ULTIMA - 25/3/19 - LA VIRTUS VERONA TRAVOLGE IL RIMINI ED E' IN ZONA SALVEZZA

Non si ferma più la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che travolge 3 a 0 il Rimini allo stadio “Gavagnin-Nocini” ed è ora in zona salvezza diretta. I rossoblu virtussini giocano un ottimo primo tempo e al 4° minuto sono già in vantaggio; Palma perde palla, Giorico serve Casarotto che appoggia per Danti che in diagonale batte
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ULTIM'ORA

25/3/17
FABIO CALANDRELLI VUOLE PORTARE IL MOZZECANE 1^ CATEGORIA

Cinquantanove reti fatte, solo 17 subite; questi sono i numeri del Mozzecane di mister Nicola Santelli, quando mancano solo cinque giornate al termine del Campionato, che vede la squadra del Presidente Paolo Giavoni, guidare la classifica con 9 punti di vantaggio sull'Ares e ben 13 sul Real GrezzanaLugo. Se in attacco la coppia Scarabello-Carollo segna a raffica, in difesa, una delle meno battute del panorama calcistico veronese, il Mozzecane può contare sugli inossidabili Matteo Signoretti e Fabio Calandrelli, quest'ultimo con un passato da professionista ed una bella storia da raccontare.

Conosciamo meglio quest'atleta che sta guidando i rosso-blu in Prima categoria. Fabio Calandrelli, nato a Marino (Roma), il 4 marzo 1982, dopo la trafila delle giovanili, è stato prelevato dalla Lazio all'età di 16 anni, conquistando con la squadra Primavera, il titolo di Campione d'Italia nella stagione 2000-2001: "Il mister era Alberto Bollini, - racconta - ci faceva sentire tutti importanti, anche chi andava in tribuna. Ero capitano e l'anno successivo fui aggregato alla Prima squadra, con il numero 32, anche se non riuscii mai a debuttare in serie "A". Mi allenavo con gente del calibro di Alessandro Nesta, Diego Simeone, Dino Baggio, Sinisa Mihajlovic, Simone Inzaghi, Hernan Crespo, solo per citarne alcuni".

Poi accadde l'imprevisto a spezzare i sogni di gloria di Fabio Calandrelli: "Ero in attesa di firmare un triennale, ma purtroppo ci fu il fallimento della Società guidata da Sergio Cragnotti; noi giovani rimanemmo in attesa dello svincolo. Il mio procuratore mi disse di stare tranquillo, che c'erano squadre di serie "B" interessate a me; poi invece mi propose una squadra di serie "C". Non la presi bene e stetti fermo un anno per aver litigato con lui, che aveva il mio cartellino. L'anno successivo, per rimettermi in gioco, accettai il trasferimento in "C2", al Montichiari (BS), dove rimasi fino al 2006. Poi dal 2006 al 2009 alla Viterbese, sempre "C2"; qui ho avuto problemi con una caviglia e sono stato quasi una stagione fermo. Non fui  curato bene, avevamo una situazione societaria disastrosa iniziavo ad essere un po' deluso dal mondo del calcio che mi circondava. Decisi di mollare il procuratore e di pensare a giocare a calcio e divertirmi. Nell'estate del 2009, mi chiama il d.s. del Villafranca, Riccardo Montefameglio, ed accetto di ripartire dalla serie "D". Giocavo con il mio attuale allenatore, Nicola Santelli, e con mister Alberto Facci, arrivammo settimi in campionato".

La carriera di Fabio Calandrelli prosegue sempre in "D" con Trento, Carpenedolo, Anziolavinio (Lazio), Castelbelforte e Fersina: "Poi sono sceso di categoria, indossando le maglie di Pro Hellas Monteforte e Vigasio in Eccellenza. Per un altro brutto incidente di gioco, rimasi fermo quasi una stagione ed ero intenzionato a smettere". Fabio Calandrelli è padre di tre bellissimi figli, Nicolas, Isaia ed Enea, avuti dalla moglie Jara, la sorella del suo attuale compagno di reparto Matteo Signoretti: "Pensavo a riprendere soprattutto a lavorare, per mantenere la mia famiglia; il dolore provato mi induceva a pensare di smettere. Ero disgustato dalle tante delusioni calcistiche, forse derivate dai problemi societari delle società in cui ero stato, ma era la falsità di molti addetti ai lavori, che si credono di far bene al calcio ed invece fanno solo del male, sopratutto ai giovani, la cosa che più mi rattristava. Durante l'estate 2015 mi chiama l'allenatore del Mozzecane Nicola Santelli e i diesse Montefameglio e Pasotto che mi dicono: "Perché non viene a farti una corsettina qui al campo visto che vivi a Mozzecane? Senza impegno, poi se hai voglia di riprendere a giocare, e decidi di rimanere a darci una mano qui da noi ti tesseriamo" e così fu!

