ULTIMA - 24/3/19 - OGGI LA VIRTUS VERONA OSPITA IL RIMINI. FRESCO VUOLE I 3 PUNTI

La Virtus Verona è carica, pronta per affrontare il Rimini nello scontro diretto in programma oggi pomeriggio alle ore 16.30 al "Gavagnin-Nocini" in Borgo Venezia. Queste le parole dell'allenatore rossoblu Luigi Fresco rilasciate ieri alla vigilia del match: "E' una partita molto importante, tanto per noi quanto per il Rimini. Loro
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10/3/17
L'ASD MINERBE 1934 VUOLE UNA POLTRONA AI PLAY OFF

Arriviamo al campetto parrocchiale di San Zenone di Minerbe, quando oramai i ragazzi dell’ASD Minerbe 1934 stanno alla spicciolata raggiungendo lo spogliatoio per sorbirsi la meritata doccia ristoratrice del post fatica. Incrociamo Gianluca Cervato, al quale è stata momentaneamente (fino al termine della stagione) congelata la possibilità di ritornare a tuffarsi tra i pali: per l’ex Casaleone, classe 1990, è solo una questione di attesa, di fastidiosa anticamera, prima di tornare in campo più forte di prima. Mesi da inghiottire con rabbia e in un silenzio quasi assordante, che sono dettati dalla comprensibile prudenza da parte dei sanitari prima di emettere in maniera definitiva e certa la fumata bianca del rilascio dell’idoneità agonistica dell’atleta.

Il diggì Giorgio Stillisano, nuovo look frutto di più di un viaggetto andata e ritorno dalle lampados, di un dimagrimento di una decina di kg (ci ha confidato) e di un taglio di capelli che gliene toglie sicuri altri dieci di età, è il gran cerimoniere, colui che nella microbica San Zenone ha creato la sua “Piccola Vinovo” juventina. Ma, dietro a un pentolone così grande, così alto nel quale, se non sta bene attento, quasi rischia di finirci dentro lui stesso, si cimenta quel marcantonio di Nicola Marchetto, giovane dirigente e figlio del “benemerito della Figc” Doriano, esalano fumi e vapori acquei da far invidia, nel trasmettere i loro messaggi, i più abili indiani del Far West. E, qui, ragazzi, con i succhi gastrici che vanno letteralmente a mille, non puoi che catapultarti, felice come un bambino entrato nella sala giochi, su un piatto invitante, fumante  – noi abbiamo fatto il bis; sfiorando, storicamente mangiando, il favoloso tris – di penne alla salciccia e funghi, preparati con amore e perizia da Chef da alto bordo dalla presidentessa Nicoletta Vivaldi.

Si mangia nella saletta dove ha resistito nei secoli, crediamo, un minuscolo teatrino, una sorta di “Nuovo Cinema Paradiso” del regista e premio Oscar Gabriele Salvatores, punto di ritrovo e di svago un tempo (non sappiamo se ancora oggi) dei laboriosi abitanti della minuscola frazione di Minerbe. La grande “chioccia” dell’ASD Minerbe 1934 è l’”Antognoni del Basso Veronese”, quell’Alberto Tenzon, che, alla vigilia delle sue splendidamente indossate 41 primavere (il prossimo 27 giugno), desidera chiudere la lunga carriera nel club del suo paese, il “vecio” Minerbe, appunto. “Siamo a -6 dal traguardo di fine campionato” spiega Tenzon, il mentore dei tanti bravi, attenti, disciplinati scolaretti – meglio appellarli, forse, discepoli, visto che quello consumato stanotte pareva più un ricco cenacolo calcistico che un frugale pasto di giovedì quaresimale – “siamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia e sugli ambiziosi pronostici che ci eravamo proposti alla vigilia del Torneo. Abbiamo sofferto il cambio del mister – via Stefano Rossignoli, dentro il cadioppino Roberto Poppi, ex A.C. Oppeano – e poi abbiamo messo in vetrina giovani molto interessanti, con i quali nel progetto triennale possiamo aprire un ciclo denso di soddisfazioni. Certo, l’obiettivo ora è quello di poter entrare nei play off”.

