ULTIMA - 23/1/19 - LA VIRTUS VERONA CEDE CONTRO LA CAPOLISTA PORDENONE (1-2)

Per l'ennesima volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale della partita dopo essersi battuta alla pari contro la capolista incontrastata del girone B di serie C, il Pordenone di mister Attilio Tesser. A decidere la sfida a favore dei neroverdi friulani è stata una rete del 38enne Emanuele Berrettoni, ex Hellas Verona,
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24/5/17
VALDALPONERONCÀ, TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE

Quando si ottiene un successo, quando si raggiunge un traguardo, magari inseguito per alcuni anni, soprattutto se riguarda una squadra di calcio, allora si parla di merito collettivo, da divedere più o meno equamente fra tutti gli addetti ai lavori. Abbiamo voluto intitolare questo articolo, "Tutti gli uomini del Presidente", in questo caso, Emilio Cavazza, Presidente del ValdalponeRoncà, ricordando un vecchio film, per dar merito ed anche per conoscere, alcuni di questi uomini, che lavorano nell'ombra e mai sotto i riflettori; proprio per questo il loro lavoro deve essere riconosciuto e gratificato, magari solo parlandone in queste poche righe, ma anche per conoscerli meglio, per saperne di più, di loro, del loro passato, e di come la pensano. A tale scopo abbiamo voluto sentire alcuni di questi, tre in particolare, il Segretario Livio Colognato, il Dirigente accompagnatore ufficiale, Dino Righetto, ed il preparatore dei portieri, Gianluigi Linzi. 

Livio Colognato, dirigente accompagnatore fin dagli anni '90, quand'era Presidente Celestino Danese, quest'anno in veste di Segretario della società ValdalponeRoncà, ci racconta il suo passato da non giocatore: "Andavo fino al campo e per allenarmi facevo 4 km all'andata e poi 4 al ritorno, visto che abitavo a Soave. Erano tempi magri, ed allora se avevi la fortuna di comprarti un paio di scarpe, andavi avanti, se no dovevi accontentarti di quelle che scartava un compagno, sperando che andassero bene e che durassero a lungo. A me capitò di ereditarne un paio in cui ballavo dentro; fu così che quando mi vide l'allenatore mi disse chiaramente che non ero tagliato per questo sport, ed allora me ne feci una ragione, giocando solo con gli amici nei cortili o all'ombra del campanile. Però alle medie praticai la pallacanestro con la Sambonifacese. La passione per il calcio però non è mai venuta a meno, ed allora da adulto mi sono riavvicinato al Valdalpone per dare un mano". 

Da un quarto di secolo Livio Colognato si è speso per questa società, come Dirigente accompagnatore, ma anche dove c'era bisogno di lui, perché lui non è uno che si tira indietro, anzi: "Quest'anno mi è mancato il non andare in panchina, il non seguire da vicino gli allenamenti, e sì, il contatto con i giocatori, il non occuparmi delle loro piccole necessità, mi è mancato. C'era da rimpiazzare Giovanni Dal Cero, Segretario dimissionario, ed allora eccomi qua". 

Vista dagli spalti, come ti è apparsa la squadra?
"Credo che il reparto difensivo abbia fatto un salto di qualità; lo stesso portiere Marco Fracasso, è migliorato tantissimo: Secondo me gli va stretta questa categoria. Poi abbiamo un attacco stellare, che le avversarie sicuramente non hanno. A centrocampo avremmo avuto bisogno di qualche giocatore in più, ma ci penseranno senz'altro Massimo Franchetto e Gionathan Pancera, due che ci hanno permesso il salto di qualità, due che di calcio ne masticano parecchio". 

Sentiamo ora chi ha sostituito Livio Colognato, ovvero il Dirigente accompagnatore Dino Righetto, all'estero per un ventennio per lavoro, e da un paio d'anni al servizio del ValdalponeRoncà: "Sono stato anche giocatore del Valdalpone", racconta, "erano gli anni di Celestino Danese Presidente, giocavo centravanti o ala; poi ho dovuto espatriare, prevalentemente nel nord d'Africa, lavorando nel settore tessile, in particolare per il marchio Marzotto". 

