ULTIMA - 14/12/18 - IL CALCIO MERCATO DI CASA NOSTRA E' IN CONTINUO FERMENTO

La Virtus Verona comunica che ieri sono stati risolti i contratti dei calciatori Fabio Alba ed Alessandro Speri. La dirigenza della società rossoblu dice: "Auguriamo di vero cuore a Fabio e Ale, colonne portanti della squadra che lo scorso anno ha conquistato la storica promozione in serie C, le migliori fortune
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ULTIM'ORA

4/3/11
L'AURORA E' PRONTA A RIFULGERE

Fin da piccoli ci hanno insegnato che se un paese di notte, col maltempo (che non si vede, ma lo avverti), la prima volta che lo vedi ti fa una bella impressione vuol dire che la natura, gli architetti e gli abitanti hanno lavorato bene. Villabartolomea ti appare in tutta la sua eleganza: quella del passato, retta da una signoria di Verona che aveva in mano ettari ed ettari di terra sulla quale si sono spezzati la schiena migliaia di mezzadri, e quella moderna, punteggiata da villette, attorniate da una vegetazione che da queste parti – a un tiro di schioppo dall'Emissario e dal Canal Bianco – trionfa come il grido liberatorio di fittavoli che, liberatisi finalmente dal giogo dello strapotere latifondista, ora godono di una loro meritata libertà.

L'Adige, poco più in là, ha permesso una trentina di anni fa di poter imbalsamare, mummificare con lo strato di pantano e melma guerrieri del passato, armigeri longobardi, tombe e suppellettili di rara bellezza. Dopo il curvone, seguendo la strada rodigina, compare la frazione di Spinimbecco, ancora più in là quella di Carpi, dove il calcio è stato come un fiammifero: ha vissuto di una bella vampata, poi, è stato ingoiato dalle ombre del nulla. Sventola ancora sulla villetta che costeggia la strada provinciale la bandiera rossonera dell'ex presidente tifoso del Milan, Salvadori, massimo esponente del calcio carpigiano.

Poi, del Carpi, più nulla: il pallone sembra sparito, finito dentro il grande argine, l'”arzaron”, che costeggia sia a destra che a sinistra la carreggiata. Nel 2002-03 l'euro unisce le divise europee e sul lancio di quell'entusiasmo finalmente i campanili di Villabartolomea e delle sue due frazioni si stringono la mano: è unione. Ed è subito Prima categoria. La società si chiama U.S. Concordia Villabartolomea Spinimbecco Carpi. Poi, l'agonia di quella breve ma intensa favola. Come recita un proverbio cinese: “splendido, accecante il tramonto, poi, è la notte, fonda!”

I campanili tornano a darsi del voi, o del lei, le pannocchie prendono le distanze dalla colza e dai girasoli: non si mescolano più le carte, non si si intrecciano più le mani e i fili delle maglie. Restano a garrire al vento, fiere di se stesse, la bandiera giallo-rossa dello “Spini” e quella rosso e blu del Villabartolomea, che prenderà nel 2009 la denominazione di Aurora. La ricostruzione è difficile da entrambe le sponde. Quella della più ambiziosa Villa è ancora più sofferente.

A Michele Battaglia, giovane ambizioso che passa dal Villa alla stanza dei bottoni del Cerea, subentra a furor di sindaco, Luca Bersani – con tanto di benedizione del primo cittadino, tutt'altro che freddo alla realtà calcistica locale – l'operoso ed appassionato Gabriele Zanardo. Lo affiancano gli instancabili Andrea Strano e Gianbattista Calvanese nei ruoli di vice, e quest'ultimo passa il paese a setaccio come ilo frà Galdino del Manzoni in cerca di olio e vivande per il suo convento. E, alla fine, “Il Calva” e i suoi più stretti collaboratori ce la fanno ad assicurare quest'annata a un paese che conta 6000 abitanti con le sue frazioni, ma, che è anche distratto da altre discipline agonistiche in voga e rilassato dal meritato benessere (goduto soprattutto – e troppo precocemente - dai nipoti dei nonni contadini scavezza-schiene).

Il cassiere-segretario è Tonellotto, da 35 anni il presidente del Calcio Club dell'Hellas Verona di Villa. Entra nello stanzino dell'intervista a piccoli passi, già, come il cammino della rifondazione calcistica del Villa. Ci fa da anfitrione il generoso e onnipresente factotum Giovanni Serafin: ci fornisce perfino anche le pile per la nostra digitale, tanto è premuroso e pratico. Insomma, l'Aurora torna a rilucere, a risplendere in tutta la sua bellezza, come bionde spighe di grano maturo dopo un temporale di fine luglio. Scopriamo che nel 1945-46 si chiamava proprio A.C. Aurora, indossava le maglie a strisce bianco e nere verticali (la juventinità da queste parti è quasi pari alla passione per il Diavolo), i capelli erano imbalsamati dalla brillantina Linetti (per chi se lo poteva permettere), i pantaloncini lunghi fino ai ginocchi. Ma, il vero esperto, l'archivista si chiama Renato Altobello...non Altobelli, eh.

