ULTIMA - 24/3/19 - LA VIRTUS VERONA TRAVOLGE IL RIMINI ED E' IN ZONA SALVEZZA

Non si ferma più la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che travolge 3 a 0 il Rimini allo stadio “Gavagnin-Nocini” ed è ora in zona salvezza diretta. I rossoblu virtussini giocano un ottimo primo tempo e al 4° minuto sono già in vantaggio; Palma perde palla, Giorico serve Casarotto che appoggia per Danti che in diagonale batte
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ULTIM'ORA

18/11/16
IL CUSTOZA 08 VUOLE TORNARE… IN SOMMA AL CALCIO

Del Magico Sommacampagna dei fratelli Maccacaro, quello che verso la metà degli anni 70 sgomitava col Cardi Chievo e l’Audace San Michele Extra per conquistarsi il titolo di damigella d’onore dell’Hellas Verona del presidente e comm. Saverio Garonzi, del bergamasco quanto religioso mister Gian Carlo Cadè, quello trascinato dai gol del “killer di Oderzo”, al secolo Gian Franco Zigoni, ex sculettato Juve a 16 anni e mezzo, ex Roma e dopo gli 8 anni ruggenti vissuti in riva all’Adige, al Brescia, ebbene, di quella davvero straordinaria favola c’è rimasta qualche foto ingiallita nella sede appesa alle pareti degli impianti sportivi.
 
E’ già buio da ore, quando verso le 21.30 raggiungiamo il campo che aveva esaltato le doti del portierone Alberto Bertucco, il “papà” di Garellik, di “Spin” Minucelli, libero all’olandese, di Perazzini, dai baffi da vero “tamburino sardo”, improvvisamente rialzatosi magari dall’ossario della vicina Custoza (dopo “aver tirato su” con le sue ungarettiane “quattr’ossa” (dalla poesia “I fiumi”, nella fattispecie l’Isonzo), fiero, “El Pera”, con tanto di luccicante baionetta a tracolla e il pugnale tagliente tra i denti. Già, il Magico Somma di “Fuffo” Fulvio Begnini, l’attaccante alla “Spillo” Altobelli che aveva lasciato il Porta Nuova di Franco Rasi per cercare fortuna, qui, tra queste colline moreniche, punteggiate da splendide ville, in cui trovarono casa diversi scultori, in primis, Berrocal. I quali hanno trasformato Sommacampagna in una “piccola Atene”, per il loro laboratorio, prima di inviare le loro creazioni alle fonderie artistiche Brustolin, o dei fratelli Bonvicini, per le loro opere da sfornare in bronzo.
 
Qui, a un passo dal lago di Garda, dove tutto ha dell’incanto, dove gli uomini più scafati s’inventarono di sradicare le viti dalle dolci colline per dar posto a immensi campi da golf, ebbene, questa notte l’erba degli impianti sportivi di Sommacampagna risaltano, all’accensione solo di un paio di fari, di un invitante verde smeraldino. Quello che ti fa venire la voglia di correre a piedi nudi per il campo, sotto una pioggerellina che ti fa ritornare giovinetto e che ricorda tanto quella manzoniana fatta cadere in testa a Renzo Tramaglino, contento finalmente di aver potuto riabbracciare la sua amata Lucia. Di quella notte del 1° luglio 1978 vissuta al vecchio “Silvio Appiani”, ora sfigurato per dar posto a un enorme parcheggio e soppiantato dall’algido “Euganeo”, c’è rimasto anche il gagliardetto strappato allo sparviero granata del Contarina di Rovigo di mister Mantoan, dei vari Cester, Vianello, Luca Gotti, Pin, Lazzaro..
 
All’imbattibile aquilotto rosso e nero Begnini mozzò il becco e gli artigli, come l’araldica volle per gli alerioni, simbolo caro ai nobili di Lorena e soprattutto preferito nello stemma dell’imperatore Napoleone Bonaparte. Una capocciata imperiosa e maligna, quella sferrata con rabbia e furore, da “Fuffo” Begnini, che era con quel balzo da puma volato in Paradiso per cercare la luna eclissata da una notte color nero seppia e sferzata da secchiate continue di acqua piovana e di salato sudore degli eroi biancocelesti Dusi, di capitan Dino Cherubini. La sfera di cuoio che scuote la rete fradicia di pioggia e di lacrime alle spalle del portiere dei rosso e neri rodigini, il mitico Gino Bovolenta, il portiere-rigorista (48 trasformati su 52), il portiere delle oltre 500 presenze con la casacca dei polesani (dal ’64 all’85), automobile preferita la Fiat 124, idraulico nella vita di tutti giorni, un solo tradimento – l’ultimo anno nel Rovigo -, classe 1948 (nato il 6 maggio), altezza 178 cm, forse già sazio dello scudetto di Promozione - con conseguente ingresso in Interregionale (l’odierna serie D) - vinto un mese prima proprio a scapito del Somma.
 