"Rifiutai qualche squadra sia di Promozione che di Eccellenza, perché non mi sentivo pronto decisi di mettermi a posto fisicamente senza affrettare i tempi e nel novembre 2015 iniziai a giocare nel Mozzecane, fiero di giocare per questa maglia e, cosa ancora più bella, rappresentare il paese dove vivo all'incirca da 6 anni con la mia famiglia". Quanti giocatori, quanti allenatori, quanti addetti ai lavori, ha incontrato Fabio Calandrelli nella sua avventura calcistica: "Alla Lazio erano tutti campioni però visto che faccio il difensore non posso non nominare Nesta; era impressionante! Allenarsi con lui era il massimo per me, che sono anche un tifoso Laziale. Poi ricordo un Batistuta durante un triangolare con la Prima squadra della Lazio; era un'attaccante completo, impressionante la sua esplosività. In C2 a Montichiari ho avuto la fortuna di giocare insieme a Michele Cossato. Era a fine carriere ma faceva ancora la differenza; di testa era insuperabile, e nello stesso periodo c'era in porta Mauro Rosin, gran portiere. A Villafranca ricordo Andrea Nalini, si vedeva che aveva dei colpi di classe, difatti ora è in serie A con il Crotone. Quando giocai nella Fersina, ho conosciuto Claudio Ferrarese, impressionante come giocatore esterno e il suo stop a seguire che taglia le difese avversarie è unico; insieme abbiamo giocato anche nella Pro Hellas Monteforte. Ho avuto tanti allenatori e ho sempre cercato di ascoltarli e seguirli nei loro metodi. Non ho mai avuto grossi problemi con loro, sicuramente qualcuno mi ha lasciato dei bei ricordi e trasmesso degli input che ti porti nel proseguo della carriera... Ricordo Paolo Nucci, allenatore che ho avuto da bambino fino a 16 anni; mi ha trasmesso le basi. A volte vedo dei giovani che sono fortissimi tecnicamente, però tatticamente non hanno mai avuto il modo di formarsi. Di Alberto Bollini, con cui ho vinto lo scudetto nella Lazio Primavera, vi ho già detto; riusciva a far sentire tutti titolari, difatti chi entrava dalla panchina faceva sempre la differenza; sembra di rivivere come mentalità del collettivo, un po' il clima del Mozzecane di quest'anno. Poi ricordo Sven Goran Eriksson della Lazio, un signore dentro e fuori al campo. A Villafranca Alberto Facci, umile... aveva sempre un gran feeling con tutti i ragazzi... e poi ancora Marco Torresani a Carpenedolo; ex giocatore di serie A, era un motivatore unico oltre che preparato... A Castelbelforte, Giampietro Piovani, sempre ex giocatore di serie A; non scorderò mai le sue lacrime a fine stagione, perché era la prima volta che allenava una squadra di sera e la sua emozione è stata sopratutto vedere dei ragazzi che staccavano dal lavoro e invece di andare a casa venivano al campo fino a tardi; vedeva in noi la vera passione!"

"Ora invece vi parlo di mister Nicola Santelli, giovanissimo ma già con le idee chiare, sia tatticamente che come gestione un gruppo, che non è facile neanche in Seconda categoria, riesce a far stare tutti sul pezzo... siamo cresciuti molto da inizio stagione, stiamo facendo un percorso eccezionale. Siamo primi in classifica e al più presto speriamo di raccogliere l'obiettivo più importante. Siamo consapevoli che dobbiamo ancora migliorare e non dobbiamo lasciare mai nulla al caso. Abbiamo un gran gruppo! Sono fiero dei miei compagni! Siamo tutti degli ipotetici titolari: vedere i vari miglioramenti dei singoli e del gruppo, é una grande soddisfazione. Abbiamo dei giovani interessanti e allo stesso tempo, gente più esperta, che potrebbe stare benissimo giocare in categorie superiori. Faccio fatica a citare qualche nome però è d'obbligo nominare Luca Scarabello che ultimamente è arrivato a quota 200 gol, ed il capitano Matteo Signoretti, il più anziano della squadra ma sempre validissimo. Siamo supportati da gente che ama il calcio, come il preparatore dei portieri Amos Picone, i 2 vice allenatori Luca Melotto ed Orfeo Chiaramonte, il fisioterapista Peter ed il mitico Antonio Trematore, tutto fare, che insieme a tutti i dirigenti non ci fanno mancare niente. Non posso dimenticare il presidente onorario Giorgio Giavoni, ormai è la leggenda del "Mozze", e poi il figlio e presidente Paolo: a loro dobbiamo dire grazie; Vinceremo per loro!"

Nella vita privata, Fabio Calandrelli ci parla della sua famiglia: "Sono l'uomo più felice del mondo; con mia moglie Jara ci siamo conosciuti nel 2010, quando giocavo a Villafranca; lei è di Nogarole Rocca, quindi un Romano e una Veronese. Abbiamo tre bambini, Enea il più piccolo (8 mesi), Isaia, 4 anni e Nicholas, 5 anni. Loro sono la mia vita... In casa oltre alla lingua italiana, si parla il dialetto veronese ed il romano, un bel mix! Loro sono i primi tifosi del Mozzecane, non se ne perdono una. Fabio, traccia un bilancio dei tuoi primi 35 anni: "Analizzando il mio passato, sono fiero di quello che ho fatto; non rinnego nulla, non ho rimorsi, ho trovato tutte salite però mi sono sempre rialzato. Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto. La passione per il calcio, ci ha un po' diviso, portandomi fuori di casa a 20 anni".

Cosa ti senti di dire ai più giovani?
"Di essere umili, di provare a seguire i loro sogni e di prendere il calcio come sport e attività di aggregazione e di crescita caratteriale e di non voler sempre subito tutto; di credere nei propri mezzi e accettare i consigli degli allenatori, soprattutto quelli che appaiono più duri da digerire; solo così si migliora. Non importa se si arriva tra i professionisti oppure si resta dilettanti. A quelli più grandi dico di diffidare dei finti saputelli; che promettono e non mantengono gli accordi presi con i giocatori. Riavvolgendo indietro il nastro della mia carriera posso dire che sono arrivato a un passo dalla serie A, il sogno di tutti, ma oggi la mia serie A è la mia famiglia ed il Mozzecane". Dopo questa lunga chiacchierata con Fabio Calandrelli, non ci resta che attendere l'esito del Campionato di Seconda Categoria girone "B": "Mozze, ti porto in Prima!"

Antonio Dal Molin per www.pianeta-calcio.it












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