ULTIMA - 24/5/19 - FABIO BRUTTI (CALDIERO): "LA ROSA NON SARA' STRAVOLTA"

Per il giovane direttore generale del Calcio Caldiero Terme, l'ex portiere Fabio Brutti, al suo 7° anno consecutivo nel direttivo team giallo-verde termale, la società del presidente Filippo Berti è in continua crescita di gioco e risultati: "Sono contentissimo" ci confida Brutti "di come abbiamo giocato quest'anno, facendo
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7/3/19
INCONTENIBILE ISOLA RIZZA, BY PASSA IL BASSANO PER 2-1!

Tutto vero! Un’Isola 1966 davvero fantastica si conferma “regina di notte” e il suo più degno “re” è Michele “Platini” Visentini, classe 1991. Nella vita di tutti i giorni odontoiatra, con tanto di studio nel paese – dieci volte più piccolo, per abitanti, dello storico Bassano -, figlio di Roberto, odontotecnico originario di Tombazosana di Ronco all’Adige e suocero di Rigoni, ex Chievo, ex Genoa ed oggi in forza al Parma. E’ suo il gol del rilancio, del Rinascimento calcistico isolarizzano, dopo che il gol di Alessio Scannagatta (classe 1997) – il quale risolve una confusa azione offensiva dei “giallo-rossi del Ponte” – sembrava aver profetizzato il tramonto dei ragazzi di mister Andrea Corrent, galvanizzato in campionato (girone “B” di Prima categoria) da qualcosa come 19 gol realizzati solamente negli ultimi 3 impegni.
 
Ed, invece, in un “Comunale” di Oppeano stracolmo, tracimante, traboccante di tifosi (molti quelli giunti dal Basso veronese), i “biancazzurri del Piganzo” hanno accusato subito il colpo, lo hanno metabolizzato per poi ripartire, lancia in resta, e pervenire al pari grazie appunto a Michele “Platini” Visentini. Il quale, palla al piede, andava via in percussione verticale e impallinava il chiometrico (195 cm) portiere bassanese Davide Pozzan, classe 1994. Ma, ringalluzziti dall’aver trovato la breccia di Porta Pia del pareggio, capitan Andrea Cerchier e compagni raddoppiavano gli sforzi, mulinavano ulteriormente le energie e conficcavano per la seconda volta la luccicante, tagliente lama nel costato dei giallo-rossi alto-vicentini: “Vespa” – come qualcuno l’ha chiamato dalla tribuna – El Alami A-sfyssiante Afyf, (22 dicembre 1996) – in serata da 10 in pagella, lui, così apparentemente fatto di vetro, così tecnico come le coordinate tracciate da un compasso, ma tanto battagliero da andare in pressing sugli avversari, alla pari di un segugio, di un pointer inglese sulla volpe nelle battute di caccia reali, al punto di ricevere un giallo (5 in tutto, contro i 2 comminati ai bassanesi) – ebbene, “Vespa”, perché crediamo noi insistente, molestatore degli avversari, scodellava da sinistra a al centro dell’area un traversone rasoterra, sul quale si faceva trovare puntuale come un orologio di marca svizzera il fenomeno del momento isolarizzano, “Higuain” Mattia Badia, 30 dicembre 1999, di professione ambulante.
 
Tripudio sugli spalti dopo il secondo lampo di una notte gradevole, e terza marcatura mancata di poco nel finale dall’appena entrato Matteo Granetto, su un diagonale incrociato stile lama-rasoio Gilette, che trovava la punta del guanto dell’estremo difensore bassanese a negargli la gioia del risultato ancora più clamoroso. Mister Corrent operava tutti i cambi, il tempo scorreva come l’acqua sulle dita e il pressing degli ospiti pian pianino si smorzava. Il 20 di marzo il match di ritorno, nella “città del ponte”, quella che gronda di pagine epiche della storia della Prima guerra mondiale, vinta dai nostri italiani, allora, 1915-18, qualcosa di più di una “semplice espressione geografica”, come aveva dipinto, allora, prima del trionfo, il Metternik il nostro Belpaese.
 
Ottimi gli avversari, molti ex Berretti della professionistica Bassano Virtus, sdoganata dal “re dei blu jeans” Enzo Rosso a Vicenza, salvaguardando la serie C, ma privando il “Mercante” del proprio giocattolino, con sugli scudi il n.2 dell’undici guidato da mister Francesco Maino, il 2000 Manuel Benetti, il 3 Ilir Franfu, il n.5 e classe 2000 Alessandro Gaborin, il n.7, classe 1997 Giacomo Maistrello, il n.10, il 1996 Davide Xamin.
 