L'anno scorso Dino Righetto ha seguito gli Juniores provinciali, che hanno guadagnato l'ingresso nei Regionali, mentre da quest'anno è il Dirigente accompagnatore ufficiale della Prima squadra, quello che va sempre in panchina a soffrire, a tastare con mano gli umori del mister o dei giocatori, ad esaltarsi nelle vittorie e, viceversa a soffrire nelle sconfitte: "In verità vedo sempre il bicchiere mezzo pieno", dice, "sono un ottimista! I ragazzi mi chiedono sempre il pronostico, ed io dico che vinciamo 3 a 0; poi se non va bene mi prendono in giro, ma fa parte del gioco. Vorrei sempre che andassero in campo sereni, consapevoli della loro forza". 

Chi quest'anno ha meritato qualcosa di più, nel senso che è andato oltre le previsioni? "Alberto Portinari; trovo che sia un ragazzo molto serio, che s'impegna sempre al massimo, negli allenamenti come in partita, insomma un "professionista". Poi dico Giovanni Lorenzi; quando parla lui nello spogliatoio, gli altri ascoltano". 

La palla ora passa a Gianluigi "Gigi" Linzi, il preparatore dei portieri, classe 1963, uno che quest'anno è andato pure in panchina come secondo: "E' successo contro il Casaleone; il secondo portiere aveva uno stage ed allora mi hanno tesserato apposta per l'occasione". Classe '63, Gigi Linzi è un sanguigno, con un passato da portiere di tutto rispetto: "Ho giocato una vita in porta; anche negli Amatori di Arcole, pensa che mi pagavano pure; ho fatto un paio di stagioni, ma siamo arrivati a giocarci la finale rappresentando il Veneto, a Misano Adriatico, dove perdemmo contro la Lombardia allenata da mister Vavassori, che divenne poi allenatore dell'Atalanta". 

In categoria, invece, tanti anni a difendere la porta della Napoleonica: "Era Presidente Giorgio Sambugaro, del Gruppo Napoleon, li ho giocato fino a 32 anni, poi in seguito mi chiamò il Porto Legnago del Presidente Pietro Zancanella". 

Grande personaggio, ma anche grande squadra vero Gigi? 
"Certamente! giocavo con gente del calibro di Dario Osanni, Davide Urban, Francesco Pavan, Mirco Chilese, solo per citarne alcuni". Torniamo a giorni nostri: "Ero con Peter Taccardi, dopo essere stato anche alla Provese, poi sono arrivato qui ed è il terzo anno". 

Allora è anche merito tuo, il salto di qualità di Marco Fracasso? 
"Mi dissero che era bravo, ma che io avrei potuto tirargli fuori tutte le sue qualità; beh, credo di esserci riuscito! Quest'anno ha fatto un grande campionato!". 

Chi altri ti hanno impressionato? "Emilio Brunazzi, un giocatore che non molla mai; ha velocità, fisico, determinazione, carattere, uno che va oltre il 90esimo, nel senso che anche se si sta vincendo 3 a 0, corre e combatte su ogni pallone quasi fosse l'ultimo". 

Cosa dice tua moglie, la signora Morena quando vai al campo? 
"Mi raccomanda sempre di non giocare; ma a volte mi tocca in allenamento: sai, torno a casa tutto ammaccato, ma io sono fatto così, non mollo di un centimetro, fa parte del mio carattere!". 

Concludiamo questa chiacchierata con "Gli uomini del Presidente", sentendo Livio Colognato e la possibiltà di fare la Promozione il prossimo anno: "Voliamo basso!" dice, "Vincendo contro il Tregnago abbiamo la sicurezza di far parte della graduatoria "A"; ma dobbiamo vedere in che posizione saremo in classifica; sicuramente il Trissino sarà più in alto di noi, anche nel punteggio Coppa Disciplina. Poi dovremmo sperare in qualche eventuale rinuncia di qualche società. Ripeto, non è così scontato che facciamo il salto in Promozione". 

Auguriamo al ValdalponeRoncà di passare in Promozione, dunque; per aver vinto i play-off, per lo splendido campionato disputato, e perché la società è pronta e matura per un traguardo che insegue già da alcuni anni.

Antonio Dal Molin per www.pianeta-calcio.it












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