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14/11/08
CASTELNUOVO, PATRIA DEGLI ANTONIO

Metti una sera a tavola con il CastelnuovoSandrà e scopri i tanti Antonio che animano la società del torrione aggredito dai due leoni, che ama come ogni mercoledì ritrovarsi a cena, terminato l'allenamento.

Capotavola è il direttore generale Andrea Dalle Vedove; al suo fianco, l'inseparabile diesse Antonio Terracciano, classe 1966, al quale manca solo di ricoprire in società il ruolo di presidente, poi, li ha rivestiti tutti.

Terracciano, indimenticata “bandiera” della Triestina, dopo aver fatto la A con la sua amata Hellas (ma ha giocato anche nel Mantova), è l'anfitrione, che ci dà per primo il benvenuto al campo, e che poi ci estende l'invito – subito raccolto al volo come un tiro da non fallire – a consumare una frugale, ma interessante cena nella sede, a Sandrà.

Le penne rigate tardano un po' sotto la regìa di Antonio Salomoni, detto “Aquarol”, perché i ragazzi, torchiati per bene da mister Massimo Carli, stemperano le ultime tossine sotto i vapori acquei delle calde docce.

Intanto, Dalle Vedove, in coppia con il brasiliano Carlos, sfida a calcio balilla la coppia Pierpaolo Marseglia, detto “Papo”, lo stretto consigliere di Massimo Carli, e il bel centrocampista Daniele De Battisti.

Per la cronaca, la sfida ha visto trionfare per 2-0 il duo Dalle Vedove-Carlos, e questo porta sicuramente bene in vista del prossimo derby interno contro il temuto Cerea di mister “Ericksson” Viviani.

Intanto, finché arrivano sul piatto le penne rigate, cotte al dente e innaffiate a mò di self service da un mestolo che affonda nell'invitante pummarò, Roberto Masìn, uomo tutto fare del Castelnuovo, ti mostra la lavagnetta appena forgiata nel pomeriggio.

A Roberto spetta pure la manutenzione dell'impianto sportivo del Castelnuovo, che – lo ricordiamo per amor di verità – combatte ancora nel sentiero della Coppa Italia.

Vicino a Robertinho, il baffuto Antonio (altro Antonio!) Dal Fol, che ci spiega la radice del cognome con un trisavo veneziano, che era così matto (folle = da cui Fol), da giocarsi tutte le sue sostanze al gioco.

Sotto i baffi Dal Fol nasconde grande esperienza prima come agente di commercio (negli anni 80 propagandava scarpe nelle Marche; come dire: è difficile fare...le scarpe a chi è nato a far tomaie!), e scopriamo che è il cassiere della società.

Poi, irrompe sulla scena il dottor Luca Sebastiano, classe 1962, e qui si intrecciano e si rinverdiscono i ricordi calcistici di ieri e dell'altro ieri (Pollo Miglioranza, Officine Bra di Quinto, Olimpia Lazise...).

L'attuale Assessore provinciale ai Trasporti, dopo la lunga parentesi di sindaco nella sua Lazise dove tiene ancora lo studio medico, si diverte ancora a dare quattro calci al pallone, militando, all'occorrenza, negli Amatori.

Oggi come oggi, lui, da sempre attaccato al calcio, sua seconda passione dopo la politica e le belle donne, riveste l'incarico di medico sociale del CastelnuovoSandrà.

A tavola arrivano i dirigenti: l'accompagnatore Gastone Siviero, il massaggiatore Michele Burato e l'allenatore dei portieri Lucio Bighellini.

“La sede” ci confida Antonio Terracciano “è a disposizione dei ragazzi non solo al mercoledì per la cena, ma, anche al martedì sera”.
E' un modo – forse il migliore – come un altro per far gruppo.
Antico stratagemma, scoperto dal Magico Somma dei fratelli Maccacaro, che nell'arco di due anni vinsero Coppa Italia Dilettanti (1° luglio 1978, al “Silvio Appiani” di Padova) e campionato di Promozione.
In tavola non poteva mancare il Custoza bianco e il rosso Valpolicella.

Gli affettati (prosciutto crudo, coppa) come secondo, poi, tanta verdura (proprio alla stregua di un pasto di professionisti della pelota), quindi, non poteva mancare la torta, senza – per fortuna!- lo spumantino con le bollicine: il bell'addormentato lago d'autunno è infestato non da squali carnivori, ma, da pattuglie armate di etilometro -.

Poi, gli scongiuri contro il Cerea, la promessa solenne di invitarci nuovamente, nio della redazione, in caso di vittoria contro il “Piccolo Toro”, quindi, due chiacchiere con Massimo Carli, 40 anni, e alla sua prima esperienza vera di mister in categoria:

“Siamo insieme dal 30 luglio, e sono molto soddisfatto del gruppo sia dal punto di vista tecnico, tattico e caratteriale.
Finora, abbiamo lavorato bene perché abbiamo espresso un bel gioco, anche se ci manca qualche punto dovuto alla mancata concretizzazione a rete elle punte nella fase finale”.

Un giudizio sulle altre di Eccellenza:

“Tra quelle finora incontrate, mi è piaciuto il Villafranca: per freschezza, e davanti ha un Zorzi e un Botosso che fanno la differenza.
Dell'Abano, invece, mi è piaciuta la fase offensiva, mentre il Monselice mi ha stupito come organizzazione di gioco.
Noi? Dobbiamo essere più cinici e pragmatici sotto rete.
Il giocatore che più m'ha sorpreso in positivo dei miei è stato Matteo Accordi: me l'aspettavo diverso, mentre ha registrato miglioramenti a livello tecnico e tattico”.

E, domenica 16 novembre arriva il Cerea: proibito parlarne!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 14 novembre 2008












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