ULTIMA - 21/4/19 - BUONA PASQUA 2019 A TUTTI I NOSTRI LETTORI

La redazione sportiva di www.pianeta-calcio.it, assieme al suo direttore responsabile Andrea Nocini e a tutti i suoi collaboratori, porge a tutti i nostri sempre più numerosi lettori e lettrici, ai suoi fedelissimi sponsor, i migliori auguri di una serena Pasqua da trascorrere con i propri
...[leggi]

ULTIM'ORA

29/7/16
PER IL VALDALPONE—RONCA’ UNA VENDEMMIA CON LE BOLLICINE

Il Solleone sta facendo capolino anche in una delle più belle, dorate vallate del Veronese: quella dell’Alpone: come un gatto sornione, disteso sull’aia assolata delle campagne, mostra i suoi artigli più acuminati, più luccicanti come sciabole scintillanti. Un cartellone pubblicitario, incrociato a Monteforte, ci ricorda che ci stiamo avvicinando a grandi balzi alla notte di San Lorenzo (il 10 di agosto), quella cara – si fa per dire, visto che si parla dell’omicidio del padre Ruggero (1867) – a Giovanni Pascoli, quella che si celebra, calici in pugno, salutando le stelle cadenti, piogge di lucciole che spiovono dal cielo nelle notti afose (e si spera limpide) tra il 6 e l’11 di ogni agosto.
 
Il calendario ha appena sfogliato il numero 26 di questo luglio afoso, che promette grappoli d’oro non solo tra le viti, ma anche nei piedi dei “punteros” monscledensi: “A Sant’Anna la pioggia è una manna!”: anche venendo da Verona si stanno ancora facendo i conti del disastro provocato dalla potente bomba d’acqua che ha scoperchiato non solo il centro scaligero, ma anche buona parte della periferia. Ma, non è soltanto la natura stessa che ci fa ripiombare in paesaggi bucolici, georgici, virgiliani, e al tempo stesso romantici, che si ripetono, in questo periodo dell’anno, in altre macchie verdi d’Italia, dal Veneto alla Toscana, dall’Umbria alle Marche: seguiamo un furgoncino Ape, con su scritto “Il carrettino del gelato artigianale”, guidato da una coppia di ragazzi, i quali, immaginiamo, visto il tramonto incipiente, hanno appena terminato di consegnare a famiglie e ai bambini più golosi della vallata dolcezze, freschezze, sogni e balocchi: come una volta, nel corso degli anni Sessanta, quelli del boom economico, quando l’Italia intera s’era desta dalle rovine di una Guerra che non era servita niente, se non a seminare vittime innocenti.
 
Anche i colori del piccolo furgoncino ricordano il mare, la voglia di tuffarsi nel fresco: è a strisce orizzontali bianche e azzurre. Lo superiamo, all’altezza di Terrossa, augusta quanto ruspante frazione del Comune di Roncà, terra di pregiati vini e di rubiconde ciliegie: qui, durante il 1943, molti veronesi trovarono scampo alle ingiustizie nazifasciste, anche l’allora 13enne mia madre biologica Tiziana, mia nonna materna Anita e mia zia Maria Grazia, nata nel Natale di quel terribile anno fatto di paure, di miserie, di angosce, ma anche di tante speranze. Ma, erano state molte altre migliaia le anime innocenti costrette a lasciare il centro e la prima periferia, soprattutto quella ad Est, per cercare scampo, in veste di cosiddetti “sfollati”.

Ma, per fortuna, gli spari si sono persi dietro le dolcissime colline, sono solamente un ricordo lontano, pallido come le tante fotografie che campeggiano, hanno trovato ostello dentro alle vecchie stalle trasformate in nobili e preziose Cantine. E’ la vallata che riassume i tratti caratteriali di una zona capace di rimboccarsi le maniche in fretta dopo l’alluvione di alcuni inverni fa: lo chiamano “dinamismo tipico del Veneto”, terra che non ha nemmeno il tempo davanti a simili inattese sciagure, a incresciosi capricci, rovesci della natura, di piangersi addosso. Si entra a Roncà dopo essere passati sotto il ponte costruito in periodo austroungarico: fatta una curva, ti ritrovi nella strada del Durello, e come non titolarla così una delle arterie più importanti del centro storico, una delle arterie più produttive del Roncarese?
 
