ULTIMA - 23/1/19 - LA VIRTUS VERONA CEDE CONTRO LA CAPOLISTA PORDENONE (1-2)

Per l'ennesima volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale della partita dopo essersi battuta alla pari contro la capolista incontrastata del girone B di serie C, il Pordenone di mister Attilio Tesser. A decidere la sfida a favore dei neroverdi friulani è stata una rete del 38enne Emanuele Berrettoni, ex Hellas Verona,
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12/1/17
L’”AMBRO” PAREGGIA A CARTIGLIANO MA PERDE LA “TESTA”

Come nei più classici film gialli, l’Ambrosiana torna – a distanza di nemmeno una settimana – sul luogo delitto, barcolla, ma non crolla davanti all’avversario A.S.D. Cartigliano. Se il 6 gennaio la Befana aveva sfilato ai “diavoli della Valpolicella” la Coppa ricolma solo di notorietà, ieri, a un tiro di schioppo da Rosà vicentino l’undici rosso e nero di mister Tommaso Chiecchi è costretto a cedere la corona, lo scettro di capolista del girone “A” di Eccellenza alla matricola vicentina. Il Centro San Pio X è un’autentica ghiacciaia: il freddo polare punge come quel campanile che svetta sul campo e che punta tutto dritto ed esile verso il cielo come una matita. Anche il Brenta – come la gara della Befana, quella beffardamente perduta contro i chiozzotti – è in secca alla pari delle occasioni gol che circa 800 spettatori avevano gustato col contagocce. L’Ambrosina parte con in panchina il suo “fenomeno”, l’acciaccato Nicolò Pangrazio, entrato nel finale più per scaldare i muscoli e verificare i postumi della battaglia di Rosà che per rendersi prezioso alla causa. L’A.S.D. Cartigliano, almeno per quanto visto nei primi 45’, ha giocato la partita della vita: evento che puntualmente eccita le squadre – come il drappo rosso del torero fa col toro – quando si trovano di fronte la prima della classe.

E, passa al 23’, quando Nicola Baggio (il Dna non tradisce: non male, eh, il classe ’85!), il nipote del gran “divincodino”, serve sul corridoio di sinistra per l’esplosione del preciso diagonale la punta mancina Leonardo Mattioli. C’è un freddo beco, ripetiamo: per Alex Sabaini e per alcuni difensori vicentini è piena estate, visto che giocano completamente con le maniche corte, come giostrassero ai bordi di una piscina affollata da discinte veline.
Alcuni tifosi, al termine del primo tempo, si rifugiano al bar, ad assaggiare vin bianco e grostoli (o galani) oppure del vin brulè che viene servito con la puntualità dei Regionali delle nostre Ferrovie (anche 20 minuti dopo); ma, si poteva servire anche “ombrete” di vin Clinto. Al 42’ l’Ambrosiana si ricorda di aver posato ancora sul capo la corona di regina ed allora un ottimo “Camoranesi” Sandro Vecchione sguaina il pennello di Giotto e dosa un preciso traversone da destra a sinistra, su cui si fa trovare puntuale il borgo-triestino Matteo Rambaldo: il suo fendente è un rasoio Gillette doppia lama.