Chissà dove riposerà l’enorme insalatiera d’argento sollevata nel cielo di Padova quella notte! Sarà finita, ossidata dal tempo e dal “sic transit gloria mundi” in un qualche cassetto,“calto”, di un prezioso canterano della famiglia dell’imprenditore calzaturiero Dino Maccacaro, il presidente che alla domenica se ne andava a caccia di beccacce e beccacine nell’ex Jugoslavia, sicuro che i suoi eroi tessevano la favola irripetibile per l’unica veronese regina nella storia della sfavillante Coppa Italia Dilettanti. Ebbene, di tutta quella polvere, galassia di stelle non c’è rimasto più nulla: anzi, sembrano essere passati milioni di anni da quella notte magica del “Silvio Appiani”.

Ora quel Magico Somma si è unito, da anni, in matrimonio con la più umile Custoza 08, portata avanti con fierezza e tanto coraggio (visti i chiari di luna economici che ci rischiarano in questi anni di interminabile crisi) da Moreno Trevisani. Che da buon imbianchino a livello industriale vuol tornare a ridipingere la volta bianco-celeste, con l’aggiunta dei colori del suo primo amore, il Custoza 08, il giallo e il nero. “In questi ultimi 3-4 anni” confessa il massimo dirigente “abbiamo voluto sacrificare l’attenzione verso la Prima squadra – ora in Terza categoria – dedicandoci molto al Settore Giovanile. E da un’ottantina di tesserati siamo oggi arrivati a sfiorare i 200!”.

Lì vicino, il segretario Enrico Valbusa, futuro papà con la moglie Francesca verso i primi di dicembre di una bimba, parla di presenza dell’ACD SommaCustoza in tutti i Tornei indetti dalla Federazione, ad eccezione dei Giovanissimi. Per il diesse e Responsabile della Prima squadra, Fabio Cristini, “è stato resettato quasi tutto il gruppo della passata stagione, al fine di dare il là a un nuovo progetto triennale, che dovrebbe portare i suoi copiosi frutti. Sono rientrati un paio di prestiti – il portiere 1998 Nicola Sospetti e Luca Pighi, classe 1996, entrambi dati all’Olimpica Dossobuono -, mentre il nostro secondo portiere è un nostro Allievo, l’albanese Ardit Hamatoj, classe 2000. Esiste una bella e fattiva collaborazione tra la Prima squadra riassegnata a mister Garçia Hector Rodrigo – uruguagio (la moglie psicoterapeuta Ivete Zambon Scarpari è invece brasiliana) e gli Juniores guidati da mister Mazzo”.

Della cosiddetta “vecchia guardia” sono rimasti bomber Nicolò Bolla, classe 1983 e 9 stagioni consecutive nei “tamburini sardi”, il mantovano ora di Mozzecane Mattia Cioffi (’89), Antony De Bortoli (’89) e Gianni Santin (’85). “Il gruppo c’è, la piazza anche” spiega mister Hector Rodrigo Garcia “il progetto è stuzzicante. Siamo un gruppo di 19 elementi, un mix di validi e promettenti giovani inseriti su uno zoccolo duro formato dai restanti 4 giocatori riconfermati. Una delle papabili al titolo è, secondo me, lo United Sona Palazzolo, ma anche noi ce la giochiamo ogni domenica. Qui, a differenza di altre parti, dove dopo tre partite andate male ti esonerano, il progetto è andato avanti secondo i piani. L'anno scorso abbiamo fatto giocare un po' tutti e lanciato diversi ragazzi del vivaio e quest'anno abbiamo costruito una buona squadra migliorando i difetti dello scorso anno.”.

Responsabile del Settore Giovanile è il baffo più famoso di Sommacampagna, ossia Domenico Montresor, il “signore degli anelli”, per via dell’uso di tanti monili che agghindano le dita delle mani. Assessore allo Sport presso il Comune di Sommacampagna è “El Bicio” Bertolaso, ex “bandiera” biancoceleste e figlio di Lino, presidente che ha preceduto l’ingresso de “El Cico”, al secolo Gianfranco Bernardi. “Un giovane di cui sentiremo parlare” aggiunge Moreno Trevisani “è senz’altro Luca Pighi, centrocampista eclettico della classe 1996. Le papabili al titolo? Il Verona International, incontrati e battuti 5 a 1 in una loro giornata-no ma sicuramente favoriti alla promozione, ho visto bene anche il Quinzano e il Quinto. Siamo un gruppo” conclude Trevisani “che possiamo fare la nostra parte, senza smania di vittoria finale. Cerchiamo di fare bene ogni domenica, ma, soprattutto di divertirsi”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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