ULTIMA - 23/3/19 - MICHAEL DE SANTIS (ROSEGAFERRO) CREDE NELLA SALVEZZA

Domani si gioca al 26^ giornata dei campionati dilettantistici veronesi dove comincia ad infiammarsi la lotta per il titolo e per non retrocedere. In Seconda categoria quest'anno retrocederanno solo due squadre per girone quindi i play-out vedranno impegnate solo la 14^ e 15^ squadra classificata, da questo scontro uscirà la squadra che sarà
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10/5/17
LE MASSAGGIATRICI NEL CALCIO: CHIARA RIGHETTI (SAN PERETTO)

Non chiamiamola massaggiatrice, ma fisioterapista. È questo, ad onor di precisione, il ruolo di Chiara Righetti nel San Peretto di Negrar, squadra militante nel girone A di Seconda Categoria che quest’anno giocherà i famigerati play-off per la promozione in Prima Categoria, dopo aver concluso il campionato al terzo posto della graduatoria con 55 punti.

Che cosa ti ha spinta ad entrare in un mondo per soli uomini come il calcio? “Devo la mia presenza in questa squadra al direttore generale Nicola Righetti, che è anche mio cugino e che mi ha invitato a provare questa esperienza. Seguire i giocatori del San Peretto è stato una delle mie prime occupazioni a livello pratico dopo aver conseguito la laurea. Attualmente, oltre a seguire la squadra, lavoro nella Fondazione Speranza ONLUS con sede a Verona, che si occupa di pazienti con problematiche neurologiche, e nel Centro Bernstein di Verona. Di conseguenza seguo i giocatori del San Peretto compatibilmente con i miei lavori, cercando di incastrare tutti i miei impegni.”

Hai mai praticato calcio o altri sport?
“Praticavo pallavolo. Per quanto riguarda il calcio, anche se non vado molto spesso a vedere le partite della mia squadra come fanno molte altre massaggiatrici, mi è sempre piaciuto seguirlo più che praticarlo, perché mi ritengo negata per questo sport.”

Che cosa cambia dal punto di vista teorico e pratico tra l’essere una massaggiatrice ad una fisioterapista? “Senza nulla togliere alle massaggiatrici, essere fisioterapisti implica un percorso di studi diverso, che prevede una laurea in fisioterapia, non necessaria per diventare massaggiatori. Dal punto di vista pratico, il massaggiatore può avere più manualità nel massaggio sportivo, mentre il fisioterapista è più navigato nel capire la patologia, prima di toccare un muscolo. D’altronde, i calciatori che seguiamo a livello dilettantistico non sono atleti stipendiati che vivono solamente di calcio o di altri sport, pertanto possono presentare delle problematiche che derivano da ciò che fanno fuori dal campo di calcio e per le quali non sempre il massaggio è la soluzione corretta. Spesso si tende a confondere la figura del massaggiatore con quella del fisioterapista, senza rendersi conto che sono due figure completamente diverse.”

Che cosa apporta un allenatore all’interno della squadra nella collaborazione con il fisioterapista? “A livello personale, posso dire di godere di piena fiducia da parte del nostro mister Cristiano Oliboni, ed il fatto che a volte mi chieda come risolvere alcune problematiche dei giocatori e se farli giocare o meno in base alle mie impressioni ed al modo in cui li tratto mi rende molto felice del ruolo che ricopro in questa squadra.”

Quali aspettative hai per il futuro? Seguirai ancora la squadra del San Peretto? “Credo di sì. Ho un bel gruppo di ragazzi da seguire, e fino a che resterà tale continuerò, sempre in concomitanza con i miei impegni lavorativi, a seguire i miei giocatori.”

Marco Farinazzo per www.pianeta-calcio.it












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