A tutti abbiamo fatto un giro rapido di domande. Il miglior gioco? “Quello espresso da Aurora Marchesino e dal Merlara, aggiunge Marco Farinazzo, ragazzo davvero in gamba, il quale si è appena cinto il capo dell’alloro in Lingue. E’ una punta classe ’94 che sprizza intelligenza e voglia di darsi da fare da tutti i pori. E’ impegnato in due lavori (gulp!) e il calcio concilia e completa il resto della sua giovane e già così operosa esistenza. 

Il giocatore avversario più forte? Tutti in coro: “I fratelli Varano del Marchesino, e Manuel Rogano del Roverchiara”. “Più l’11 biondino del Merlara, un certo Gioli”, rimarca il “bello” della squadra, Stefano Zappolla (ex A.C. Oppeano, classe 1997, studente, non troppo convinto, di Economia e Commercio). Gli dà una sgomitata di assenso, lì al suo fianco, Mattia Melotto, una sorta di controfigura di Furino, che ruggisce in campo; o, se preferite, di “Ringhio” Gattuso.

Anche per il dottor Farinazzo, Gioli è da tenere in grande considerazione “perché”, dice “ha esplosività nello scatto, ho fatto fatica io stesso a stargli dietro, è una freccia”. Più ancora, Marco Farinazzo attende di reincontrare la forte Aurora Marchesino. Ed è presto motivato il perché: “All’andata ci ha rifilato un’ustionante cinquina, che ancora ci brucia”. Lo zittisce o almeno cerca di farlo, il diggì Stillisano: “Guarda che poi “El Noce” lo riporta nell’articolo, stai sicuro – detto, fatto! –, e, allora, potranno essere  cavoli amari, eh!”

Poi, ancora una perla, via di mezzo tra una scheggia di formidabile saggezza consumata a furia di correre dietro a un pallone e un’umiltà che la dice lunga sulla sua grande passione per la pelota. La serve in tavola, mentre arriva sulla tavola il secondo piatto a base di cotolette di pollo, contornate da verdura mista e di stagione, dall’ex Legnago Salus, ex A.C. Sambonifacese, Alberto Tenzon: “Lasciare il calcio? Credo di sì; ma, intanto, mi metto al servizio della squadra e dei ragazzi che, alla pari mia, sono quasi tutti del paese. Sperando di raggiungere il prima possibile il balzo in Seconda. Qualche gol in più spero, da qui al termine del campionato, di farne ancora, ma, la cosa che più mi sprona a continuare nel calcio è la grande stima che questi ragazzi mi riservano. Davvero bello, credimi, per uno che sta lasciando il palcoscenico amato per anni e anni”. E, calcato, Alberto, sempre da prim’attore, ovunque sei stato (vedi trionfi con Casaleone, Montagnana, solo per citare i primi che ci vengono in mente).

Con mister Roberto Poppi, che svela di aver ricevuto prima di decidere per il Minerbe, proposte dal Cà degli Oppi, ma, tutti quando c’è da proclamarsi “profeti in patria” arricciano il naso!, parliamo di queste ultime 6 cartucce nel revolver nero-verde ancora da esplodere: “Domenica prossima riposo, poi Pizzoletta in casa, Bonferraro fuori, Roverchiara in casa, Bonavigo fuori, Bovolone F.C. da noi, e conclusione a Bonavicina, contro la lanciata e papabile al titolo Bonarubiana”.

“Secondo me” aggiunge Poppi “la più accreditata al titolo è il Bonavigo perché è la più compatta, è più squadra. Ma, occhio alla Bonarubiana, la quale, se non attraversa cali di tensione e dire rendimento, può far leva, può contare anche sulla panchina lunga”. Le attese minerbesi? Ancora mister Poppi aggiunge: “Proviamo ad arrivare ai play off: se poi c’è la sorpresa, meglio ancora”. Poi, il riferimento ai tanti suoi giovani di belle speranze, in particolare, a Stefano Zappolla: “Se acquista un po’ più di personalità, “El Zappo” può ambire a categorie superiori alla Terza”.

Insomma, è un’ASD Minerbe 1934 pimpante, gagliardo, voglioso di tracimare, di traboccare come questo ribaldo, schiumante di trionfi Lambrusco mantovano, sincero e denso come fosse sangue di Giuda, e che l’umile quanto silenzioso, lo zelante guardalinee Ferrigato sr (papà di Mattia, difensore targato 1994) continua a mescere fino all’ora in cui i “naviganti volgono al” desiderato (“desiato” per scriverla  alla Dante Alighieri) ritorno alla propria casa.  

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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