Ancora un centinaio di metri, giù per quel ponticello – come ci ha indicato una nonna che tirava la carrozzina con dentro il suo fantolino – ed ecco la Cantina Zambon: qui si fa vino da 4 generazioni ormai. Il pioniere è Bruno, la prosecuzione è il 50enne Roberto (amicissimo di un altro Roberto del nostro calcio, che di cognome fa Maschi), l’innovazione è il 29enne Federico, il futuro è invece dietro l’angolo, tanto è assicurato dalla professionalità e dalla serietà di questi viticoltori. Penetriamo, come fa il sole nei grappoli vermigli a settembre, nella corte Zambon: uno scudo riporta le iniziali B ed R, ossia quelle di Bruno e di Roberto.
 
E’ qui che si è dato convegno, nella serata di presentazione a bollicine, l’S.S.D. Valdalpone-Roncà. Che non si è dimenticata, nelle figure dei suoi audaci, coraggiosi e intraprendenti dirigenti (il presidente e commercialista Emilio Cavazza, il vice Giuseppe Steccanella, il diggì Gionatan Pancera, il diesse Massimo Franchetto e il dirigente Edi Tirapelle), bravi a non dimenticarsi del passato più illustre del calcio monscledense, nominando Presidente Onorario il mitico Celestino Danese e rispolverando come Segretario quella brava persona che risponde al nome di Livio ed al cognome di Colognato.
 
Qui, in Corte Zambon, il raccolto viene imbottigliato in 25 mila involucri vitrei; ma, come ci spiega il giovane amministratore Federico, “vendiamo il vino anche in cisterna, e si parla di Soave, Durello, ma anche di qualche nero Merlot e dolcissimo Passito. In totale, produciamo 8 etichette”. Già, Federico, 29 anni, di cui la maggior parte spesa a rincorrere, da mezz’ala, la palla prima nei vigneti e poi nei prati di questa splendida, riconoscente vallata: a proposito di campi sportivi, il presidente Emilio Cavazza, nel suo rituale “Discorso alla Nazione” esteso ai nuovi e ai vecchi giocatori monscledensi, ha parlato di impianti sportivi non belli, non splendidi, ma di più…

Tornando a Federico della casata Zambon, vanta trascorsi pedatori nella vicina Arzignano, nella “vecia” A.C. Sambonifacese, nel Sarego (oggi Seraticense), nel Real Monteforte e nella “sparita” Napoleonica: “Oggi, a causa di un infortunio subito a un arto, mi dedico alla Cantina e al calcio. In autunno guiderò i Giovanissimi del 2003, l’anno scorso con gli Allievi sono arrivato al 4° posto. Dobbiamo, come società Valdalpone, insistere nella valorizzazione del vivaio, vero oro del futuro di ogni società, vera ed unica via di uscita dalla crisi. Contiamo su mister patentati e preparati, il Responsabile del Settore Giovanile è Massimo Soffiati. Stiamo ancora godendo del successo dei nostri Juniores (mister è Sandro Martin), bravi a guadagnare l’accesso al Torneo Regionale, e di cui 5-6 validissimi elementi sono stati accorpati con la Prima squadra, in Prima categoria. Accompagnatore della Prima squadra è quest’anno Dino Righetto”.

Riso alla greca, poi, fettine di roast beef con giardiniera, quindi, scaglie di Monte Veronese, tutte innaffiate rigorosamente da bianco Soave del cav. Bruno e Roberto Zambon (ma, anche il bianco Le Cervare fa il suo ingresso trionfale, anticipando la stura di un Magnum appannato garrulo, briccone e un po’ ribelle) troneggiano sui tavoli cui hanno preso posti i “samurai” sguinzagliati dal “sovietico” Gionatan Pancera, “re del divertimentificio”, fisico da (soprattutto, i pettorali scolpiti in palestra) ballerino del Bolscioj.
 