Entrano alla spicciolata il mister e i suoi prodi guerrieri – non quelli longobardi! -: “Stiamo puntando ai play off” recita sicuro di sé mister Danilo Cavicchioli, milanista sfegatato. “Ci siamo dentro e vogliamo provarci fino in fondo. Domenica, purtroppo, saremo costretti a far senza di Simone Corrias e sbarcheremo a Salizzole, una delle papabili ai play off. Il Veronella sta veramente meritando di trionfare. Noi, perderemo per noie fisiche (crociati) i giovani Marco Berardo ed Alessio Degliuomini. Poi, i due militari che raggiungeranno la guerra in Afghanistan: i due paracadutisti Francesco Zecchinato (partito ieri) e Fabio Barile , il prossimo 15 marzo”.

Il primo di Napoli, il secondo di Catania: lasciano una battaglia calcistica, al termine della quale si rischiano solo modeste sbucciature, per tuffarsi nella crudele guerra contro i talebani. Che già hanno mietuto 37 vittime dei nostri soldati italiani impegnati per la guerra della pace. Sia Zecchinato che Basile hanno ormai affondato le loro radici a Spinimbecco: a loro tutto il nostro affetto e il nostro più sincero in bocca al lupo!

1^ Aurora Cavalponica, 2° AlbaredoCoriano, 3° Vallese, 4° Gips Salizzole, 5° Ca' degli Oppi o Aurora 2009: questo il sondaggio del trainer Cavicchioli. “Il miglior calcio, stucchevole per bellezza, l'ha offerto l'Aurora Cavalponica di Veronella” aggiunge il trainer. “Poi, non male l'AlbaredoCoriano. La nostra pecca” si rammarica Cavicchioli “è quella di aver sprecato 5 punti con le due ultime Coriano e Bonferraro. La delusione è il Sustinenza, la sorpresa i Boys Gazzo, che, partiti a rilento, ora stanno dando la paga a tutti. Ringrazio il mio capitano, nonché vice allenatore, il 38enne ancora in campo Andrea Maggioni. Tra i giovani validi, Michele Papalia, punta 1992, e Patrick Capellari, jolly-difensore datato 1992”.

Il vanto del Villa è quello di avere l'imbarazzo ogni domenica di mandare in porta uno dei due bravissimi portieri: Fabio Di Natale e Giacomo Alfondo: “Sono uno meglio dell'altro”.

Un centinaio i tesserati tra Terza categoria e Primi calci: “Siamo presenti in tutte le categorie, dalla Scuola Calcio fino alla Terza tranne che negli Allievi e nei Juniores. Ma, ci arriveremo presto, perché siamo un fenomeno in crescita, come l'erba che ricresce più florida dopo le lunghe piogge invernali”.

Così il neo-presidente Gabriele Zanardo, assistito da Giovanbattista Calvanese, una macchina da guerra, quest'ultimo: “Vogliamo dare continuità al progetto di valorizzare i ragazzi del nostro paese. Siamo partiti resettati, da zero. Il Comune ci paga le utenze, ma, è dura fare calcio in questo momento di grave crisi e con alcune delle più importanti e prestigiose aziende locali che preferiscono sponsorizzare realtà di altri Comuni”. Confermato l'80% dello zoccolo della passata stagione: “Gli acquisti sono 5-6, mentre l'innesto dei nostri giovani della Juniores in Terza categoria si rivela di 7-8 unità. Tra questi, anche il centrocampista 1991 Leonardo Bertassello e il difensore 1989 Filippo Rodini”.

Crescenzo “Sepe” Nardella è stato scelto quale giusto architetto della ricostruzione-restaurazione del Villabartolomea: “Ringrazio la società per la fiducia prestatami, ma, qui, nell'estremo confine veronese non è assolutamente facile fare calcio e reperire materiale umano. Tante sono le distrazioni e gli agi: non si vive più, peccato, di calcio e parrocchia, come negli anni 70-80”. Poi, la sentenza: “Non ci fossero stati questi due grandi personaggi, il presidente Zanardo e il suo vice Calvanese, qui il calcio sarebbe morto!”

Ma, Zanardo ha le mani grosse – non sappiamo se anche le scarpe – e il cervello fino: è un duro a morire. Come la bella vegetazione di queste parti. Aspettate che trionfi la primavera, e vedrete. Aspettate che venga maggio e vedrete che Aurora spunterà!

La terra di quaggiù, dicono i contadini, non tradisce mai!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 4 marzo 2011












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