ULTIMA - 19/1/19 - SGREVA (BORGOPRIMOMAGGIO): "ORA NON POSSIAMO PIU' SBAGLIARE"

Il Borgoprimomaggio di mister Tiziano Salvagno domenica scorsa è tornato a vincere (1 a 0 a San Massimo con gol di Nicolas Torni) dopo che nelle ultime 8 partite, dopo gli ultimi due 2 pareggi a reti inviolate, aveva incassato 6 sconfitte consecutive precipitando in classifica dal 1° al 10° posto. Il direttore generale Enrico Sgreva, che domani
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13/4/17
METTI UNA SERA A CENA CON IL CEREA…

I giocatori – non tutti – arrivano alla spicciolata al Bar Bellintani, in piazza Matteotti, nel cuore pulsante di una Cerea che nel boom degli anni 60 viveva la sua massima parabola e il suo aureo momento economico. C’è la cena - quella degli auguri di Pasqua – da consumare in un locale che fino agli anni 70 era prevalentemente adibita a trattoria: il gestore, un mantovano, tale Guido Bellintani, rivive in fotografie ingiallite che decorano le pareti, ora mentre serve, con i suoi occhiali tondi alla Gramsci, “ombrete de vin” in un vassoio, ora mentre strimpella la chitarra, con a fianco, a fare da complessino, la figlia Luigina, che pizzica il mandolino.

Già, atmosfere di un tempo che non torneranno mai più, coriandoli di vita di una cittadina opulenta, la quale viveva il suo momento di maggiore gloria, quando, lasciata la dura vita dei campi, conosceva lauti guadagni grazie alla lavorazione del mobile in stile. Era il Cerea che grazie al leggendario Gildo Patuzzo, alle gesta di Schio, Strazzer, Sperandio e il portiere "il gallo" Poscolere, nel vecchio “Comunale” – ora trasformato in un gelido parcheggio – disegnava la parabola più alta della sua storia, cimentandosi contro avversarie che erano l’espressione di città di provincia più che di paesotti o piccoli centri. E, che grazie alle gesta dei suoi prodi eroi, si guadagnava nell’Italia del Nord Est l’appellativo di “Piccolo Toro”.

La padrona di casa è la gentile signora Simona, la quale conduce il locale assieme alla figlia Arianna: “Un po’ di merito”! confessa “ce lo prendiamo noi, perché da quando il Cerea è venuto al giovedì sera a mangiare qui da noi, la sua classifica è migliorata”. Ieri sera, dopo un primo a base di carote tritate e foglie d’insalata, è andato in onda un gran bel piatto di spaghetti alla carbonara; molto graditi e conosciuti da Stefano Spadari, romano de’ Roma, classe 1994, centrocampista, cresciuto in un fertile club che nella Capitale cura solo il vivaio, il Savio, e che, dopo l’esperienza nei lupacchiotti giallo-rossi (ha avuto da Allievo Nazionale Stramaccioni, poi, nella Primavera De Rossi), è passato in serie D nei perugini del Pontevecchio, poi, sempre serie D nel Sulmona, quindi, Vibonese (D), Triestina (serie D, 2 stagioni), quindi, Treviso (Eccellenza) e da dicembre è un giocatore del “Piccolo Toro”. “Nel Nord il calcio è basato sul gioco, nel senso che l’azione parte dal portiere per giungere via via alle punte. Nel Sud, si va più al sodo, si cerca il risultato, anche se a discapito del bel gioco”.

