ULTIMA - 20/1/19 - LE 8 QUALIFICATE AI QUARTI DELLA COPPA VERONA 2018-19

Si sono giocate oggi le partite della terza ed ultima giornata del 1° turno della Coppa Verona 2018-19 riservata alla formazioni di Terza categoria, denominata “Memorial Gianni Segalla”, che hanno consegnato il pass per il passaggio ai quarti di finale in programma domenica prossima. Nel Girone 1 il Lessinia vince 1 a 0 la sfida decisiva contro il Borgo San
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10/3/17
BOTTACINI, IERI L’ULTIMO SALUTO A MINERBE

Si sono svolti, ieri pomeriggio alle 15.00, nella chiesa di Minerbe i funerali di Arnaldo Bottacini, il Presidentissimo dell’ASD Coriano, accompagnato in prima fila dai due figli, Graziana e Federico, dai fratelli e dai nipoti. Molte le persone che hanno partecipato, la maggior parte rappresentanti del mondo del calcio dilettantistico, attraverso il quale Bottacini si era fatto conoscere e soprattutto apprezzare per la lealtà e il forte attaccamento a un club, considerato, non a sproposito, una sua “creatura”..

C’erano i suoi “granata mulinari”, guidati dal presidente pro tempore Clemente Vesentin (con il figlio Michele), i due fratelli Sarti (il diesse Leonardo, scoppiato in lacrime, uscito il feretro dalla chiesa, e il diggì Corrado), tutta la “rosa” della Prima squadra in tuta di rappresentanza. La quale aveva disteso su un tavolino, a fianco del feretro, la bandiera della società, e aveva deposto una corona di fiori accanto al tavolino stesso.

Per i “cugini” dell’Albaredo, abbiamo riconosciuto il presidente Daniele Piasere, il mister Simone Scavazza, subentrato da tre settimane a Gian Matteo Malagnini, il diggì del Minerbe 1934 Giorgio Stillisano. Per il Bonavigo 1961, il massimo dirigente Rino Gambin, per la Figc-Lnd il Consigliere regionale per Verona Mario Furlan, molti altri appartenenti al mondo del calcio dilettantistico della Bassa veronese (giocatori e dirigenti, che hanno conosciuto Bottacini.

Il religioso che ha officiato le esequie, don Roberto, ha ricordato in Arnaldo Bottacinii l’uomo animato dai grandi valori umani, bella immagine di vita cristiana vissuta con onestà e rispetto dei simili. A nome dei giocatori “granata mulinari” è salito sul pulpito il giocatore Geremia Ambroso, il quale, attraverso una toccante lettera, ha ricordato i tratti più vivi e i bei momenti vissuti dai giocatori con il loro presidente Arnaldo Bottacini, al quale dedicheranno fin da domenica prossima – in casa con l’A.C. Raldon – ogni bell’impresa della squadra. Che ora può contare su un grande tifoso lassù, in cielo.

Poi, ha voluto offrire una testimonianza di affetto e di grande stima, per i bei momenti vissuti assieme, anche il nostro direttore di testata, Andrea Nocini, del quale riportiamo in maniera integrale il testo dell’omaggio tributato a colui che ha definito “vero gentleman del calcio vero, quello dilettantistico”. "Ciao, Arnaldo Bottacini, gran patriarca di un calcio, quello dilettantistico, che oggi, purtroppo, sta scomparendo, perché attento sempre di più a scimmiottare dalla televisione i peggiori vizi, la stancante overdose di partite, che non fanno bene certo anche al nostro “Piccolo mondo Antico”. Perché, il tuo calcio era fatto di “fedelissimi”, di “bandiere”, di uomini veri,  che hanno versato gocce di sudore solamente per la gioia di giocare, per quella straordinaria opportunità di stare assieme che ora i Mass Media, i ritrovati dell’ultima generazione dei cellulari quasi ci fanno scordare, facendoci, sì, avvicinare a chi sta dalla parte più lontana del pianeta, ma allontanandoci anche sempre di più da chi ci sta vicino. Il tuo fubal era fatto di maniche della camicia tirate su, de “onto de gombio” per dirla come Ti piaceva di più, di bonifica di campetti – ricordi quello a 7 della parrocchia di Volon di Zevio? – o quello attuale di Coriano – l’”Eraldo Bottacini” -, che hai voluto a tutti i costi trasformare  in regolare campo da gioco a 11, ricavandolo con grande amore  da un vigneto oramai abbandonato, scartato, appassito, incolto".

"Tu stesso amavi raccontarmi ogni volta che c’incontravamo all’”Eraldo Bottacini”, per farmi riflettere su quanta strada aveva fatto il tuo ASD Coriano, le lotte per farlo convivere con i “cugini” della vicina Albaredo, per poterlo farlo elevare dal CSI, in cui tu una volta anche trionfasti,fino ai dilettanti della Figc. Un calcio, il tuo, fatto di pane, pastasciutte, Rabosello e salame, di strette di mano al posto di contratti battuti su carta, di occhiate, di intese, di pacche sulle spalle, di sinceri e soffocanti abbracci; di hurrà finali con doccia ristoratrice al termine dei trionfi ottenuti dai tuoi quasi nipoti, di gioia di leggersi sui giornali – e non di premi-partita. E, tu ci sei riuscito, caro Arnaldo: lascia che scorrano i giorni, che lampeggino  i tramonti infuocati di granata che i tuoi prodi “guerrieri mulinari” hanno contribuito ad arrossare, sapendo che ogni vittoria ottenuta nel fortino da Te voluto riusciva a strapparti un bel sorriso e la gioia di venire al campo durante la settimana. Sei stato un presidente perbene, che ha stretto sempre  la mano all’avversario quando uscivi dal campo di gioco, soprattutto da sconfitto, perché sapevi che altre erano le battaglie nella vita ben più difficili da vincere…"

"Anche per questo e per tutta quella vita che hai dedicato alla famiglia e all’ASD Coriano, la Figc si è ricordata di Te, riconoscendoti una benemerenza che nessuno mai ti toglierà e che tutti  noi addetti ai lavori abbiamo condiviso, applaudito. Hai rappresentato l’anima bella, il cuore buono del nostro calcio, proteggendo i tuoi ragazzi dalle insidie della partita doppia o a gettone o del mercantilismo calcistico  del fubal nostrano. Caro, Arnaldo, ora che sei lassù, goditi quella moglie e quel figlio Eraldo, giglio dell’Hellas Verona strappato crudelmente nel fiore della gioventù,  consapevole che l’inverno non farà più rinsecchire i tuoi campetti da calcio,  che nessuno   potrà cancellare il tuo ricordo, la Tua figura di gentleman del nostro fubal. “Quando l’anima piange per quel qualcosa di caro, di bello che lasciato”, ha scritto qualcuno, ebbene, caro Arnaldo, “l’anima ora sorride per ciò che ha trovato di ancora più  prezioso!”.
 
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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