Questa invece la pagella dell’Isola 1966:
ANDREA “CARBURO” NEGRI: “Carburo”, patronimico mutuato dal grande William, portiere del Bologan scudettato degli anni 60 ed anche della Nazionale: uscite sicure, parate plastiche, quelle sfoggiate dall’estremo nato a Spinimbecco di Villabartolomea, anche per guadagnare giudiziosamente qualche prezioso secondo, rinvii lunghi e mai in out: 7/8.
ANDREA CERCHIER: prestazione ottima del capitano, tirato a lucido da una cura dimagrante, autorevolezza sprigionata contro chi gliela voleva fare intendere: 8+
LUCA PERONI: il gran fisico al servizio della diga difensiva, anche se qualche pallone è terminato precipitosamente in out: 6/7.
RICCARDO GUSELLA: sangue, cuore ed origini partenopee, si è fatto ammonire per la causa, ma, ha dato sempre il massimo, non facendo passare …lo “straniero” vicentino: 6, 5.
ALEX VICENTINI: Il centrale difensivo dal fisico alla Nembokid è stato deciso e tempestivo negli interventi sia sulla palla che sull’uomo: 7, 5.
MICHEL VISENTINI: fantastico, eleganti movenze da cigno, un grande tattico, capace di mescolare la grande tecnica al passo cadenzato. Decisivo sotto rete sull’assist propinatogli da “Vespa” l’A(s)fy-ssiante: 9.
NICCOLO’ SAGGIORO: motorino del centrocampo più avanzato che arretrato, quando qualcuno sugli spalti, pretendendo qualcosa di più da lui, ex Berretti del Mantova e carico di esperienza, gli ha rimproverato di mettere più benzina nel serbatoio, ebbene, a costui è stato ricordato che l’ex albaronchesano gestisce una stazione di carburanti e che quindi la battuta-consiglio era delle più inopportune: 7,5.
MATTEO BADIA: è il golden boy dell’Isola 1966: classe fine dicembre 1999, è stato annotato ed apprezzato da alcuni dirigenti di società del basso veronese. Un “pendolo” dal centrocampo in su, inarrestabile, un moto perpetuo; che ricorda il miglior Inguain: suo il gol del trionfo: 9+
EL ALAMI AFYF: semplicemente straordinario, fisicamente esile come la carta velina, come una libellula, ma dall’immensa tecnica che tanto ricorda il calcio spagnolo da lui visto e rivisto in parabola per ore intere. Sa saltare l’uomo in corsa e da fermo, e, quando punta alla porta, sono davvero dolori, perché l’unica maniera per stopparlo è metterlo giù di brutto: è un procuratore – ma onesto, non un simulatore, eh! – di punizioni e penalty. Stanotte ha fatto anche da assist man, servendo a Badia su un piatto di platino la palla del 2-1; della serie, ma cosa vuoi di più da un marocchino classe 22 dicembre 1996? Voto: 9/10
LUCA ANDRIANI: la classe, la naturale movenza del bacino, da “cigno di Ultrech”, alla Van Basten, il destro che si concilia col sinistro, l’altezza sono le sue principali prerogative; oltre ai calci piazzati, ieri non pervenutigli ai suoi piedi, e da lui manovrabili a mo’ di manubrio o pulsante di play station. Ha anche concluso a rete, ma, nel primo tempo, l’estremo Pozzan ha dovuto scendere dal grattacielo della sua altezza ed accartocciarsi per andare a rintuzzare l’insidioso proietto in corner del mancato Empoli, nonché classe 1990, Andriani appunto.
 
Sono stati utlizzati da mister Andrea Corrent e dal suo fido Michele Colognese anche Paolo Chiavegato (il tempo per scaldarsi in campo), Othmane “Otti” El Qorichi (un buon quarto d’ora per il più tedesco dei marocchini, o il meno spagnolo dei magrebini), Massimo Mantovani (potrà tornare utile la sua falcata, il suo tapin, il suo immenso fiuto di bomber al “Mercante” di Bassano tra due settimane), Matteo Granetto (peccato per il mancato 3 a 1, che avrebbe con ogni probabilità non dico messo in cassaforte il passaggio del turno, ma spedito l’Isola 1966 dall’Isola (l'antica Porcarizza) a quella dei Famosi e Beati di Prima categoria veneta).

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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