ULTIMA - 24/3/19 - LA VIRTUS VERONA TRAVOLGE IL RIMINI ED E' IN ZONA SALVEZZA

Non si ferma più la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che travolge 3 a 0 il Rimini allo stadio “Gavagnin-Nocini” ed è ora in zona salvezza diretta. I rossoblu virtussini giocano un ottimo primo tempo e al 4° minuto sono già in vantaggio; Palma perde palla, Giorico serve Casarotto che appoggia per Danti che in diagonale batte
...[leggi]

ULTIM'ORA

5/1/17
LE SCUOLE CALCIO ELITE VERONESI SONO IN CALO

La troppo burocrazia e la mancanza di abili allenatori frenano le Scuole Calcio d’Elite di Verona. Sembrano questi, all’apparenza, i principali motivi di questo calo. Di ben cinque unità rispetto alla scorsa stagione, da 12 a 7. E’ quanto emerge dal comunicato ufficiale n. 19 della Figc, Settore Giovanile Nazionale, a cui spetta il compito di controllare tutta la documentazione presentata dai richiedenti e dare un parere. Ma  guardiamo le attuali posizioni e scopriamo che Verona, con le sue sette società, dal terzo posto scivola al quarto. Davanti svetta Treviso con 17, segue Padova con 13, Venezia 10. La nostra delegazione è in buona compagnia con Vicenza. Sotto di loro le cenerentole Rovigo con 3, Bassano, Belluno e San Donà 2. Le magnifiche sette veronesi sono: Villafranca, Virtus Vecomp, Montorio, San Martino-Speme, Zevio, Hellas Verona, Caldiero Terme. Su questo calo abbiamo sentito il loro parere.

Roberto Forigo (responsabile Calcio Elite Villafranca): "Se solo 7 su circa 130 società di calcio fra Verona e provincia  possono vantare la qualifica di scuola calcio elitè, rappresenta e consolida il nostro ottimo lavoro che in questi ultimi anni stiamo svolgendo nell’attività di base. I pregi sono dovuti principalmente al fatto che per ottenere tale qualifica la società richiedente deve ottemperare a determinati requisiti da istruttori formati e qualificati, ad un numero stabilito di iscritti. Difetti non ne esistono, sono piuttosto da definire difficoltà, principalmente nel reperire bravi e preparati istruttori”

Mauro Cannoletta (diggì del Villafranca) precisa. "Questo è il terzo anno che cerchiamo di mantenere la scuola calcio di livello, la cosiddetta elite; siamo entrati nelle scuole, ci facciamo conoscere da insegnati e bambini che apprezzano i nostri sforzi e abbiamo un ritorno per quanto riguarda gli iscritti. Ti consente di avere allenatori e istruttori preparati e soprattutto qualificati. In questo modo i nostri ragazzi stanno crescendo molto. Fattori negativi? Come sempre la burocrazia. Occorre compilare carte su carte e ancora carte per nulla, basterebbero le autocertificazioni in alcuni casi. I cinque incontri obbligatori non servono perché partecipa un decimo dei tesserati, allora bisogna pensare a dell'altro rivolto solo ed esclusivamente al bene del giovane calciatore”

Mirko Turazza (allenatore Zevio) "Non è solo un discorso burocratico, io lo definirei più che altro un investimento a lungo medio termine. Questo perché comporta obbligatoriamente ad adempiere a determinate azioni e regolamenti che fanno sì che tu non possa abbassare la guardia, nel senso che devi organizzare un sacco di incontri formativi e rispettare un determinato organigramma che comprende figure ben precise qualificate all'interno della società. Sei soggetto a controlli a sorpresa da parte di addetti esterni preposti al controllo sia sul campo che nelle serate formative. Questo non significa nell’immediato comunque avere vittorie o squadre competitive su tutti i livelli sia provinciali che regionali ma sicuramente una crescita giusta in progressivo che porterà, come dicevo prima, certamente risultati nel lungo medio termine".

Lorenzo Peroni, (presidente Montorio): "Chiaramente soddisfare i requisiti per accedere allo status di Scuola calcio élite è un impegno tecnico e burocratico importante che viene interamente gestito dalla nostra segreteria e dai responsabili della Scuola calcio. Ma è pur vero che sono procedure che ci portano ad elevare i nostri standard, ad ottimizzare le nostre procedure e ad offrire ai nostri ragazzi livelli tecnici molto alti, a partire dagli allenatori che sono rigorosamente qualificati. Quindi non possiamo che essere favorevoli a tutto ciò che migliora la qualità delle nostre società e dei nostri settori giovanili".

Massimo Fanini (responsabile tecnico Virtus) "Diciamo che da un lato permette alla società di dover programmare l'attività in ogni suo punto, ad essere aggiornata da un punto di vista dei tecnici (tutti aggiornati) e questo è sempre un dato positivo per una società, ovvio che occorrono persone qualificate per farlo. Diciamo che è sicuramente impegnativo ma anche soddisfacente".

Francesco Tramarin (allenatore giovanile Hellas Verona) "Per richiedere la scuola calcio elite vuol dire che tutti gli allenatori dell'attività di base sono qualificati (Patentino Uefa A o B, o laureati in scienze motorie). Avendo tutti gli allenatori qualificati la società è costretta a tenere 5 serate di informazione durante l'anno, aggiornando cosi i propri tecnici periodicamente. Grazie alla qualità dei tecnici la società potrebbe avere un maggior numero di iscrizioni a discapito delle società limitrofe che non hanno tale qualifica. Ma ci sono anche dei costi che la società deve provvedere: i molti tecnici qualificati, la prenotazione di una eventuale sala e inoltre per pagare il docente che terrà la serata. Infine, una lunga e dettagliata modulistica a livello burocratico da spedire entro novembre".

Renato Pisani (Speme-San Martino). “E’ certamente un onore poter avere questa qualifica,una bella vetrina di richiamo e di qualità per la nostra società. Le difficoltà maggiori sorgono quando entra in campo la burocrazia, enorme e dettagliata e reperire tecnici patentati validi per questo settore".
Maria Bighignoli (segretaria) aggiunge. "Da evidenziare anche le spese che si devono affrontare nella ricerca di sale adeguate per le riunioni obbligatorie e il rimborso delle spese ai vari docenti intervenuti.

Maurizio Morandini (dirigente Caldiero terme) “Per conservare questa importante qualifica c’è ancora troppa burocrazia, da snellire subito. Un altro tasto dolente è la mancanza di allenatori qualificati e bravi nel seguire i giovani nel loro percorso formativo tecnico e fisico. Inviterei, inoltre, la Figc-Settore Giovanile a preventivare ad ogni stagione dei raduni concentrati sul territorio per esporre progetti, obiettivi e finalità”

Roberto Cappelletti per www.pianeta-calcio.it












Visualizzato(1903)