ULTIMA - 20/10/18 - ROSSI (OLIMPIA PONTE CRENCANO): “CI SERVONO 50-52 PUNTI!”

L’ex “golden boy” del Ravenna, Giordano Rossi da Isola della Scala, classe 1980, affronta il suo 2° anno da trainer sulla panca dell’Olimpia Ponte Crencano, che milita nel girone “B” di 2^ categoria, con una buona dose di ottimismo. Prima di approdare ai “geniali pontieri” del presidente Roberto Donà e del vice Gabriele Ferrari, Rossi ha guidato
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12/2/16
I COLORI DEL MONTORIO SONO BIANCO, NERO E...VERDE

Porta uno dei colori della squadra del Castello nel suo cognome. Sarà anche per questo che Lorenzo Verde, per tutti "Il Green", al Montorio Calcio ha dedicato tutta la sua passione sportiva e tutti i centimetri d'altezza che il suo fisico da centrale difensivo gli ha regalato. Alcuni lo scambiano per montoriese (ma lo è solo di adozione, essendo nato nell'altra valle) e gli altri vecchi dello spogliatoio lo prendono in giro dicendogli che è il terzo figlio del presidente, tanto è in sintonia con ambiente e società.

Lorenzo, ma hanno inventato prima te o il motto "100% Montorio" che tu incarni perfettamente? "Per me è un onore fare parte di questa famiglia. A parte la scuola calcio all'Atlas, ho giocato in tutte le giovanili della vecchia Olimpia Montorio, fino ad aggregarmi alla Prima squadra in Terza Categoria. Poi, dopo la fusione, sono arrivato qui più per seguire gli amici, ma dopo la vittoria del campionato e la promozione in Seconda mi sono messo in testa di fare qualcosa di importante per portare il Montorio più in alto possibile".

In realtà, per un anno, hai anche giocato lontano dal Castello... "Sì, studiavo al Politecnico di Milano (laureando in magistrale di Ingegneria dei sistemi edilizi, Ndr) e non riuscivo più a tornare a Montorio per le partite. Così mi sono allenato con il Marek, la squadra della comunità bulgara di Segrate: i miei compagni erano anche ex professionisti di quel Paese che si erano trasferiti in Italia per lavoro. Mi sono divertito molto perché ho giocato anche come centrocampista, segnando cinque gol, tutti di testa. Poi sono passato al Città di Sesto, sempre in Seconda Categoria. E poi, una volta smaltiti quasi tutti gli esami, sono tornato alla base".

Torniamo al presente. Domenica a Montorio arriverà l'Avesa. Che partita sarà? "Sulla carta è un match alla nostra portata, ma in questa parte del campionato conta soprattutto la testa: i punti diventano pesantissimi, noi siamo un gruppo di grande qualità ma siamo bravissimi a complicarci la vita. Dobbiamo solo ragionare e giocare come abbiamo dimostrato di saper fare".

Domenica l'Olimpia Ponte Crencano vi ha ricordato che oltre a rischiare di vincere si può anche rischiare di perdere... "È stato per noi un match molto difficile, soprattutto per la loro aggressività. Noi siamo stati bravi a mantenere la calma e a non cadere nelle provocazioni. Abbiamo chiuso il match schiacciandoli in difesa ma, in definitiva, è stato sicuramente un punto guadagnato più che due persi".

Con il regolamento per l'accesso ai play-off, la posizione in classifica potrebbe non bastare più. Saranno decisivi anche i punti di distacco dalla squadra da affrontare. Pensate ancora di farcela? "Certo, la corsa è aperta, noi dobbiamo solo pensare a far bene, può ancora succedere tutto. Abbiamo perso tanti punti preziosi ma nelle ultime partite abbiamo ritrovato la giusta mentalità".

Qual è la squadra che ti ha più impressionato nel vostro girone B?
"Sicuramente la capolista Arbizzano. È una squadra attrezzata, è solida e ha un buon gioco. A differenza nostra, che siamo un gruppo molto giovane, loro hanno uno zoccolo duro molto ed esperto e sicuramente meritano la classifica che hanno".

Tu sei rientrato in gruppo e, dopo l'Avesa, potresti candidarti per una maglia da titolare... "Spero di sì. Da due anni gli infortuni non mi danno tregua. Lo scorso anno, anche a causa di una preparazione fisica precaria, mi sono rotto una caviglia ed ho fatto fatica a recuperare. Quest'anno si è riacutizzata la tendinite e, proprio contro l'Arbizzano, il portiere mi ha abbattuto, procurandomi una contusione al quadricipite. A dicembre ho avuto la pubalgia... insomma, spero di aver chiuso con l'infermeria. Stare fuori mi pesa perché mi manca la competizione della domenica e perché non riesco a vivere lo spogliatoio da calciatore".

Hai svolto tutta la tua carriera a Montorio, anche se le richieste da altre squadre non sono mancate...Perché? "Non so spiegarlo. Questa realtà mi è entrata nel cuore e non sono mai riuscito ad andare via. Ho dedicato tutto me stesso a questa squadra, penalizzando l'università e il lavoro... ma ho fatto ciò che sentivo di fare perché sarebbe stato troppo difficile rinunciare a questa passione".

M.C. per www.pianeta-calcio.it












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