Restìo a parlare, come sempre, è Giuseppe Steccanella: ma, marcato stretto, ci snocciola i volti nuovi monscledensi: “L’ex centrale difensivo, il serbo Caslav Jovic, Baldisserotto (dal Lonigo), al posto della “scarpa d’oro 2015” Christian Turozzi, Emilio “Eliseo” Brunazzi (notevole davvero la snodevole, conturbante gheisca tatuata nel dorso della schiena abbronzata sulla spiaggia di Arzachena, immaginiamo, in Costa Smeralda). Poi, il giovane, 1996, Scalzotto (ex A.C. Sambonifacese). Dagli Juniores sono stati promossi in Prima categoria Alex Carrer (portiere, 1999), Elia Posenato (centrocampista, 1998), Mattia Burato (esterno-alto, 1998), Luca Burato (centrocampista, 1997), il difensore 1997 Nicola Trevisan. Obbiettivo? Far bene, e, dopo il 2° posto dell’anno scorso, …Anche perché è stata mantenuta l’ossatura dell’anno scorso, su cui sono stati aggiunti gli elementi che riteniamo possano servire a completare lo scacchiere”.

Vecchia conoscenza del nostro calcio, mister Salvatore “Totò” Mantovani: nativo (1967) di Goro (già, Goro, Gorino e Codigoro (il famoso Marchese di Codigoro), appollaiate nella laguna del Ferrarese), interista nostalgico (è legato ancora ai miti di “Spillo” Alessandro Altobelli e di Evaristo Beccalossi), l’anno scorso ha guidato il Trissino (Promozione). Ma, aveva trionfato alla guida della Pro Hellas Monteforte e il vice-presidente Steccanella, all’unisono con il diesse Massimo Franchetto, sognano nel mister ferrarese un altro trionfo in Prima categoria.
 
Umile, amante del calcio, mister Mantovani, rivolto ai ragazzi, dopo essere stato chiamato dalla presidenza a fare il discorso, ha ringraziato la società per l’opportunità concessagli: “La squadra è forte, il gruppo già affiatato da quello che sto già annusando, la società è ambiziosa. Io cercherò di mettere al servizio di voi giocatori la mia esperienza, la mia grande passione per il calcio, e spero di essere contraccambiato dalle vostre grandi potenzialità tecniche e dal vostro grande impegno”. Presente al vernissage anche il potente sponsor, il “re dei blu jeans stone washed”, Luigi Lovato, classe 1961 ed ex presidente, ma il lavoro all’estero l’ha sempre assorbito. Ora è un colosso aziendale il suo marchio.

Il presidente Emilio Cavazza, classe 1960, ha richiamato al Codice Etico anche i giocatori della Prima squadra, biglietto da visita della società monscledense ed esempio per le leve inferiori: “Stiamo ancora esultando per il trionfo dei nostri Juniores, ora in Regione, 6-7 elementi sono stati accorpati alla “rosa” della Prima squadra, indice che il vivaio sta dando i suoi rigogliosi frutti. Umiltà, impegno e capacità sono gli ingredienti-principi per fare di un gruppo una macchina vincente. Dobbiamo, e vogliamo, come società, migliorare anche sul piano comportamentale e nel cosiddetto fair play”.

Tra i coordinatori del vivaio, sono stati ricordati Massimo Soffiati, Federico Zambon, Mauro Niero e l’ex milanista di “paron” Nereo Rocco, Giorgio Biasiolo (alcuni anni fa, l’ex mediano vicentino del vecchio Milan del presidente pre-Giussy Farina Albino Butticchi, in forza alle piccole leve del Vestenanova): “Vogliamo insegnare, sì, calcio” ha detto Cavazza “ma, prima ad essere dei veri uomini, futuri attori del palcoscenico della nostra comunità, e poi giocatori”. Fissato al 16 agosto l’inizio della preparazione, con sedute atletiche tutte le sere. Al 20 di agosto è stata già concordata un’amichevole con la Belfiorese, di mister Flavio Carnovelli, società neo-promossa in Eccellenza.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it
Le foto sono state scattate da Giorgio Lunardi












Visualizzato(2146)