ULTIMA - 19/1/19 - LA "ZONA CESARINI" ANCORA FATALE ALLA VIRTUS VERONA

Ancora una volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale dell'incontro. A decidere la sfida a favore del Monza è stata una rete di Palazzi all'83° minuto. Buono l'avvio di gara dei rossoblu veronesi che dopo una decina di minuti colpiscono la traversa con una bella conclusione di Paolo Grbac. I brianzoli
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7/1/17
BEFANA BEFFARDA PER L’AMBROSIANA, COPPA ALLA CLODIENSE

La Befana scende a Rosà di Vicenza – paese di circa 15 mila anime, a un tiro di schioppo dall’epica Bassano del Grappa – scaricando caramelle e dolciumi privi di zucchero – come quelli indicati a chi è affetto da diabete – all’Ambrosiana di mister Tommaso Chiecchi. Il mister dell’S.S.D. Clodiense, Massimiliano De Mozzi, classe 1970, conosce bene anche ogni millimetro quadrato di questo campo, essendo originario di Marostica, e fa scacco matto ai “Demoni della Valpolicella”. Giunti con due pullman e una cinquantina di automobili allo Stadio Comunale della Padania “Toni Zen”, e in netta maggioranza rispetto ai chiozzotti, i quali soffrono ancora per l’ammutinamento della sua calorosa tifoseria, soprattutto quella di Sottomarina (che si è sentita esclusa nel non essere, nella denominazione societaria, ricordata a fianco della versione latina di Chioggia, ovvero Clodiense).

Cornice di pubblico che da tempo non si vedeva (si sono sfiorate le 8 centinaia di spettatori), più palpabile la presenza dei supporters valpolicellesi, i quali, verso la fine della contesa, hanno preso di mira il giovane arbitro Alessio Schiavon della Sezione di Treviso (presente in tribuna il nostro Maurizio Gennaro e ben 8 – dicono – tra Designatori e Commissari arbitrali), apparso non impeccabile in un contesto che, comunque, non è mai sceso allo scontro fisico, mantenendosi sostanzialmente corretto (6 i gialli, 3 per parte: Arthur, Malagò e Pradolin per i lagunari, a fronte di Sabaini, Andreis e Pangrazio – simulazione in area avversaria – per gli alto-veronesi).   

Più tattico il primo tempo, con le due squadre che, obbligate dalla delicatezza della gara unica, secca, a stare molto guardinghe per evitare il gol sul classico episodio (evento, poi, puntualmente avveratosi nel cuore della ripresa), non hanno voluto più di tanto sbilanciarsi. Anche se sul piatto della bilancia si registrano più azioni offensive dei chiozzotti e pochissime conclusioni da parte dei rosso e neri avversari. L’Ambrosiana ha giocato con la sola punta “Pinturicchio” Luca Avesani, una sorta di spina nel fianco, nelle costole della difesa dei granata, ben supportato sulla sinistra da un volonteroso Riccardinho Testi (pregevoli alcune sue giocate; anche di tacco a seguire), e da molto dietro servito dalle maestose giocate del mancato interista Nicolò Pangrazio, versione senza barba, con al suo posto due baffetti neri corvini, che hanno ricordato ora quelli di Freddy Mercury dei Queen, ora quelli più a tema del mitico e geniale quanto sfortunato Gigi Meroni del Toro. Ora, solo ammirando alcune sue giocate per la prima volta, abbiamo capito perché Beppe Baresi si era scomodato, partendo dalla sua Milano per recarsi nel Sambonifacese, a casa dei familiari di Nicolò, chiedendo loro di convincere il figlio, recalcitrante, a firmare il transfert per l’Inter!

Sì, ricordate bene, Gigi Meroni, quello che ha giocato con i calzettoni giù (diconsi alla cacaiola) anche in Nazionale e al cui cospetto la regina Elisabetta II, ai Mondiali d’Inghilterra, durante il rito degli inni nazionali, ha abbassato il capo in segno referenziale per quell’asso di Erba di Como, figlio dei fiori…da mettere nei cannoni al posto delle cariche di bomba. Sfortunato davvero Nicola Savoia: al 62’, sulla traiettoria della punizione calciata fuori area da Enzo Emanuel Abrefah, classe 1991, dopo un “lo tiri tu, o la calcio io la punizione? con il superbo Davide Pradolin, la sfera di cuoio andava a incocciare su un suo omero, ingannando l’incolpevole Federico Cecchini.

