ULTIMA - 24/5/19 - FABIO BRUTTI (CALDIERO): "LA ROSA NON SARA' STRAVOLTA"

Per il giovane direttore generale del Calcio Caldiero Terme, l'ex portiere Fabio Brutti, al suo 7° anno consecutivo nel direttivo team giallo-verde termale, la società del presidente Filippo Berti è in continua crescita di gioco e risultati: "Sono contentissimo" ci confida Brutti "di come abbiamo giocato quest'anno, facendo
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28/2/19
IL CALDIERO VOLA PIU’ IN ALTO DEL DRO…NE

I GIALLOVERDI DI MISTER CRISTIAN SOAVE VINCONO 1 A 0 IN TRENTINO GRAZIE AL GOL DI LORENZO ZERBATO
Legge antica e valida sotto ogni cielo e in ogni angolo della terra, quella dell’ex: mister Cristian Soave, classe 1974, bomber ex Pordenone e Portosummaga, si aggiudica in sella al suo Caldiero il primo match dei triangolari nazionali di Coppa Italia di Eccellenza. Gli porta bene, in una tribuna quasi desolatamente deserta, l’amico e collega – anche lui un “puntero” di razza, Andrea Intrabartolo, classe 1972 -; è in questo splendido poggiolo abbarbicato sopra la più nota Arco di Trento (6 km più in basso), in questo imbuto in cui si scorgono le vie degli skilift solcare, come una bava di lumaca, la montagna, ahilei! non imbiancata, che si consuma la “vendetta” da ex del “timoniere” giallo-verde, che qui ha mosso i primi passi sulla panchina, coccolato da uno straordinario presidente, quel Loris Giordani, che ha scambiato il suo Dro come un vero e proprio figlio (non esiste il settore giovanile, ma splendidi impianti e un tappeto erboso che regge bene al vento, al freddo, e che d’inverno stende il suo mantello di oscurità, non appena il pallido sole tramonta dietro al costone, facendo ghiacciare il tappeto verde.
 
Fatichi, di primo acchito, a scorgere l’identità delle due compagini: hanno gli stessi colori sociali, ed, allora, si deve aver raggiunto il comune accordo di far indossare il giallo prevalente ai padroni di casa e il blu francese ai “termali” del presidente Filippo Berti; che segue l’intero incontro a fianco lo scouting Gianluca Benini. Ci si aspettava, sinceramente, qualcosina di più sotto il profilo dello spettacolo in quanto le due sfidanti sono le battistrada dei rispettivi gironi di Eccellenza trentino e veneto (il Caldiero, per la verità tanto cara a Pitagora, è co-capolista col Vigasio e gode di una partita in più; inoltre, dovrà far visita all’”Umberto Capone”, alla penultima di stagione, ai “Guerrieri del Tartaro” di mister Mario Colantoni e del presidente-fordista, il concessionario Cristian Zaffani). Eppoi, è sempre difficile giocare su due tavoli, concorrere contemporaneamente in due batterie: rischi di sprecare troppo energie, se non hai la panca lunga, o di restare a piedi in tutti e due i binari.
 
E’, comunque, altrettanto vero che è una contesa in cui non puoi permetterti di sbagliare qualcosa: al Caldiero viene concesso da regolamento il beneficio che in caso di pareggio – ancora meglio di colpaccio – affronti i triestini del San Luigi (evento, alla fine, avveratosi), prossimo avversario invece all’ombra di Giunone mercoledì 13 marzo, dopo che gli stessi “santi” ed alabardati avranno affrontato in Friuli lo sconfitto Dro il mercoledì delle Sacre Ceneri, ossia il 6 marzo. Scegliamo di accomodarci sulla tribuna prevista dal cartello “per gli ospiti”, dove ci si può abbronzare e sembra quasi di prendere posto sul sellino di una scoppiettante Lambretta del primo dopo Guerra italiano per il vento che soffia in maniera carezzevole, per fortuna, non in maniera sferzante. Lo facciamo, dopo aver appreso dalla stessa “gazzella ghanese”, l’ex Team S.Lucia Golosine ed ex A.C. Oppeano, Terence Badu, che non è da mister Stefano Manfioletti utilizzabile per un risentimento muscolare. Scorgiamo tra gli sparuti tifosi caldieresi (ma anche quelli locali, eh, erano davvero pochi!) un Giancarlo Brutti, che, ultrasessantenne, sprigiona da tutti i pori la voglia, forse, di giocare, per via dei pantaloncini short che indossa da temerario dei tempi e del meteo; rapito, crediamo, dalla voglia di rinverdire i suoi trascorsi di “golden boy” e mancata promessa del Milan di “paron” Nereo Rocco: “Tu scherzi, Andrea, ma guarda che io una buona mezz’ora sarei ancora in grado di farla, eh!”

