ULTIMA - 19/1/19 - LA "ZONA CESARINI" ANCORA FATALE ALLA VIRTUS VERONA

Ancora una volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale dell'incontro. A decidere la sfida a favore del Monza è stata una rete di Palazzi all'83° minuto. Buono l'avvio di gara dei rossoblu veronesi che dopo una decina di minuti colpiscono la traversa con una bella conclusione di Paolo Grbac. I brianzoli
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ULTIM'ORA

5/11/16
ALTOLA’, C’E’ IL COLA’!

Un cellulare che suona, una voce amica che ti lancia un invito che non puoi rifiutare, perché immagini già come “certe notti” finiscono sul lago di Garda. Ed eccoci all’allenamento dei “cedrini” del presidente Gianluca Montresor, con mister Damiano Tinelli che ti ripassa la sua esistenza sia da calciatore che lavorativa. Che ti mostra, orgoglioso, il campo principale, attiguo a quello dove i giocatori sudano agli ordini di Franco Armani, il preparatore atletico, e si sorbiscono quarti d’ora di fine tattica impartiti loro da Alessandro Puttini, vecchia – ma non troppo, eh! – conoscenza del calcio di casa nostra, molosso del centrocampo sia del Domegliara che del San Martino di mister Franco Beniamino Vignola, di Moretto, di Pippo Baltieri, di Riccardo Montefameglio, l’ex “puntero” della Primavera del Chievo. 

Anche il calcio minore è come un grande Circo: ti permette, di punto in bianco, di ritrovare vecchi amici, di darti risposte concrete, in carne ed ossa, alle domande “ma che fine ha fatto il Tizio?”, oppure, della serie “ma, guarda un po’ questo qui: non vuole saperne della pensione!”. E’ il caso di Alessandro Gianello, 37 primavere, di Giovanni Chincarini, di giorno avvocato penalista, dal tramonto in poi giocatore di calcio: è lui che indirettamente ci fa da stella Cometa con date e ricordi, perché l’ultima volta che avevamo messo il piede a Colà era stato dopo il ritorno in Seconda categoria nella stagione 2007-08, trascinato il Villa dei Cedri, dai 33 gol dello specialista in codici e pandette. 

Magie del calcio; il quale ti fa sparire e ricomparire personaggi che parevano allungare la loro parentesi in altri ruoli: è il caso di Puttini, profondo conoscitore del calcio, avviato verso una sicura carriera di diesse, ed invece inghiottito dal più grande e noto parco dei divertimenti italiano, Gardaland. Ricordi che rischiarano con luci psichedeliche presente e passato: ma, pronte, le lucette, a rischiare il futuro, perché il Colà Villa dei Cedri non è solo un parcheggio di nostalgici ed inguaribili elefanti. Ci sono anche i giovani, tra questi il capitano “Buondì” Motta, che di nome fa Leonardo. Che ti mostra, il neo-laureato bussolenghese, fiero di se stesso, sullo smartphone i festeggiamenti della laurea conseguita in Medicina e Chirurgia (votazione 101/110, ed ora come ora stordito da guardie mediche notturne, ma anche in attesa di specializzarsi in Malattie Infettive), radioso ugualmente mentre si fa fustigare dagli amici, si fa centrare dai loro scherzi goliardici (chiamali gavettoni), e mentre indossa un sandwich fatto di pandorini Motta. 

Passato, presente e futuro sfilano in questa notte che preannuncia l’arrivo della pioggia: che non è quella dei Tropici che molti dei ragazzi del lago evitano, quando, stremati dalla lunga estate lavorativa nelle strutture alberghiere, nei parcheggi, volano fin là ad abbracciare. Sì, perché è sempre più eroico, sempre più difficile fare calcio per le nostre società del lago: i ragazzi ti arrivano a ottobre e poi li vedi partire, come rondini, verso i mari caldi. Quindi, non puoi contare per tutta la durata del campionato su di loro!

Colà, piccolo quanto grazioso balconcino sul lago di Garda, “perla” di una Lazise che assieme alle sue frazioni dà alloggio a più di 3 milioni e mezzo di turisti all’anno: roba da mal di testa! Le rinomate acque sulfuree della vicina Villa dei Cedri gorgogliano a oltre 30 gradi, alla pari dell’acqua che ribolle nei pentoloni pronti a sfornare nel dopo allenamento una cena a base di fusilli, piselli, pomodoro e prosciutto – come primo -, spezzatino di vitello e poi ben tre ruote di torte impregnate di marmellata. 

Ai fornelli, ed è questo il bello di questa società, si alternano un po’ tutti, più di una mezza dozzina di provetti cuochi: dal cassiere Dario, a Giacomo e Gianni Montresor, a Gianluigi, ad Alessandro, per tutti “Screch”. Gianluigi Mustoni è l’unico trapiantato in questo spicchio di lago: ha nel cuore l’A.C. Colà Villa dei Cedri, negli occhi la sua Lombardia. Un brillio lampeggia nelle pupille quando forse scopre di essere parente – anche alla lontanissima: si dice sempre così – dell’ingegner Sergio, presidente dell’A.C. Oppeano e bustocco. Mancano il Segretarissimo Emanuele Bazzoni e il diesse Alessandro Dorizzi. 

“Siamo ripartiti con delle difficoltà” spiega il presidente Gianluca Montresor “quelle legate all’attività lavorativa dei nostri ragazzi sul lago. Alcuni elementi ci hanno lasciato – vedi Salvagno e Marassi, passati rispettivamente alla Gabetti Valeggio e al Lazise -, Andrea Modelli ha preferito gli Amatori del Colà. Ma, riteniamo di aver allestito lo stesso un gruppo competitivo, capace di piazzarsi nei play off. Ma, punta sul portiere Enrico Prospero, sui fratelli Fabiani, su Alessandro Marconi, detto “El pansa”, sulla “bandiera” Alessandro Gianello. Tra le papabili, lo United Sona, il SommaCustoza e il Verona International”.

“Davvero un bel gruppo” ci comunica una volta raggiunto da mister Damiano Tinelli a tarda sera al cellulare Giovanni Chincarini, classe 1975, aggiungendo: “i nomi ci sono, la piazza è di quelle giuste per poterti mettere nelle condizioni di esprimerti al meglio. La nostra forza è sia il gruppo che lo staff tecnico e dirigenziale”. Oltre ad Alex Bogdan, punta un tempo del Lazise, il compagno di reparto Enrico Olivieri: è lui, spiaccicata controfigura di Corto Maltese, il quale ci indica dove fare l’ultimo giro prima di rientrare a Verona. 

“Certe notti” sul lago di Garda sono magiche lo stesso anche in autunno, in questo noioso e buio inizio di novembre. I “ragazzi del lago” sono inguaribili sciupa femmine in estate e impareggiabili compagnoni, una volta sparite le vichinghe, bionde ed invitanti, e tutte da bere in un sol fiato come le loro birre appannate. Giovanotti, quelli del lago, ideali davvero per bypassare il lungo, melanconico, pallido, esangue inverno. 

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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