Media decisamente più bassa per l’”Ambro”, basti pensare che  i granata lagunari del presidente Ivano Boscolo Bielo, classe 1961, imprenditore nel trasporto via acqua a Venezia di materiali edili, hanno opposto tra i più imberbi, tra i più giovani, il portiere Bastianello Parolo, classe 1998, non perfetto nelle pochissime uscite in cui è stato chiamato a esibirsi (ma, ci hanno riferito che non è lui il titolare!), il numero 2 Francis Arthur, classe 1997 e il numero 3 Matteo Boscolo Nata, classe 1996. Insomma, una difesa – quella clodiense – col biberon, ma, a fronte di un complesso di giocatori maturi – ottimo il 7, tale Ruben D’Incà, bravo a raccattare più palloni lui dell’Amia, e a procurare la punizione letale per l’”Ambro” - . Ci si aspettava di più, onestamente scrivendo, dall’8, Matteo Malagò, abbastanza in ombra, nonostante nel cielo livido di un freddo polare Artico di Rosà la luna giocava timidamente a mostrarsi, lievitando fino a farsi totalmente nuova.

Davanti a Cecchini, la Muraglia cinese, bella alta e quasi impeccabile: quella formata dal biondo e segaligno Nicola Andreis, classe 1995, ex Seregno, un altrettanto aitante e valido Nicola Savoia (’96), uno schiumante doberman quale è sempre Alex Sabaini. Si è dato molto da fare, incurvandosi perfino col capo a terra come quando i ciclisti devono affrontare ad alta velocità la curva, l’ex oppeanese Matteo Oliboni, mentre non è dispiaciuto l’ingresso di Matteo “tartaruga” Rambaldo, ex Caldiero. E’ stato utilizzato, nelle file dei “demoni della Valpolicella”, anche Alessandro “Camoranesi” Vecchione, ma, poche le sue belle pennellate andate alla ricerca di incornate imperiose ed imperiali.

La Coppa Italia Dilettanti, che non si ferma a Verona dal lontano 1° luglio 1978, quando nel catino zeppo di pioggia del “Silvio Appiani” l’ultimo ad alzarlo fu il Magico Somma in seguito alla sontuosa capocciata a rete di “Fuffo” Fulvio Begnini rifilata all’estremo difensore degli sparvieri rosso-neri del Contarina (già in serie D a maggio di quella stagione calcistica) difeso del mitico e baffuto portiere-rigorista (su 26 rigori solo 4 i falliti; e oltre 500 presenze nei rodigini) Gino Bovolenta, viene sollevata nel cielo terso, lucido e livido di questo anno appena fattosi nuovo, che sta sgranchendosi le gambe, ai chiozzotti.

La fortuna è pensare che i ragazzi di mister Chiecchi hanno davanti tutta mezza stagione per continuare a fare l’andatura nel girone “A” di Eccellenza, per mantenersi davanti – magari ancora a +1 - al suo più agguerrito (e professionistico avversario: i ragazzi di mister De Mozzi si allenano in settimana ad orari da club di Lega Pro) sparring partner (ma, occhio, a mordere c’è il terzo incomodo, il padovano Pozzonovo!). Non sarà, vogliamo dire, una gara nuovamente perduta a compromettere i sogni dei “Diavoli della Valpolicella”, ma una trafila di 15 gare tutte intense, tutte da vivere con grande intensità calcistica, compresa, alla 4^ di ritorno, la insidiosa, quasi proibitiva trasferta in laguna veneta.