E’ la gara maiuscola dell’ex Bardolino, il classe 1992 Alberto Filiciotto: ha il 4 tanto temuto da noi studenti liceali, ma sa fare cose egregie con il suo continuo intercettare palloni, per poi riproporli a un affamato di erba e di reti qual è “Belotti” Emilio “Eliseo” Brunazzi. Che si lascia perfino andare anche allo struscio del tacco a seguire per l’uomo del momento di questo buon Caldiero d’annata, “San” Lorenzo Zerbato (1991). Sua la zampata felina, sferrata al minuto 63, in versione diagonale da destra a sinistra, a finalizzare in rete proprio una punizione lunga scodellata da Filici-Otto e mezzo (anche come voto in pagella!), sì, come il titolo che valse uno dei tanti Oscar al genio del cinema, il riminese Federico Fellini.
 
Mister Soave rischia con l’11 sulla schiena un coraggioso 2000: è Nicolò Baldani, al quale va attribuito il merito di giocare appena convalescente per i postumi di una caviglia sgonfiatasi dal melone, del Polesine o del basso Ferrarese, che era. Un altro ex di turno è il 1998 Luca Concato: che mister Soave ha fortissimamente voluto che arrivasse sulla slitta di Babbo Natale al mercato di dicembre; e se non aveva lui gli stimoli giusti, chi altro poteva trovarli? E, al posto suo viene sacrificato il diligente “Scirea” Alessandro Pisani, dai, non ti ricordi?, quello che nella siberiana finalissima veneta al “Mercante” di Bassano ha giocato con le maniche di camicia corte, versione agosto a Milano Marittima.
 
Stessa foggia, stesso look ha esibito tra i pali l’estremo caldierese Stefano Fortunato, classe 1990: il lago di Garda tanto caro al Ghoete, ahilui, sorride ad una ventina di km più a Sud, a Riva del Garda, ma brava comunque la difesa a non fargli esprimere le proprie doti, se non in quel finale di partita che vede catapultarsi chi è sotto di un gol e tentarle tutte pur di raddrizzare la barca. Solamente qualche fiammata – sinceramente troppo poco per chi conosce la sua straordinaria capacità offensiva – per il “gaucho”, l’italo-argentino Franco Balla…con i lupi Ballarini, vecchia conoscenza del nostro calcio (ex Belfiorese ed ex Vigasio): gli è andato stretto, come un paio di scarpe nuove, il bavaglio della retroguardia appuntatogli dai “giallo-verdi dell’Est” veronese.
 
Più “pendolino” inarrestabile al “Mercante”, il 1992 caldierese Francesco Peotta: ieri l’inarrestabile, l’infaticabile biondino si è visto meno. Sta ben maturando il nogarese Francesco Baschirotto: ricorda la fermentazione nelle botti barricate del miglior vino, l’ex Ambrosiana, scuola Hellas Verona. Mister Soave opera quasi tutti i cambi: Mattia Falchetto per Luca Concato, il “Conte di Castelmassa di Rovigo”, Giovanni Guccione per Emilio “Fedez” Brunazzi, il 2000 Simone Vanzetta per il coetaneo Nicolò Baldani, Max Mezzina per il “fenomenale” Lorenzo Zerbato. Ed è proprio da un lancio verticale effettuato dall’ex Primavera del L.R.Vicenza, Mezzina, in pieno regime di contropiede, che all’89’ il Caldiero va vicinissimo all’uno-due di grazia, non fosse stato il “Sacco” e Vanzetta stoppato da un fuori gioco rivelato dal signor Simone Moretti, loquace fiorentino di Valdarno.
 
Poco impegnato Fortunato, idem con patatine il collega dirimpettaio, l’ex Monza ed per poco ex Bari, Stefano Chimini, classe 1993. Pochi minuti per l’altro ex professionista Michele Ischia, classe 1978, ex Frosinone. Molto autorevole la presenza in campo nella scuderia del Dro del marcantonio, ex Trento Calcio, ex Arzichiampo, il croato 1992 Petar Kostadinovic: ha voce da tenore, quasi sfiora la seconda ottava canora, che appartiene in Italia soltanto alla grande Mina. Generose, anche se, per fortuna del Caldiero, alla fine inconcludenti, le sgroppate sulla sinistra del promettente 1999 Giorgio Calcari: quando parte, palla al piede, ricorda il miglior Bugno, che pedalava nei curvoni spacca gambe dei transalpini Pirinei a testa bassa. Col 4 sulle spalle Andrea Gattamelata, classe 1990: un giallo, una gara non ai suoi livelli per chi porta un cognome di un noto condottiero, il Gattamelata, al secolo Erasmo da Narni (siamo tra il 1300-1400, alla vigilia del Rinascimento), capitano di ventura al servizio della Repubblica di Firenze prima e poi dello Stato Pontificio.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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