ULTIMA - 25/3/19 - LA VIRTUS VERONA TRAVOLGE IL RIMINI ED E' IN ZONA SALVEZZA

Non si ferma più la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che travolge 3 a 0 il Rimini allo stadio “Gavagnin-Nocini” ed è ora in zona salvezza diretta. I rossoblu virtussini giocano un ottimo primo tempo e al 4° minuto sono già in vantaggio; Palma perde palla, Giorico serve Casarotto che appoggia per Danti che in diagonale batte
...[leggi]

ULTIM'ORA

7/3/17
I PROFESSIONISTI DELLA PARATA

Quello del portiere è il mestiere più difficile del calcio. Ci vuole masochismo per decidere di giocare in un ruolo in cui ogni errore è un gol subito. Questa è, a dirla tutta, una professione per uomini forti. Bisogna saper guidare chi gioca davanti a te e intimorire chi tira verso la tua porta; bisogna essere capaci, psicologicamente, di cadute e risalite; bisogna, in definitiva, avere una visione consapevole del proprio ruolo. Nicola Mantovanelli, portiere classe ’84 della Belfiorese (Eccellenza), Enrico Maria Fornasa, primo difensore classe ’93 del San Martino Speme (Promozione) e Giacomo Pimazzoni, numero uno del Peschiera (Prima Categoria) hanno in comune, con tutti i loro colleghi, la stessa responsabilità: cercare di non sbagliare mai.

“Avere personalità tra i pali è fondamentale. Durante la stagione, solo se hai fiducia nei tuoi mezzi, puoi superare le difficoltà e le situazioni complicate – ci dice Nicola Mantovanelli – Dal mio punto di vista sarebbe positivo se si insegnasse, fin dalle giovanili, anche l’aspetto psicologico di questo “mestiere”. Riuscire a dimenticare subito l’errore e pensare positivo è di grande aiuto. L’aspetto caratteriale e mentale per me, senza ombra di dubbio, sono più importanti di quello tecnico”. “Il mio attuale preparatore”, prosegue il portiere belfiorese, “è Marco Dalli Cani e con lui mi trovo bene: ho un ottimo rapporto sia professionale che umano”. Nel panorama del calcio dilettantistico, come ci conferma lo stesso, ci sono tanti portieri validi e preparati: “Si, è vero. In passato c’erano Loris Marsotto, Gabriele Gambini e Fabio Brutti a farla da padroni; oggi, invece, vedo molto bene Mattia Maragna e Manuel Rossi”. Nicola è alla sua sesta stagione con la società bianco-blu del presidente Giuseppe Mosele. La squadra, nonostante sia una matricola, sta disputando un campionato eccezionale: “Vogliamo arrivare il più in alto possibile; porci dei limiti, nella posizione in cui ci troviamo, provocherebbe solamente una perdita di motivazioni. Se stiamo facendo così bene, comunque, è merito anche di mister Flavio Carnovelli”. E la favorita? “Il Girone A di Eccellenza – ci confessa il numero uno – è veramente entusiasmante. L’Ambrosiana, per quanto mi riguarda, ha ampiamente dimostrato di poter vincere il torneo”.

“Nel nostro “mestiere” devi avere carisma; ognuno ha le sue qualità, ma questa è indispensabile. Mi ritengo fortunato perché ho avuto degli ottimi preparatori nella mia carriera – ci racconta Enrico Maria Fornasa – I periodi negativi, poi, ci sono per tutti, ma un grande portiere riesce a superarli da solo”. “Se devo essere sincero”, continua lo stesso, “sono bravo tra i pali e con i piedi. Vorrei migliorare, invece, sotto il profilo mentale: credere di più nelle mie potenzialità”. Hai una parata nel cassetto, che vorresti fare? “Non ho mai parato un rigore e mi piacerebbe molto cominciare – ci risponde ridendo Enrico”. Nel campionato di Promozione, come ci conferma il portiere del San Martino Speme, ci sono tante buone squadre: “Si, ho visto diverse formazioni di buon livello ma nessun mi ha colpito in modo particolare. La Provese, purtroppo, è ancora distante e sarà difficile da raggiungere; noi, comunque, vogliamo chiudere al meglio e ottenere il massimo”. Il tuo idolo calcistico invece? “Sinceramente non ne ho. Per me il migliore è ancora Buffon e mi piace anche Schmeichel”.

“Una qualità importante, per un portiere, è riuscire a dare sicurezza a tutto il reparto difensivo. Nel nostro ruolo la responsabilità è più alta rispetto a quella di altre zone del campo – ci spiega Giacomo Pimazzoni – L’aspetto più bello, comunque, per me è proprio questo: la possibilità di essere sempre decisivo. Ogni domenica, infatti, puoi metterti alla prova e rafforzare la tua credibilità all’interno dello spogliatoio”. La bravura di un portiere dipende anche dai maestri che si incontrano sul proprio cammino, o no? “Certamente – ci risponde convinto Giacomo –. Sono cresciuto, e per questo mi reputo fortunato, nelle giovanili del Sona Mazza dove ho avuto una buona preparazione. Devo ringraziare, perché mi sta aiutando a migliorare ancora, Francesco Castiglioni, l’attuale preparatore dei portieri del Peschiera”. “In questa stagione, parlando di collettivo, abbiamo avuto diversi alti e bassi – ci racconta l’estremo difensore della società del presidente Umberto Chincarini –. Siamo partiti bene, ma poi sul più bello, è arrivata la crisi. Attualmente abbiamo ritrovato la forma e abbiamo recuperato la fiducia che avevamo perso. L’obiettivo, per il momento, è allontanarsi il più possibile dalla zona playout”. Quali sono, invece, le tue qualità? “Tra i pali sono esplosivo e me la cavo molto bene; sicuramente dovrei migliorare nelle uscite”.

Sebastiano Perbellini per www.pianeta-calcio.it












Visualizzato(2139)