Dello stesso parere, lì a fianco di Spadari, commenta il difensore centrale Gerardo Trezza, di Cava dei Tirreni (Sa), arrivato assieme a lui da Treviso: “Il calcio da noi è basato sulla sana cattiveria agonistica, qui, al Nord, invece, si cerca di più di giocare la palla. E’ un bel calcio, a Cerea mi sono subito ambientato, il gruppo mi ha aiutato a sentirmi a casa mia e ad inserirmi fin dal primo giorno di allenamento. Sono un fedele tifoso della Cavese, il mio idolo resterà per sempre il 23enne difensore centrale Mario Catello, perito in seguito ad incidente stradale la notte stessa in cui lui accompagnò la Cavese dalla C2 alla C1. Dopo le giovanili vissute a Cava dei Tirreni, ho giocato in D nel Potentino, nella Vultur, club di Rionero in Vulture, poi, invece di passare ai friulani del Tamai, a gennaio ho preferito giocare in Eccellenza nel Treviso, ma, sappiamo tutti come sono andate le vicende societarie trevigiane ed eccomi qui a Cerea; a vivere un’esperienza molto significativa e formativa per la mia carriera di calciatore. Il gruppo è stupendo, la dirigenza pure, in primis, il team manager Vincenzo Piva e tutto l’ambiente granata, mi hanno fatto sentire subito uno di loro”. 

Ora come ora, a due bracciate al traguardo, mister Emanuele Pennacchioni, scortato da bomber Luca Moretto, vede la salvezza arrivare in porto: “Ci manca un punto solo per la salvezza matematica, e possiamo compiere l’impresa già a Teolo contro il Thermal alla ripresa del campionato dopo la Pasqua, per poi chiudere la stagione ricevendo al “Pelaloca” il Pozzonovo”.

Sei partito mister titolare, poi, dopo l’esonero di mister Mario Vittadello, hai ripreso posto in panchina… “Sono stati mesi di sofferenza sportiva, perché, se fossi rimasto in panca sono sicuro che non avremmo tribolato a raggiungere la salvezza. Sono sempre stato convinto dell’ottimo materiale che la società mi aveva messo a disposizione in estate, bastava solo aspettare un po’ e la barca l’avremmo potuta raddrizzare”.

Chi vincerà il vostro girone “A” del campionato di Eccellenza?
“L’Ambrosiana: è quasi sempre stata in testa – tranne la parentesi in cui si è alternata con la Belfiorese nelle prime giornate -; ha dei giovani veramente validi (fortissimo il classe ’99 Lorenzo Lonardi in mezzo al campo e il difensore classe 1998 Francesco Perinelli - e un gruppo che merita il salto”.

I giocatori avversari più forti incontrati?
“Bè, Giovanni Guccione, del Caldiero, l'esperto centrocampista Enrico Bortolotto ('81) che non ho visto quest’anno nel Pozzonovo, ma che ho ammirato l’anno scorso ad Abano. Ma, ritengo che la punta più forte del girone l’abbiamo noi in Franco Ballarini. E’ stato lui il nostro termometro, in mezza stagione ha segnato 15 reti”.

La sorpresa e la delusione di quest'anno?
“La delusione, credo di non sbagliare, se dico Cerea; la sorpresa, secondo me, è stata proprio l’Ambrosiana”.

Dulcis in fundo, oltre a un’ottima torta di mele e il caffè, anche il parere di una giovane promessa ceretana: l’esterno-alto, il bovolonese (tifoso juventino, con idolo Pavel Nedved) Leonardo Pinotti, classe 1998, faccia da bravo ragazzo, punto di forza degli Juniores Regionali granata ceretani  guidati da mister Andrea Greggio, a un passo dal trionfo nel loro Torneo: “A solo due gare dalla fine, siamo a +5 sul Sona, da cui abbiamo incassato l’unico dispiacere della stagione. Io sono salito in Prima squadra a Cerea a dicembre di quest’anno appena passato e ho debuttato gli ultimi 5 minuti contro il Villafranca. Negli Juniores Regionali siamo sempre stati al comando dalla prima giornata, migliorando così il 4° posto ottenuto lo scorso anno, quando alla guida c’era mister Mauro Danielli. Dei miei compagni della Juniores cito il bomber, Matteo Peroni, classe 1998, con oltre una ventina di reti realizzate, e il difensore Sebastiano Pasquali, classe 1997”.  

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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