Comprensibile l’amarezza dipinta sul volto e tatuata nelle parole del presidente rosso e nero Gianluigi Pietropoli (in tribuna scortato da alcuni suoi storici sponsor): “Grande il rammarico perché in fin dei conti abbiamo perduto solo su una punizione viziata da una sfortunata autorete, giocando alla pari contro una squadra di professionisti. Noi, oggi, abbiamo dato il massimo che potevamo, anche se non avevamo tutti i giocatori in condizioni di esprimersi al 100%. L’obiettivo ora resta solo il campionato, dove facendo tesoro di questa esperienza, metteremo in campo qualcosa di diverso, di più decisivo. Bravi tutti i ragazzi per l’impegno profuso, e pensiamo già da domani alla 16^ di stagione posticipata a mercoledì 11, quella contro la matricola Cartigliano. Ed arrivederci, per i nostri tifosi, simpatizzanti e sponsor, alla finale dell’anno prossimo 2018, perché, tranquilli, noi ci proveremo ancora a vincere la Coppa. Questo è poco, ma è sicuro!”

Sulla stessa lunghezza d’onda il vice-presidente, l’imprenditore Mauro Testi: “Può starci aver perduto oggi contro una signora squadra; brucia ancora di più essere stati piegati da una beffarda autorete. Comunque, è stato un bel traguardo aver disputato la finale, è stata un’esperienza di cui dovremo farne tesoro per puntare con maggior fortuna l’anno prossimo alla conquista del Trofeo”.

Per i chiozzotti, siamo riusciti a sentire il trainer, il marosticense Massimiliano De Mozzi, classe 1970: “Vittoria meritata, abbiamo fatto qualcosa di più dell’Ambrosiana, ed è stato giusto portare a casa la Coppa. Loro hanno fatto una gara sopra le righe, ottimo Pangrazio: fossi un mister di serie D lo recluterei subito! Chiecchi? L’ho trovato un collega molto preparato e ben organizzato a livello difensivo: infatti, abbiamo faticato molto a passare. Noi, ci siamo riusciti anche se con un po’ di fortuna”.

Sempre De Mozzi: “Ora sotto col campionato, è vero. Già è dura per noi perché tutti ogni domenica ci aspettano col coltello tra i denti e per inscenare un’autentica partita della vita o della morte. Ora proviamo a lottare per vincere il campionato, vedendocela con l’Ambrosiana e con il Pozzonovo. Dei miei, do la lode a D’Incà, a Davide Boscolo Gioachina (l’11 sulle spalle) perché l’ho fatto giocare in una posizione non sua, poi, a Malagò e a Pradolin, mentre impeccabili sono stati i miei due difensori, per aver fatto trovare alle punte avversarie un’autentica muraglia”. 

TABELLINO DELLA FINALISSIMA DI COPPA ITALIA DILETTANTI 2016-2017
AMBROSIANA: Cecchini, Savoia, Perinelli, Andreis (86’ Cecco), Sabaini, Filippini, Oliboni (66’ Vecchione), Lonardi, Avesani, Pangrazio, Testi (55’ Vecchione). A disposizione di mister Tommaso Chiecchi: n.12 Chesini, 13 Polato, 14 Vecchione, 15 Cecco, 16 Cinti, 17 Gardini, 18 Rambaldo.
S.S.D. CLODIENSE CHIOGGIASOTTOMARINA: Bastianello, Arthur, Boscolo Nata, Abrefah (81’ Costi), Nnamani, Abcha (93’ Boscolo Sale), D’Incà, Malagò, Ravi, Pradolin, Boscolo Gioachina (76’ Cacurio). A disposizione di mister Massimiliano De Mozzi. N. 12 Tebaldi, 13 Penzo, 14 Costi, 15 Cacurio, 16 Boscolo Sale, 17 Tacchetto, 18 Boscolo Zemelo.
Arbitro: Alessio Schiavon di Treviso; assistenti: Anelli di Padova e Hjordjevic di Schio.
Reti: Autorete di Savoia al 62’.

Presenti in tribuna molti presidenti e dirigenti di club dilettantistici veneti, il Presidente del C.R.V. LND-FIGC Bepi Ruzza, l’ex Presidente Giovanni Guardini, il Consigliere Regionale Mario Furlan (ha premiato lui l’Ambrosiana 2^ classificata), il Pres. AIA Vr Maurizio Gennaro. 

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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