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Nel ritorno dei play-out di serie C, la Virtus Verona di mister Gigi Fresco cade 2 a 0 a Rimini e torna in serie D, dove andrà a fare compagnia all'Ambrosiana e al Villafranca, che si sono salvate ai play-out, e al Vigasio e Caldiero promosse quest'anno dall'Eccellenza. Nel campionato di Promozione, l'Albaronco perde al 3° turno
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13/1/17
SARANNO FAMOSI: FRANCESCO LISSANDRINI, LA DIGA MANCINA

Tra i giovani interessanti che giostrano nel panorama dei nostri dilettanti ai confini dell’Est veronese, c’è anche il promettente Francesco Lissandrini, giocatore classe 1996 (è nato il 20 marzo).

Difensore, centrale per quel tempo che è rimasto nel Settore Giovanile, visto che è subito (a soli 17 anni) stato promosso nella Prima squadra (in Eccellenza), nelle file del Montecchio Maggiore. Questa è per lui la quarta stagione e quello in corso è il secondo anno in Promozione con i vicentini, dopo i due giocati in Eccellenza.

“El Lissa” – è il figlio di Maurizio, mister anche di nostri club veronesi tra i quali anche il Roncà ed il Cologna Veneta, insegnante nella vita di tutti i giorni ed ora al servizio dei giovani dell’Albaronco – interpreta in maniera autorevole il ruolo di terzino sinistro: “Ho sempre giocato in questa posizione; anche adesso che milito in Promozione ed anche nei due anni giocati con la Rappresentativa Veneta Allievi e con quella degli Juniores Regionali d’Eccellenza, battuti solo in semifinale dalla Lazio, dopo i calci di rigore”.

Diploma di Liceo Scientifico conseguito a Vicenza in tasca, oggi Francesco frequenta il Corso di Economia e Commercio a Verona: “Non è che io possa vivere con il calcio, eh: allora, è meglio cercare di farsi una posizione e tentare di conciliare l’hobby con quello che domani mi permetterà di vivere. Ciononostante, ritengo che per un giovane un’Eccellenza o una Promozione sia la categoria ideale per poter restare vicino alla famiglia, alla morosa ed agli amici, e contemporaneamente di poter occuparti del tuo lavoro”.

Esterno alto, mancino, Francesco è un milanista impenitente: “Tifo il Diavolo anche se in questi anni si respira un momento di crisi rispetto al grorioso passato dei rossoneri; il mio idolo resta SuperPippo Inzaghi. Mio padre raramente, con la scusa che anche lui è impegnato nel calcio, è venuto a vedermi. E di certo non è il padre che si attacca alla rete per tifare il proprio figlio. Mi ha sempre raccomandato di tener alta l’attenzione con le punte avversarie, soprattutto le più pericolose e le più navigate. E di metterci un po’ di malizia in più e di sana cattiveria calcistica”.

Francesco è stato convocato nel 2014 e 2015 con la rappresentativa regionale Juniores al Trofeo delle Regioni in Friuli e in Lombardia dove si è messo in luce attirando l'attenzione di molte squadre, visto che anche l'Arzignano, l'Ambrosiana e il Giorgione avevano puntato gli occhi su di lui, ma poi non se ne fece nulla proprio perchè, come ha detto lui, ha iniziato gli studi ad Economia e Commercio a Verona dove tuttora frequenta il 2° anno.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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