ULTIMA - 23/3/19 - MICHAEL DE SANTIS (ROSEGAFERRO) CREDE NELLA SALVEZZA

Domani si gioca al 26^ giornata dei campionati dilettantistici veronesi dove comincia ad infiammarsi la lotta per il titolo e per non retrocedere. In Seconda categoria quest'anno retrocederanno solo due squadre per girone quindi i play-out vedranno impegnate solo la 14^ e 15^ squadra classificata, da questo scontro uscirà la squadra che sarà
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14/2/17
PROBLEMA ARBITRI, COSA POSSIAMO FARE PER MIGLIORARE...

Quando si parla di componenti del calcio, si dovrebbe intendere principalmente l'apporto che queste componenti forniscono al mantenimento e al miglioramento del nostro sport preferito, circo o movimento, intendetelo come preferite. Per ognuna delle tante componenti ci sono periodi più o meno fortunati, per la componente tecnica nascono a volte campioncini a iosa e magari, per un lungo periodo, se ne vedono di meno. Girando scorgi allenatori predicare ed insegnare calcio propositivo ed educante, altre volte un pochino meno, insomma con questo altalenare tecnico comunque si va avanti, si fanno sforzi e la passione fa muovere migliaia di atleti, di sostenitori e di dirigenti senza distinzione generazionale, tutti vogliono fare calcio e tutti vogliono che continui ad esserci.

Quello poi che si vede non è solo tecnico, come per tante altre forme di spettacolo, la macchina gira se molte altre coraggiose figure continuano a perseverare, pensiamo ad esempio a tutte le mamme che lavano calzini e maglie, aiutanti vari che trasportano ragazzi e che fanno mille altre cose senza ricevere nulla. Ai dirigenti che battono cento porte per trovare una piccola sponsorizzazione, che assorbono mille stress e tante telefonate, che appianano situazioni difficili. Davvero tanta gente per tanto impegno. Ci sono anche gli arbitri, e non li cito per ultimi in quanto meno importanti, anzi, questa è una componente determinante e fondamentale che però, se mi permettete di dirlo, è quella oggi più in crisi, è quella che meno di tutti si è attrezzata e che meno di tutti sa farsi aiutare. Mi riferisco principalmente ai criteri di reclutamento e di avviamento al compito e al ruolo. Esistono sicuramente delle eccellenze ma la base di partenza non è più quella di un tempo, sono sempre meno i ragazzi che aspirano al ruolo di arbitro che provengono dall'aver praticato calcio. I loro maestri, pur di insegnare a qualche "nuovo", finiscono per lavorare su poveri ragazzi che sanno zero di campo e che non conoscono dinamiche e situazioni. Vengono spediti al campo e affidati a dei tutor, quando arrivano li vedi e cerchi in tutti i modi di metterli a loro agio, ma questi, siamo sinceri, almeno molti di loro, non potranno mai crescere perché non hanno le basi per farlo. Premetto che ho molti amici arbitri, anzi ex arbitri, e sono loro stessi i primi a nutrire delle perplessità.

Lasciamo stare quell'alone di superbia e di alterigia che da sempre in larga percentuale ha sempre contraddistinto la categoria, sono comunque aspetti che il giocatore in 5 minuti finisce per comprendere e ai quali si adatta anche da ragazzino, ma quei ex arbitri conoscevano il gioco ancora prima delle regole, sbagliavano certamente pure loro ma quanto e come sbagliano questi di oggi? Giro per molti campi e si vedono scene imbarazzanti, vengono messi in campo ragazzi che nemmeno sanno segnalare correttamente la direzione dei falli, e non sto parlando di fuorigioco o di distinguere un fallo tattico, ma semplicemente di segnalare chi ha commesso il fallo e a chi spetta di giocare palla. Ci sono partite di ragazzi che dopo un tempo confuso, nella ripresa il primo che prende palla batte ed ha ragione.... Amici giocatori, dirigenti, allenatori e tutti noi delle diverse altre componenti, mettendoci una mano sul cuore, dovremmo riflettere su come poter dare una mano concreta a quelle sezioni arbitrali visto che da soli non ci riescono più. A loro non arriva più materiale umano con una corretta, per quanto modesta, cultura calcistica, non hanno nemmeno quella dell'oratorio. Nemmeno sanno correre, l'atletismo sembra un optional e la personalità è sostituita da semplici quanto drastiche decisioni che sono spesso fuori luogo. Come dare una mano quindi?
 
Quel mondo è una canonica rigorosa fiera e poco aperta ad influenze esterne di qualsiasi sorta, pensate che loro hanno un ruolo di insegnanti e possibilità di assegnare punteggi ai corsi allenatori, che potrebbe anche starci, ma per loro è innaturale il contrario. Parlano di collaborazione, che però mai è intesa nel senso vero del termine, quindi non busserei a quella porta, in quanto inutile, ma ci resta la nostra responsabilità, e lo dico convinto, la colpa di tutto questo è pure nostra perché è dai nostri campi di allenamento che deve partire una idea, una proposta costruttiva, in poche parole se non ci lasciano entrare, se i nostri per loro non saranno mai consigli educativi, facciamoli noi i nuovi arbitri costruiamo educhiamo noi potenziali arbitri nuove leve, chiediamo a qualche nostro allievo o Juniores magari poco portato per cross ripartenze e tiri ad effetto di arbitrare pulcini ed esordienti, tiriamone su noi come un tempo anche a 15 anni è possibile, le opportunità ci sono ed esistono fra le nostre rose, individuiamo noi, aiutiamo qualche ragazzo ad amare anche quel ruolo, diamo a loro la giusta importanza, non sarà sprecato sarà un componente futuro più autorevole in questo nostro circo.

Fabio, un vostro lettore amante del calcio
(e-mail ricevuta in redazione)












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