Nella ripresa, i “Diavoli rosso-neri” escono finalmente allo scoperto, prendono in mano il pallino del gioco e la coperta diventa lunga (come quella di lana che riscalda le gambe della mamma-hooligan di Vecchione, sdraiata con un’amica e il marito in tribuna su poltroncine che sembrano delle comode chaise-long indirizzate a godere il sole dei Tropici). Non è giornata per la punta “Pinturicchio” Luca Avesani: certi gol sbagliati fanno perfino infuriare, mugugnare, borbottare l’ex presidente Luigino Opri, classe 1938, il quale racconta - fiero di una gioventù oramai nettamente alle spalle - che si spostava a cavallo degli anni 50, anche nel gelido inverno, per lavoro, dalla sua Sant’Ambrogio della Valpolicella ad Asiago, a bordo di una vespetta 125. Allora, al gol del pareggio, deve pensarci Marco Filippini, il quale spazza in rete, a mo’ di mazza golf che indovina la buca, la palla che danza davanti alla difesa. Il gol dell’illusorio 1 a 2 fa scattare come un molla in Paradiso per la gioia il presidente ed “Amerikano” Gianluigi Pietropoli, il quale può sfogare legittimamente il proprio entusiasmo davanti a un crocchio di tifosi vicentini che continuavano a rimarcare l’impossibile divario in classifica tra le due sfidanti. Ma, chi sbaglia paga, chi sperpera, chi dilaga viene punito: ed inevitabilmente l’Ambrosiana si vede raggiunta – nonostante un Riccardinho Testi, col’argento vivo addosso, il quale si è dannato anche l’anima del Purgatorio a furia di rincorrere palle a destra e a manca, e a smistarle ad indirizzo ora di Vecchione, ora di Rambaldo ora di Avesani,  per tutti i 90’ – da una conclusione di Rampazzo che sa della fitta giusta al cuore. Ma, attenzione, non è ancora finita: contrasto tra Edoardo Di Gennaro e Federico Paluzzano, classe ’97, e l’arbitro, il signor Simone Negri di Mestre indica il dischetto; della serie, ma guarda un po’ come ti può cambiare il mondo nell’arco di nemmeno dieci minuti! E’ lo stesso Di Gennaro a incaricarsi dell’estrema punizione, ma la palla scheggia la faccia esterna del palo alla destra di Federico Cecchini. 4 i minuti di recupero, 2 i gialli comminati agli ambrogini (a Francesco Perinelli e a Marco Filippini); rosso, invece, al diesse Mattia Bergamaschi, il quale scambia sempre la panchina in cui siede come Pannella scambiava la tribuna del Parlamento (fuori per proteste).

Dal campo della vicentina Leodari, intanto, arriva anche il finale: la Clodiense vince per 1 a 3 (marcatori Luca Rivi,  Francis Abrefah e Raffaele Cacurio), e così l’Ambrosiana si ritrova da regina a damigella d’onore, lasciando al “defunto” 2016 il primato e il dolce peso della notorietà. Ora sotto col Leodari stesso, che salirà domenica prossima a Sant’Ambrogio, mentre i lagunari dello skipper marosticense Massimiliano De Mozzi saranno di scena a Villafranca, con gli azulgrana non certo in versione “saldi di fine stagione”, vista la loro precaria situazione in classifica. Arbitraggio, che non ha certo agevolato l’Ambrosiana: il motivo è presto raccontato: in piena area di rigore, nel primo tempo, un difensore vicentino raccoglie non con una mano, ma, addirittura con tutte e due, la sfera che Avesani ha appena incornato, ma, il direttore di gara con ogni probabilità deve essere anche un grande appassionato di basket. E’ stato quello il momento in cui si è avvertito che tutto sta un po’ giocando contro i “Demoni della Valpolicella”, tutt’altro che protetti da una classe arbitrale, a nostro avviso, che quanto a meriti non ha nulla a che fare con quella della generazione precedente. Ma, i saggi raccomandano che bisogna sempre prendere su quello che il tempo ti dona e che bisogna sempre scongiurare il peggio. E, l’Ambrosiana, vista da noi in due gare, ha il solo difetto di non essere scorbutica né troppo mestierante, semmai un po’ troppo bella stilisticamente, elegante come il “cigno di Caselle” Luca Andreis, e un po’ pregna di “peccati di gioventù”, in testa l’inesperienza.

ASD CARTIGLIANO: Bortignon, Lorenzin (classe 99), Corà (97), cap Alessandro Miotti, Marco Bittante, Bragagnolo (96), Zarpelloni (95), Frachesen, Di Gennaro, Baggio, Mattioli. A disposizione di mister Alessandro Ferronato, n.12 Rossi, 13 Mbarek (98), 14 Andriolo (98), 15 Murataj (94), 16 Giaretta, 17 Bonan (97), 18 Rampazzo (98).
AMBROSIANA: Cecchini, Savoia, Perinelli, Andreis, Sabaini, Filippini, Vecchione, Lonardi, Avesani, Rambaldo e Testi. A disposizione di mister Tommaso Chiecchi: n12 Chesini, 13 Polato, 14 Oliboni, 15 Cecco, 16 Paluzzano, 17 Cinti, 18 Pangrazio.
ARBITRO: signor Simone Negri della Sez. Aia di Mestre
ASSISTENTI: Giovanni Pandolfo ed Antonio Codemo di Castelfranco Veneto.
MARCATORI: al 22’ Mattioli, al 42’ Rambaldo; al 68’ Filippini, all’83’ Rampazzo.  

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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