ULTIMA - 25/5/19 - IL BASSANO 1903 BATTE IL MONTORIO ED E' CAMPIONE REGIONALE

E' stata una bella partita, quella giocata ieri sera a Montecchio Maggiore, fra il Bassano e il Montorio, calcio valida per il titolo Regionale di Prima categoria. I giallorossi di mister Francesco Maino partono subito forte e passano in vantaggio dopo soli 5 minuti con Cosma, che, su invito di Garbuio, mette in rete con un tiro da sotto
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ULTIM'ORA

24/3/17
ROVERCHIARA, MAI COSI’ IN ALTO!

La vittoria di mercoledì notte in semifinale di Coppa Verona (3 a 2 a spese del Giovane Povegliano) costituisce – per ora; anche perché non è ancora finita! – il punto più alto della ancor giovane storia dell’ASD Roverchiara del presidente Loris Tavella, sorta nel  2002. E’ stata una nottata ricca di emozioni, altalenati come fuochi d’artificio fatti esplodere vicino al margine del basso Adige (presente anche la prima cittadina Loretta Isolani, oltre a diversi addetti ai lavori). Dopo il duplice vantaggio griffato da Hamza e dal “geniale” Manuel Rogano, classe 1995, per due volte ex giovane promessa bianco scudata, la partita pareva non aver più storia. Il Giovane Povegliano, sguinzagliato da mister Luca Zenorini – promosso da anni di settore giovanile nelle “libellule” poveglianesi alla categoria – riusciva a dimezzare le distanze e a chiudere il primo round in svantaggio di 2 reti a 1. Poi, nella ripresa, il forcing delle “libellule” si faceva gradualmente asfissiante e l’ingresso in campo di Vito Michele Quaranta innescava la marcia in più, oltre che a decretare il marcatore del momentaneo 2 a 2.

Ed, anche qui, quando oramai ci si preparava alla lotteria dei calci di rigore, visto che le lancette del cronometro avevano già compiuto il loro ultimo giro, ecco lampeggiare nel cielo ventoso di Roverchiara una di quelle “perle” che nel nostro calcio (ma, anche in quello maggiore) ti capita di raramente di vedere, forse una-due volte nella vita: palla che arriva a mezza altezza ad Hanza, in movimento sul corridoio di sinistra, e il 10 marocchino  da posizione lontana e grazie a un preciso diagonale, spalle alla porta, inventa la rovesciata degna di riposare nella più rara cineteca, nella più scelta antologia realizzativa. La sfera improvvisamente abbassa a sua parabola alta, difesa e portiere la credono la classica meteora che cade nel Deserto del Sahara, innocente, invece, il cuoio va a infilarsi giusto nell’angolino, quello più distante alla portata dell’estremo difensore poveglianese. Alla sua destra, dove non può arrivarci neanche Mandrake o Nembo Kid. Spettatori allibiti, piacevolmente storditi dalla prodezza balistica e subito a chiedersi se l’autore fosse stato l’ex Padova Manuel Rogano. “Ma, chi è stato quel fenomeno a segnare? Sicuramente il 9, Manuel Rogano” è subito serpeggiato tra i presenti “macché, si rettifica, è stato il numero 10, sì, lui Hamza El Garraoui!”

I calci di rigore avrebbero sicuramente costituito un preavviso di sconfitta, seppur nella loro inimmaginabilità del verdetto, per la lepre roverchiarese raggiunta dal cacciatore poveglianese: quando ti senti sul collo l’alito dell’inseguitore, ti si annebbia la vista e i bicipiti femorali non mulinano più sangue scorrevole, scarseggia l’ossigeno buono e l’adrenalina viaggia a mille; la vista ti s’annebbia, la porta diventa piccola come quelle dell’hockey su ghiaccio. Correttissimi gli sconfitti, abituati per quella filosofia che si sono imposti quasi nel loro Statuto sociale all’atto della loro fondazione – 5 anni fa – a non eccedere nell’euforia post vittoria né a disperazioni lancinanti e rancorose: hanno apprezzato il panino con la mortadella preparata dai giallo e blu, hanno scambiato chiacchiere amichevoli con chi li ha eliminati, hanno mostrato, insomma, il lato migliore di quello che si chiama fair play e che dovrebbe sempre regnare, terminata ogni sfida.

Il presidente roverchiarese Loris Tavella, affiancato dai suoi fidi “scudieri”, in primis Lorenzino Salgarollo e Nicola Marocco, e sotto lo sguardo compiaciuto di un mister – Damiano Crisci – per la prima volta non preso scherzosamente a calci dai suoi ragazzi - sprizzava gioia ed irrefrenabile euforia, da non stare neanche nei pantaloni. Il massimo dirigente, classe 1965, ha brindato all’avvenimento, scaricando tutta la tensione a lungo covata, con appannato Prosecco Valdobbiadene: “Liberi di crederci o no, ma, Hamza in allenamento quelle rovesciate le prove così a lungo, che si prende i rimbrotti dal mister e dai compagni. Accusavamo l’assenza di 4-5 titolari, ma questa vittoria sottolinea la bontà del nuovo corso intrapreso la scorsa estate dalla società, preoccupata, prima di tutto, di svecchiare la “rosa” e di rimpolparla con nuovi elementi, anche di buona qualità tecnica ed umana. E’ la prima volta che mi trovo a relazionarmi con un gruppo umile, educato, composto da giovani che vengono al campo solo per la gioia di giocare e di stare assieme”.

Ed ora manca la ciliegina sulla torta della finalissima di Coppa Verona, fissata per mercoledì 18 aprile, in campo ovviamente neutro: “Gli avversari del Verona International” commenta Loris Tavella “sono davvero da temere, tant’è che veleggiano meritatamente anche al comando del loro girone “A”. I numeri e il furore agonistico giusto li hanno davvero, questi. Noi scenderemo in campo senza farci prendere, attanagliare dalla paura, ma nutrendo nei confronti degli avversari il massimo rispetto. Speriamo di arrivare al gran completo all’appuntamento che per noi vale una stagione intera, un pezzo di storia, una preferenza nella classifica di merito dei possibili ripescaggi. Se ci saremo proprio tutti, potremo giocarcela ad armi pari contro il Vr International, sperando di dare tutto il meglio di noi stessi in partita, così da non rimproverarci alcunché, indipendentemente dall’esito del verdetto finale”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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