunge Pietropoli “abbiamo regalato 15 minuti di dormita generale ai nostri avversari. Vittoria non meritata, strameritata! 23 le giornate in vetta, 62 i gol fatti, 19 quelli subiti testimoniano in maniera sufficiente il valore di questa squadra, di questo mister. Merito, comunque, alla Clodiense perché ci ha indirettamente spronati a compiere il miracolo, tenendoci sulla coda fino ad oggi”. Un paese di 4.000 abitanti, dunque, vedrà la serie D: “Che soddisfazione” aggiunge Pietropoli “vedere tutta questa gente alla stadio. Mi basterebbe che l’anno prossimo ne venisse la metà per sostenere i ragazzi. La copertina? Al mister, a Tommaso Chiecchi, al suo staff, perché ha saputo lavorare con grande professionalità ed è riuscito a compiere – ripeto – un grosso miracolo, senza avere a disposizione grandi fenomeni”.

Dei padovani sono piaciuti l’8 (Deinite) e l’11 (Lombardo). Prima che arrivi il triplice fischio finale ed evitando così di essere inondati da fiumi di Prosecco e sommersi da infiniti abbracci, carpiamo al volo una parola dal vice-presidente Mauro Testi, coinvolto due volte per via di Riccardinho, l’11 ambrogino che si è dannato l’anima a macinare km e passaggi sul corridoio destro, fino a creare i solchi: “E’ un’impresa commovente, abbiamo concluso in maniera superlativa un ciclo quasi decennale. Non mi sembra ancora vero! Oggi godiamoci il trionfo, poi, penseremo al futuro. E’ stata una vittoria strameritata, ma anche dura!”

La partita è stata sbloccata da due lampi di quel “fenomeno” che ha ripetutamente detto “no!” all’allora Responsabile del vivaio interista, Beppe Baresi: Pangrazio. E la “bandiera” nerazzurra si era addirittura recato a Soave, nella casa di Nicolò, classe 1991, per convincere i genitori a convincere il figlio a raggiungere “Appiano Gentile”. Ma, niente da fare! Nicolò è un ragazzo libero, un creativo del calcio, un artista, che vuole respirare la sua aria, occupare i suoi spazi liberi dando del tu alla sfera, allungando il suo amore di bambino verso la palla, e non finire, come hanno fatto i più, a dargli del lei. Sua la doppia, che ha messo in ginocchio difesa e portiere avversario. Meno personale, meno individuale il suo secondo gol, in cui il vero artefice è stato Riccardinho Testi, sempre più campione il papabile “pallone d’oro”. La saetta di Testi scalfisce la traversa, per poi scendere sullo scarpino di Pangrazio. Che spezza i cuori non solo dei chiozzotti in laguna, ma anche l’asta della bandierina, beccandosi il giallo “veniale”, non colpevole. 

“San” Pangrazio converte in una pennellata “divina” l’assist del gol timbrato in rete da “Pinturicchio” Luca  Avesani. Ottimo il numero 3 ambrosiano Francesco Perinelli, classe 1998, uscita da standing ovation per Pangrazio, Matteo “tartaruga” Rambaldo, per Edoardo Cecco (1994, ex villafranchese; al suo posto ha ringhiato Francesco Pietropoli), paratona-miracolo, frutto della sua grande esperienza tra i pali, quella sfoderata ancora sullo 0 a 0 da Federico Cecchini: il cuoio è stato schiaffeggiato contro la faccia interna della traversa per poi allontanarsi dalla linea bianca.

Ambrosiana, dunque, “regina” di Eccellenza con 69 perle incastonate nella sua sfavillante corona di imperatrice; la Clodiense a 67 è la vice-regina, che morde il freno di una serie D che potrebbe vedere i lagunari balzare in D magari tra qualche settimana, dopo roventi ed infiniti spareggi. Terzo gradino del podio per il sorprendente Caldiero di mister Roberto Piuzzi, ieri vincitore con quel tanto che basta – la conclusione effettuata dal minerbese Mattia Pauletto – contro il “fanalino di coda” Teolo, all’ombra di Giunone.

La Belfiorese, dopo quello spruzzo di gloria vissuto nel primissimo spicchio di stagione, termina all’8° posto a quota 41 punti. Sabato, nell'anticipo, i ragazzi di mister Flavio Carnovelli erano andati in svantaggio con l’ex Pgs Concordia Borgo Milano, Ronnie Otoo; ma poi, il Bardolino dello skipper pastrenghese Beppe Brentegani, ha dovuto subire il pari del biancoblu Michele Vesentini.

Chiude al sest’ultimo posto con 35 freccette il Villafranca del mister, nonché “dottor Sottile”, Alberto Facci: 2 a 3 per gli azulgranata del diesse Mauro Cannoletta al campo sportivo “Comunale” di via Pascoli in Vicenza. Edoardo Marzari ed Andrea Cisco per granata di mister Filippo Lelj; Michele Porcelli e doppia dell'ex Vigasio Umberto Ambrosi per i “castellani delle sfogliatine”.
 
Dodicesimo posto per il Cerea di mister Emanuele Pennacchioni, dal quale team ci si aspettava molto e molto di più. 32 i punti per il “Piccolo Toro”, ieri costretto, anche se già salvo, a rincorrere nel suo “Pelaloca” i padovani del Pozzonovo, in vantaggio grazie a bomber Bortolotto. Il pari è a firma del grande Franco…Balla…contro i lupi della sfortuna (Ballarini), perché con lui in attacco, il “Piccolo Toro” avrebbe scalpitato di più ed avrebbe corso in praterie più soffici, meno ruvide.

A Marostica, non riesce all’A.C. Oppeano di mister Paolo Franzoni, trainer degli Juniores bianco-rossi chiamato a compiere un’impresa impossibile, di fare scacco matto ai padroni di casa alto-vicentini. Bomber Paolo Camparmò, classe 1989, stende il pur bravo Emanuele Rossi e infrange i sogni di permanenza in Eccellenza degli oppeanesi del presidente Sergio Mustoni e dell’imprenditore e vice-presidente Luca Agnolin.

Il Team Santa Lucia Golosine raggiunge Chioggia Sottomarina con le fiocine spuntate: difficile mordere reti senza le sue bocche di fuoco. Debutta negli “aquilotti” bianco e blu rionali Samba Gnokane, classe 1997, capocannoniere con i suoi 22 gol degli Juniores Regionali santaluciani, ma non basta per frenare la rabbia schiumante, l’onda aggressiva e velenosa dei lagunari del coach marosticense Massimiliano De Mozzi. Le 4 urla cacciate dai goleador chiozzotti, ahiloro”!, non salgono al cielo della D: Raffaele Cacurio, Zambon, Matteo Malagò ed Alex Boscolo Sale sono 4 forti moschettieri, i quali indirizzano i loro acuminati fioretti verso altri scintillanti duelli. In attesa di vederli anche loro impazzire di gioia come hanno fatto stanotte gli “eroi” di Sant’Ambrogio della Valpolicella. Terra di marmi pregiati, ma anche di forti “guerrieri della luce”.

Nell'ultima gara il fanalino di coda Loreo di mister Stefano Santi si prende la soddisfazione di battere 2 a 1 il Cartigliano lasciando così la maglia nera del girone al Thermal Teolo. Per il Loreo vantaggio di Volpato su rigore e raddoppio di Ballarin, per i vicentini ospiti di mister Ferronato risponde il solito Baggio, al suo 10° sigillo stagionale.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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